La Democrazia Imperiale. / The Imperial Democracy.

LA DEMOCRAZIA IMPERIALE.
(Cenni di elucubrazione adattiva nel segno parossistico; spicce considerazioni della post distopia orwelliana: situazionismo mediatico in tempo reale come forma reazionaria)

Il tentativo di spiegazione non sarà tale quando i risultati saranno compiuti all’interno delle nuove tecnologie logiche che disarmano il controllo temporale dei risultati stessi; l’istantanea produzione di esiti, nel moto descrittivo di origine situazionista, non è cangiante, variabile o volubile ma, ne prospetta l’intesa ed il fabbisogno. Al di la delle congetture, il tempo a noi ora disponibile, consegna non un prammatismo esistenziale di sorta, una qualche lettura estemporanea ma, una preoccupazione che trova origine nel dialogo scritto da Platone (Politico Πολιτικός) più di 350 anni prima di Cristo, laddove già le prime basi della democrazia trovano instabilità!
Non c’è nessun accenno critico in questa disanima: è la constatazione che l’incognita a cui il sommo pensatore dava parziale risalto, tale fu e, perfettamente definita ne “la cultura democratica”, materia indispensabile per reggere la
perfetta ideologia oltre ogni prammatismo, appunto.

Perfetta lo è, consolidando la storica disfatta marxista nelle sue forme di applicazione sociale a cui abbiamo tutti noi assistito; inapplicabile lo è altrettanto, considerata l’instabilità delle società umane insediatesi nel Pianeta dopo l’aver -esso- sopraffatto.
Aggiungo: la deriva consumista che ha retto per non poco tempo ogni democrazia -oggi nella fase finale- dopo aver considerato il fenomeno delle “aspettative crescenti”, (in integrazione le conflittualità di stabilire e conciliare i “diritti crescenti”) non presenta alcun tipo di analisi soddisfacente da parte di chi l’ha proposta, escogitata oso dire.
L’Occidente, per tanto, è succube; pena!

Il pensiero smithsoniano, l’egocentrismo fondamentale spiegato, sarà quindi ancora una volta salvifico?

Il ricorso alle rimembranze costipate nella “proprietà privata” e l’assenza di quella contrapposizione ideologica che paradossalmente e precocemente indebolisce ed appassisce ogni attore immediatamente dopo l’incoronazione di alloro, non è qui disponibile, in quanto altererebbe -fosse considerata questa una prima conclusione- il concetto di produzione istantanea sopra delineato e, soprattutto, non reggerebbe fedelmente la fiorente, vincente e rinnovata vitalità di quella Società che si colloca nella odierna Cina e che probabilmente, una parte di Oriente ed India si apprestano ad assumere.9e7fc301c24011e6d40ec6dd798bf290_XL
L’obiezione di fondo, l’indicare la potenza orientale cinese quale fucina sì di un innovazione ma discostante dai princìpi democratici, è, senza mezzi termini, un ricorso poco lucido ma consenziente a quelle rappresentazioni statiche ed allo stesso tempo sterili dei perduti più che perdenti, viste le rincorse Occidentali al mantenimento di quell’ordine (democratico) di cui non (ri)conoscono più la sostenibilità, dopo aver digerito nel totale fallimento l’epilogo di ogni guerra che si è svolta e si svolge nel
nostro mondo, “attività produttiva e redditizia” sempre ai vertici economici di ogni Nazione dicasi democratica.

Scansando con precisa stizza ogni defilato silenzio difronte ad una ragionevolezza nel suo compimento, considerando questo silente fare come circostanza di pensiero predisposto ed associato alla delinquenza, nell’attenuazione dall’attività complice di chi si ostina ad ignorare detta logica, come insediare una proposta difronte a cotanta materialità?
Riponendo ogni pensiero nella sopravvivenza della specie che vive dal consumo?
Dando credito al presente in un momento di appagamento fatalista?

