#MESSICANIZZAZIONE come neologismo italiano per sintetizzare un processo storico-politico di frantumazione delle classi sociali senza precedenti. (Ciò che avete studiato, non ci appartiene!) / #MESSICANIZZAZIONE is an Italian neologism to synthesize a historical-political process of unprecedented social classes crushing . (What you have studied does not belong to us!)

Il saggio (in cerca di consenso, pubblicazione!) “Mā shāʾ Allāh (XXI century schyzoid man)” riprende e senza esitazione, una eclettica e lucida quanto asettica esternazione usata con arguzia da un noto stratega manageriale del campo della finanza e riassunta dal medesimo nel termine nuovo di conio -alquanto sembra- “messicanizzazione”.
L’autore di questa uscita, Forchielli, si presume data l’onestà intellettuale che si evince dalle sue argomentazioni, non insinua od allude minimamente al Messico quale Stato sovrano e glorioso Paese latino una responsabilità diretta, oggettiva od addirittura una snaturata volontà di repressione ai danni delle classi sociali meno abbienti, no affatto! Egli -deduco dalle letture sui generiis e del tema specifico che circola con insistenza nei testi virtuali (#messicanizzazione è un termine di ricerca sempre più noto su “Twitter”)- adotta questo termine per evidenziare un processo transitorio che si è radicato con evidenza particolare proprio in quelle Lande, laddove “Messico” probabilmente è stata una scelta casuale, perché “Napoli, Italia”; “Caracas, Venezuela”; “Illinois, USA”; “Salvador, Brasile”; “Lagos, Nigeria” e tante altre zone del mondo e senza motivazioni politiche, sarebbero state comunque efficaci per evidenziare realtà di cui mi accingo a scrivere riportando l’analisi fredda nei termini che mi competono maggiormente, cioè quelli che lasciano la ricerca delle motivazioni, per altro sempre attuali da rivedere nei capitoli che la storia ci ha presentato, in favore di una possibile esplicazione del presente, il quale, si deve confrontare con una prospettiva di ragionamento atta a non alimentare appunto la disastrosa messicanizzazione.
Se da un lato le coreografiche presentazioni sono state già ottimamente presentate, vedi in Italia ed oltre da Saviano (“Gomorra”) oppure per il mercato globale da “Narcos”, rimanendo nel campo delle scienze mediatiche sempre così importanti oggi, dall’altro e cioè quello sociale e politico che la storia conserva nei volumi scolastici, la ripresa di motivazioni che possano spiegare questo fenomeno legato alla disparità sociale da combattere attraverso concetti marxisti, socialisti e così via, sembrano “passate”, “superate” o, irrealizzabili, perché sbagliati nei fondamenti praticati; la Cina comunista, ad esempio, il prossimo dominatore del Pianeta in ogni livello a noi dichiarato, sta percorrendo una fase politica che potremmo spiegarla in Occidente come “transitoria”, semplicismo gratuito dovuto alla nostra genetica prospettica visionaria. (Reazionaria, in seguito)

Mā shāʾ Allāh (XXI century schyzoid man)” interroga in altro modo.
Mā shāʾ Allāh (XXI century schyzoid man)” definisce la messicanizzazione come diversificata e diversificante, banalmente in metamorfosi continua; dove lo Stato sociale è allo sbando sarà più celere, accentuata e, dove esiste, questo sarà certamente corroso. L’accusa generalista verso la finanza egemone è superata quanto lo è (fintanto che lo è) il richiamo al socialismo, laddove la finanza certamente favorisce (chiamata a correo) la messicanizzazione ma non in concorso di colpa; la finanza o “potere post-economico”, in somma, non può neppure essere indicata per sopperire alle politiche snaturate, alle vergogne dei politicanti corrotti e corruttibili: impossibile chiedergli questo.
La messicanizzazione è naturalmente “materiale umano”, un attività di risulta, la quale, per la legge dell’entropia, troverà rimedio in altra componente umanoide considerata oggi la politica come evanescenza (spettacolo) e quindi impareremo nuovamente a leggere di Religione.

