Nota a margine. / A side note.

Note for the kind (lang.) English readers: please scroll (always) down to find the text; be aware that the translation has been entrusted to the automatisms of virtual systems. Thank you.

L.d.N.

Ho considerato ed assaporato l’idea di rilanciare un ipotesi discriminante e feroce di pensiero nonostante l’articolo risolutivo scritto per l’atto finale del blog in favore del libro e che potete trovare QUI; la stizza che nutre la vena ed il suo ramo di articolazioni per lo specifico riguardo, è però sempre troppo violenta e dolorosa nell’atto della propagazione sua: Vi chiedo umilmente -ed è l’unica concessione che Vi ritroverete cari lettori- di pregare e donare al sottoscritto un gentile pensiero che cercherò di tradurre come fosse placebo lenitivo ed attimo di pace interiore…
(Lo posso fare e lo farò grazie anche a Voi, SDV)

Viviamo in un periodo di transizione storica e politica; dopo “decrescita”, dopo “diseducazione”, correnti di pensiero che hanno seguito le varie e variegate e senza dubbio sagge, a tratti immense pubblicazioni che trattano della nostra esistenziale civile epoca moderna, senza andare a scomodare le origini (evidenziate nel saggio “Mā shāʾ Allāh (XXI century schyzoid man)” in cerca di particolare attenzione) del sommario pensiero dell’Uomo e della civiltà Occidentale ed Orientale, (incentrata da me nella Ummah in questo particolare) rimangono fluttuanti troppe incognite già definitesi nella biologia evolutiva, nella economia comportamentale.
Un primo spiegamento delle contraddizioni e degli orrori che dalla fine della seconda guerra mondiale non si sono per nulla placati ma hanno solo un inquadramento geopolitico differente, in un moto -per così dire- bastardo, ha portato l’alto pensiero ad uno stallo, ad un concentrico e tautologico movimento piuttosto accademico nella sua complessità descrittiva.
L’accusato è rimasto solo alla sbarra: dopo morte e la sepoltura in tutta fretta del socialismo reale, delle ideologie (quasi) tutte fatte a pezzi in favore del Mercato unico e globale, elevando la tecnologia come “secolare nuova religione” da adottarsi senza eccezione se non quella finanziaria che disdegna apertamente l’equilibrio, il capitalismo è l’unico e comprensibile imputato alla sbarra, sebbene non ci sono giudici pronti a dare inizio ad un processo vero e proprio.

La dissoluzione delle società come classe particolare, il millenarismo, il fatalismo, l’utopismo e tutto il resto, ci consegnano esagerate problematiche generazionali, le quali sfoceranno nel medio termine in un epocale sostituzione e mescolamento (bastardo? -cit.-) di culture che i soli profittatori di pensiero innanzi a tutti, adducono come “nuova prospettiva sociale”, “convivenza possibile dell’umanità” e via dicendo, alimentando un assistenzialismo di stampo Cattolico inefficace e deleterio per come la storia del “sud del mondo” (colonizzazioni assolutamente comprese) ci insegna.
Il “melting pot” è un falso storico; un ipocrisia che giorno dopo giorno ci consegna ed allarga di conseguenza il distacco delle masse, di quelle masse che non trovano rappresentazione democratica o pseudo tale, se non nel nome di quel consumo che la legge del Mercato continua ad imporre e che però molto presto lascerà marcire innestando la cancrena iniziatasi con la formale denominazione e catalogazione sociale del “sottoproletariato”.
Tralasciando gli sviluppi (ad onor di cronaca letteraria rimando la ricerca sul canale mediatico “Twitter” dell’acronimo mediatico ed oggi comunemente detto hashtagmessicanizzazione#messicanizzazione) di questi nuovi accentramenti/feudi sociali, ciò per cui mi sveno, è l’indicare della “nostra posizione” appunto all’apice di quella transizione storica indicata poco sopra; questa è una constatazione precisa e risolutiva perché inquadra perfettamente quello stallo indicato nel contesto appena proposto e, lo spiega altrettanto perfettamente: ogni studio preso in esame prima del presente (la “completa” trattazione avviene ovviamente nel saggio che potrete sostenere per la sua pubblicazione da questo LINK! oppure questo LINK!) avviene sempre e comunque come “risultato” oppure “esito” di un preciso arco temporale che spesso coincide e senza mezzi termini con “le guerre mondiali e l’Olocausto in particolare”, “il pensiero cartesiano”, “l’Illuminismo”, “il Marxismo”, “le Religioni racchiuse nello spazio temporale dell’Uomo vivente e quindi nello stretto spazio liturgico”…
In somma, l’ancora (zavorra in taluni casi) del pensiero è ammarata in un passato o trapassato remoto, lasciando praticamente “tutto il resto” alla fantasia od alla fantascienza dei romanzi.

“I giuochi di potere” non mi interessano a questo punto: l’indice è verso l’ignorante pensiero che il globo sia popolato da esseri tutti umani ossia, per svelare questa piccola provocazione, che esista un Pianeta denominato “Terra” affranto dalla voglia di approdare in un Umanesimo comune, sia a prevalenza religiosa oppure agnostica od atea. (Come -ad esempio- voler affrontare il nuovo valore nella scala di compassione ed assistenza di genere che in talune società civili d’Occidente le bestie hanno raggiunto superando di una lega o due l’essere umano?)

Certamente questi sommi capi esposti non possono e non hanno la pretesa di indicare un “cammino novo” (Nota: l’ultimo capitolo del saggio è un esempio insuperabile!) ma, inseriscono l’idea di poter svincolare il primario legame del ragionamento e per qualsiasi direzione sia e sarà possibile trovare e levare l’ancora dal passato utilizzando giovani e coraggiosi pensatori che non abbiano più e mai più valori ormai ossidati. Questo significa oltrepassare l’errore compiuto e perseverante di “ammodernare”, “edulcorare”, “compromettere”, “cambiare”, “adattare” eccetera, eccetera ed eccetera, l’innescato seme genetico e culturale e sociale, di estradizione, inciso nel dna, ma, di ritrovarlo e rileggerlo nel prammatismo e nella razionalità del vissuto quotidiano, unico e reale valore inattaccabile che le masse in movimento spostano costantemente senza precedenti grazie alle infrastrutture anche e soprattutto virtuali.

L’imbarazzo delle ideologie ottocentesche potrebbe finalmente essere scansato e, le sinistre che si atteggiano a destre (spesso viceversa) lo catalogheremmo con qualche sorriso adoperato per l’avanspettacolo; il disagio oggi generato da folkloristiche rappresentazioni del “Partito comunista” sarà dovuto e ridimensionato dalla platea degli attori rimasti (over ’40) laddove biblici numeri mostreranno “Genti nove”.
E… “l’imbarazzo” dei due terzi degli umani dicasi fedeli all’Unico Dio?

Consolidata non l’idea ma i dati di cui abbiamo un rilievo in tempo reale e considerate le politiche inaffidabili ed inefficaci alla luce dei risultati sino ad ora raggiunti da ogni Governo insediato nel mondo, la “fase di transizione” è oltre il “Racconto biblico” per l’immanenza e grandiosità di cui non abbiamo un precedente davvero “tangibile”: entro 25 anni circa, il “sud del mondo”, povero ed ormai derelitto sarà almeno triplicato e con il suo fetido e malato alito sul collo di tutti gli altri pochi fortunati; “la domanda” sarà univoca ed assordante:
<<-VOGLIO ciò che tu hai! ORA!->>
Non ci saranno sufficienti carri armati per fermare questo corso e, la dissuasione ragionata e ragionevole non potrà aver luogo visti i presupposti di pensiero ormai scaduti; le difese resisteranno certamente ma, per quanto tempo?
L’aria sarà quella già vissuta nel Medioevo?
Alcuni saggisti, Editori ed anche politici irragionevoli per le loro conclusioni ma dotati di un immaginazione ed un senso del lavoro alquanto fruttuoso, leggasi di produzione del consenso, non lo nascondono affatto: hanno, essi, nel breve e brevissimo termine pure ragione da vendere (sic!)
(Tralascio le analisi che perverranno -SDV- nel mio nuovo scritto intitolato “MI GRA RE” e di cui ci sono per ora solamente annotazioni, danari a supporto sempre pochi o zero; le sembianze di società neo-medievali sono -purtroppo- già in fase di strutturazione, sebbene l’onda migratoria sarà mille e più mille tsunami messi assieme, va detto e ricordato ancora).

L’accento nichilista che pare sarà notato lo si accomuni -per favore- alla necessaria svalorizzazione del Vostro assunto, utile per concludere questo articolo; da qui, da questa parte finale dovranno sorgere alcune inquietanti domande, a correo potrei osare ad aggiungere. La inaspettata speranza la si troverà nella proposta caotica e disperata racchiusa proprio nella stessa “domanda” che assillerà il nostro prossimo futuro, SDV:
tradurre quel “VOGLIO” in una mitigazione degli istinti consegnando immediatamente (“ORA!”) quella più che sufficiente base per sopravvivere, piattaforma che avrà (ha!) un unica spiegazione, un unica rappresentazione riconosciuta (non auspico riconoscibile) nella Fede in Dio.
E’ una questione di numeri: si badi bene; contrastare in pochi qualsivoglia richiesta dei più, sarà abbreviare -seppur nella resistenza ad oltranza- il declino che già è in atto e che ha raggiunto proprio i fondamentali di pensiero che pensavamo consolidati ed inoppugnabili, comunque mai esposti. La pressione e l’innesco destabilizzatore all’interno delle Comunità religiose e fedeli al monoteismo è già fallita, si sappia anche questo: sebbene ancora in fase di pianificazione e vittoriosa per una parte -quella Cattolica- non sarà mai efficace, considerando l’inadeguatezza di pensiero e di conoscenza che c’è nei confronti dell’Islam.*
Con “la vittoria” già in pugno, (nei fondamentali di pensiero infinito) la Comunità mussulmana (Ummah) comunque sia e sarà, SDV, non è assolutamente “vincente” e del tutto “vincente,” proprio perché “la vittoria” la detiene dalla coscienza di sé, dall’atto mussulmano innocente dalla nascita che la obbliga inesorabilmente al Giudizio divino e finale.
Questa è la mia indicazione per cui tutti e nessuno escluso non rimangano silenti, assecondanti nel ragionamento che è in luce e quindi disponibile e per questo ipocriti: il comunemente denominato “welfare” deve essere sostenuto e garantito per non essere sopraffatti dai nostri stessi istinti, sdoganando relegandole nella storia passata, teorie economiche e politiche sociali che tacciano industriali e finanzieri quali “responsabili” tout court.
La garanzia di sopravvivenza comune e civile non sarà comunque questa: trattasi di precaria tregua sociale, di compromesso con la rilettura storica; “le vera richiesta” è sempre “la solita”: Dio e Dio e Dio ancora e, in codesta ultima analisi, chi è maggiormente esposto, è proprio colui che in Dio crede ma riesce ad accantonarlo alla bisogna, (accomodandosi nella liturgia?) e non vuole affrontare -parato dalla cautela- il corso del tempo con estremo coraggio che da Lui innegabilmente riceve.
La domanda quindi la ripropongo: dove sono e quali indicatori rilevano (solo quelli del Mercato Economico? -Domanda espressamente rivolta alla Ummah che detiene nell’ortoprassi slamica un marcato evidenziatore-) alla luce di questa transizione epocale i Fedeli del Dio Unico?

* Invero, vi è un clamoroso ed incredibile attentato planetario (di deriva Occidentale) nei confronti dell’Arabia Saudita; le circostanze militari non sono esattamente un esempio: ciò che è eclatante e che -parzialmente- si può ricondurre a “Shi’a” ma solo per una ragione di lettura storica, è l’insinuazione che il loro potere non sia derivante dai giacimenti petroliferi per altro in fase di “sorpasso storico-economico” ma, dal fatto che circoscrivono un area Sacra (Mecca e Medina) a difesa della loro proposta politica, (estera in particolare, sostenuta dagli Stati Uniti d’America e “pochi altri”, per non aggiungere nomi… e nella speranza di essermi sbagliato dall’indicare questo!) oggi in discussione e che non prevedono (è la fondata “accusa”) adeguati e mirati “aggiustamenti” nelle deboli e disastrate (artatamente) economie dei Paesi mussulmani, laddove la dicotomia “Islam-terrorismo” è sempre e maledettamente presente in ogni tentativo di dialogo aperto, in antitesi a frequenti pseudo-discussioni in cui “il pensiero islamico” si ritrova comunque nell’interrogato piuttosto che nell’interlocutore.
L’Arabia Saudita è per definizione il Paese che ci presenta l’Islam nella sua plasticità oggi; integro.
La ricchezza stellari della maggioranza dei suoi abitanti non è affatto garanzia per quanto hanno consegnato alla storia e meglio di tutti: i sauditi hanno bisogno di aiuto.
Io penso di poterlo offrire e meglio spero di farlo attraverso questi scritti; che Dio mi perdoni se potrò ricavarci qualche cosa per il tempo che mi rimane: lo dico onestamente ed apertamente, piuttosto conscio che essi (gli scritti) rimarranno disponibili.

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I considered and savored the idea of relaunching a discriminating and ferocious hypothesis of thought despite the resolutive article written for the final act of the blog in favor of the book and that you can find HERE; the annoyance that nourishes the vein and its branch of articulations for the specific consideration, but is always too violent and painful in the act of its propagation: I humbly ask you -and it is the only concession that you will find dear readers- it is to pray and give me a kind thought that I will try to translate as a soothing (placebo) effect and a moment of inner peace…
(I can do it and I will also thank you, G.w.)

We live in a period of historical and political transition; after “degrowth”, after “diseducation”, currents of thought that followed the various and varied and undoubtedly wise, sometimes immense publications dealing with our existential civil modern era, without going to disturb the origins (highlighted in the essay “Mā shāʾ Allāh (XXI century schyzoid man)” that seeks particular attention) of the summary Man’s thought and of the Western and Eastern civilization -centered in the Ummah in my particular think- too many unknown factors remain floating in the evolutionary biology, in the behavioral economics.
A first explanation of the contradictions and horrors that since the end of the Second World War have not subsided but have only a different geopolitical framework, in a motion -so speaking…- bastard, led the high thought to a standstill, to a concentric and tautological rather academic movement in its descriptive complexity. The accused has remained alone at the bar: after death and burial in a hurry of real socialism, ideologies (almost) all torn apart in favor of the single and global Market, elevating technology as “secular new religion” to be adopted without exception if not the financial one that openly disdains the balance, capitalism is the only and understandable imputed to the bar, although there are no judges ready to start a real trial.

The dissolution of societies as a particular class, millenarianism, fatalism, utopianism and all the rest, give us exaggerated generational problems, which will result in an epochal substitution and mixing (bastard? -Cit.-) of cultures in the medium term that the only profiteers of thought before all, adducere as “new social perspective”, “possible coexistence of humanity” and so on, fueling a Catholic assistance ineffective and harmful for how the history of the “south of the world” (colonization absolutely understood) teaches us.
The “melting pot” is a historical forgery; a hypocrisy that day after day gives us and widens the separation of the masses, those masses that do not find democratic representation or such a pseudo one, if not in the name of that consumption that the law of the market continues to impose and that very soon will leave rotting grafting on the gangrene, began with the formal naming and social cataloging of the “underclass”.
Leaving aside the developments (literary new reference research on the media channel “Twitter” we, today commonly call hashtag “mexicanization“, -in Italian only-, #messicanizzazione) of these new centralizations/fiefdoms, what I show you, is to indicate “our position” precisely at the apex of that transition indicated above; this is a precise and decisive observation because it perfectly fits the stall indicated in the context just proposed and, explains it equally perfectly: each study examined before the present (the “complete” treatment obviously occurs in the essay that you can support for its publication from this LINK! or this LINK!) happens always and however as “result” or “outcome” of a precise time span that often coincides with “the World Wars and the Holocaust in particular”, “the Cartesian thought”, “Age of the Enlightenment “,” Marxism “,” the Religions enclosed in the temporal space of the living Man and therefore in the narrow liturgical space “…
In addition, the anchor (ballast in some cases) of the thought is hidden in a distant past or past, leaving virtually “all the rest” to the fantasy or science fiction of the novels.

“The games of power” do not interest me at this point: the index is towards the ignorant thought that the globe is populated by all human beings namely, to reveal this small provocation, that there is a Planet called “Earth” stricken by the desire to arrive at a common Humanism, either religiously or agnostically or atheistic. (How -for example- want we to tackle the new value in the scale of compassion and assistance of the kind that in some civil societies of the West the beasts have reached surpassing the human being by an alloy or two?)

Certainly these high points exposed can not and do not have the pretension of indicating a “new path” (Note: the last chapter of the essay is an insuperable example!) but, insert the idea of being able to release the primary link of reasoning and whatever direction, it is and it will be possible to find, raise the anchor from the past, using young and courageous thinkers who have no more and never more oxidized values. This means going beyond the error made and persevering to “modernize”, “sweeten”, “compromise”, “change”, “adapt”, etc. the triggered genetic, cultural and social seed of extradition, etched into the dna, but, to rediscover it and reread it in the pragmatism and rationality of everyday life, the unique and real unattainable value that the masses in movement constantly shift without precedence thanks to the infrastructures, also and above all virtual.

The embarrassment of nineteenth-century ideologies could finally be avoided and, the leftists who pose themselves to the right (often vice versa) would catalog it with some smile of vaudeville; the embarrassment generated today by folkloristic representations of the “Communist Party” will be due and downsized by the audience of the remaining actors (over 40) where biblical numbers will show “New People”.
And… “the embarrassment” of two thirds of humans faithful to the Only God?