Fino ad oggi probabilmente è stato così; nelle “verifiche di attuazione” è stata un efficace panacea dominatrice di ogni Landa conosciuta e baciata dalle attività economiche ed industriali ma, l’intelligenza artificiale non lo permetterà più. Lo sappiamo questo? La coercizione di pensiero è già disponibile, sebbene per il momento le macchine risultano ancora operanti grazie alla nostra umana conduzione ed attività connessa per il loro controllo diretto; “le responsabilità”, qualora vengano ricercate, sono ancora indicate in un adduzione incentrata all’umano, sebbene già da ora la certezza di un dolo non è (più) possibile definirla tale e specifica, indirizzata in somma ad una o più persone. Sarà questo un caso? E’ davvero considerevole pensare che una Persona ricchissima e forse la più ricca abbia una responsabilità oggettiva difronte ad un danno recato dalla macchine che ha progettato?
Si? No?
Per quale scopo: divenire il più ricco dei ricchi? Un attacco improvviso di edonismo schizoide?

Se oggi, anno 2018, questo è pure possibile pensarlo, tra qualche anno questo giudizio non sarà più accettabile e, le “cause perse”, non avranno più locazione: dovremmo urgentemente prenderle in carico e dovremmo riprendere quella originale sapienza generatrice di comodo stallo, la cosiddetta democrazia, la nascente democrazia imperiale immune dalle cure teocratiche.

Tutti hanno paura di Dio!”


THE IMPERIAL DEMOCRACY.
(An overview of adaptive rumination in the paroxysmic sign, petty considerations of the Orwell post distopia: real-time media situationism as a reactionary form)

The attempt at explanation will not be such when the results will be achieved within the new logical technologies that disarm the temporal control of the results themselves; the instantaneous production of outcomes, in the descriptive motion of situationalist origin, is not changing, variable or volatile, but promises its understanding and needs. Beyond the conjecture, the time available to us now, delivery not an existential pragmatism of any kind, some extemporaneous reading but, a concern that originates in the dialogue written by Plato (Politico Πολιτικός) more than 350 years b.C., where already the first bases of democracy find instability!
There is no critical mention in this disanimity: it is the observation that the unknown to which the supreme thinker gave partial emphasis, such was and, perfectly defined in “democratic culture”, indispensable material for holding the perfect ideology beyond all pragmatism… in fact.

Perfect it is, consolidating the historic Marxist defeat in all its forms of social application to which we have all witnessed; inapplicable is the same, considering the instability of the human societies settled in the Planet after having been overwhelmed.
Add: the consumerist drift that has held up for a short time every democracy -today in the final stage- after considering the phenomenon of “increasing expectations”, (in addition to the conflicts of establishing and reconciling the “growing rights”) does not present any kind of satisfactory analysis on the part of those who proposed it, devised I dare say.
The West, therefore, is dominated; pain!

So will the Smithsonian thought, the fundamental egocentricity explained, be once again salvific?

The recourse to constipated remembrances in “private property” and the absence of that ideological opposition that paradoxically and precociously weakens and withers every actor immediately after the coronation of laurel, is not available here, as it would alter
-considered this a first conclusion- the concept of “instantaneous production” outlined above and, above all, would not faithfully sustain the flourishing, winning and renewed vitality of that society that is located in today’s China and that probably a part of the East and India are preparing to take.9e7fc301c24011e6d40ec6dd798bf290_XL 
The basic objection, the indication of the Chinese oriental power as a forge of an innovation but devoid of democratic principles, is, in no uncertain terms, a rather lucid but consenting to those static and at the same time sterile representations of the lost more than losers, given the Western chases to the maintenance of that (democratic) order of which they no longer (re)know sustainability, after having digested in total failure the epilogue of every war that took place and takes place in “our world”, productive and profitable activity always available (at the economic summits) of every Country that calls itself “democratic”.

Precisely dodging each defile silence in front of a reasonableness in its fulfillment, considering this silent act as a condition of thought predisposed and associated with delinquency, in attenuation from the accomplice activity of those who insist on ignoring such logic, how to settle a proposal in front of to such great materiality?
By putting every thought into the survival of the (human) species that lives by consumption?
Giving credit to the present in a moment of fatalistic fulfillment?

Up until now it has probably been like that; in the “implementation verifications” it was an effective panacea dominating every Land known and kissed by economic and industrial activities, but artificial intelligence will not allow it any more. We know this? Thought coercion is already available, although for the moment the machines are still operating thanks to our human conduction and connected activity for their direct control; “responsibilities”, if they are sought, are still indicated in an adduction focused on the human, although even now the certainty of a fraud is not (more) possible to define such and specific, addressed in sum to one or more people. Will this be a case? Is it really considerable to think that a very rich and perhaps the richest person has an objective responsibility in front of a damage caused by the machine he designed?
Yes? No?
For what purpose: to become the richest of the rich? A sudden attack of schizoid hedonism?