Mā shāʾ Allāh (XXI century schyzoid man)” tenta una spiegazione di questo fondante legame animato e lo fa attraverso temi e capitoli di cui oggi, a parte una nascosta intellighenzia di filosofi di cui non sentiremo parlare, nessuno vuole discorrere se non con sceme pubblicazioni, istantanee di cronaca e macchiette da avanspettacolo da proporre in seconda serata.
Il martirio; l’Islamofobia; il (poco) fascino discreto del capitalismo; il terrorismo islamico ed altri scottanti temi -considerando l’Islam ultima Religione in ordine di tempo rivelata e sviluppo della Fede abramitica definitivo (riprende l’Ebraismo ed il Cristianesimo senza annullarli) nonché Religione -l’Islam- che incorpora schemi finanziari ed economici ma non politici– sono disponibili alla lettura, al confronto ed alla critica. Ora e finché c’è tempo; utile.
(In subordine chiedo asilo, QUI :-O)

NOTA sull’immagine del titolo: scaricata gratuitamente (in attesa di verifica) da Google.com, di Angelo Lopez (@angelolopezart) GRAZIE!

The essay (seeking consensus, publication!) “Mā Shā’ Allāh (XXI century schyzoid man)” resumes and without hesitation, an eclectic and lucid aseptic externation used wisely by a well-known managerial strategist in the field of finance and summed up by the same in the new term of coinage- it seems to be- “messicanization“.
The author of this outcry, Forchielli, is, presumed he has an intellectual honesty on his own outlined by his arguments, does not insinuate or even allude to Mexico as a sovereign and glorious Latin Country a direct, objective, or even a distorted will to repression damages of less well-off social classes, not at all! He -from the genre readings and the specific theme that circulates with insistence in virtual texts (#messicanizzazione is an increasingly popular search Italian term on “Twitter”)- it uses this term to highlight a transient process that is rooted in particular, precisely in those countries where “Mexico” was probably a random choice because “Naples, Italy”; “Caracas, Venezuela”; “Illinois, USA”; “Salvador, Brazil”; “Lagos, Nigeria” and so many more areas of the world and without political motivations, would still be effective in highlighting the reality I’m here to write about by bringing aseptic analysis into the terms I am most competing with, that is, those that leave the search for motivations and more and more current ones to be reviewed in chapters that history has presented us, in favor of a possible explanation of the present, which must be compared with a perspective of reasoning not to cure the disastrous messicanization.
On the one hand, choreographic presentations have already been well presented, see in Italy by Saviano (“Gomorra“) or for the world market by “Narcos“, remaining in the field of media sciences always so important today, on the other social and political history that the history retains in the school volumes, the resumption of motivations that can explain this phenomenon linked to social inequality to be fought through Marxist, Socialist, and so on, seem to be “past”, “overcome” or unrealizable, because they are wrong in foundations in practice; Communist China, for example, the next ruler of the Planet at any level stated to us, is pursuing a political phase that we could explain to the West as “transient”, free simplicity thought due to our visionary genetic perspective. (Reactionary, subsequently)

“Mā Shā’ Allāh (XXI century schyzoid man)” interrogates in another way.
“Mā Shā’ Allāh (XXI century schyzoid man)” defines messicanization as a diversified and diversifying, banally in continuous metamorphosis; where the social state is on the drift, it will be faster, more accentuated, and where it exists, this will certainly be corroded. The generalist accusation towards hegemony finance is overcome as it is (as long as it is) the call to socialism, where finance certainly favors (called to correct) messicanization but not in blame; finance, in sum, “the post-economic power”, can not be indicated neither to overcome the distorted social policies, the shame of corrupt and corrupt politicians: it is impossible to ask for this.
Messicanization is naturally “human material”, a result of which, by the law of entropy, will find remedy in another humanoid component considered today politics as evanescence (show!) so we will learn again to read about Religion.
“Mā Shā’ Allāh (XXI century schyzoid man)” tries an explanation of this foundational link and does it through themes and chapters which today, aside from a hidden intellectual intelligence of philosophers we will not hear about, no one wants to talk except with silly publications, chronicle snapshots and peripheral comedians to be presented.
Martyrdom; Islamophobia; the (less) discrete charm of capitalism; Islamic terrorism and other cruel themes -considering the ultimate Religion of Islam in the order of time revealed and, the development of the definitive Abramitic Faith (resuming Judaism and Christianity without undoing them) as well as Religion –Islam– incorporating financial and economic but non-political schemes– are available reading, confronting and criticizing. Now and as long as there is time; helpful. (In the alternative I ask asylum, HERE: -O)