Consolidated not the idea but the data of which we have a relief in real time and considered the policies unreliable and ineffective in light of the results achieved so far by each government established in the world, the “transition phase” is beyond the “Biblical history” for the immanence and grandeur of which we do not have a truly “tangible” precedent: within 25 years, the “south of the world”, poor and derelict will be at least tripled and with its fetid and sick breath on the neck of all others lucky few; “the question” will be univocal and deafening:
<< -I WANT what you have! NOW!- >>
There will not be enough tanks to stop this course and, reasoned and reasonable dissuasion can not take place considering the already expired thinking assumptions; the defenses will certainly resist, but for how long?
Will the air be like that already experienced in the Middle Ages?
Some essayists, publishers and even unreasonable politicians (for their conclusions) but endowed with a rather fruitful imagination and sense of work, read of consensus production, do not hide it at all: they have, in the short and very short term, also reason to sell us ( sic!)
(I omit the analysis that will come -G.w.- in my new book entitled “MI GRA RE” -MI GRA TE- and of which there are only annotations for now, money to support always few or zero: the appearance of Neo-medieval societies are -unfortunately- already in the structuring phase, although the migratory wave will be a thousand and a thousand tsunamis put together, it must be said and remembered again).

The nihilistic accent that seems to be noticed is to be held in common -please- the necessary devaluation of Your assumption, useful for concluding this article; from here, from this final part, some disturbing domades will have to arise, to be corrected I might dare to add. The unexpected hope will be found in the chaotic and desperate proposal enclosed precisely in the “question” that will assail our near future, G.w.:
translate that “I WANT” into a mitigation of the instincts immediately delivering (“NOW!”) that more than enough basis to survive, platform that will have (have!) a single explanation, a single recognized representation (I do not wish recognizable) in the Faith in God.
It’s a question of numbers: mind you; to oppose in a few requests of the most, will be shorten -even in the resistance to the bitter end- the decline that is already underway and that has reached precisely the fundamentals of thought that we thought consolidated and impregnable, however never exposed. The pressure and the trigger destabilizing within the religious communities and faithful to the monotheism has already failed, this is also known: although still in the planning phase and victorious for a part – the Catholic one- will never be effective, considering the inadequacy of thought and knowledge about Islam.*
With “the victory” already in hand, (in the fundamentals of infinite thought) the Muslim Community (Ummah) however and will be, G.w., is absolutely not “winning” and completely “winning,” just because “the victory” holds it from the self-consciousness, from the innocent Muslim act from birth that obliges it inexorably to the divine and Final Judgment.
This is my indication that everyone and no one does not remain silent, compliant in the reasoning that is in light and therefore available and for this hypocrites: the commonly called “welfare” must be supported and guaranteed not to be overwhelmed by our own instincts, by clearing them down in past history, economic theories and social policies that deny industrialists and financiers as “responsible” tout court.
The guarantee of common and civil survival will not be this: this is a precarious social respite, compromise with the historical re-reading; “the real request” is always “the usual”: God and God and God again and, in this last analysis, who is most exposed, it is precisely the one who believes in God but manages to set He aside, (settling in the liturgy?) and he does not want to face -with caution- the course of time with extreme courage that God undeniably He gives.
The question then I propose again: where are they and what indicators do they detect (those of the Economic Market? -Question expressly addressed to the Ummah which holds a marked highlighter in the orthopraxis Islamic way of life-) at the light of this epochal transition, the Faithful of the One God?

* Indeed, there is a sensational and incredible planetary attack (of Western drift) against Saudi Arabia; military circumstances are not exactly an example: what is striking and which -in part- can be traced back to “Shi’a” but only for a historical reason, is the insinuation that their power is not derived from oil fields, on the other hand, in the phase of “historical-economic overtaking”, but from the fact that they circumscribe a Sacred area (Mecca and Medina) in defense of their political proposals, (foreign in particular, supported by the United States of America and “a few others”, not to mentioning “other names”… hoping to be wrong for this statement!) today under discussion and which do not provide (it is the founded “accusation”) adequate and targeted “adjustments” in the weak and disastrous (artfully) economies of Muslim Countries, where the dichotomy “Islam-terrorism” is always and darned in every attempt at open dialogue, in contrast to frequent pseudo-discussions in which the”Islamic thought” is always find in the the “interviewee” rather than in the “interlocutor”.
Saudi Arabia is by definition the Country that presents us Islam with its plasticity today; intact.
The stellar wealth of the majority of its inhabitants is by no means a guarantee for what they have delivered to history and best of all: the Saudis need help.
I think I can offer it, and I hope to do it better through these writings, and may God forgive me if I can get anything for the time I have in front of me; I say it honestly and openly, quite aware that they (the writings) will remain available.
 

Spartan shield / Scudo spartano (About X cent. b.C./Circa X sec. a. C.)

Sospensione dell’attività. Essenziale vitalità e ritorno alla famelica origine di registro. Senza blog. (ARRIVEDERCI E GRAZIE!) / Suspension of activity. Essential vitality and return to the famished origin of register. Without blog. (GOODBYE AND THANK YOU!)

Non c’è consultazione; non ci sono ragionamenti dettati dal conto economico e patrimoniale e, non esiste -per questo atto finale- un analisi statistica approfondita da dover produrre ed in seguito proporre.
Questo blog, appositamente creato per la promozione del libro saggio, si conclude con questo articolo, semplicemente ed essenzialmente; uno sguardo poco sostenuto verso la gloriosa tecnica militare spartana la quale, grazie alle formazioni oplitiche influenzò l’ordinamento di quello Stato circa dieci secoli prima di Cristo (diciassette circa prima dell’Islam) tuttavia non è affatto casuale e, denota una personale organizzazione sui generiis per questo fine editoriale: senza fronzoli, a tratti violenta.

La lotta” è parte inscindibile del vivente, in seguito credente: la grazia della vita o, meglio dire del dono della vita, riporta esattamente oppure, ancora, consegna -meglio precisare- il dovere di imparare a lottare.
Ecco un altro aspetto apparentemente “difficile” da affrontare nel pensiero (tutto) Occidentale: la negazione della richiesta di dialogo su una base che separi (non escluda ma…) anche per un istante “il contatto” tra Dio e l’islamico essere umano.
Certamente l’alto pensiero non prettamente “orientale”, ha sviluppato -ad esempio- il panteismo, punto molto elevato di contatto con quanto cerco di esprimere ora; ecco il motivo che mi ha spinto a realizzare il saggio che tenti un prosieguo di questo “contatto” allargando e coinvolgendo il non islamico ed in seguito il non fedele cittadino e cittadini entrambi, escludendo nessun vivente:

Nel limite del possibile questo blog verrà tenuto aperto (non aggiornato con articoli!) e, non è totalmente esclusa la futura possibilità di un “auto-pubblicazione” dell’opera (qui sempre supportata) attraverso i canali informatici oggi di pubblico dominio, sebbene per questo momento, trattasi di una via non praticabile per ragioni non futili.
Al tempo, ogni eventuale intervento qui, in questo luogo virtuale, avrà una risposta per iscritto ed ogni iniziativa atta alla pubblicazione sarà seriamente presa in considerazione: è il mio impegno, un assicurazione che dovrà gestire il mio tempo con quello che vorrò dedicare per ripristinare gli appunti del saggio che verrà (SDV) dedicato alle migrazioni dei Popoli ed alla precaria sedentarietà sociale, leggi integrazione (hashtag per Twitter: #messicanizzazione) di questi, laddove proporrò ed in seguito un altro blog specifico.* 
Il profilo Twitter dedicato (@MshAllh_theBook ) non sarà sottoposto alla condizione del blog, pertanto, rimarrà aperto, utilizzando di tanto in tanto, per ragioni imprescindibili alle “necessità imperanti del momento”, attributi che conducano al blog questo.

L’arte della guerra è, con tutte le attenuanti e diversità di pensiero possibili, un arte: la sconfitta va sempre e comunque scongiurata e disattesa con ogni mezzo ma, a condizione, considerata. (Nulla in Terra è per sempre)
Con immutato affetto; escluso nessuno.

Lucaa del Negro

https://mashallah-book.com/altri-progetti-editoriali-other-publishing-projects/
(Immagine: scudo spartano; circa X sec. A.C.)

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There is no consultation; there are no reasoning dictated by the income statement and balance sheet and, for this final act, there is no detailed statistical analysis to be produced and then proposed.
This blog, specially created for the promotion of the essay book, ends with this article: yes, simply and essentially it ends here; a little look supported towards the glorious Spartan military technique, which thanks to the oplitical formations influenced the organization of that State about ten centuries before Christ (about seventeen before Islam) it is not at all a casuality and, denotes a personal organization over generiis for this editorial purpose: no frills but sometimes violent.

“The struggle” is an inseparable part of the living being, later believer: the grace of life or, still better, the gift of life, accurately reports or, again, delivery -it is better to clarify- the duty to learn to struggle.
Here is another apparently “difficult” aspect to be faced in Western (all) thinking: the denial of the request for dialogue on a basis that separates (it does not exclude but…) even for a moment “the contact” between God and the Islamic human being. 
Certainly the high thought, not purely “oriental”, has developed -for example- pantheism, a very high point of contact with what I am trying to express now; this is the reason that led me to realize this essay that tries a continuation of this “contact” by enlarging and involving the non-Islamic and later the non-faithful citizen and citizens both, excluding any living being:

As far as possible, this blog will be kept open (not updated with articles!) and, the future possibility of a “self-publication” of the work (here always supported) through the IT channels now in the public domain, is not totally excluded, although for this moment, it is a way that is not practicable for non-silly reasons.
At the time, any intervention here, in this virtual place, will have a writing answer and, any initiative suitable for publication, will be seriously considered: it is my commitment, an insurance that will manage my time with what I will dedicate to restore the notes of the essay that will come (God willing) dedicated to the migrations of the Peoples and to the precarious social sedentariness, read integration (hashtag for Twitter: #messicanizzazione) of these,* where I will later soon propose another specific blog.

The dedicated Twitter profile (@MshAllh_theBook) will not be subject to the condition of this blog, therefore, will remain open, using from time to time, for reasons that are essential to the “prevailing needs of the moment”, attributes that lead to this blog.

The art of war is, with all the extenuating and possible differences of thought, an art: the defeat must always be avoided and disregarded by all means but, on condition, considered. (Nothing on Earth is forever)
With unchanged affection; excluded none.

Lucaa del Negro

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(Image: Spartan shield; about X cent. B.C.)

 

[F]ederal [A] rchive of [K]entucky [E]rmeneutica

-> TO FIND THE ENGLISH TEXT, PLEASE YOU HAVE TO SCROLL (so) DOWN…

A margine dell’evento insolito ed eccezionale svoltosi negli Stati Uniti e di cui seguirà la parziale e significativa trascrizione, sono rilevanti le brevi annotazioni che l’intervistato (il sottoscritto) e la delegazione degli intellettuali sopraggiunta (virtuali) hanno espresso in maniera netta quanto efficace per la comprensione della intervista stessa o, meglio precisare, dell’evento, vista l’esclusività di questa anormale più che anomala forma.Fakke Propaganda
Basandosi su una prospettiva comunemente chiamata “fake” (in italiano “falso”) la modalità espressiva è certamente alterata ma, in questo caso, la consapevolezza di articolare il contesto significativo di reali e verificate


condizioni, la bugia diviene mezzo, strumento ed espediente nello stesso tempo; l’immedesimarsi nella trama mistificatrice rappresenta per questo caso una tecnica di identificazione: antidoto capace di riesumare una realtà compromessa dai poteri che la detengono in ostaggio, vitale orgoglio che rifiuta il paralizzato mondo intellettuale ed i suoi adepti inconsapevoli, i suoi ignoranti attori che popolano i media virtuali.
Poco importa se una certa teatralità quale spreco di energie per questo testo si è inteso riconoscere, poco importa se la finzione consegna un accento volgare: le parole che seguono le dovrete contrastare con la stessa moneta che Vi è stata regalata.

Buona lettura.

 

Nota per la lettura:
CNDT (Edward R. RTW. Murow, Conduttore)
LdN (Lucaa del Negro, Autore)
NDR (Nota del redattore)

CNDT: Il Testo che Lei propone appare ad una prima lettura come fondato su un aspetto preciso della Religione Islamica, in particolare quello che incita verso il proselitismo come un dovere del Mussulmano: se è così, come accettare questo presupposto, questo fine piuttosto marcato per intraprendere un dialogo paritetico con “il resto del mondo secolarizzato”? Considerando pure l’assoluta, irrinunciabile ed inscindibile Fede che l’islamica persona reca in se, come conciliare un ragionamento con chi ha messo in discussione ed ha parzialmente risolto la questione morale, etica nonché teologica da secoli senza comprendere ed addirittura -in un estremo ragionamento- rifiutando l’esistenza divina?
LdN: Le mie sono solamente delle considerazioni, tengo a precisare; si tratta di esigente necessità di ripristinare un civile dialogo tra “la Gente” che si misura in nuove e rinnovate globali densità demografiche, leggi l’epocale spostamento delle masse. Questo tipo di questione sociale oggi è sommessa e denaturata anche dalla logica umanitaria fallimentare, in quanto essa prevede un associazionismo oggi dilaniato dalle metastasi della malavita che in qualche modo sopperisce allo Stato quasi fallimentare. Inoltre, il cosiddetto indispensabile dialogo, è assopito dalla “società dell’immagine” ben delineata dal pensatore francese Debord; significa che il “civile dialogo” che io prospetto ed alle volte invoco, è, come conseguenza diretta delle argute intuizioni del Debord, vaccinato contro ogni immagine anche cruenta e disumana che ci viene proposta quotidianamente, laddove in somma, un bimbo dilaniato dalla bombe che consapevolmente supportiamo nella costruzione attraverso l’indifferenza oppure un “corpicino migrante” di 7 anni gonfio di acqua e sale sulla spiaggia ed in putrefazione, ci colpisce nell’animo per… un giorno? Due? Anche i preziosi contributi mediatici quali ad esempio i lungometraggi così in voga -penso ora al film “I, Daniel Blake” di K. Loach, per esempio- sono senza effetto, nel momento in cui abbiamo una certa possibilità di cambiare; questa non è certamente una colpa che adduco, sia bene inteso: è -lo ripeto- una presa personale di coscienza che personalmente intendo risolvere con le mie osservazioni, con le mie “richieste”.
La Religione e, quella islamica, siccome è generalmente un ortoprassi, conserva e propone e un indicazione di pensiero e, una serie di azioni da intraprendere in un ottica sociale e comunitaria, senza una “colpa in origine”, per semplificare.
A ben analizzare quanto ho scritto in “Mashallah (XXI century schizoyd man)” non c’è mai un esortazione per la scelta di professare fedelmente un Credo; il titolo è esemplare: viviamo un periodo in cui l’attività schizofrenica è il nostro pane quotidiano, siamo cioè pronti a negare quanto abbiamo sottoscritto e siamo preparati a rinnegare la nuova scelta per riprenderla poco dopo, anche considerevolmente edulcorando i valori Cristiani del perdono e, non a caso dico Cristiani. La ritrattazione è divenuta una nostra abilità praticamente indispensabile ad ottenere un fine, in un movimento globale che corre ed insegue il capitale. Siamo -per citare un perfetto slogan- pronti a volere qualcosa!
La conclusione del saggio poi è chiara: l’Uomo non necessita di Religione in quanto è egli stesso Religione. Questo passaggio è fondamentale: ripropone l’Umanesimo in chiave astratta, come a voler disperdere “un seme”, “un corpo”, in favore di una rinascita e prima di avervi introdotto una umana ragione, come a pretendere una razza umana pura (senza colpa) ed una soltanto.
La nostra miseria difronte alla natura, in seguito, ci chiamerà verso un interrogazione alta: solo allora l’ateismo sarà un ricordo da riaffrontare con giudizio e la costruzione del Dio come “pensiero di pensiero” (nóesis noéseos) potrà essere ricomposto. L’Islam, da questo punto di vista è vincente: oltrepassando la metafisica occidentale e rinnovando le Fedi abramitiche in particolare, trapassando tutto ciò, offre una (la) sostanza che nel paradosso del supporto limitante dei suoi fedeli perseguitati dalla ricerca di un umanesimo tratteggiato nell’età moderna non desistono, disponendosi alle invocazioni intercettanti del richiamo alla morte.