If today, year 2018, this is also possible to think of it, in a few years this judgment will no longer be acceptable and, the “lost causes”, will no longer have location: we should urgently take charge of it and we should resume that original wisdom generating a comfortable stall, the so-called democracy, the nascent imperial democracy immune to theocratic care.

“Everyone is afraid of God!”

 

La maledetta fuga, la corsa della Ummah / The bloody escape, the Ummah race

Troppe maledette parole sono state scritte, troppe.
Da questo incipit, personale reazione patonevrotica parossistica, nell’abbandono maledetto, mi trovo e per questo istante, a scansare con l’istinto ogni commiserazione possibile, ogni accenno vittimista. 
L’urlo atroce che non mi soffermo a spegnere nell’animo furioso che mi alimenta, è, per questo attimo maledetto, verso la Ummah, verso ogni buon mussulmano che vive in Terra e, non sarò a ripeterlo, non sarò a richiamarlo e nemmeno a domarlo ora. No!
Non lascio nemmeno spazi di ordine calligrafico a riguardo; mi dolgo, mi dolgo ma non mi pento! La estrema saggezza dell’Islam anticlericale mi da coraggio e forza.
Non ti permettere, tu! Non farlo!
Le mnemoniche litanie ora le accantono, i profetici messaggeri dai primi peli e senza barba mi stancano, le donnine appassionate che appaiono come elfi nel mondo virtuale e privilegiato mi offendono, quasi; la conquista del Paradiso va fatta in Terra: le approssimazioni, le trascendenze le aborro, ora.
Vivo! Io vivo e, lo faccio perché m’è stata fatta grazia divina; perché il mio piccolo fratello innocente non deve poterlo fare? Chi è quel dio piccolo e mortale che osa spezzare la vita? L’arresto cautelativo del pensiero islamico è realtà: la rincorsa affannosa verso un alternativa, è stata manovrata efficacemente dell’ideologia del profitto capitalista che conquista, affascina e sfolgora. 
Corri fratello Uomo, corri ma non scappare…
Se puoi.
Che Dio mi perdoni, tu possa perdonarmi e che Dio perdoni anche te, anche se ora non ne hai bisogno.


Too many damn words were written, too many.
From this incipit, personal paroxysmal patonevrotic reaction, in cursed abandonment, I find myself and for this moment, to instigate with instinct every possible commiseration, every hint of victimization. The atrocious scream that I do not stop to put out in the furious soul that feeds me, is, for this cursed moment, towards the Ummah, towards every good Muslim who lives on Earth and, I will not repeat it, I will not recall it to tame it now. No!
I do not even leave spaces of calligraphic order in this regard; I grieve, I grieve but I do not regret! The extreme wisdom of anti-clerical Islam gives me courage and strength.
Do not allow yourself, you! Do not do it!
The mnemonic litanies now I put them aside, the prophetic messengers with the first hairs on face and without the beard tire me, the impassioned little women who appear as elves in the virtual and privileged world offend me almost; the conquest of Paradise must be done on Earth: approximations, transcendences, I abhor them, now.
I live! I live and I do it because divine grace has been done to me; why can not my innocent little brother be able to do it? Who is that small and mortal god who dares to break his life? The precautionary arrest of Islamic thought is a reality: the frantic pursuit of an alternative has been effectively manipulated by the ideology of capitalist profit which conquers, fascinates and fades. Run brother Man, run but do not run away…
If you can.

May God forgive me, may you forgive me and, may God forgive you too, even if you do not need it yet.

Il primo nuovo anno. / The first new year.

Nella civiltà moderna e contemporanea, nelle Società civili sviluppate ed in corso avanzato di sviluppo, il calendario gregoriano è stato ed è, simbolo e perfetto strumento per il progredire commerciale ed in seguito strumento su di cui edificare una programmazione economica a livello globale, planetaria. Oggi, indispensabile ed insostituibile, detto calendario ha assunto un perfetto ruolo ed alquanto asettico,  incolore, certamente condiviso in ogni Landa conosciuta.
La data corrente ed inevitabilmente per quasi ogni aspetto, si presenta utile per un bilancio, una “resa dei conti”, in somma; oltre ogni banalizzazione, anche questo capitolo di mashallah-book.com ha questa natura, seppur poco articolata.
Non ci sono moniti od indicazioni in attesa di essere condivisi ma, ciò che mi preme e traspare, è il personale disappunto ed una latente rabbia difronte all’insensibile quantità di persone potenti, le quali, poche e pochissime nel confronto con le masse da queste controllate, insistono a proporre indirettamente violenza in ragione dei propri interessi.