La #messicanizzazione è realtà citata nel saggio che cerca pubblicazione! #mashallah_book chiede followers, re_tw pic.twitter.com/VhvhmiuIP7
— MāshāʾAllāh_the book (@MshAllh_theBook) 7 novembre 2017

NOTE on title image: downloaded for free (waiting for verification) on Google.com, by Angelo Lopez (@angelolopezart) THANK YOU!

Chiedo venia; anzi no, chiedo asilo! / I apologize; no, no, ask for asylum!

Le recenti vicende seguite alla richiesta di indipendenza della Catalogna, producono, in aggiunta alla massa di notizie più o meno veritiere (le fake news sono costantemente tra noi lettori ed apatici ascoltatori, no?) una serie di movimenti diplomatici di cui e quasi paradossalmente, una vasta platea di persone perseguitate necessitano ma si vedono frequentemente respingere nel principio. Ciò che la Politica ma, meglio dire una generalizzata e distaccata classe di politici internazionali non riesce a comprendere, è il concetto nella sua ratio di origine, il quale contraddistingue e specifica quanto è il sostentamento e linfa vitale per ogni perseguitato: cioè il suo asilo, la sua protezione e difesa ad oltranza.
Sembra che il numero da intendersi come cifra contenitore delle “richieste”, sia il deterrente principale anche per un affronto della questione in termini addirittura umanisti, laddove le Fedi religiose ed in special modo quelle abramitiche come ispirazione, offrono attraverso le loro organizzazioni senza profitto, una specie di pezza ma poco di appoggio e certamente al di fuori da ogni logica politica od Istituizionale.

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INFOGRAFICA Rapporto annuale Global Trends UNHCR

I presenti testi che riempiono questo blog personale atto alla ricerca di un certo spazio editoriale sovvenzionato, nella difficoltà momentanea di non avere un supporto misurato, certamente economico, sono in balìa non di un oblio ma, di un potere per nulla occulto che ostacola, chiude, nasconde e paralizza ogni tentativo di diffusione.
La natura islamica (nel principio) è derisa, sottovalutata, incompresa e limitata non da una violenza verbale di cui dovrei spiegare ma, dalle non motivazioni che seguono ogni affermazione e pubblicazione denigrando, svilendo e banalizzando le argomentazioni anche siano come sono sovente di natura positivistica e con un seguito.
E’ una assurdo-pseudologico che descrive questi atti e di cui il saggio “Mā shāʾ Allāh (XXI century schyzoid man)” è in qualche modo vittima; un accentramento di poteri illustri definibili come intellettualoidi i quali attanagliano ogni spiegazione o presunta tale offerta da codesto testo.
Non c’è una ragione precisa (sic!) per questa perseveranza destabilizzatrice ma, esiste una sfera geopolitica, ideologica e trasversale, la quale vuole relegare l’Islam (non la Umma, la Comunità di fedeli…) come “testo autorevole datato” assolutamente incompatibile con le strategie geopolitiche transnazionali ed Occidentali in forte espansione in ogni Landa conosciuta e grazie alla “mercificazione”, al consumismo di deriva di cui si compone.

Per tanto il sottoscritto, chiede asilo e, lo fa’ apertamente ed ufficialmente ai Paesi scevri da gioghi di potere prettamente ideologizzati dalle spinte ateiste e connessi con il lucro come ideale massimo, laddove la teocrazia rimane, comunque, un invenzione umana e quindi non accettata come unico aspetto da proporre in discussione.

In Fede,
L.d.N.