CNDT: Quindi, se posso interpretare, Lei non reclama gli “elementi panteistici” ed anzi, individua un accostamento di pensiero con Giordano Bruno e Spinoza oppure Hegel, se mi consente, per ricondurre il tutto al Dio Unico, ad Allah, laddove l’Uomo è comunque sottomesso. Eppure leggo di Marx nel suo testo…
LdN: L’insistente preoccupazione di ricostruzione di una personalità-Dio, è sommo errore del pensiero Occidentale, risolto semplicemente nei fondamentali dalla declericalizzazione delle Comunità mussulmane che riconoscono senza patti l’iconoclastia dell’Islam.
In ogni caso, anche in quello più aspro come appunto quello che vide il marxismo come un ideologia positiva, scienza in favore dell’essere umano libero, lo scontro permeerebbe attraverso la diluizione del tempo attraverso la sua richiesta, la quale è consistente di una vita, la nostra vita terrena; le vette della filosofia Occidentale e della sua civiltà come valli adiacenti, rimangono assolutamente distinguibili e maestose ma, devono rappresentare un approdo, un punto visivo ed oggi giustamente privilegiato che permetta di scorgere una catena montuosa che esiste, stabile e possente. Non sia necessario discutere della Parola di Allah -potremmo ben dire- ma di rappresentarla nel nostro tempo, di verificarne la portata e, soprattutto, di riconoscerla nella quotidianità e senza attuare compromessi, convenienze e strategie di alcun tipo. (Lo spazio all’autocritica sarà -considerata l’imperfezione umana- quasi infinito e comprenderebbe anche il socialismo e l’ideologia comunista, disgraziatamente fallita e non per aver avuto sballati fondamentali). Se dovessi quindi affermare che “credo in Dio” non esiterei a farlo, impegnandomi a dimostrare non l’esistenza di Dio stesso ma adoperandomi a rappresentare il pensiero divino per quello che posso voler fare e con questa esatta sequenza: potere, volere e fare. Oggi e finché vivo. Concretamente, la società civile -mi perdoni se rimarco il mio esordio- è difronte ad una sfida di cui non potremmo sottrarci a differenza di quanto in vece è stato fatto fino ad ora, a causa del radicale cambiamento de “la grammatica della guerra”. Le guerre, prima come contenitore coatto ora sono e saranno permanenti e la fuoriuscita delle popolazioni è inarrestabile; sono dati di fatto che esautorano ogni tentativo di politica sui generiis, anche economica. E poi c’è internet…

CNDT: Capisco…Internet; torniamo “con i piedi per terra” (NDR: Il conduttore sorride e, sembra si respiri nello studio un aria meno drammatica…)
LdN: Certamente e ben volentieri.
“I piedi per terra” è un espressione che mi piace quando viene estrapolata dai miei pensieri: denota una presa coscienziosa ed un rafforzamento della responsabilità che ognuno di noi mai dovrebbe abbandonare ed anzi, l’abbandono volontario di essa, per il mio pensiero, è sintomo di una patologia da curare. Il raziocinio, il prammatismo, specie inquadrato nella responsabilità di governo, dovrebbe essere dogma, laddove una cura inefficace dovrebbe considerarsi per l’ammalato come possibilità di venire accompagnato verso l’oblio, la inesorabile fine. Anche da queste parole leggermente azzardate, si evince che la Religione -qualora la prendessimo per un esempio e meglio astratto oppure come segmento giurisdizionale- ha ben precise parole e, nella fattispecie, quella Islamica non ha equivoci: perdono sì ma non pietà fine ad esso in un circolo -mi permetta- vizioso.
Veniamo ad Internet.

CNDT: (NDR: Breve silenzio in sala; è possibile che l’introduzione in argomento del termine “giurisdizionale” in rapporto con la Religione, abbia fomentato qualche “sospetto di velata teocrazia propositiva”, per esemplificare l’atteggiamento tenuto dagli ospiti e dall’intervistatore nel frangente…) Mi scusi se faccio mente locale e, se ritorno un attimo indietro… Quindi Lei -in una personalissima visione espositiva- mi costringe in qualche modo a fare la domanda che con consuetudine e da me disattesa, si fa’ in genere ad una presentazione in grande stile di un opera che reca la parola di Dio ed Allah nel suo caso in prima pagina: permetta quindi, Lei è Mussulmano praticante?
LdN: Premetto che non voglio sottrarmi a questa domanda seppure mi vedo costretto a chiedere il permesso per una brevissima chiosa: personalmente devo lasciare intendere che questa domanda presuppone una licenza liturgica interconcessa da entrambi e, di preciso, solamente dopo l’assenso reciproco, si deve poter intendere che l’unica risposta possibile è la testimonianza di Fede, in arabo Alhamdulillah!
Nel dubbio sia io il solo ad aver profittato di questa licenza, ritengo quasi superfluo e certamente sterile e poco significante la mia risposta, in quanto la richiesta di una risposta e per cui la domanda possa venire soddisfatta e meglio possa arginare le altrui limitate conoscenze nel merito, pone inevitabilmente l’interrogato e non più l’interlocutore verso una particolare costrizione.
Se la decifrabile (per il tema ivi proposto) richiesta di interrogazione abbia un legame con il voler sapere se un atto sia riconducibile all’Islam oppure se una persona è mussulmana, il dialogo si concluderebbe con l’asserzione di testimonianza della Fede certamente ma, anche con l’erezione di un muro tra le persone schierate, oppure, il consenso di proseguimento del dialogo alloggiando nella rispettiva propria trincea. Per tanto, per questo tentativo di ragionamento, la risposta non sarà il sigillo, l’emblema ed etichetta di consuetudine ma, sarà un sorriso da ricevere oppure all’opposto un attenzione da voler attivare per tenere alta la propria difesa.
Per inciso e per quanto ho appena espresso prima: non ricorrerò a testimoniare l’esistenza di Dio attraverso una sentenza ma, mi accingo a dimostrare che le azioni ed i pensieri conducono al Re dei Re ed ogni essere in Terra sia questi sano, ne ha facoltà di poterlo fare, vale a dire che ognuno di noi è “sottomesso” o, per dirla in una maniera altra, è mussulmano. Detto questo, allora, con rispetto io Le chiedo: Lei non lo è?

CNDT: Devo francamente dire che mi ha “quasi” convinto, nel senso che Lei, onestamente, riporta e riconsegna sì ogni cosa all’Esssere Supremo, per così malamente dire ma, il suo moto è più chiaro se la visione è per un “Universalismo”, un pensiero filosofico sì alto ma sempre connotato di una laicità propria del pensiero moderno Occidentale.
Sbaglio?
LdN: No, non ci sono errori se non quelli irriducibili ed irrisolvibili legati alla nostra umana imperfetta condizione; ciò che in qualche modo contesto e che in verità non è contestazione ma proposizione -in fatti sono qui come vede per uno scopo preciso- è che adesso, nel momento in cui stiamo parlando, l’arresto (momentaneo) e il riposizionamento della ragione dell’Occidente, è l’unica esigenza quale maniera possibile per il fine di poter iniziare un dialogo paritetico con il pensiero d’Oriente ed islamico in particolare, pensiero che ha subito un arresto senza precedenti.
Asserisco questo con determinazione e coerenza, constatando l’evidente fallimento delle Società Occidentali, le quali sono in affanno e soprattutto nella auto-riconsiderazione delle proprie potenze egemoniche imperanti. Oggi e mai come allora, la storia non ci riconsegna nulla: siamo difronte ad un mondo paradossalmente inesplorato che indica addirittura un intelligenza artificiale.
Quali sono i nostri baluardi? Dove li releghiamo, nella rete? Nella filosofia che non apprezziamo, nelle Religioni che demonizziamo, nelle ideologie che ridicolizziamo e confondiamo artatamente? Il presente è il nostro futuro, qualcuno ha detto: l’introspezione non sarà un male e per inizio.

CNDT: Mi sento spiazzato: religioso ma nella “Verità Islamica”; sociale e civile ma nell’ideologia socialista… “Arresto del pensiero Occidentale”? E’ questo che cerca di propagandare?
LdN: Piano, per favore; Lei vorrebbe che svolgo e per intero il mio saggio qui? Ce l’avete qualche giorno di diretta? (NDR: Un brusio dalla platea e dalle prime file è presente; qualche sorriso è visibile ed un accenno di applauso parte dai posti più decentrati. E l’intervistatore e l’intervistato sorseggiano un bicchiere di acqua e si scambiano un delicato sorriso…)
Mi spiego: la mia analisi è profonda e radicale; quando indico “arresto” immediatamente affermo anche “momentaneo”. L’immenso potenziale espresso ma anche esprimibile dell’Occidente è un valore inestimabile, così come la scienza che queste Lande sono in grado di produrre ed hanno prodotto. Addirittura e, non lo dico come fosse una concessione, la scienza finanziaria è, secondo il mio parere, una capacità aggiunta per la convienza civile. Ma…
Proprio in questi momenti, l’abdicare della politica all’economia finanziaria, sta producendo un antropomorfo movimento che fa sì che le politiche sociali (NDR: welfare state) vengano riprese da Organizzazioni le quali sono una costola della “gerarchia ecumenica”, almeno per quanto riguarda l’Europa ed i Paesi che da essa si sono formati, Stati Uniti d’America, Canada ed Australia innanzi a tutto. Questo è un fenomeno incontrollato e devastante per certi versi e lo diviene soprattutto quando è il Papa stesso a citare passaggi di politica socialista in ogni Landa che visita.
Voglio dire: non sono io ad introdurre “la Religione” ed il socialismo; come vede, pochissimi e nessuno sta analizzando questi strani connubi, laddove l’Islam è costretto nell’imposizione subdola che non riesce a scansare, a dover cioè rispondere sempre e comunque di quanto indichiamo con fare mediatico come “terrorismo”.
E poi c’è sempre internet!

CNDT: Internet: sì, ritorniamo con i piedi per terra. Una volta per tutte.
Esiste -secondo Lei- una corresponsabilità, una “Spectre” dietro questa tecnologia e precisamente, esiste un controllo delle menti attraverso i “social”? Quale è la soluzione se abbiamo effettivamente un problema?
LdN: La rete non è un problema oppure, se lo è, dobbiamo tenercelo.
Sto a dire che solo l’accurata analisi ed alcune politiche possono disinnescare l’ordigno che la rete veicola ed è, -una volta per tutte!- si sappia, atomico.
Ogni odierna e futura prossima attività umana sarà compresa in questa tecnologia, mezzo che virtualmente annulla ogni spazio (anche temporale) nelle relazioni, le quali, fino a prima della instaurazione sua -ora non controllabile da nessuna singola potenza al mondo grazie alla condivisione forzata del dominio dell’atmosfera terrestre- erano in qualche modo 
regolamentate e dalla natura e dalla impreparazione dall’uomo stesso in rappresentanza di un autorità: è davvero stupido affrontare oggigiorno qualunque argomento senza tenere conto dell’influenza di questa “presenza” in ogni singolo aspetto da dover considerare.
Inter-Net è tutto il nostro presente; la sua è una permeazione planetaria, all’apparenza intramontabile, ancorché il linguaggio ne è stato assimilato perfettamente e, compreso in ogni latitudine. Porsi la domanda discostante se, se questo “sistema di informazioni” sia non necessario ma almeno utile e non solamente un utilizzo per la evoluzione comunicativa ed espressiva delle masse, non può avere una risposta connotata da perentorietà e riconducibile alla forma “sì” oppure “no” e, nemmeno un giudizio bilanciato da una qualche condizione sociale particolare è garanzia per una risposta che abbia senso compiuto per questo tempo.
Detto questo bisogna prendere “con le pinze” ogni singola deriva che è stata sottoposta dalla rete e, sarà ancora una volta evidente che solamente attraverso il “filtro” di cui prima ho posto grande rilievo -mi riferisco all’umana presa di coscienza della Religione- abbiamo una certa possibilità di sopravvivenza civile;ogni Stato certamente avrà la propria Legislazione in materia, la propria Costituzione che adatterà l’introduzione eccetera di queste “nuove possibilità”.
Prendiamo ad esempio la cripto valuta: da qualche tempo, da non molto per essere precisi, in quanto tecnologica prova di universale chiave criptata e codificata in algoritmo informatico univoco, una sorta di innovativa valuta definita “crypto valuta” 
-semplificando con voluta noncuranza il Bitcoin- soffre, rischia di morire subito dopo essere stata partorita, perché l’uso odierno nella qualità di “moneta scritturale” le viene imposto dal mercato che rimane terreno di scambio. In un verso di Fede disposto dal dogma, tutto è relativamente semplice: l’Islam in quanto Religione ed Ultima Rivelazione, applicazione del diritto universale alla vita comune (pensiero sociale) non ha incertezze di sorta e, diffondendosi attraverso le Sacre Sure del Corano, chiarisce perfettamente la materia. [“Ciò che concedete in usura, affinché aumenti a detrimento dei beni altrui, non li aumenta affatto presso Allah. Quello che invece date in elemosina bramando il volto di Allah, ecco quel che raddoppierà.”] Sura 30; Versetto 39 come primo esempio.
Perché questa lapidaria indicazione che non offre spazio ad alternative?
Gli aspetti correlati al deviato e possibilmente devastante assioma di favore per una sostituzione od affiancamento delle crypto-valute alla natura ed alle caratteristiche della moneta intesa ed accettata globalmente come misura di valore, mezzo di scambio e fondo di valore, nell’indifferenza concettuale tra danaro e moneta, dall’antica origine probabilmente legata ai nostri avi della Roma antica e fino ad arrivare ai giorni che ci vedono protagonisti, deve essere contrastata con ogni mezzo a disposizione e prima ancora di sciogliere il laccio che queste crypto-valute insistono a tenere con ciò che in gergo bancario si definisce “raccolta fondi” (Fundraising).
Ci sono ragioni eclatanti e di una ragionevolezza sconcertante per cui questa affermazione appare forte quanto violenta ed intransigente: la prima ed unica che voglio indicare -per chi non avesse abbastanza Fede- è quella dell’impoverimento, dell’imbarbarimento delle precarie società civili attanagliate dall’epocale confronto con quelle gremite di sotto-proletari e miserabili che stanno spostandosi verso di queste ultime; slegate ed indifferenti dal non sostituito ed insostituibile lavoro che compone la dignità e la libertà dell’individuo, sia “1 oppure 1000000” la remunerazione da considerare, le crypto-valute per come sono state definite dai loro guru (“…dimenticatevi della finanza, del mercato, delle valute per come avete fino ad ora riconosciuto…”) sono un pericoloso atto di sabotaggio verso le precarie società civili. Non è la loro natura volatile, veloce, azzardata, temeraria, evanescente, impalpabile e via dicendo da temere o sottovalutare per la propria garanzia, non è il rischio e l’incertezza da doversi considerare pericolo per il raggiungimento del proprio scopo ma, l’altissima probabilità di dover accettare passivamente l’affronto dei disperati che aggrediranno le mura che ci hanno in qualche modo difeso e protetto; gli Organi predisposti e preposti ed anche quelli di polizia, non saranno capaci di farlo (occasionalmente si renderanno protagonisti di attività doppiogiuochiste) e, soprattutto, non ci saranno luoghi di riparo e da poter definire “sicuri”, in special modo nel momento in cui i risparmi verranno messi in circolazione.
E’ chiara la posizione -se dovessimo così rappresentare per un istante- l’indicazione Coranica di Dio in questo tentativo esegetico che Vi propongo?

CNDT: Una società che non affronta -per usare le sue parole- se stessa e la propria innata Religione (anche nell’aperta contestazione delle “società Occidentali” che la esamina) ed in soccorso alle proprie contraddizioni di natura teologica, rischia di sopperire ed implodere?
LdN: Io non ho indicazioni; allontaniamo l’equivoco possibile.
Chiedo solamente di rileggere i Testi ed anche quelli Sacri e, rileggermi. In questo caso pubblicamente leggermi.
Ciò di cui pavento come fosse l’apocalisse e che per inciso non è e non sarà mai di quella portata per le mie parole espresse e scritte, è una modificazione della società civile verso il peggioramento a tratti gravissimo della natura stessa di cui si compone.
Un validissimo stratega finanziario, nonché grandissimo manager di successo di cui ho l’onore mediatico di qualche piccolissimo apprezzamento, il dottor Forchielli, ha coniato un termine al riguardo: “messicanizzazione”. In particolare, io ho scritto nel mio blog di propaganda per il saggio, ben due articoli e forse tre se includo anche quello specifico delle cripto-valute; “messicanizzazione” -senza nessuna offesa e nemmeno sottintesa verso lo Stato sovrano latino americano- è un movimento, una summa di analisi geopolitiche ed antropologiche. Politiche sociali anche eclatanti come quelle per il rafforzamento della sicurezza interna dei Paesi coinvolti ma non con appunti neo-squadristi, potrebbero addirittura non solo svolgere il delicato compito di equilibrio dei ceti ma, addirittura portare verso un innalzamento della produttività e quindi della ricchezza quei Paesi che adotterebbero una correzione in tal senso.

CNDT: Politiche sociali e Religione: ancora non riesco a percepire questa correlazione che Lei non demorde dal proporre, anche come ragionamento.
LdN: Vede, oggi, la richiesta di Religione da parte delle masse spesso inconsapevoli della natura del progetto divino per questa indagine di parte, è enorme ed abnorme, epocale! La mancanza di politiche sociali trova un equilibrio che è stato spiegato scientificamente: entropia.
La sostituzione di questa essenzialità del vivere, di questa mancanza da parte degli Stati, viene dalla Religione: entro 15 e forse al massimo 20 anni da questa parte, la popolazione mondiale è destinata a raddoppiare, laddove la miseria delle condizioni sarà l’unica evidenza capace di mostrarsi con quella ferocia che è essa stessa natura esistenziale. Chi meglio di ogni altro rappresenta la mano che lenisce le ferite, l’offerta senza contropartita di un servizio?
La destabilizzazione è in atto e, come ho già detto, l’affronto, leggi il soccorso da parte del mondo Cristiano e Cattolico in particolare è inadeguato; la vocazione dello stesso prete è messa in discussione: servitori di Dio oppure assistenti sociali? Avvocati? Operatori all’accoglienza? Anche qui e perdoni se infierisco od almeno mi pare di poterlo fare, l’Islam non avendo un clero risulta vincente, almeno per la non domanda di cui in vece nella persona del prete e rispettiva sua cerchia questi si pone e giustamente si dovrebbe porre.