L’anno che si sta aprendo, piaccia o no, sarà l’anno primo in cui le fondamenta delle Politiche che sono state instaurate e pianificate globalmente da quel esiguo ma potentissimo numero di persone, verranno incrinate; l’erosione in atto ed a partire dall’Europa mediterranea è inarrestabile: l’Africa, considerate finite e morte e sepolte le Politiche che la hanno sequestrata a partire dalla colonizzazione dei secoli scorsi, è in movimento, giacché un disperato e violento esodo epocale, favorito dalla facilità della condivisione delle informazioni grazie alla rete Internet di cui non tutti gli aspetti sono attualmente conosciuti è in atto! (Un accenno è possibile ritrovarlo in questo recente articolo… segui QUESTO LINK)

La Cina, i cinesi, così diversi nell’etica del comportamento e nella ricerca della moralità, inclusa quella spirituale, nel suo progetto globale, è praticamente insensibile ai concetti chiave della abramitica visione che ancora oggi grazie alla Cristianità (succube del nostro tempo ed impreparata al nostro tempo) ed all’Islam (in perenne sonno cautelativo grazie alla Ummah afflitta dal giogo che l’Occidente le ha inflitto) placa le masse e, questo significa che la Cina come potenza chiusa nelle sue alte e forti mura, assisterà impassibile all’imbarbarimento dei Continenti da essa controllati attraverso l’abnorme potenza finanziaria messa in campo, dovendo considerare la destabilizzazione (indotta) del Medio Oriente che pagherà molto caro il crollo di quello che è stato considerato fino ad oggi  come “oro nero”, il fossile ormai passato. In particolare, l’assenza e la demonizzazione delle politiche sociali portate a valore dall’ignorante Potenza statunitense, causa della deriva consumista del Capitalismo e finanche a distruggere la sana finanza, (addirittura in assenza di corruzione ed attività malavitose, vedi le cryptovalute eccetera) impedirà la produzione e lo scambio delle merci per inizio, perché sommosse, proteste generalizzate delle classi sottoproletarie ed indigenti, si faranno sempre più aspre, laddove l’unica proposta sociale ritornerà ad essere quella religiosa, con tutte le sue contraddizioni. Solo così si spiega ciò che il dottor Forchielli (@Forchielli ) ha denominato #Messicanizzazione e solo così si spiega tutta la sua fiducia e bravura di stratega e finanziere nell’individuare le zone asiatiche come “il futuro del mondo”.

La mia, non è e vuol essere una visione nefasta, buia e negativa del nuovo anno e quelli che -Se Dio Vòle- arriveranno ma, è un analisi prospettica, una che cerca di ragionare sul corso e ricorso della storia che propone moltitudini di poco pittoresche caricature di nazisti e fascisti nelle strade dell’Occidente capitalista e sopra di tutto tenta una spiegazione per quell’incessante corsa verso l’inseguimento dei valori Occidentali come fossero il dogma che ricerca compromessi anche con Dio.
Essi, sono Popolo; essi cresceranno per pseudo-sostenere i concittadini sopraffatti da quelle masse in costante arrivo, moltitudini ancora più disperate, nell’anno che vede il Mercato mondiale e le Borse, sfoggiare attivi e punti di rialzo senza precedenti, nonostante “la crisi”, quella che il sottoscritto ha poco velatamente cercato di non mostrare.
Mā shāʾ Allāh (XXI century schyzoid man)” cerca la pubblicazione, il sito è stato fatto per questo; l’account TWITTER (@MshAllh_theBookcon la sua ricerca interna (#mashallah_book) è in costante attesa di essere visto, letto, discusso.
Per Dio e, perchè possa io provare un po’ di pace.
Buon Anno a tutti, escluso nessuno.