The recent events following the request for Catalonia’s independence produce, in addition to the mass of news more or less truthful (fake news are constantly among us readers and apathetic listeners, no?) a series of diplomatic movements of which and almost paradoxically, a large crowd of persecuted people need but they often see themselves being rejected in the beginning. What Politics but, better to say, a generalized and detached class of international politicians fails to understand, is the concept in its ratio of origin, which distinguishes and specifies what is the livelihood and lifeblood for every persecuted person: his or her asylum , his protection and defense to the extreme.
It seems that the number to be understood as the enclosure of “requests”, is the main deterrent also for a confrontation of the issue even in humanistic terms, where the Religious Faiths and especially those abramite as an inspiration, offer through their unprofitable organizations, a kind of piece but little support and certainly out of any political or institutional logic.

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INFOGRAPHIC Annual Report UNHCR Global Trends: “Where are the refugees?”

The present texts that fill this personal blog in search of a subsidized editorial space, in the momentary difficulty of not having a measured, certainly economical support, are at the mercy of not forgetting but of a hidden, obstructing power that closes, hides and paralyzes every attempt to spread. Islamic nature (in the principle) is deranged, underestimated, unmanaged and limited not by verbal violence I should explain but, by the non-motivations following every affirmation and publication denigrating, waving and trivializing the arguments are also as they are, often of positivist nature and with followers.
It is an absurd-pseudo logic who describes these acts and whose essay “Mā Shā’ Allāh (XXI century schyzoid man)” is somehow a victim; a centralization of definable powers that can be defined as intellectuals who perceive every explanation or supposed that offer from this text.
There is no precise reason (sic!) for this destabilizing perseverance but there is a geopolitical, ideological and transversal sphere that wants to relegate Islam (not the Ummah, the community of faithful…) as “authoritative text but dated” absolutely incompatible with the rapidly expanding Transnational and Western geopolitical strategies in every known Land and thanks to the “mercification”, the drift consumerism of which they are composed.

So, me undersigned, asks asylum, and makes it openly and officially to the Countries that are free from bonds of purely ideological power driven by atheistic thrusts connected with the profit as the maximum ideal, whereas theocracy remains a human invention and hence unacceptable as the only aspect to be discussed.

Sincerely yours (Faithfully)
L.d.N.

 

AAA intellettuali cercasi / AAA intellectuals Wanted

La storia recente, ci ha presentato, tra scienze e discipline sociali eccetera, anche alcune prospettive che sono state definite come movimenti e correnti di larga partecipazione comunemente denominate “socialismo”… “democrazia”… “moderna psichiatria e scienze sociali”… “cristianesimo sociale”; codeste tendenze, sono oggi il prestito, il lascito che ci accomuna qui, nel mondo -o meglio dire- nella “parte di mondo” dal quale riceviamo massima visibilità e soprattutto attivo sostentamento. Il corso del tempo ha fatto elevare l’edulcorazione degli insiemi ed appena citati, come massima espressione adottando nel mentre il termine “sviluppo”.
Oggi, l’Impero cinese e lo sdoganamento delle dottrine dogmatiche, finalmente lasciate senza strascichi e paure recondite, sono quantomai vicine al teorema marxista, oggi per altro defunto; significa che mai prima di oggi e per quanto riguarda la storia dell’umanità, il capitalista diviene CAPITALISTA scevro da patemi d’animo e, mai prima d’ora lo PSICHIATRA affronta come affronta oggi il primo e radicale incesto.
(La DEMOCRATICA radice mai come oggi è senza terra ed il SOCIALISMO, non per conseguenza ma per scissione, mai come oggi è vincolato nel Popolo stesso che lo assume come forma “populista”)
Nessuno di noi per conseguenza, è mai stato quello che ritiene di essere stato.

Il novo mondo, quello che non capiremo, è già pronto ed incomprensibile; la verità (nascosta od indecifrabile ai titolari di visibilità mediatica) è che la finanza egemone non può venire in soccorso alla politica snaturata ed ora tocca affrontare la Religione, (quella Islamica universalista in particolare) quell’amalgama sociale disperato che non teme di sopravvivere. L’attenzione particolare deve essere posta sopra i tentativi di corporazione che le alte sfere -clericali o no- delle Fedi religiose vorranno indicare alle masse spinte verso una #messicanizzazione per dirla alla Forchielli. Urge quindi una lettura teologica e mai una revisione con i mezzi e le conoscenze che abbiamo oggi a disposizione: i vocaboli vanno addirittura “sprecati”, laddove il silenzio intellettuale è alimento per porci.