CNDT: Faccio “l’avvocato del diavolo” ed ancora per un momento, mi perdoni. (NDR: Aperto sorriso da parte dei due attori sul palcoscenico…)
Dunque, in questa rappresentazione, il Mussulmano sarebbe quello vincente in società? Ammettendo e senza remore dalla mia parte e per un istante, la Comunità Islamica (NDR: Ummah) abbia ricevuto il “Libro perfetto”, come mai le società in cui l’Islam è presente sono in quelle condizioni che tutti possiamo verificare? Perché l’emigrazione e la rincorsa al consumismo Occidentale da parte dei cittadini in cui Maometto è il Profeta ultimo, è costante? E per favore, niente vittimismo, senza offesa glielo chiedo…
LdN: Lei deve aver già approfondito un capitolo del mio libro, a quanto sembra… (NDR: ampia risata e dal pubblico e dai due rispettivi protagonisti…)
Ottima domanda, innanzi a tutto.
Con la preoccupazione di non trovare una risposta che la soddisfi ed indicando Lei ma solo come paradigma, se permette, dico senza esitazione che esiste un grande problema. Banale affermazione questa mia, immagino. Ad ogni modo, questa asserzione serve per esprimere e pubblicamente ed è inoltre utile per il dichiarare nuovamente che il sottoscritto ed anche come autore di questo saggio, non ha indicazioni da apporre come fossero strade maestre da percorrere.
Il Libro (Santo) c’è, i testi ci sono: andate a studiare.
Quanto tempo sarà necessario? Quali sono le prove da affrontare e perché non considerare anche questa una prova? Personalmente ritengo il mio libro (NDR: il libro al momento è in cerca di Editore, potete informarVi QUI) sia una prova oggettiva e qualificante: ognuno di noi ha una soluzione; il tempo a disposizione sarà quello che ci vede vivi: ancora più banale? Ovvio?
Non c’è nulla di scontato nel affrontare un problema e non ci sarà quando la soluzione dovesse non essere alla portata; in vece, il problema esiste ed è una cancrena quando non lo si vuol affrontare, quando il vantaggio personale affonda ogni resistente anima.
Uno Stato che non garantisce equità sociale, si presta a ballare con il diavolo!
C’è un Popolo eletto? Il Giudizio essendo divino e Celeste non è dato a svolgersi in Terra; la presunzione di esserlo è -nell’atto di riconoscerlo- positivo segno, segnale di vittoria ma, allo stesso tempo, è indice di responsabilità, di dimostrazione verso chi si sta comunque adoperando, laddove bene è mai dimenticare e bene è ripetere che il Giudizio sta in Cielo ed perfettamente secretato a chi vive in umana condizione.
Lo studio e la conoscenza sono doni destinati all’intelletto umano e solo all’intelletto umano; le bestie seguono solo l’istinto.  L’umana condizione e misera condizione appartiene ad ogni essere in Terra; la Religione non è Dio; Egli non necessita di nulla, men che meno di Religione. Attraverso questa consapevolezza ed attraverso le altre piccole proposte che Vi ho fornito, c’è lo spazio utile per l’autocritica, per il ripristino di una civile convivenza che aspiri non ad un mondo migliore ma verso il mondo nuovo che si sta presentando poco a poco e di cui nulla o poco più di nulla sarà riconoscibile.
Quale sarà quindi il processo storico e meglio il preciso momento storico da leggere e che i nostri posteri potranno leggere? Quello di questi anni, di quelli che hanno visto i Profeti percorrere le tortuose strade o quelli di mezzo? Chi era nel giusto e che cosa ha fatto per dimostrarlo? Chi non lo era? Seppur con amarezza conscio dell’arresto condizionato del pensiero islamico avvitato troppo spesso in plastiche recitazioni mnemoniche e soprattutto difronte alle nuove sfide post tribali di convivenza, molto irritato dalle manovre consumistiche del capitalismo che lo hanno vincolato e raggirato, nutro una ragionevole speranza e, questa è solamente Fede, perché l’istinto produce al momento solo rabbia.
E questo libro.

CNDT: E’ una risposta che voglio poter considerare, mi lasci dire; voglio cioè pretendere di accettarla, sebbene non mi sento ed al momento soddisfatto. Come vede, in vece di rappresentare l’audience, Le sto rispondendo a livello personale e, penso, Lei abbia ragionevolmente colpito nel segno. Complimenti e grazie davvero del suo prezioso tempo Lucaa. Grazie!
(NDR: Il conduttore si alza in piedi e conduce un applauso generalizzato; i riflettori si abbassano)
LdN: Sono io che ringrazio Lei ed il suo pubblico; sono onorato e lusingato allo stesso istante.  Se posso dire ed i microfoni sono spenti… spero in qualche donazione: il biglietto di ritorno e tutto il resto mi ha svenato; il dramma mio è che razzolo davvero male, economicamente parlando.
(NDR: Nell’ambientazione televisiva ormai semibuia si intravedono i due uomini in un accenno di abbraccio; i fari ormai spenti lasciano percepire solo un rumore di passi che si allontanano)

 

Louisville, KY. (La città de: “il più grande”, Muhammad Ali)
29 Feb. 2018

 

Nota del redattore: E’ stata omessa la domanda (quasi retorica) riguardo nuovi ed eventuali progetti dell’autore; è stato fatto questo per la ragione di proporre a Voi lettori un dialogo scorrevole e puntualizzante negli aspetti non sempre così leggeri da doversi considerare. Speriamo di aver fatto cosa gradita e, per completezza di informazione, ricordiamo che l’autore ha dichiarato di aver finito una fiaba per bambini ma da leggersi a cura degli adulti solamente per loro favore: sorprendentemente egli ha chiarito che la stessa, è una formale significativa copia del saggio “Mashallah (XXI century schizoyd man)” per bambini. Stupefacente!
Una nuova opera inoltre è in fase avanzata di scrittura e riguarda le migrazioni dei Popoli e precisamente nell’aspetto dell’esodo verso l’Europa, la cosiddetta immigrazione. Il titolo è: “MI GRA RE”; in fase di stampa su metallo/plastica una raccolta di pensieri (anti-poesia) intitolata: “3STRPOL[A]ZIONi”.


On the sidelines of the unusual and exceptional event held in the United States and of which the partial and significant transcription will follow, the brief notes that the interviewee (the undersigned) and the delegation of the intellectuals (virtual) have clearly expressed, are as important as effective for the understanding of the interview itself or, better to clarify, of the event, given the exclusivity of this abnormal rather than anomalous form.Fakke Propaganda
Based on a perspective commonly called “fake” (in Italian “false”) the expressive modality is certainly altered but, in this case, the awareness of articulating the significant context of real and verified conditions, the lie becomes a means, instrument and expedient in the same time; to identify with

the mystifying plot represents for this case a technique of identification: antidote able to exhume a reality compromised by the powers that hold it hostage, vital pride that rejects the paralyzed intellectual world and its unconscious followers, its ignorant actors that populate “social media”. It matters little if a certain theatricality as waste of energy for this text was intended to recognize, it does not matter if the fiction delivers a vulgar accent: the words that follow will have to counter with the same coin that was given to you.

Enjoy the reading.

 

Note for readers:
ACHR (Edward R. RTW. Murow, Anchorman)

LdN (Lucaa del Negro, Author)
EN (Editor’s note)

 

ACHR: The text that you propose appears at first glance as founded on a precise aspect of Islamic Religion, especially that which incites proselytism as a duty of the Muslim: if so, how to accept this assumption, this rather marked end to undertake a peer dialogue with “the rest of the secularized world”? Considering also the absolute, indispensable and inseparable Faith that the Islamic person carries in himself, how to reconcile a reasoning with those who questioned and has partially solved the moral, ethical and theological question from centuries without understanding and even -at an extreme reasoning- rejecting the divine existence?
LdN: Mine are only considerations, I want to clarify; it is a demanding necessity to restore a civil dialogue between “the People” that is measured in new and renewed global densities demographic, read the epochal shift of the masses. This type of social question today is subdued and denatured even by the humanitarian logic of bankruptcy, as it provides for an association today torn apart by the metastasis of the underworld that somehow compensates for the almost failed State. Moreover, the so-called indispensable dialogue is drowsed by the “Society of the spectacle” well delineated by the French thinker Debord; it means that the “civil dialogue” that I prospect and sometimes invoke, is, as a direct result of the witty intuitions of Debord, vaccinated against every image even bloody and inhuman that is proposed daily, where in addition, a child torn by bombs that do we consciously support in construction through indifference of a 7-year-old “migrant body” swollen with water and salt on the beach and rotting, affects our soul for… one day? Two?
Even the precious media contributions such as the cool feature films -I think now to the film “I, Daniel Blake” by K. Loach, for example- are without effect, when we have a certain chance to change; this is certainly not a fault that I take: it is -I repeat myself- a personal conscience that I personally intend to resolve with my observations, with my “requests”.
Religion, the Islamic one, as it is generally an orthopraxis, preserves and proposes an indication of thought and, a series of actions to be undertaken in a social and community perspective, without a “fault in origin”, to simplify.
To analyze well what I wrote in “Mā shāʾ Allāh (XXI century schyzoid man)” there is never an exhortation for choosing to faithfully profess a Creed; the title is exemplary: we live a period in which schizophrenic activity is our daily bread, that is, we are ready to deny what we have signed and we are prepared to deny the new choice to resume it shortly thereafter, even considerably by sweetening the Christian values of forgiveness and, not by chance I say Christians.
The retraction has become one of our skills that is practically indispensable for achieving an end, in a global movement that runs and chases the capital. We are -to quote a perfect slogan- ready to want something!
The conclusion of the essay is clear: Man does not need Religion because he is himself  Religion. This passage is fundamental: it reproposes Humanism in an abstract key, as if to disperse “a seed”, “a body”, in favor of a rebirth and before introducing a human reason, as if to claim a pure human race (without fault) and only one. Our misery in front of nature, later, will call us to a high question: only then will atheism be a memory to be faced with judgment and the construction of God as “thought of thought” (nóesis noéseos) can be recomposed. Islam, from this point of view, is a winner: by going beyond Western metaphysics and renewing the Abrahamic faiths in particular, by piercing all this, it offers a substance that in the paradox of the limiting support of its faithful persecuted by the search for a dashed humanism in the modern age they do not desist, disposing themselves to the intercepting invocations of the call to death.

ACHR: So, if I can interpret your words, you do not claim the “pantheistic elements” and indeed, identify a juxtaposition of thought with Giordano Bruno and Spinoza or Hegel -if you allow me and again- to bring everything back to the One God, to Allah, where Man is anyway submissive. Yet I read Marx in your text…
LdN: The insistent concern of reconstructing a personality-God is the great mistake of the Western thought, solved simply in the fundamentals by the declericalization of Muslim communities that recognize without agreement the iconoclasm of Islam.
In any case, even in the most harsh one, precisely what Marxism saw as a positive ideology, a science in favor of free human beings, the conflict would permeate through the dilution of time through its request, which is consistent with a life, our earthly life; the peaks of Western philosophy and its civilization as adjoining valleys, remain absolutely distinguishable and majestic, but must represent a landing place, a visual point and today justifiably privileged that allows to see a mountain range that exists, stable and powerful. It is not necessary to discuss the Word of Allah -we could well say- but to represent it in our time, to verify its scope and, above all, to recognize it in daily life and without compromising any compromises, conveniences or strategies of any kind. (The space for self-criticism will be considered as human imperfection almost infinite and would also include socialism and communist ideology, which has unfortunately failed and not because its ideological foundations).
If I had to say that “I believe in God” I would not hesitate to do so, committing myself to demonstrate not the existence of God Himself, but working to represent the divine thought for what I may want to do and with this exact sequence: might, want and do. Today and as long as I live. 
Concretely, the civil society -forgive me if I remember my debut- is in front of a challenge that we could not avoid, unlike what has been done until now, because of the radical change in the “grammar of war”. Wars, first as a forced container are now and will be permanent and, the outflow of populations is unstoppable; they are facts that expropriate any attempt at politics “on generiis”, also economic. And then there’s internet…

ACHR: I see… the Internet; back “down to Earth” (EN: Anchorman smiles and, it seems to breathe in the studio “fresh air”, or, less dramatic air…)
LdN: Certainly and willingly.
“Feet on the ground; down to Earth” is an expression that I like when it is extrapolated from my thoughts: it denotes a conscientious grip and a strengthening of the responsibility that each of us should never abandon and indeed, the voluntary abandonment of it, for my thought, it is a symptom of a pathology to be treated. The reasoning, the pragmatism, especially framed in the responsibility of government, should be dogma, where an ineffective treatment should be considered for the sick as the possibility of being accompanied towards oblivion, the inexorable end. Even from these slightly risky words, it is clear that the Religion -if we take it for an example and better abstract or as a jurisdictional segment- has precise words and, in this case, the Islamic one has no misunderstanding: forgiveness yes but no pity fine to it in a circle -allow me- vicious.
Ok, now let’s talk about Internet.

ACHR: (EN: Short silence in the hall, it is possible that the introduction in the subject of the term “jurisdiction” in connection with religion, fomented some “suspicion of veiled theocratic proposal”, to exemplify the attitude held by the guests and the interviewer in the juncture…) Excuse me if I mind local and, if I return a moment back… So you -in a very personal expositive view- forces me in some way to ask the question that customarily and disregarded by me, is done in general to a presentation in “grand style” of a work that bears the word of God and Allah in this case on the front page, so: let me, are you a practicing Muslim?
LdN: I do not want to escape this question even if I am forced to ask permission for a very brief gloss: personally I must suggest that this question presupposes a liturgical license interconnected by both and, of course, only after mutual consent, you must be able to understand that the only possible answer is the testimony of Faith, in Arabic Alhamdulillah!
In my doubts, I alone have profited from this license, I consider almost superfluous and certainly sterile and not very significant my answer to you, as the request for an answer and for which the question can be satisfied and better can curb the other limited knowledge in the merit, inevitably puts the questioner and no longer the interlocutor towards a particular constraint.
If the decipherable (for the theme proposed here) request for interrogation has a link with the desire to know if an act is attributable to Islam or if a person is Muslim, the dialogue would end with the assertion of testimony of the Faith but certainly, also with the erection of a wall between the people deployed, or the consent to continue the dialogue by staying in their respective trenches.Therefore, for this reasoning attempt, the answer will not be the seal, the emblem and etiquette of custom, but it will be a smile to be received or, on the contrary, an attention to be activated to keep up the defense of both. For accuracy speaking and for what I have just said before: I will not recollect the existence of God through a sentence but, I am going to show that actions and thoughts lead to the King of Kings and, every being on Earth is healthy, he has the faculty of being able to do it, that is to say that each of us is “submissive” or, to put it another way, is Muslim.
Having said that, then, with respect I ask you: Are you not?

ACHR: I must frankly say that I “almost” convinced, in the sense that you, honestly, bring back and give back everything to the Supreme Being, so badly to say but, its motion is clearer if the vision is for a “Universalism”, a philosophical thought so high but always connoted by a secularism typical of modern Western thought.
Am I wrong?
LdN: No, there are no errors except those irreducible and unsolvable tied with our human imperfect condition; what in some way I context and that in truth is not contestation but proposition -in fact we are here as you see for a specific purpose- is that now, when we are speaking, the (momentary) arrest and the repositioning of the reason of the ‘West, is the only requirement as a possible way for the purpose of being able to start a joint dialogue with the thinking of the East and Islamic in particular, thought that has suffered an unprecedented arrest.
I assert this with determination and coherence, noting the evident failure of the Western Societies, which are in trouble and above all in the self-reconsideration of their dominant hegemonic powers. Today and never as then, history does not give us back anything: we are in front of a paradoxically unexplored world that even indicates an artificial intelligence. What are our bulwarks? Where do we relegate them: to the network? In the philosophy that we do not appreciate, in the religions that we demonize, in the ideologies that we ridicule and confuse artfully?
The present is our future, someone has said: introspection will not be bad and just for to start.

ACHR: I feel displaced: religious but in the “Islamic Truth”; social and civil, but in socialist ideology… “Arrest of Western thought”? Is this what you are trying to propagandize?
LdN: Please slowly…; Would you like me to explain my whole essay here? Do you have a few days of time to broadcast? (EN: A buzz from the audience and from the first rows is present, some smiles are visible and a hint of applause starts from the most decentralized places. And the interviewer and the interviewee sip a glass of water and exchange a delicate smile…)
Let me explain: my analysis is profound and radical; when I say “stop” I immediately say “momentary”. The immense expressed but also expressive potential of the West is invaluable, as is the science that these Landes are able to produce and have produced. Indeed, and I do not say it as a concession, financial science is, in my opinion, an added capacity for civilian co-existence. But…
In these moments, the abdication of politics to the financial economy, is producing an anthropomorphic movement that causes social policies (EN: welfare state) to be taken up again by Organizations which are a rib of the “ecumenical hierarchy”, at least for as regards Europe and the Countries that have formed from it, the United States of America, Canada and Australia in the first place. This is an uncontrolled and devastating phenomenon in some ways and it becomes especially when it is the Pope himself who cites passages of socialist politics in every Land he visits.
I mean: it is not me who introduces “Religion” and “socialism”; as you see, very few and no one is analyzing these strange connubes, where Islam is forced into the subtle imposition that fails to avoid, to always have to respond to what we indicate with media as “terrorism”. And then there is always the internet!