Lucaa del Negro

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In modern and contemporary civilization, in developed civil societies and in advanced development, the Gregorian calendar has been and is, symbol and perfect instrument for the commercial progress and later a tool on which to build global, planetary economic planning. Today, indispensable and irreplaceable, this calendar has assumed a perfect and somewhat aseptic, colorless role, certainly shared in every known Land.
The current date and inevitably for almost every aspect, is useful for a financial statements, a “showdown”, in sum; beyond any trivialization, this chapter of “mashallah-book.com” also has this nature, even if not very articulated.
There are no warnings or indications waiting to be shared, but what bothers and shines through is, a personal disappointment and a latent rage in front of the insensible number of powerful people, who, very few and very few in comparison with the masses from these controlled, they insist on indirectly proposing violence because of their interests.
The year that is opening, like it or not, will be the first year in which the foundations of Policies that have been established and planned globally by that small but very powerful number of people, will be cracked; erosion in progress and starting from Mediterranean Europe is unstoppable: Africa, considered the end and dead and buried the Policies that have seized it since the colonization of past centuries, is moving, as a desperate and violent epochal exodus, favored by the ease of sharing information thanks to the Internet of which not all aspects are currently known is here. (A hint can be found in this recent article… follow THIS LINK)

China, the Chinese, so different in the ethics of behavior and in the search for morality, including spiritual, in its global project, is practically insensitive to the key concepts of the Abrahamic vision that even today thanks to Christianity (succubus of our time and unprepared in our time) and Islam (in perennial cautionary sleep thanks to the Ummah afflicted by the nooze that the West has inflicted on them) calms the masses and, this means that China as a power closed in its high and strong walls, will assist impassive ‘barbarization of the Continents controlled by it, through the abnormal financial power put on Markets, having to consider the destabilization of the Middle East (induced) that will pay dearly the collapse of what has been considered until today as “black gold”, the fossil now passed. In particular, the absence and demonization of social policies (welfare state) brought to value by the ignorant US power, due to the consumerist drift of Capitalism and even to destroy healthy finance, (even in the absence of corruption and criminal activities, see cryptocurrencies etcetera) it will prevent the production and exchange of goods for the beginning, because riots, general protests of the sub-proletariat and the indigent classes, will become increasingly acute, where the only social proposal will once again be the religious one, with all its contradictions. This is the only way to explain what Dr. Forchielli (@Forchielli ‏) has called #Messicanizzazione, and this is the only way to explain all his trust and skill as a strategist and financier in identifying Asian areas as “the future of the world”.

Mine, it is not and wants not to be a nefarious, dark and negative vision of the new year and those that -God willing- will arrive but, is a “perspective analysis”, one that tries to reason on the course and recourse of history that proposes multitudes of few picturesque caricatures of Nazis and fascists in the streets of the capitalist West and, above all, an explanation for that incessant race towards the pursuit of Western values ​​as if they were the dogma that seeks compromises with God.
They are People; they will grow by pseudo-support the citizens overwhelmed by those masses in constant arrival, multitudes even more desperate, in the year that sees the World Market and the stock exchanges, show off unprecedented assets and positive bullish points, despite “the crisis”, the one that me, has a little veiled trying not to share.
“Mā shā’ Allāh (XXI century schyzoid man)” seeks publication, this site has been made for this; the TWITTER account (@MshAllh_theBook) with its internal search (#mashallah_book) is constantly waiting to be seen, read, discussed.
For God first, so I can try to find a little peace for my soul.
Happy New Year to all of you, excluding nobody.

Lucaa del Negro

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La Mecca e Medina sono l’Islam, nessun rimpianto; mai più lacrime. / Makkah and Medinah are Islam, no regrets; never more tears.

La scellerata dicotomia che ha scisso L’Islam in “terrorismo” nell’opinione pubblica Occidentale, nonostante trattasi di forzatura spinta dai media insistentemente in ricerca di un consenso di pubblico attraverso la cronaca usata in un vortice che avviluppa causa ed effetto, sembra perdere di intensità, di seguito, lasciando l’islamofobia (clicca sul nome per accedere all’articolo dedicato) in pasto ai movimenti di estrema destra come moneta elettorale; le poche e mal organizzate proteste della Comunità islamica (Ummah) che ha cercato di respingere senza dubbio le atrocità disumane mostrate da quelli che sono stati dipinti come “soldati del Califfato”, vedi Daesh, Isil o Isis, sono valse ma, a ben considerare i giuochi di strategia geo-politica e finanziaria globale messi in atto da alcune potenze mondiali, sembrano -questi attacchi- dopo il fallimento del Califfato, avere in serbo un altro attacco destabilizzatore ai danni della Ummah, dell’Islam.