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The recent history has introduced some of the perspectives that have been defined as movements and currents of broad participation commonly referred to as “socialism”… “democracy”… “modern psychiatry and social sciences”… “social Christianity”; these tendencies are today the loan, the legacy that unites us here, in the world -or rather- in the “part of the world” from which we get maximum visibility and active livelihood. The course of time has made the edulcoration of the sets and just mentioned, as the maximum expression while adopting the term “development”.
Today, the Chinese empire and the customs clearance of dogmatic doctrines, finally left without traces and dreadful fears, are nearly close to the Marxist theorem, today for another deceased; it means that ever before and with regard to the history of humanity, the capitalist becomes CAPITALIST, with no hesitation and never before has PSYCHIATRY faces the first and radical incest to face today.
(The DEMOCRATIC root never as today is without ground and SOCIALISM, not by consequence but by division, never as it is today bound in the People itself, which assumes it as a populist form)
None of us consequently has ever been what he/she thinks he/she was.

The new world, what we will not understand, is already ready and incomprehensible; the truth (hidden or indecipherable to mass-media visibility holders) is that hegemon finance can not come to the rescue of distorted politics and, now it is up to the Religion, (the universalist Islamic in particular) the desperate social amalgam that is not afraid to survive. Particular attention must be given to attempts by the corporation that the high spheres -clerical or not- of the Religious Faith will want to point to the masses pushed toward the #messicanizzazione (A. Forchielli, financial analyst and managerial strategist). Therefore, urges a theological reading and never a revision with the means and the knowledge we have at our disposal today: words are even “wasted”, where intellectual silence is food for pigs.

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La “caritas” destabilizzante nel concetto è un veleno nuovo. (Anche appropriarsene) / The destabilizing “caritas” like concept itself is a new poison. (Even approve it)

Caritas è un termine in lingua latina che traduce, in ambito cristiano, il greco antico agápē nel significato di “amore”; le due parole di affine significato nella cultura greco-romana (agápē e caritas) si uniscono, nell’età cristiana, per esprimere una virtù teologale, acquistando un significato assai più alto ed insieme più intimo nella partecipazione dello stato soprannaturale.

Una nota assai dolente e per cui corre l’obbligo di un esternazione in stretta correlazione alle lucrose attività finanziarie del nostro tempo globalizzato ed allargante ai principi etici e religiosi, è riferita al “traffico umano”, leggi anche emigrazione od immigrazione se lo sguardo avviene dal territorio in cui arrivano le disperate genti, allorché una scontata denunzia verso ogni deprecabile attività abbia come oggetto la mercificazione dell’essere umano è, e dovrebbe assolutamente essere, automatica, certa e non discutibile. Le Religioni abramitiche, per principio e senza addentrarci qui sulla prima vergogna peccaminosa delle schiavitù ricordando che il secolare processo di abolizione dello schiavismo non è ancora del tutto stato completato facendo precipitare nel paradossale questo ragionamento, (nel libro saggio questo capitolo è sottolineato) indicano il valore sommo della vita, rivendicando a sé, pur con qualche differenza ma non di sostanza tra Ebraismo, Cristianesimo ed Islam, la percezione incomparabile della stessa, valori per così dire affini alla scienza della morale.
Stretto quindi nell’ovvietà della condanna e finanche nella retorica manifestazione di contrarietà, l’atto schiavista e la mercificazione della vita umana in ogni forma di declinazione, soprattutto oggi che l’associazione esodo e schiavitù è un imposizione accettata culturalmente quando il lavoro è il tema del componimento su cui argomentare e quindi questione regolamentata dal potere finanziario in qualità di dosatore economico su larga scala, (movimento di sopraffazione, sopruso e barbaro, incivile e maledetto allora come oggi) il partecipare ad una logica di mercato con oggetto l’essere umano e/o la sua tratta, (anche non legata allo sfruttamento del lavoro assistendo attivamente alla detenzione e coatta attesa dicasi fermo di una persona in attesa di una collocazione giuridica, ovvero persona privata della libertà nella logica burocratica) fosse anche una semplice retribuzione per un impegno lavorativo che ne legittimi tale energia, non può esser degno di islamica approvazione, a meno a che non trattasi di momentanea e così esattamente definita attività lavorativa, la quale, per uno scopo ben preciso e dichiarato, si avvalga di questo fare per un fine (altrettanto apertamente dichiarato) di remissione del soggetto, di aiuto verso costui che sta subendo tale impositivo trattamento.
Sono innumerevoli oggidì, per esempio, le attività pseudo-commerciali definitesi in “cooperative di servizio sociale”, “associazioni senza profitto”, “onlus umanitarie” eccetera eccetera ed eccetera, le quali, elargiscono compensi e retribuzioni ed emolumenti vari agli addetti (operai e dirigenti) che hanno assunto e consolidato con un fare continuativo questo che è un modo complice per dominare (anche indirettamente attraverso attività di spionaggio o supporto in favore all’inquisizione attiva) giudicando le persone, le quali, non hanno commesso peccato davanti a Dio.