ACHR: Internet: again with our feet on the ground. Once and for all.
Is there -according to You- a co responsibility, a “Spectre” behind this technology and precisely, is there a control of the minds through the “social”? What is the solution if we actually have a problem?
LdN: The Internet is not a problem or, if it is, we must keep it.
I’m saying that only the careful analysis and some policies can defuse the device that the network carries and is, -once and for all!- be known, atomic.
Every present and future human activity will be included in this technology, a medium that virtually cancels any space (even temporal) in relationships, which, up to before its establishment can not be controlled by any single power in the world thanks to the forced sharing of domain of the Earth’s atmosphere were somehow regulated by the nature and by the unpreparedness of the Man himself as representative of an authority: it is really stupid to face today any topic without taking into account the influence of this “presence” in every single aspect to be considered.
Inter-Net is all our present; it is a planetary permeation, apparently timeless, although the language has been assimilated perfectly and understood in every latitude. Ask the question unfair if, if this “information system” is not necessary but at least useful and not just a use for communicative and expressive evolution of the masses, it can not have an answer characterized by peremptory and attributable to the form “yes” or “no” and not even a judgment balanced by any particular social condition is guarantee for an answer that makes sense for this time.
Having said that, we must take “with the pliers” every single drift that has been submitted by the network and, once again it will be evident that only through the “filter” of which I first placed great relief -I refer to the human awareness of the Religion- we have a certain possibility of civil survival, each State will certainly have its own legislation on the subject, its own Constitution that will adapt the introduction and so on of these “new possibilities”. Take for example the crypt currency: for some time, not long to be precise, as technological evidence of universal key encrypted and coded in univocal computer algorithm, a sort of innovative currency called “crypto currency”, -emplifying with deliberate nonchalance the Bitcoin- suffers, risks dying immediately after being given birth, because today’s use in the quality of “scriptural money” is imposed on it by the market which remains a land of exchange. In a verse of Faith prepared by the dogma, everything is relatively simple: Islam as Religion and Last Revelation, application of the universal right to common life (social thought) has no uncertainties whatsoever and, spreading through the Sacred Sure of the Quran, it perfectly clarifies the subject. [“What you indulge in usury, so that it increases to the detriment of the goods of others, does not increase them at all with Allah. Instead, what you give in alms, longing for the face of Allah, here is what will double.”] Surah 30; Verse 39 as the first example.
Why this lapidary indication that does not offer space for alternatives?
The aspects related to the deviated and possibly devastating axiom of favor for a substitution or flanking of the crypto-currencies to the nature and characteristics of the currency understood and accepted globally as a measure of value, means of exchange and value fund, in the conceptual indifference between money and coin, from the ancient origin probably linked to our ancestors of ancient Rome and up to the days that see us protagonists, must be contrasted with every means available and even before dissolving the lace that these crypto-currencies insist on keeping with what in banking jargon is called “fundraising”.
There are striking reasons and a disconcerting reasonableness for which this statement appears as strong as violent and intransigent: the first and only that I want to indicate -for those who did not have enough faith- is that of impoverishment, of barbarity of precarious civil society gripped by ‘epochal confrontation with those crowded with under-proletarians and miserable who are moving towards them; unconnected and indifferent to the unsubstituted and irreplaceable work that makes up the dignity and freedom of the individual, either “1 or 1000000” the remuneration to be considered, the crypto-currencies as defined by their gurus (“… forget about finance, of the market, of the currencies as you have hitherto recognized …”) are a dangerous act of sabotage against precarious civil societies.It is not its volatile, fast, risky, reckless, evanescent, impalpable nature, and so on to be feared or underestimated for its own guarantee, it is not the risk and uncertainty to be considered a danger for the achievement of one’s purpose but, the very high probability of having to passively accept the affront of the desperate who will attack the walls that have somehow defended and protected us; the predisposed and designated organs and even the police ones, will not be able to do so (occasionally they will be protagonists of double-double activities) and, above all, there will be no sheltering places to define “safe”, especially when the savings will be put into circulation.
Is my position clear – if we were to represent for an instant- the indication of the Quranic Word in this exegetical attempt that I propose to you?

ACHR: A society that does not address -to say it as You say- itself and its own innate Religion (even in the open contestation of the “Western societies” that examines it) and in aid of its own theological contradictions, risks to make up for and implode?
LdN: I have no directions; let’s move away the possible misunderstanding.
I only ask to reread the texts and also the Sacred ones and read it again.
In this case, publicly read me.
What I fear as if it were the apocalypse and that incidentally is not and will never be that reach for my express and written words, is a modification of civil society towards the worsening of the very nature of which it is composed. A very valid financial strategist, as well as a very successful international manager of which I have the media honor of very small appreciation, Dr. Forchielli, has coined a term in this regard: “Mexicanization”. In particular, I wrote in my propaganda blog for the essay, two articles and maybe three if I also include the specific one about crypto-currencies; Mexicanization -without any offense or even implied to the Latin American sovereign State- is a movement, a summation of geopolitical and anthropological analysis. Even striking social policies such as those for strengthening the internal security of the Countries involved, but not with nazi-squadron notes, could even not only carry out the delicate task of balancing the classes, but even lead to an increase in productivity and therefore in the wealth of the Countries which would imply a correction to this effect.

ACHR: Social Policies and Religion: I still can not perceive this correlation that you do not give up by proposing, also as reasoning.
LdN: You see, today the request for Religion from the masses often unaware of the nature of the divine plan for this partisan investigation, it is enormous and abnormal, epochal! The lack of social policies finds a balance that has been explained scientifically: entropy.
The substitution of this essentiality of living, of this lack by the States, comes from the Religion: within 15 and perhaps at most 20 years on this side, the world population is destined to double, where the misery of the conditions will be the only evidence capable of showing itself with that ferocity that is itself existential nature.
Who better than any other represents the hand that soothes the wounds, the offer without counterpart of a service?
The destabilization is underway and, as I have already said, the affront from the Christian and Catholic world in particular is inadequate; the vocation of the priest himself is questioned: servants of God or social workers? Lawyers? Reception operators? Even here and forgive if I am pitiless or at least I think I can do it, Islam having no clergy is a winner, at least for the non-question of which in place in the person of the priest and his respective circle is placed and rightly should be.

ACHR: I’m a “devil’s lawyer” and for a moment, forgive me. (EN: Open smile on the part of the two actors on the stage…)
So, in this representation, would the Muslim be the winning one in society? Admitting and without hesitation on my side and for a moment, the Islamic Community (EN: Ummah) has received the “perfect Book”, how is possible that the societies in which Islam is present are in those conditions that we can all verify? Why is emigration and the pursuit of Western consumerism by the citizens in which Mohammed is the last Prophet, is it constant? And please, no victimism, no offense, I’m asking you to understand…
LdN: Well… You must have already deepened a chapter of my book, it seems… (EN: wide laugh and the audience and the two respective protagonists…)
Excellent question, in front of everything.
With the worry of not finding an answer that satisfies you and indicating you but only as a paradigm, if you allow me, I say without hesitation that there is a big problem. Banal statement this mine, I guess. In any case, it serves to express and publicly, it is useful to declare again that the undersigned and also as the author of this essay, I have no indications to indicate how they were main roads to go.
The (Holy) Book is there, the texts are there: go study.
How long will it take? What are the tests to be faced and why not consider this a test as well? Personally I think my book (EN: at the moment the Author is searching for a Publisher; you can find more info HERE) is an objective and qualifying proof: each of us has a solution; the time available will be the one that sees us alive. Even more trivial? Obvious? There is nothing taken for granted in dealing with a problem and it will not be there when the solution is not within reach; instead, the problem exists and is a gangrene when you do not want to deal with it, when the personal advantage sinks into every resistant soul.
A State that does not guarantee social equity, lends itself to dancing with the devil!
Is there an elected People? The Judgment being divine and Celestial is not given to take place on Earth; the presumption of being it is -in the act of recognizing it- a positive sign, a sign of victory but, at the same time, is a sign of responsibility, of demonstration to those who are still working, where good is never to forget and it is good to repeat that the Judgment it is in Heaven and perfectly secreted to those who live in human condition. Study and knowledge are gifts destined for the human intellect and only for the human intellect; the beasts follow only instinct.
The human condition and miserable condition belongs to every being on Earth; Religion is not God; He does not need anything, much less than Religion. Through this awareness and through the other small proposals that I have provided you, there is the space for self-criticism, for the restoration of a civil cohabitation that aspires not to a better world but to the new world that is presenting itself little to little and of which nothing or little more than nothing will be recognizable.
What will then be the historical process and better the precise historical moment to read and which our posterity will be able to read? What of these years, of those who saw the Prophets walk the winding roads or those in the middle? Who was right and what did he do to prove it? Who was not? Even though with bitterness aware of the conditioned arrest of Islamic thought too often screwed in plastic mnemonic recitations and especially in front of new challenges of post tribal coexistence, very irritated by the consumerist maneuvers of capitalism that have bound and cheated it, I have a reasonable hope and this is only Faith, because instinct produces on me only anger at the moment.
And this book.

ACHR: It is an answer that I want to be able to consider, let me say; I want to pretend to accept it, although I do not feel and at the moment I am satisfied. As you see, instead of representing the audience, I am answering my personally and, I think, you have reasonably hit the mark. Congratulations and thank you very much for your precious time Lucaa. Thank you!
(EN: The conductor stands up and leads a general applause, the spotlights are lowered)
LdN: I want to thank you and your audience; I am honored and flattered at the same time.
If I can say and the microphones are off… I hope in some donation: the return ticket and everything else has fainted me; my drama is that I’m scratching really bad, economically speaking.
(EN: In the TV-studio now half-dark we can see the two men in a hint of embrace, the lights now turned off only perceive a sound of steps that go away)

 

Louisville, KY. (The city of “the Greatest”, Muhammad Ali)
Feb. 29th, 2018

 

 

Editor’s note: The question (almost rhetoric) about new and possible projects of the author has been omitted; this has been done for the reason of proposing to you readers a fluent and punctual dialogue in the aspects that are not always so light as to be considered. We hope to have done something pleasant and, for completeness of information, we remember that the author said he had finished a fairy tale for children but to be read by adults only for their favor: surprisingly he made it clear that it is a formal one significant copy of the essay “Mā shāʾ Allāh (XXI century schyzoid man)” for children. Amazing!
A new work is also at an advanced stage of writing and concerns the migration of the Peoples and precisely in the aspect of the exodus towards Europe, the so-called immigration. The title is: “MI GRA RE”; it is also in print on metal/plastic a collection of thoughts (anti-poetry) entitled: “3STRPOL[A]ZIONi”. (Extrapolations)

Il primo nuovo anno. / The first new year.

Nella civiltà moderna e contemporanea, nelle Società civili sviluppate ed in corso avanzato di sviluppo, il calendario gregoriano è stato ed è, simbolo e perfetto strumento per il progredire commerciale ed in seguito strumento su di cui edificare una programmazione economica a livello globale, planetaria. Oggi, indispensabile ed insostituibile, detto calendario ha assunto un perfetto ruolo ed alquanto asettico,  incolore, certamente condiviso in ogni Landa conosciuta.
La data corrente ed inevitabilmente per quasi ogni aspetto, si presenta utile per un bilancio, una “resa dei conti”, in somma; oltre ogni banalizzazione, anche questo capitolo di mashallah-book.com ha questa natura, seppur poco articolata.
Non ci sono moniti od indicazioni in attesa di essere condivisi ma, ciò che mi preme e traspare, è il personale disappunto ed una latente rabbia difronte all’insensibile quantità di persone potenti, le quali, poche e pochissime nel confronto con le masse da queste controllate, insistono a proporre indirettamente violenza in ragione dei propri interessi.

L’anno che si sta aprendo, piaccia o no, sarà l’anno primo in cui le fondamenta delle Politiche che sono state instaurate e pianificate globalmente da quel esiguo ma potentissimo numero di persone, verranno incrinate; l’erosione in atto ed a partire dall’Europa mediterranea è inarrestabile: l’Africa, considerate finite e morte e sepolte le Politiche che la hanno sequestrata a partire dalla colonizzazione dei secoli scorsi, è in movimento, giacché un disperato e violento esodo epocale, favorito dalla facilità della condivisione delle informazioni grazie alla rete Internet di cui non tutti gli aspetti sono attualmente conosciuti è in atto! (Un accenno è possibile ritrovarlo in questo recente articolo… segui QUESTO LINK)

La Cina, i cinesi, così diversi nell’etica del comportamento e nella ricerca della moralità, inclusa quella spirituale, nel suo progetto globale, è praticamente insensibile ai concetti chiave della abramitica visione che ancora oggi grazie alla Cristianità (succube del nostro tempo ed impreparata al nostro tempo) ed all’Islam (in perenne sonno cautelativo grazie alla Ummah afflitta dal giogo che l’Occidente le ha inflitto) placa le masse e, questo significa che la Cina come potenza chiusa nelle sue alte e forti mura, assisterà impassibile all’imbarbarimento dei Continenti da essa controllati attraverso l’abnorme potenza finanziaria messa in campo, dovendo considerare la destabilizzazione (indotta) del Medio Oriente che pagherà molto caro il crollo di quello che è stato considerato fino ad oggi  come “oro nero”, il fossile ormai passato. In particolare, l’assenza e la demonizzazione delle politiche sociali portate a valore dall’ignorante Potenza statunitense, causa della deriva consumista del Capitalismo e finanche a distruggere la sana finanza, (addirittura in assenza di corruzione ed attività malavitose, vedi le cryptovalute eccetera) impedirà la produzione e lo scambio delle merci per inizio, perché sommosse, proteste generalizzate delle classi sottoproletarie ed indigenti, si faranno sempre più aspre, laddove l’unica proposta sociale ritornerà ad essere quella religiosa, con tutte le sue contraddizioni. Solo così si spiega ciò che il dottor Forchielli (@Forchielli ) ha denominato #Messicanizzazione e solo così si spiega tutta la sua fiducia e bravura di stratega e finanziere nell’individuare le zone asiatiche come “il futuro del mondo”.

La mia, non è e vuol essere una visione nefasta, buia e negativa del nuovo anno e quelli che -Se Dio Vòle- arriveranno ma, è un analisi prospettica, una che cerca di ragionare sul corso e ricorso della storia che propone moltitudini di poco pittoresche caricature di nazisti e fascisti nelle strade dell’Occidente capitalista e sopra di tutto tenta una spiegazione per quell’incessante corsa verso l’inseguimento dei valori Occidentali come fossero il dogma che ricerca compromessi anche con Dio.
Essi, sono Popolo; essi cresceranno per pseudo-sostenere i concittadini sopraffatti da quelle masse in costante arrivo, moltitudini ancora più disperate, nell’anno che vede il Mercato mondiale e le Borse, sfoggiare attivi e punti di rialzo senza precedenti, nonostante “la crisi”, quella che il sottoscritto ha poco velatamente cercato di non mostrare.
Mā shāʾ Allāh (XXI century schyzoid man)” cerca la pubblicazione, il sito è stato fatto per questo; l’account TWITTER (@MshAllh_theBookcon la sua ricerca interna (#mashallah_book) è in costante attesa di essere visto, letto, discusso.
Per Dio e, perchè possa io provare un po’ di pace.
Buon Anno a tutti, escluso nessuno.

Lucaa del Negro

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In modern and contemporary civilization, in developed civil societies and in advanced development, the Gregorian calendar has been and is, symbol and perfect instrument for the commercial progress and later a tool on which to build global, planetary economic planning. Today, indispensable and irreplaceable, this calendar has assumed a perfect and somewhat aseptic, colorless role, certainly shared in every known Land.
The current date and inevitably for almost every aspect, is useful for a financial statements, a “showdown”, in sum; beyond any trivialization, this chapter of “mashallah-book.com” also has this nature, even if not very articulated.
There are no warnings or indications waiting to be shared, but what bothers and shines through is, a personal disappointment and a latent rage in front of the insensible number of powerful people, who, very few and very few in comparison with the masses from these controlled, they insist on indirectly proposing violence because of their interests.
The year that is opening, like it or not, will be the first year in which the foundations of Policies that have been established and planned globally by that small but very powerful number of people, will be cracked; erosion in progress and starting from Mediterranean Europe is unstoppable: Africa, considered the end and dead and buried the Policies that have seized it since the colonization of past centuries, is moving, as a desperate and violent epochal exodus, favored by the ease of sharing information thanks to the Internet of which not all aspects are currently known is here. (A hint can be found in this recent article… follow THIS LINK)

China, the Chinese, so different in the ethics of behavior and in the search for morality, including spiritual, in its global project, is practically insensitive to the key concepts of the Abrahamic vision that even today thanks to Christianity (succubus of our time and unprepared in our time) and Islam (in perennial cautionary sleep thanks to the Ummah afflicted by the nooze that the West has inflicted on them) calms the masses and, this means that China as a power closed in its high and strong walls, will assist impassive ‘barbarization of the Continents controlled by it, through the abnormal financial power put on Markets, having to consider the destabilization of the Middle East (induced) that will pay dearly the collapse of what has been considered until today as “black gold”, the fossil now passed. In particular, the absence and demonization of social policies (welfare state) brought to value by the ignorant US power, due to the consumerist drift of Capitalism and even to destroy healthy finance, (even in the absence of corruption and criminal activities, see cryptocurrencies etcetera) it will prevent the production and exchange of goods for the beginning, because riots, general protests of the sub-proletariat and the indigent classes, will become increasingly acute, where the only social proposal will once again be the religious one, with all its contradictions. This is the only way to explain what Dr. Forchielli (@Forchielli ‏) has called #Messicanizzazione, and this is the only way to explain all his trust and skill as a strategist and financier in identifying Asian areas as “the future of the world”.