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Islam moderato, Islam non moderato… Islam moderato, Islam non moderato……. (Islam!) / Moderate Islam, not moderate Islam… Moderate Islam, not moderate Islam……. (Islam!)

Escludendo eventuali reati del malcapitato e con le garanzie attenuanti quando previste, (reati penali od infrazioni amministrative essi possano essere) anche svolgere nel continuo e senza scadenza pubblicamente condivisa ed accettata un servizio dicasi prestazione retributiva che forzi negativamente i diritti di esistenza della persona, legittimando in pratica un profitto sulla sua pelle, grande o piccolo, materiale o no sia questo utile, nell’ottica umanista e religiosa presenta gravi anomalie e, in special misura anomalie nel perseguimento delle Leggi coraniche, le quali, sembrano voler estendersi, per questo preciso contesto in esame, come pesante monito nettamente al di sopra delle sovranità degli Stati e delle Leggi, dove il Popolo di Dio è uno e libero!


Caritas is a Latin term that translates, in the Christian domain, the ancient Greek “agapas” in the meaning of “love”; the two related words in Greek-Roman culture (agápē and caritas) unite in the Christian age to express a theological virtue, acquiring a much greater and more intimate meaning in the participation of the supernatural condition.

A very painful note, and therefore the obligation of an extermination in close correlation with the lucrative financial activities of our globalized time, extending to ethical and religious principles, refers to “human trafficking”, also emigration or immigration if the look is done from the territory where the desperate people arrive, when a despicable denunciation towards every despicable activity is the object of the commodification of the human being, it should be absolutely automatic, certain and uncontroversial. The Abramic Religions, on principle and without going into the first sinful sinfulness of slavery, recalling that the centuries-old process of abolition of slavery has not yet been fully completed, causing this reasoning to fall into paradoxical terms (in the book this chapter is underlined) the supreme value of life, claiming to itself, albeit with some difference but not substance between Judaism, Christianity and Islam, the incomparable perception of the same, values ​​so closely related to the science of morality.
Strictly in the vagueness of condemnation and even in the rhetorical manifestation of contrition, the slave act and the commodification of human life in all forms of declination, especially today that association exodus and slavery is a culturally accepted imposition when work is the the topic of the argument on which to argue, and hence the issue governed by the financial power as a large-scale economic analyst, (a movement of overwhelming, overwhelming and barbaric, uncivilized and cursed then as it is today) to participate in a market logic with the object of being Human being and/or trafficking (also not related to labor exploitation by actively assisting the detention and the expected waiting for a person to stand for a legal placement, or a private person of freedom in bureaucratic logic) was also a simple remuneration for a work commitment that legitimizes this energy can not be worthy of Islamic approval One, except that it is not a momentary and precisely defined work activity, which, for a well-defined and declared purpose, makes use of this for an end (as openly stated) of the subject’s remission, of aid to him which is undergoing such tax treatment.
There are innumerable such things, for example, pseudo-commercial activities defined in “social service cooperatives”, “unprofitable associations”, “humanitarian onluss”, etcetera and so on, which give compensations and remuneration and emoluments to employees (workers and executives) who have assumed and consolidated with a continuum this is an auxiliary way to dominate (also indirectly through espionage or support activities in favor of active ingestion) by judging people who did not sin in front of God .

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Islam moderato, Islam non moderato… Islam moderato, Islam non moderato……. (Islam!) / Moderate Islam, not moderate Islam… Moderate Islam, not moderate Islam……. (Islam!)

Excluding any offenses of the defendant and with the mitigating guarantees when provided (criminal offenses or administrative offenses they may be) also carry out, in a continuous and unpaid manner, publicly shared and accepted a service which is a remunerative provision that negatively impairs the rights of the person’s legitimacy in practice, a profit on his or her skin, large or small, whether material or not, is useful in the human and religious perspective, it has serious anomalies and, in particular, abnormalities in the pursuit of the Quranic Laws, which seem to be extending to this very precise the context under consideration as a heavy warning well above the sovereignty of States and Laws, where the People of God is one and free!

La parola e la preghiera agli onorevoli Sauditi / Word and prayer to the honorable Saudis

Il sito internet ufficiale in italiano del Governo dell’Arabia Saudita, nella sezione http://www.arabia-saudita.it/page.php?id=116, riporta un esaustiva descrizione dell’Islam e dei suoi valori e principi di Fede. Per ogni Uomo di Fede e quasi esclusivamente per quelli islamici, quell’appendice è un notevole merito ed orgoglio, un altro potremmo ben dire; la mole di attività che questo […]

La donna (femmina) è un essere umano poco dotato intellettualmente?/Is the woman (female) a human being intellectually not very gifted?

La donna, grazie alla vitale attrazione che emana, è costantemente sotto esame particolareggiato; oggi, nell’evitare il ridicolo e pericolosamente costeggiando il provocatorio sentiero delle assurdità (soprattutto scritte), l’esame si incentra soprattutto nel costume e nell’abbigliamento, scansando e quasi maldestramente quanto è riconducibile al suo comportamento, alla moralità che la contraddistingue all’interno delle società cosiddette civili. Adoperandosi in un ragionamento leggermente e solo leggermente approfondito, potremmo ben dire che queste analisi sociologiche che rimangono confinate in fin dei conti nell’estetica, in realtà sono solamente un escamotage per nascondere e nemmeno troppo bene il controllo esclusivo che l’altro sesso vuole mantenere e mantiene in una forma esclusiva, un controllo che diviene sovente esigenza di dominio verso la persona, dove il vestiario ed il trucco in fondo non sono così interessanti…
Permettendo un rimando ad un passaggio già inscritto in questo sito che gentilmente potreste rileggere QUI, nella sezione “FAQ Temi aperti“, ora e più precisamente andiamo a dare un occhiata all’ultima pseudo sentenza della “CORTE DI GIUSTIZIA DELL’UNIONE EUROPEA“, (pseudo perché in effetti, in Europa, rimangono questi dei “consigli” e poco più, in quanto è la Legislazione del Paese Sovrano che fa testo, in un attività legislativa e giuridica Nazionale che deve prevedere e circoscrivere ogni contesto polemico ed ogni disputa, ogni causa civile e penale, di lavoro eccetera).

http://curia.europa.eu/juris/document/document.jsf?text=&docid=188852&pageIndex=0&doclang=IT&mode=lst&dir=&occ=first&part=1&cid=161094

Cattura
Link diretto alla pagina (https://goo.gl/1YhqeC)

Senza dar atto a polemiche e che possano deviare il tema, ricordo a beneficio di completezza e per capire meglio il potere che la (CVURIA) ha, una delle severe sentenze inflitte (meglio prodotte) e che non sempre o quasi mai vengono recepite dai Paesi portati a giudizio, per esempio quella della recente condanna (retroattiva) che l’Italia ha subito per la “questione degli indennizzi” alle vittime di atti terroristici eccetera.

http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/giustizia/2016/10/11/giustizia-corte-ue-condanna-italia-su-indennizzi-vittime_d69ef924-dc0b-46a4-966e-89e6d6fb0edc.html