Mine, it is not and wants not to be a nefarious, dark and negative vision of the new year and those that -God willing- will arrive but, is a “perspective analysis”, one that tries to reason on the course and recourse of history that proposes multitudes of few picturesque caricatures of Nazis and fascists in the streets of the capitalist West and, above all, an explanation for that incessant race towards the pursuit of Western values ​​as if they were the dogma that seeks compromises with God.
They are People; they will grow by pseudo-support the citizens overwhelmed by those masses in constant arrival, multitudes even more desperate, in the year that sees the World Market and the stock exchanges, show off unprecedented assets and positive bullish points, despite “the crisis”, the one that me, has a little veiled trying not to share.
“Mā shā’ Allāh (XXI century schyzoid man)” seeks publication, this site has been made for this; the TWITTER account (@MshAllh_theBook) with its internal search (#mashallah_book) is constantly waiting to be seen, read, discussed.
For God first, so I can try to find a little peace for my soul.
Happy New Year to all of you, excluding nobody.

Lucaa del Negro

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BIT&COIN, LA NON FINANZA ATTIVA (ancora #messicanizzazione?) / BIT&COIN, THE ACTIVE NON FINANCE (still #messicanizzazione?)

Il disordine esistenziale che circonda l’Umanità pensante, caratterizzato da stereotipi deprimenti in linea di massima e generalizzante, viene attutito dal limite esistenziale, accettando questo conflitto interpersonale con consapevolezza; l’innovazione ci spinge, nel progresso inevitabile, a travestire la nostra abilità dall’istinto feroce con una disposizione propria dei “ricercatori di senso”: il compiuto, quindi, diviene compito e, giustificazione del cammino di marcia.
L’essere umano, dall’antico scambio o baratto e commercio delle merci e fino all’attuale incauta e peccaminosa mercificazione di sé stesso, quell’Uomo attore e protagonista di una pratica generalmente chiamata “lavoro” e nominata e regolamentata almeno undici volte nel Sacro e Divino Corano, detiene attraverso questa attività energia vitale, una forma di comunicazione paragonabile nella sua forza all’istinto di conservazione animale, l’origine da cui intraprendere tutte le informazioni per vivere in comunità ed espandersi in nuove altre, laddove una particolare attività legata al territorio, diviene esclusiva forma di mediazione/contrattazione sociale modellante i bisogni e le necessità umane forgianti nel contempo il territorio stesso e, modificandolo pesantemente.

Da qualche tempo, da non molto per essere precisi, in quanto tecnologica prova di universale chiave criptata e codificata in algoritmo informatico univoco, una sorta di innovativa valuta definita “crypto valuta”, -semplificando con voluta noncuranza il Bitcoin– soffre, rischia di morire, perché l’uso odierno nella qualità di “moneta scritturale” le viene imposto dal mercato che rimane terreno di scambio, come volevasi dimostrare nell’introduzione sovrastante.
In questo articolo, in questa aperta richiesta di sostegno per la diffusione del saggio (questo sottolineato è l’accesso diretto alle modalità eccetera) non saranno disponibili ulteriori e precise delucidazioni al riguardo, perché per quanto viene d’obbligo e stabilito, in un verso di Fede disposto dal dogma, tutto è relativamente semplice, rendendo questo scritto praticamente poco utile: l’Islam in quanto Religione ed
Ultima Rivelazione, applicazione del diritto universale alla vita comune (pensiero sociale) non ha incertezze di sorta e, diffondendosi attraverso le Sacre Sure del Corano, chiarisce perfettamente la materia.
[“Ciò che concedete in usura, affinché aumenti a detrimento dei beni altrui, non li aumenta affatto presso Allah. Quello che invece date in elemosina bramando il volto di Allah, ecco quel che raddoppierà.”]
Sura 30; Versetto 39 come primo esempio.

Questo proposito, potrebbe addurre a pensare che la crypto-valuta sia e debba essere consegnata (il premio Nobel, Joseph Stiglitz, pare non usi mezzi termini; vedi QUESTO LINK) come un organizzatissima prova di speculazione, laddove la ricchezza facile e generalizzata che viene ad interdipendere da questa neo-pseudo valuta, è un problema di cui nessuno può esimersi dal voler affrontare perché già presente e devastante.
La prova tecnologica, nella sua essenza di progresso innovativo, non deve però essere ostacolata tout court; per questa ed unica ragione, escludendo l’aspetto funzionale del mezzo nel possibile ed accertato legame con il commercio e la produzione nonché finanza tradizionale, in questo articolo di parte, nella radice teologica salda del saggio “Mā shāʾ Allāh (XXI century schyzoid man)”, la crypto-valuta con tutti gli annessi e connessi è motivo di orgoglio, di fierezza per l’ingegno e lo studio dimostrato dall’Uomo in quanto essere pensante.
Gli aspetti correlati al deviato e possibilmente devastante assioma di favore per una sostituzione od affiancamento delle crypto-valute alla natura ed alle caratteristiche della moneta intesa ed accettata globalmente come
misura di valore, mezzo di scambio e fondo di valore, nell’indifferenza concettuale tra danaro e moneta, dall’antica origine probabilmente legata ai nostri avi della Roma antica e fino ad arrivare ai giorni che ci vedono protagonisti, deve essere contrastata con ogni mezzo a disposizione e prima ancora di sciogliere il laccio che queste crypto-valute insistono a tenere con ciò che in gergo bancario si definisce “raccolta fondi” (Fundraising).
Ci sono ragioni eclatanti e di una ragionevolezza sconcertante per cui questa affermazione appare forte quanto violenta ed intransigente: la prima ed unica che voglio indicare -per chi non avesse abbastanza Fede- è quella dell’impoverimento, dell’imbarbarimento delle precarie società civili attanagliate dall’epocale confronto con quelle gremite di sotto-proletari e miserabili che stanno spostandosi verso di queste ultime; slegate ed indifferenti dal non sostituito ed insostituibile LAVORO che compone la dignità e la libertà dell’individuo, sia “1 oppure 1000000” la remunerazione da considerare, le crypto-valute per come sono state definite dai loro guru (“…dimenticatevi della finanza, del mercato, delle valute per come avete fino ad ora riconosciuto…) sono un pericoloso atto di sabotaggio verso le precarie società civili. Non è la loro natura volatile, veloce, azzardata, temeraria, evanescente, impalpabile e via dicendo da temere o sottovalutare per la propria garanzia, non è il rischio e l’incertezza da doversi considerare pericolo per il raggiungimento del proprio scopo ma, l’altissima probabilità di dover accettare passivamente l’affronto dei disperati che aggrediranno le mura che ci hanno in qualche modo difeso e protetto; gli Organi predisposti e preposti ed anche quelli di polizia, non saranno capaci di farlo (occasionalmente si renderanno protagonisti di attività doppiogiuochiste) e, soprattutto, non ci saranno luoghi di riparo e da poter definire “sicuri”, in special modo nel momento in cui i risparmi verranno messi in circolazione.

La #messicanizzazione (informazioni su Twitter nel collegamento) ormai ha alcune definizioni; una forte spinta destabilizzatrice avviene da parte di effetti indiretti e collaterali -indesiderati- del Capitalismo sui generiis ed in particolare da quell’aspetto definito consumismo;

http://it.tinypic.com/view.php?pic=9ir15l&s=9#.WkI-7N_iZPY
#messicanizzazione (schema)

(bozza dello SCHEMA elaborato disponibile QUI) in realtà, in una elaborazione altamente asettica e teorica, esso ha alcuni “contrappesi”: guerre permanenti su piccola scala; corruzione come “status quo”; segregazione ed oscurantismo per (le/alcune) masse. L’avvento nefasto della cyber crypto-valuta cagionerebbe un alterazione di questo “equilibrio”, perché la sua produzione ed il suo scambio -destabilizzando gradatamente le riserve aurifere ed il loro “reale valore” per inizio- oltre a necessitare di un quantitativo enorme di energia qualora “i miners” rimangano vincolati dalle prestazioni, sdoganato che saremmo immuni dagli attacchi degli hackers, (concessione letteraria?) rimuoverebbe riassestando e rimodulando le forze delle potenze geo-politiche in campo e la supremazia degli Stati imperialisti.

  • Che cosa si intende per “energia”, non sottovalutando quella elettrica indispensabile alla produzione della crypto-valuta? Dovremmo o no valutare anche altre informazioni ragionando di crypto-valuta e della possibilità di avvallare la sua diffusione in funzione mondiale? 

Citando da “Mā shāʾ Allāh (XXI century schyzoid man)”:

Inter-Net è tutto il nostro presente; la sua è una permeazione planetaria, all’apparenza intramontabile, ancorché il linguaggio ne è stato assimilato perfettamente e, compreso in ogni latitudine. Porsi la domanda discostante se, se questo “sistema di informazioni” sia non necessario ma almeno utile e non solamente un utilizzo per la evoluzione comunicativa ed espressiva delle masse, non può avere una risposta connotata da perentorietà e riconducibile alla forma “sì” oppure “no” e, nemmeno un giudizio bilanciato da una qualche condizione sociale particolare è garanzia per una risposta che abbia senso compiuto per questo tempo.
Senza l’incoraggiamento di una ricerca storica e filosofica attraverso i tempi remoti o prossimi, è sufficiente, per la natura semplicistica del mezzo, (il riferimento è al sistema binario: “0;1”) avvalersi di alcuni concetti ed espressioni di circostanza casuali, presi dal recente passato ed esposti da quei pensatori cosiddetti “moderni” che ne avevano -non direttamente- ipotizzato ed intravisto le relazioni pur senza aver potuto valutarne gli ultimi sviluppi, attestando le loro impressioni in un contesto antropologico ben preciso della società moderna in cui sono vissuti o vivono tutt’ora e cioè quella società Occidentale e capitalista, luogo in cui Inter-Net ha origine certa. L’emulazione, fine caratteristica internettiana, è quindi presa all’inverso nel tempo per quanto concerne la applicazione sua attraverso i media ed è, anche questa, una dimostrazione della figura plasmabile e dilagante e possibile che comporta il suo uso quotidiano.
All’epoca in cui Inter-Net era ancora in una forma di sviluppo avanzato e quindi ad esclusivo appannaggio dei militari statunitensi, il Segretario di Stato americano Henry Kissinger, noto personaggio di spessore politico e dotato di una eccelsa qualità di ragionamento, scriveva in materia di pace e guerra in Asia, alcune interessanti opinioni personali qui estrapolate in qualche maniera con: 
l’elaboratore elettronico, (il computer , ora “personal computer ”) consente l’accesso ad innumerevoli fonti di dati, ma…
-elimina la costrizione di sintesi concettuale;
-restringe la prospettiva;
-rende difficile la valutazione dei singoli eventi.
In quelle parole si può anche leggere con pochi dubbi de: “la descrizione dell’evento”, la “conseguenza”, la “fatale e collaterale analisi del risultato”. Lo spostamento di pensiero -in breve- non è come deve essere ed è sempre stato il “processo storico” ma, viene confermato dall’analisi dell’illustre statista solo dall’evento stesso e, questo modus operandi nasconde piuttosto efficacemente (facendo perdere la percezione alle masse) il dominio dell’educazione all’ineguaglianza economico-sociale. La guerra, ad esempio, continuazione indispensabile agli imperialismi, un tempo sinonimo di “verifica delle forze in campo”, non può essere battuta dall’inefficace pacifismo e semplificata come “catastrofe”, perché se è vero come è vero abbia una sua “grammatica”, è parte perfetta della “logica” di chi intende continuare a dettare a terzi ritmi impositivi di sviluppo o meglio di non-sviluppo forzato imperialista, rincorrendo ed in seguito, le consuete pratiche violente. Inter-Net non si discosta semplicemente da una certa sua “militare caratteristica originale”: la efficace proliferazione di questa “attività digitale”, mette ombra sulle capacità di pensiero (ana)logico dell’Uomo libero-libero.

“La somma materia amorfa” sostenente l’umanità pensante e quindi viva, (filosofia et teologia, identica “richiesta” nell’Umanità cosmica e pensante) prezioso alimento contro di cui l’atroce destino tecnologico scontra la nostra esistenza moderna, è (di)Dio.

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The existential disorder that surrounds thinking Humanity, characterized by depressing stereotypes in general and generalizing, is muted by the existential limit, accepting this interpersonal conflict with awareness; the innovation pushes us, in the inevitable progress, to disguise our ability from the fierce instinct with a disposition proper to the “meaning seekers”: the accomplished, therefore, becomes the task and justification of the “journey of march”.
The human being, from the ancient exchange or barter and trade in goods and up to the current incautious and sinful commodification of himself, that man actor and protagonist of a practice generally called “work”, nominated and regulated at least eleven times in Sacred and Divine Quran, through this vital energy activity, it holds a form of communication comparable in its strength to the instinct of animal conservation, the origin from which to undertake all the information to live in community and expand into new ones, where a particular activity linked to the territory, it becomes the exclusive form of mediation / social bargaining modeling the human needs, that are at the same time forging the territory itself and modifying it heavily.

For some time, not long to be precise, as “technological evidence of universal key encrypted and coded in univocal computer algorithm“, a sort of innovative currency called “crypto currency”, -emplifying with bitter nonchalance the Bitcoin– suffers, risks dying, because today’s use in the quality of “scriptural money” is imposed on it by the market, which remains a medium of exchange, as it was intended to demonstrate in the overlying introduction.
In this article, in this open request for support for the dissemination of the essay (this underlined is the direct access to the modalities etc.) no further and precise clarification will be available in this regard, because as it is obliged and established, in a verse of Faith established by the dogma, everything is relatively simple, making this writing practically useless: Islam as Religion and Last Revelation, application of the universal right to common life (social thought) has no uncertainties whatsoever and, spreading through the Sacred Sure of the Koran, it perfectly clarifies the matter.
[And whatever you give for interest to increase within the wealth of people will not increase with Allah. But what you give in zakah, desiring the countenance of Allah – those are the multipliers.”]
Sura 30; Verse 39 as the first example.

In this regard, it might lead us to think that the crypto-currency is and should be delivered (the Nobel Prize, Joseph Stiglitz, does not seem to use half terms, see THIS LINK) as a very organized speculation, where the easy and generalized wealth that comes to interdict with this neo-pseudo currency, is a problem that no one can exempt from wanting to deal with, because it is already present and devastating.
Technological proof, in its essence of innovative progress, must not however be hindered tout court; for this and only reason, excluding the functional aspect of the medium in the possible and established link with trade and production as well as traditional finance, in this part article, in the theological root firm of the essay “Mā shā’ Allāh (XXI century schyzoid man)”, the crypto-currency and all the annexes and connected is a source of pride for the talent and the study shown by Man as a thinking being.
The aspects related to the deviated and possibly devastating axiom of favor for a substitution or flanking of the crypto-currencies to the nature and characteristics of the “traditional currency” understood and accepted globally as a “measure of value”, “means of exchange” and “value fund”, in the conceptual indifference between money and coin, from the ancient origin probably linked to our ancestors of ancient Rome and up to the days that see us protagonists, must be contrasted with every means available and even before dissolving the lace that these crypto-currencies insist on keeping with what in banking jargon is called “fundraising”.
There are striking reasons and a disconcerting reasonableness for which this statement appears as strong as violent and intransigent: the first and only that I want to indicate -for those who did not have enough faith- is that of impoverishment, of barbarity of precarious civil society gripped by ‘epochal confrontation with those crowded with under-proletarians and miserable who are moving towards them; unconnected and indifferent to the unsubstituted and irreplaceable WORK that composes the dignity and freedom of the individual, either “1 or 1000000” the remuneration to be considered, the crypto-currencies for how they have been defined by their gurus (“…forget about finance, of the market, of currencies as you have until now recognized…) are a dangerous act of sabotage against civil societies. It is not their volatile, fast, risky, reckless, evanescent, impalpable nature and so on to be feared or underestimated for their own guarantee, it is not the risk and uncertainty to be considered a danger for the achievement of one’s purpose but, the very high probability of having to passively accept the affront of the desperate who will attack the walls that have somehow defended and protected us; the predisposed and designated organs and even the police ones, will not be able to do so (occasionally they will become protagonists of double-activities) and, above all, there will be no sheltering places, to be defined as “safe”.

#Messicanizzazione (information -ITA only- on Twitter in the link) now has some definitions; a strong destabilizing push, takes place on the part of indirect and collateral-undesidered effects of Capitalism on generiis and in particular from that aspect defined as consumerism; (draft of the elaborated DIAGRAM available HERE)

#messicanizzazione_schema
#messicanizzazione (ITA_scheme)

in reality, in a highly aseptic and theoretical elaboration, it has some “counterweights”: small-scale permanent wars; corruption as a “status quo”; segregation and obscurantism for (the / some) masses. The nebulous advent of the cyber crypto-currency would cause an alteration of this “equilibrium”, because its production and its exchange -gradually destabilizing the gold reserves and their “real value” for the beginning- in addition to needing a huge quantity of energy if “the miners” remain bound by the performances, cleared by customs that we would be immune from hacker attacks, (literary concession?) would remove by resetting and reshaping the forces of the geo-political powers in the field and the supremacy of the imperialist States.

  • What do we mean by “energy”, not underestimating the electrical one that is indispensable for the production of the crypto-currency? Should we also evaluate “another informations” by reasoning about crypto-currency and the possibility of endorsing its diffusion in a worldwide function?