Non è per sminuire la Corte, non è questa una decontestualizzazione della sentenza (per altro non apertamente e pubblicamente documentata e nota a tutti in ogni particolare) verso un quadro adiacente alla scienza dell’antropologia: ciò che è inteso e non sottinteso in questo parziale testo, è una richiesta di personalizzazione della domanda infissa nel titolo di questo passaggio scritto; una lettura appropriata della frase così apposta, una prova di questo genere, viene richiesta con lo scopo di creare una agitazione nel pensiero di chiunque possa leggere questa frase interrogativa.
>>>      Stiamo virtualmente discutendo di un foulard oppure delle centinaia di donne uccise barbaramente ed a sangue freddo in Italia ogni anno? (http://www.corriere.it/cronache/speciali/2016/la-strage-delle-donne/)
>>>          Stiamo parlando di un accessorio di abbigliamento oppure delle migliaia di bambine prostitute che ci aspettano dietro l’angolo? (http://www.irishtimes.com/culture/welcome-to-the-child-sex-capital-of-europe-1.339827)
>>>     E’ una questione religiosa e prettamente religiosa oppure la questione femminile la si può articolare nel miliardario e complesso business mondiale e senza confini della pornografia in cui la regina (ed il re allo stesso tempo) acclamata dal Popolo è l’essere umano privo del pene?


The woman, thanks to the vital attraction she emanates, is constantly under detailed examination; today, avoiding ridicule and dangerously provocative path skirting the absurdities (especially written), the examination focuses mainly in the costume and dress, almost awkwardly dodging what is due to his behavior, morality that distinguishes all ‘interior of the so-called civil society. In striving reasoning lightly and just slightly deepened, we might well say that these sociological analyzes remains confined to early accounts of aesthetics, in fact they are only a ploy to hide, nor too exclusive well control that the opposite sex wants to keep and it maintained in an exclusive form, a control that becomes often need of domain to the person, where the clothing and make-up are not so interesting indeed…
Allowing a reference to a passage already written on this site that you could kindly read HERE, in the “open FAQ Themes“, now more precisely let’s take a look to the last sentence of the pseudo “COURT OF JUSTICE OF THE EUROPEAN UNION” (pseudo because in fact, in Europe, these are “tips” and so on, as it is the legislation of the sovereign Country that makes text, in a National legislative work that needs to predict and circumscribe each legal context and controversy, every civil case from a criminal one, or a job’s dispute etc.)

http://curia.europa.eu/juris/document/document.jsf?text=&docid=188852&pageIndex=0&doclang=EN&mode=lst&dir=&occ=first&part=1&cid=161094

Cattura
Transl.: EU Court: “It is legitimate to ban islamic headscarves -Hijab- in the workplace”

Without giving place to controversy and that can divert the issue, I remind the sake of completeness to better understand the power that (CVURIA) has, one of the severe sentences imposed (better to say produced) and that does not always or almost never are implemented by EU-Countries brought to trial, for example that one of the recent conviction (retroactive) that Italy has suffered to the “question of compensation” to victims of terrorist acts and so on.
This is not to belittle the Court, this is not a de-contextualization of the judgment (for all of us not so openly and publicly documented and known in every particular) towards a framework adjacent to the science of anthropology: what is understood and not supposed in this part text, is a customization request of stuck question in the title of this passage written; an appropriate reading of the sentence on purpose, a test of this kind is required in order to create a stir in the mind of anyone who can read this interrogative sentence.
>>>   Are we virtually talking about a scarf, or the hundreds of women brutally murdered and cold-blooded in Italy each year? (http://www.corriere.it/cronache/speciali/2016/la-strage-delle-donne/) [italian lang. only link]
>>>  Are we talking about a clothing accessory or of the thousands of child prostitutes who are waiting us around the corner? (http://www.irishtimes.com/culture/welcome-to-the-child-sex-capital-of-europe-1.339827)
>>>   Is it a religious and purely religious issue or can it be argued through the world billionaire business (without boundaries) of pornography in which the queen (and king at the same time) acclaimed by the people is the human being penis free?