Quoting (automatic translation, please do not consider the translation under this lines as an excellent quality one, thanks) from “Mā shā’ Allāh (XXI century schyzoid man)”:

Inter-Net is all our present; it is a planetary permeation, apparently timeless, although the language has been assimilated perfectly and understood in every latitude. Ask the question unfair if, if this “information system” is not necessary but at least useful and not just a use for communicative and expressive evolution of the masses, it can not have an answer characterized by peremptory and attributable to the form “yes” or ” no “and not even a judgment balanced by any particular social condition is a guarantee for an answer that makes sense for this time.
Without the encouragement of historical and philosophical research through remote or near times, it is sufficient, due to the simplistic nature of the medium, (the reference is to the binary system: “0; 1”) to make use of some concepts and expressions of casual circumstances, taken from the recent past and exposed by those so-called “modern” thinkers who had -not directly- hypothesized and glimpsed the relationships without having been able to evaluate the latest developments, attesting their impressions in a very specific anthropological context of modern society in which they have lived or are still living, that is Western and capitalist society, a place where Inter-Net has certain origins. The emulation, a fine Inter-Net characteristic, is therefore taken in the opposite time as regards its application through the media and is, also this, a demonstration of the pliable and invasive and possible shape that involves its daily use.
At the time when Inter-Net was still in a form of advanced development and therefore exclusively for the US military, the US Secretary of State Henry Kissinger, a well-known figure of political importance and endowed with an excellent reasoning quality, wrote on the subject of peace and war in Asia, some interesting personal opinions here extrapolated in some way with: the computer, (now “personal computer”) allows access to countless data sources, but…
– eliminates the constriction of conceptual synthesis;
– restricts the perspective;
– it is difficult to evaluate individual events.
In those words we can also read with few doubts about: “the description of the event”, the “consequence”, the “fatal and collateral analysis of the result”. The shift of thought -in short – is not as it should be and has always been the “historical process” but, confirmed by the analysis of the illustrious statesman only by the event itself, this “modus operandi” hides rather effectively (making the perception to the masses) the domination of education to economic and social inequality. The war, for example, an indispensable continuation of imperialism, once synonymous with “verification of the forces in the field”, can not be beaten by ineffective pacifism and simplified as “catastrophe”, because if it is true it is true that it has its own “grammar”, is a perfect part of the logic of those who intend to continue to dictate to third parties the impositive rhythms of development or rather of imperialist forced non-development, chasing and following, the usual violent practices. Inter-Net does not simply depart from a certain “military original feature”: the effective proliferation of this “digital activity”, puts a shadow on the ability of (ana)logical thinking of the free-free Man.

“The sum amorphous matter” supporting the thinking and therefore living humanity, (philosophy and theology, identical “demand” in the cosmic and thinking Humanity) precious food against which the atrocious technological destiny clashes our modern existence, is (of )God.

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#MESSICANIZZAZIONE come neologismo italiano per sintetizzare un processo storico-politico di frantumazione delle classi sociali senza precedenti. (Ciò che avete studiato, non ci appartiene!) / #MESSICANIZZAZIONE is an Italian neologism to synthesize a historical-political process of unprecedented social classes crushing . (What you have studied does not belong to us!)

Il saggio (in cerca di consenso, pubblicazione!) “Mā shāʾ Allāh (XXI century schyzoid man)” riprende e senza esitazione, una eclettica e lucida quanto asettica esternazione usata con arguzia da un noto stratega manageriale del campo della finanza e riassunta dal medesimo nel termine nuovo di conio -alquanto sembra- “messicanizzazione”.
L’autore di questa uscita, Forchielli, si presume data l’onestà intellettuale che si evince dalle sue argomentazioni, non insinua od allude minimamente al Messico quale Stato sovrano e glorioso Paese latino una responsabilità diretta, oggettiva od addirittura una snaturata volontà di repressione ai danni delle classi sociali meno abbienti, no affatto! Egli -deduco dalle letture sui generiis e del tema specifico che circola con insistenza nei testi virtuali (#messicanizzazione è un termine di ricerca sempre più noto su “Twitter”)- adotta questo termine per evidenziare un processo transitorio che si è radicato con evidenza particolare proprio in quelle Lande, laddove “Messico” probabilmente è stata una scelta casuale, perché “Napoli, Italia”; “Caracas, Venezuela”; “Illinois, USA”; “Salvador, Brasile”; “Lagos, Nigeria” e tante altre zone del mondo e senza motivazioni politiche, sarebbero state comunque efficaci per evidenziare realtà di cui mi accingo a scrivere riportando l’analisi fredda nei termini che mi competono maggiormente, cioè quelli che lasciano la ricerca delle motivazioni, per altro sempre attuali da rivedere nei capitoli che la storia ci ha presentato, in favore di una possibile esplicazione del presente, il quale, si deve confrontare con una prospettiva di ragionamento atta a non alimentare appunto la disastrosa messicanizzazione.
Se da un lato le coreografiche presentazioni sono state già ottimamente presentate, vedi in Italia ed oltre da Saviano (“Gomorra”) oppure per il mercato globale da “Narcos”, rimanendo nel campo delle scienze mediatiche sempre così importanti oggi, dall’altro e cioè quello sociale e politico che la storia conserva nei volumi scolastici, la ripresa di motivazioni che possano spiegare questo fenomeno legato alla disparità sociale da combattere attraverso concetti marxisti, socialisti e così via, sembrano “passate”, “superate” o, irrealizzabili, perché sbagliati nei fondamenti praticati; la Cina comunista, ad esempio, il prossimo dominatore del Pianeta in ogni livello a noi dichiarato, sta percorrendo una fase politica che potremmo spiegarla in Occidente come “transitoria”, semplicismo gratuito dovuto alla nostra genetica prospettica visionaria. (Reazionaria, in seguito)

Mā shāʾ Allāh (XXI century schyzoid man)” interroga in altro modo.
Mā shāʾ Allāh (XXI century schyzoid man)” definisce la messicanizzazione come diversificata e diversificante, banalmente in metamorfosi continua; dove lo Stato sociale è allo sbando sarà più celere, accentuata e, dove esiste, questo sarà certamente corroso. L’accusa generalista verso la finanza egemone è superata quanto lo è (fintanto che lo è) il richiamo al socialismo, laddove la finanza certamente favorisce (chiamata a correo) la messicanizzazione ma non in concorso di colpa; la finanza o “potere post-economico”, in somma, non può neppure essere indicata per sopperire alle politiche snaturate, alle vergogne dei politicanti corrotti e corruttibili: impossibile chiedergli questo.
La messicanizzazione è naturalmente “materiale umano”, un attività di risulta, la quale, per la legge dell’entropia, troverà rimedio in altra componente umanoide considerata oggi la politica come evanescenza (spettacolo) e quindi impareremo nuovamente a leggere di Religione.

Mā shāʾ Allāh (XXI century schyzoid man)” tenta una spiegazione di questo fondante legame animato e lo fa attraverso temi e capitoli di cui oggi, a parte una nascosta intellighenzia di filosofi di cui non sentiremo parlare, nessuno vuole discorrere se non con sceme pubblicazioni, istantanee di cronaca e macchiette da avanspettacolo da proporre in seconda serata.
Il martirio; l’Islamofobia; il (poco) fascino discreto del capitalismo; il terrorismo islamico ed altri scottanti temi -considerando l’Islam ultima Religione in ordine di tempo rivelata e sviluppo della Fede abramitica definitivo (riprende l’Ebraismo ed il Cristianesimo senza annullarli) nonché Religione -l’Islam- che incorpora schemi finanziari ed economici ma non politici– sono disponibili alla lettura, al confronto ed alla critica. Ora e finché c’è tempo; utile.
(In subordine chiedo asilo, QUI :-O)

NOTA sull’immagine del titolo: scaricata gratuitamente (in attesa di verifica) da Google.com, di Angelo Lopez (@angelolopezart) GRAZIE!

-> MESSICANIZZAZIONE, PARTE 2 (QUI)


The essay (seeking consensus, publication!) “Mā Shā’ Allāh (XXI century schyzoid man)” resumes and without hesitation, an eclectic and lucid aseptic externation used wisely by a well-known managerial strategist in the field of finance and summed up by the same in the new term of coinage- it seems to be- “messicanization“.
The author of this outcry, Forchielli, is, presumed he has an intellectual honesty on his own outlined by his arguments, does not insinuate or even allude to Mexico as a sovereign and glorious Latin Country a direct, objective, or even a distorted will to repression damages of less well-off social classes, not at all! He -from the genre readings and the specific theme that circulates with insistence in virtual texts (#messicanizzazione is an increasingly popular search Italian term on “Twitter”)- it uses this term to highlight a transient process that is rooted in particular, precisely in those countries where “Mexico” was probably a random choice because “Naples, Italy”; “Caracas, Venezuela”; “Illinois, USA”; “Salvador, Brazil”; “Lagos, Nigeria” and so many more areas of the world and without political motivations, would still be effective in highlighting the reality I’m here to write about by bringing aseptic analysis into the terms I am most competing with, that is, those that leave the search for motivations and more and more current ones to be reviewed in chapters that history has presented us, in favor of a possible explanation of the present, which must be compared with a perspective of reasoning not to cure the disastrous messicanization.
On the one hand, choreographic presentations have already been well presented, see in Italy by Saviano (“Gomorra“) or for the world market by “Narcos“, remaining in the field of media sciences always so important today, on the other social and political history that the history retains in the school volumes, the resumption of motivations that can explain this phenomenon linked to social inequality to be fought through Marxist, Socialist, and so on, seem to be “past”, “overcome” or unrealizable, because they are wrong in foundations in practice; Communist China, for example, the next ruler of the Planet at any level stated to us, is pursuing a political phase that we could explain to the West as “transient”, free simplicity thought due to our visionary genetic perspective. (Reactionary, subsequently)

“Mā Shā’ Allāh (XXI century schyzoid man)” interrogates in another way.
“Mā Shā’ Allāh (XXI century schyzoid man)” defines messicanization as a diversified and diversifying, banally in continuous metamorphosis; where the social state is on the drift, it will be faster, more accentuated, and where it exists, this will certainly be corroded. The generalist accusation towards hegemony finance is overcome as it is (as long as it is) the call to socialism, where finance certainly favors (called to correct) messicanization but not in blame; finance, in sum, “the post-economic power”, can not be indicated neither to overcome the distorted social policies, the shame of corrupt and corrupt politicians: it is impossible to ask for this.
Messicanization is naturally “human material”, a result of which, by the law of entropy, will find remedy in another humanoid component considered today politics as evanescence (show!) so we will learn again to read about Religion.
“Mā Shā’ Allāh (XXI century schyzoid man)” tries an explanation of this foundational link and does it through themes and chapters which today, aside from a hidden intellectual intelligence of philosophers we will not hear about, no one wants to talk except with silly publications, chronicle snapshots and peripheral comedians to be presented.
Martyrdom; Islamophobia; the (less) discrete charm of capitalism; Islamic terrorism and other cruel themes -considering the ultimate Religion of Islam in the order of time revealed and, the development of the definitive Abramitic Faith (resuming Judaism and Christianity without undoing them) as well as Religion –Islam– incorporating financial and economic but non-political schemes– are available reading, confronting and criticizing. Now and as long as there is time; helpful. (In the alternative I ask asylum, HERE: -O)

La #messicanizzazione è realtà citata nel saggio che cerca pubblicazione! #mashallah_book chiede followers, re_tw pic.twitter.com/VhvhmiuIP7
— MāshāʾAllāh_the book (@MshAllh_theBook) 7 novembre 2017

Exclusive! The video presentation of the scheme (ITA_only): https://twitter.com/MshAllh_theBook/status/941650769027174401

NOTE on title image: downloaded for free (waiting for verification) on Google.com, by Angelo Lopez (@angelolopezart) THANK YOU!

-> MESSICANIZATION PART TWO, HERE.

Chiedo venia; anzi no, chiedo asilo! / I apologize; no, no, ask for asylum!

Le recenti vicende seguite alla richiesta di indipendenza della Catalogna, producono, in aggiunta alla massa di notizie più o meno veritiere (le fake news sono costantemente tra noi lettori ed apatici ascoltatori, no?) una serie di movimenti diplomatici di cui e quasi paradossalmente, una vasta platea di persone perseguitate necessitano ma si vedono frequentemente respingere nel principio. Ciò che la Politica ma, meglio dire una generalizzata e distaccata classe di politici internazionali non riesce a comprendere, è il concetto nella sua ratio di origine, il quale contraddistingue e specifica quanto è il sostentamento e linfa vitale per ogni perseguitato: cioè il suo asilo, la sua protezione e difesa ad oltranza.
Sembra che il numero da intendersi come cifra contenitore delle “richieste”, sia il deterrente principale anche per un affronto della questione in termini addirittura umanisti, laddove le Fedi religiose ed in special modo quelle abramitiche come ispirazione, offrono attraverso le loro organizzazioni senza profitto, una specie di pezza ma poco di appoggio e certamente al di fuori da ogni logica politica od Istituizionale.

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INFOGRAFICA Rapporto annuale Global Trends UNHCR

I presenti testi che riempiono questo blog personale atto alla ricerca di un certo spazio editoriale sovvenzionato, nella difficoltà momentanea di non avere un supporto misurato, certamente economico, sono in balìa non di un oblio ma, di un potere per nulla occulto che ostacola, chiude, nasconde e paralizza ogni tentativo di diffusione.
La natura islamica (nel principio) è derisa, sottovalutata, incompresa e limitata non da una violenza verbale di cui dovrei spiegare ma, dalle non motivazioni che seguono ogni affermazione e pubblicazione denigrando, svilendo e banalizzando le argomentazioni anche siano come sono sovente di natura positivistica e con un seguito.
E’ una assurdo-pseudologico che descrive questi atti e di cui il saggio “Mā shāʾ Allāh (XXI century schyzoid man)” è in qualche modo vittima; un accentramento di poteri illustri definibili come intellettualoidi i quali attanagliano ogni spiegazione o presunta tale offerta da codesto testo.
Non c’è una ragione precisa (sic!) per questa perseveranza destabilizzatrice ma, esiste una sfera geopolitica, ideologica e trasversale, la quale vuole relegare l’Islam (non la Umma, la Comunità di fedeli…) come “testo autorevole datato” assolutamente incompatibile con le strategie geopolitiche transnazionali ed Occidentali in forte espansione in ogni Landa conosciuta e grazie alla “mercificazione”, al consumismo di deriva di cui si compone.

Per tanto il sottoscritto, chiede asilo e, lo fa’ apertamente ed ufficialmente ai Paesi scevri da gioghi di potere prettamente ideologizzati dalle spinte ateiste e connessi con il lucro come ideale massimo, laddove la teocrazia rimane, comunque, un invenzione umana e quindi non accettata come unico aspetto da proporre in discussione.

In Fede,
L.d.N.


The recent events following the request for Catalonia’s independence produce, in addition to the mass of news more or less truthful (fake news are constantly among us readers and apathetic listeners, no?) a series of diplomatic movements of which and almost paradoxically, a large crowd of persecuted people need but they often see themselves being rejected in the beginning. What Politics but, better to say, a generalized and detached class of international politicians fails to understand, is the concept in its ratio of origin, which distinguishes and specifies what is the livelihood and lifeblood for every persecuted person: his or her asylum , his protection and defense to the extreme.
It seems that the number to be understood as the enclosure of “requests”, is the main deterrent also for a confrontation of the issue even in humanistic terms, where the Religious Faiths and especially those abramite as an inspiration, offer through their unprofitable organizations, a kind of piece but little support and certainly out of any political or institutional logic.

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INFOGRAPHIC Annual Report UNHCR Global Trends: “Where are the refugees?”

The present texts that fill this personal blog in search of a subsidized editorial space, in the momentary difficulty of not having a measured, certainly economical support, are at the mercy of not forgetting but of a hidden, obstructing power that closes, hides and paralyzes every attempt to spread. Islamic nature (in the principle) is deranged, underestimated, unmanaged and limited not by verbal violence I should explain but, by the non-motivations following every affirmation and publication denigrating, waving and trivializing the arguments are also as they are, often of positivist nature and with followers.
It is an absurd-pseudo logic who describes these acts and whose essay “Mā Shā’ Allāh (XXI century schyzoid man)” is somehow a victim; a centralization of definable powers that can be defined as intellectuals who perceive every explanation or supposed that offer from this text.
There is no precise reason (sic!) for this destabilizing perseverance but there is a geopolitical, ideological and transversal sphere that wants to relegate Islam (not the Ummah, the community of faithful…) as “authoritative text but dated” absolutely incompatible with the rapidly expanding Transnational and Western geopolitical strategies in every known Land and thanks to the “mercification”, the drift consumerism of which they are composed.

So, me undersigned, asks asylum, and makes it openly and officially to the Countries that are free from bonds of purely ideological power driven by atheistic thrusts connected with the profit as the maximum ideal, whereas theocracy remains a human invention and hence unacceptable as the only aspect to be discussed.

Sincerely yours (Faithfully)
L.d.N.

 

AAA intellettuali cercasi / AAA intellectuals Wanted

La storia recente dell’Occidente, ci ha presentato, tra scienze e discipline sociali eccetera, anche alcune prospettive che sono state definite come movimenti e correnti di larga e catalizzante partecipazione comunemente denominate nel “socialismo”… nella “democrazia”… “moderna psichiatria e scienze sociali”… “esperienze religiose e psicoanalitiche: il cristianesimo sociale”… ed ancora eccetera; codeste tendenze, sono oggi il prestito, il lascito che ci accomuna qui, nel mondo -o meglio dire- nella “parte di mondo” dal quale riceviamo massima visibilità e soprattutto attivo sostentamento. Il corso del tempo ha fatto elevare l’edulcorazione degli insiemi ed appena citati, come massima espressione adottando nel mentre il termine “sviluppo”.
Oggi, l’irraggiungibile Impero cinese e lo sdoganamento delle dottrine dogmatiche, finalmente quest’ultime lasciate senza strascichi e paure recondite, sono quantomai vicini al rientro della visione marxista, oggi per altro defunta ma in fase riesumante, vedi i teoremi Glucksmanniani del “Fa’ quel che vorrai!” (Fay ce que vouldras!“); significa che mai prima di oggi e per quanto riguarda la storia dell’umanità, il capitalista diviene CAPITALISTA scevro da patemi d’animo e, mai prima d’ora lo PSICHIATRA affronta come affronta oggi il primo e radicale problema dell’incesto.
(La DEMOCRATICA radice mai come oggi è senza terra ed il SOCIALISMO, non per conseguenza ma per scissione, mai come oggi è vincolato nel Popolo stesso che lo assume come forma “populista”)
Nessuno di noi per conseguenza, è mai stato quello che ritiene di essere stato.

Il novo mondo, quello che non capiremo, è già pronto ed incomprensibile; la verità (nascosta od indecifrabile ai titolari di visibilità mediatica) è che la finanza egemone non può venire in soccorso alla politica snaturata ed ora tocca affrontare la Religione, (quella Islamica universalista in particolare) quell’amalgama sociale disperato che non teme di sopravvivere. L’attenzione particolare deve essere posta sopra i tentativi di corporazione che le alte sfere -clericali o no- delle Fedi religiose vorranno indicare alle masse spinte verso una #messicanizzazione per dirla alla Forchielli. Urge quindi una lettura teologica e mai una revisione con i mezzi e le conoscenze che abbiamo oggi a disposizione: i vocaboli vanno addirittura “sprecati”, laddove il silenzio intellettuale è alimento per porci.

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The recent history of the West, has presented us, between science and social disciplines etc., also some perspectives that have been defined as movements and currents of broad and catalyzing participation commonly referred to in “socialism” … in “democracy” … “modern psychiatry and social sciences” … “religious and psychoanalytic experiences: social Christianity” … and again and so on; the course of time has made the edulcoration of the sets and just mentioned, as the maximum expression while adopting the term “development”.
Today, the unattainable Chinese Empire and the customs clearance of dogmatic doctrines, finally the latter left without trace backs and fears, are close to the return of the Marxist theorem, today deceased but in the exhuming phase, see the Glucksmannian vision of “Do what you want!” (Fay ce que vouldras!); it means that ever before and with regard to the history of humanity, the capitalist becomes CAPITALIST, with no hesitation and never before has PSYCHIATRY faces the first and radical incest to face today.
(The DEMOCRATIC root never as today is without ground and SOCIALISM, not by consequence but by division, never as it is today bound in the People itself, which assumes it as a populist form)
None of us consequently has ever been what he/she thinks he/she was.

The new world, what we will not understand, is already ready and incomprehensible; the truth (hidden or indecipherable to mass-media visibility holders) is that hegemon finance can not come to the rescue of distorted politics and, now it is up to the Religion, (the universalist Islamic in particular) the desperate social amalgam that is not afraid to survive. Particular attention must be given to attempts by the corporation that the high spheres -clerical or not- of the Religious Faith will want to point to the masses pushed toward the #messicanizzazione (A. Forchielli, financial analyst and managerial strategist). Therefore, urges a theological reading and never a revision with the means and the knowledge we have at our disposal today: words are even “wasted”, where intellectual silence is food for pigs.

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La “caritas” destabilizzante nel concetto è un veleno nuovo. (Anche appropriarsene) / The destabilizing “caritas” like concept itself is a new poison. (Even approve it)

Caritas è un termine in lingua latina che traduce, in ambito cristiano, il greco antico agápē nel significato di “amore”; le due parole di affine significato nella cultura greco-romana (agápē e caritas) si uniscono, nell’età cristiana, per esprimere una virtù teologale, acquistando un significato assai più alto ed insieme più intimo nella partecipazione dello stato soprannaturale.

Una nota assai dolente e per cui corre l’obbligo di un esternazione in stretta correlazione alle lucrose attività finanziarie del nostro tempo globalizzato ed allargante ai principi etici e religiosi, è riferita al “traffico umano”, leggi anche emigrazione od immigrazione se lo sguardo avviene dal territorio in cui arrivano le disperate genti, allorché una scontata denunzia verso ogni deprecabile attività abbia come oggetto la mercificazione dell’essere umano è, e dovrebbe assolutamente essere, automatica, certa e non discutibile. Le Religioni abramitiche, per principio e senza addentrarci qui sulla prima vergogna peccaminosa delle schiavitù ricordando che il secolare processo di abolizione dello schiavismo non è ancora del tutto stato completato facendo precipitare nel paradossale questo ragionamento, (nel libro saggio questo capitolo è sottolineato) indicano il valore sommo della vita, rivendicando a sé, pur con qualche differenza ma non di sostanza tra Ebraismo, Cristianesimo ed Islam, la percezione incomparabile della stessa, valori per così dire affini alla scienza della morale.
Stretto quindi nell’ovvietà della condanna e finanche nella retorica manifestazione di contrarietà, l’atto schiavista e la mercificazione della vita umana in ogni forma di declinazione, soprattutto oggi che l’associazione esodo e schiavitù è un imposizione accettata culturalmente quando il lavoro è il tema del componimento su cui argomentare e quindi questione regolamentata dal potere finanziario in qualità di dosatore economico su larga scala, (movimento di sopraffazione, sopruso e barbaro, incivile e maledetto allora come oggi) il partecipare ad una logica di mercato con oggetto l’essere umano e/o la sua tratta, (anche non legata allo sfruttamento del lavoro assistendo attivamente alla detenzione e coatta attesa dicasi fermo di una persona in attesa di una collocazione giuridica, ovvero persona privata della libertà nella logica burocratica) fosse anche una semplice retribuzione per un impegno lavorativo che ne legittimi tale energia, non può esser degno di islamica approvazione, a meno a che non trattasi di momentanea e così esattamente definita attività lavorativa, la quale, per uno scopo ben preciso e dichiarato, si avvalga di questo fare per un fine (altrettanto apertamente dichiarato) di remissione del soggetto, di aiuto verso costui che sta subendo tale impositivo trattamento.
Sono innumerevoli oggidì, per esempio, le attività pseudo-commerciali definitesi in “cooperative di servizio sociale”, “associazioni senza profitto”, “onlus umanitarie” eccetera eccetera ed eccetera, le quali, elargiscono compensi e retribuzioni ed emolumenti vari agli addetti (operai e dirigenti) che hanno assunto e consolidato con un fare continuativo questo che è un modo complice per dominare (anche indirettamente attraverso attività di spionaggio o supporto in favore all’inquisizione attiva) giudicando le persone, le quali, non hanno commesso peccato davanti a Dio.

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Islam moderato, Islam non moderato… Islam moderato, Islam non moderato……. (Islam!) / Moderate Islam, not moderate Islam… Moderate Islam, not moderate Islam……. (Islam!)

Escludendo eventuali reati del malcapitato e con le garanzie attenuanti quando previste, (reati penali od infrazioni amministrative essi possano essere) anche svolgere nel continuo e senza scadenza pubblicamente condivisa ed accettata un servizio dicasi prestazione retributiva che forzi negativamente i diritti di esistenza della persona, legittimando in pratica un profitto sulla sua pelle, grande o piccolo, materiale o no sia questo utile, nell’ottica umanista e religiosa presenta gravi anomalie e, in special misura anomalie nel perseguimento delle Leggi coraniche, le quali, sembrano voler estendersi, per questo preciso contesto in esame, come pesante monito nettamente al di sopra delle sovranità degli Stati e delle Leggi, dove il Popolo di Dio è uno e libero!


Caritas is a Latin term that translates, in the Christian domain, the ancient Greek “agapas” in the meaning of “love”; the two related words in Greek-Roman culture (agápē and caritas) unite in the Christian age to express a theological virtue, acquiring a much greater and more intimate meaning in the participation of the supernatural condition.

A very painful note, and therefore the obligation of an extermination in close correlation with the lucrative financial activities of our globalized time, extending to ethical and religious principles, refers to “human trafficking”, also emigration or immigration if the look is done from the territory where the desperate people arrive, when a despicable denunciation towards every despicable activity is the object of the commodification of the human being, it should be absolutely automatic, certain and uncontroversial. The Abramic Religions, on principle and without going into the first sinful sinfulness of slavery, recalling that the centuries-old process of abolition of slavery has not yet been fully completed, causing this reasoning to fall into paradoxical terms (in the book this chapter is underlined) the supreme value of life, claiming to itself, albeit with some difference but not substance between Judaism, Christianity and Islam, the incomparable perception of the same, values ​​so closely related to the science of morality.
Strictly in the vagueness of condemnation and even in the rhetorical manifestation of contrition, the slave act and the commodification of human life in all forms of declination, especially today that association exodus and slavery is a culturally accepted imposition when work is the the topic of the argument on which to argue, and hence the issue governed by the financial power as a large-scale economic analyst, (a movement of overwhelming, overwhelming and barbaric, uncivilized and cursed then as it is today) to participate in a market logic with the object of being Human being and/or trafficking (also not related to labor exploitation by actively assisting the detention and the expected waiting for a person to stand for a legal placement, or a private person of freedom in bureaucratic logic) was also a simple remuneration for a work commitment that legitimizes this energy can not be worthy of Islamic approval One, except that it is not a momentary and precisely defined work activity, which, for a well-defined and declared purpose, makes use of this for an end (as openly stated) of the subject’s remission, of aid to him which is undergoing such tax treatment.
There are innumerable such things, for example, pseudo-commercial activities defined in “social service cooperatives”, “unprofitable associations”, “humanitarian onluss”, etcetera and so on, which give compensations and remuneration and emoluments to employees (workers and executives) who have assumed and consolidated with a continuum this is an auxiliary way to dominate (also indirectly through espionage or support activities in favor of active ingestion) by judging people who did not sin in front of God .

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Islam moderato, Islam non moderato… Islam moderato, Islam non moderato……. (Islam!) / Moderate Islam, not moderate Islam… Moderate Islam, not moderate Islam……. (Islam!)

Excluding any offenses of the defendant and with the mitigating guarantees when provided (criminal offenses or administrative offenses they may be) also carry out, in a continuous and unpaid manner, publicly shared and accepted a service which is a remunerative provision that negatively impairs the rights of the person’s legitimacy in practice, a profit on his or her skin, large or small, whether material or not, is useful in the human and religious perspective, it has serious anomalies and, in particular, abnormalities in the pursuit of the Quranic Laws, which seem to be extending to this very precise the context under consideration as a heavy warning well above the sovereignty of States and Laws, where the People of God is one and free!

La parola e la preghiera agli onorevoli Sauditi / Word and prayer to the honorable Saudis

Il sito internet ufficiale in italiano del Governo dell’Arabia Saudita, nella sezione http://www.arabia-saudita.it/page.php?id=116, riporta un esaustiva descrizione dell’Islam e dei suoi valori e principi di Fede. Per ogni Uomo di Fede e quasi esclusivamente per quelli islamici, quell’appendice è un notevole merito ed orgoglio, un altro potremmo ben dire; la mole di attività che questo […]

La donna (femmina) è un essere umano poco dotato intellettualmente?/Is the woman (female) a human being intellectually not very gifted?

La donna, grazie alla vitale attrazione che emana, è costantemente sotto esame particolareggiato; oggi, nell’evitare il ridicolo e pericolosamente costeggiando il provocatorio sentiero delle assurdità (soprattutto scritte), l’esame si incentra soprattutto nel costume e nell’abbigliamento, scansando e quasi maldestramente quanto è riconducibile al suo comportamento, alla moralità che la contraddistingue all’interno delle società cosiddette civili. Adoperandosi in un ragionamento leggermente e solo leggermente approfondito, potremmo ben dire che queste analisi sociologiche che rimangono confinate in fin dei conti nell’estetica, in realtà sono solamente un escamotage per nascondere e nemmeno troppo bene il controllo esclusivo che l’altro sesso vuole mantenere e mantiene in una forma esclusiva, un controllo che diviene sovente esigenza di dominio verso la persona, dove il vestiario ed il trucco in fondo non sono così interessanti…
Permettendo un rimando ad un passaggio già inscritto in questo sito che gentilmente potreste rileggere QUI, nella sezione “FAQ Temi aperti“, ora e più precisamente andiamo a dare un occhiata all’ultima pseudo sentenza della “CORTE DI GIUSTIZIA DELL’UNIONE EUROPEA“, (pseudo perché in effetti, in Europa, rimangono questi dei “consigli” e poco più, in quanto è la Legislazione del Paese Sovrano che fa testo, in un attività legislativa e giuridica Nazionale che deve prevedere e circoscrivere ogni contesto polemico ed ogni disputa, ogni causa civile e penale, di lavoro eccetera).

http://curia.europa.eu/juris/document/document.jsf?text=&docid=188852&pageIndex=0&doclang=IT&mode=lst&dir=&occ=first&part=1&cid=161094

Cattura
Link diretto alla pagina (https://goo.gl/1YhqeC)

Senza dar atto a polemiche e che possano deviare il tema, ricordo a beneficio di completezza e per capire meglio il potere che la (CVURIA) ha, una delle severe sentenze inflitte (meglio prodotte) e che non sempre o quasi mai vengono recepite dai Paesi portati a giudizio, per esempio quella della recente condanna (retroattiva) che l’Italia ha subito per la “questione degli indennizzi” alle vittime di atti terroristici eccetera.

http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/giustizia/2016/10/11/giustizia-corte-ue-condanna-italia-su-indennizzi-vittime_d69ef924-dc0b-46a4-966e-89e6d6fb0edc.html

Non è per sminuire la Corte, non è questa una decontestualizzazione della sentenza (per altro non apertamente e pubblicamente documentata e nota a tutti in ogni particolare) verso un quadro adiacente alla scienza dell’antropologia: ciò che è inteso e non sottinteso in questo parziale testo, è una richiesta di personalizzazione della domanda infissa nel titolo di questo passaggio scritto; una lettura appropriata della frase così apposta, una prova di questo genere, viene richiesta con lo scopo di creare una agitazione nel pensiero di chiunque possa leggere questa frase interrogativa.
>>>      Stiamo virtualmente discutendo di un foulard oppure delle centinaia di donne uccise barbaramente ed a sangue freddo in Italia ogni anno? (http://www.corriere.it/cronache/speciali/2016/la-strage-delle-donne/)
>>>          Stiamo parlando di un accessorio di abbigliamento oppure delle migliaia di bambine prostitute che ci aspettano dietro l’angolo? (http://www.irishtimes.com/culture/welcome-to-the-child-sex-capital-of-europe-1.339827)
>>>     E’ una questione religiosa e prettamente religiosa oppure la questione femminile la si può articolare nel miliardario e complesso business mondiale e senza confini della pornografia in cui la regina (ed il re allo stesso tempo) acclamata dal Popolo è l’essere umano privo del pene?


The woman, thanks to the vital attraction she emanates, is constantly under detailed examination; today, avoiding ridicule and dangerously provocative path skirting the absurdities (especially written), the examination focuses mainly in the costume and dress, almost awkwardly dodging what is due to his behavior, morality that distinguishes all ‘interior of the so-called civil society. In striving reasoning lightly and just slightly deepened, we might well say that these sociological analyzes remains confined to early accounts of aesthetics, in fact they are only a ploy to hide, nor too exclusive well control that the opposite sex wants to keep and it maintained in an exclusive form, a control that becomes often need of domain to the person, where the clothing and make-up are not so interesting indeed…
Allowing a reference to a passage already written on this site that you could kindly read HERE, in the “open FAQ Themes“, now more precisely let’s take a look to the last sentence of the pseudo “COURT OF JUSTICE OF THE EUROPEAN UNION” (pseudo because in fact, in Europe, these are “tips” and so on, as it is the legislation of the sovereign Country that makes text, in a National legislative work that needs to predict and circumscribe each legal context and controversy, every civil case from a criminal one, or a job’s dispute etc.)

http://curia.europa.eu/juris/document/document.jsf?text=&docid=188852&pageIndex=0&doclang=EN&mode=lst&dir=&occ=first&part=1&cid=161094

Cattura
Transl.: EU Court: “It is legitimate to ban islamic headscarves -Hijab- in the workplace”

Without giving place to controversy and that can divert the issue, I remind the sake of completeness to better understand the power that (CVURIA) has, one of the severe sentences imposed (better to say produced) and that does not always or almost never are implemented by EU-Countries brought to trial, for example that one of the recent conviction (retroactive) that Italy has suffered to the “question of compensation” to victims of terrorist acts and so on.
This is not to belittle the Court, this is not a de-contextualization of the judgment (for all of us not so openly and publicly documented and known in every particular) towards a framework adjacent to the science of anthropology: what is understood and not supposed in this part text, is a customization request of stuck question in the title of this passage written; an appropriate reading of the sentence on purpose, a test of this kind is required in order to create a stir in the mind of anyone who can read this interrogative sentence.
>>>   Are we virtually talking about a scarf, or the hundreds of women brutally murdered and cold-blooded in Italy each year? (http://www.corriere.it/cronache/speciali/2016/la-strage-delle-donne/) [italian lang. only link]
>>>  Are we talking about a clothing accessory or of the thousands of child prostitutes who are waiting us around the corner? (http://www.irishtimes.com/culture/welcome-to-the-child-sex-capital-of-europe-1.339827)
>>>   Is it a religious and purely religious issue or can it be argued through the world billionaire business (without boundaries) of pornography in which the queen (and king at the same time) acclaimed by the people is the human being penis free?