Scrivo Islam e sottolineo Islam, perché le ultime notizie che giungono, vedono al centro dell’attenzione -direttamente ed indirettamente- il territorio dell’Arabia Saudita.
Il Regno Saudita, (senza ora e qui volermi addentrare in un analisi socio-politica in quanto ritengo non sia questa la sede più opportuna considerando il presente testo parte di un sito che ha l’unica intenzione di promuovere la pubblicazione di un saggio; QUI tutte le informazioni necessarie) viene inserito a fasi alterne in contesti che trattano attività guerrafondaie senza spiegazione, di supporto logistico per azioni militari contro popolazioni inermi, includendo presunte alleanze strategiche addirittura con Israele!
Mi voglio ripetere: non sono qui ad analizzare quanto i Governi e quello Saudita in particolare abbiano fatto, facciano o debbano fare, ma, voglio sottolineare ogni possibile conseguenza sia possibile, ricordando a tutti e nessuno escluso che Mecca e Medina sono custodite con onore per quanto oggi ogni essere umano può verificare con gli occhi (con il cuore se islamico) da Re Salmān bin ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd, il quale, presenta a noi quanto i suoi predecessori hanno fatto e, Se Dio Vòle, quanto dovranno portare i suoi successori scelti.

Questo mio non è, non vuole essere un tentativo di usare i Luoghi Sacri come fossero riparo per una critica, un idea da rappresentarsi oppure una protesta contro i Sauditi, pur non nascondendo la mia preoccupazione per questo Paese e per una certa “cautela” dimostrata (QUI un approfondimento) ma, trattasi di cruccio per questo Paese che dovrà attraversare una fase economica senza precedenti, quella -per la precisione- che vede il petrolio in assoluto declino mondiale come bene prezioso; questa nuova realtà, essendo manovrata proprio dagli strateghi internazionali Occidentali che non hanno scrupoli e quasi nessun rispetto per i dogmi e le Sacre scritture islamiche, sono esplicitamente indicati, da me avvertiti, potrei osare a dire se, mi darete il giusto supporto.
La “balcanizzazione” con i circa 95.000 morti (1991-1995 ?) in una sanguinosissima guerra civile ed a tratti di religione ed il conseguente smembramento di un Paese (per altro già in atto avanzato se diamo uno sguardo sul nord-Africa, sulle Lande islamiche di Pakistan e Afghanistan ad esempio) è da scongiurarsi, da allontanare con decisione e fermezza, un negativo esempio che nessun essere umano deve dimenticare! E che Dio mi perdoni.

“This is a very good analysis. “I was there”, talking about Jugoslavija.History never come…” — Mashallah_thebook http://disq.us/p/1nve7j0

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Mā shāʾ Allāh (XXI century schyzoid man)

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 The wicked dichotomy that has shaken Islam into “terrorism” in Western public opinion, despite the insistence of media pushing insistently on public consensus through the news used in a vortex that envelops cause and effect, seems to lose intensity, below, leaving Islamophobia (click on the name to access the dedicated article) as a meal to extreme right movements like election currency; the few and ill-organized protests of the Islamic Community (Ummah) which has tried to reject the inhumane atrocities shown by those who were painted as “Caliphate soldiers”, see Daesh, Isil or Isis, were worthwhile but, to consider the games of global geo-political and financial strategy put into effect by some world power Organizations, seem to have -after the Caliphate’s failure- another destabilizing attack on the Ummah and Islam.

I write Islam and emphasize wor(l)d Islam, because the latest news that comes to us is the center of attention -directly and indirectly-  to the territory of Saudi Arabia.
The Kingdom of Saudi Arabia (without here to go into a socio-political analysis as I think this is not the most appropriate place considering this text part of a site that has the only intention of promoting the publication of the essay; HERE all the necessary information) it is inserted on alternate phases (S.A.) in contexts dealing with warfare operations without explanation, logistical support for military action against helpless populations, including alleged strategic alliances with even Israel!
I want to repeat myself: I am not here to analyze how much the governments and the Saudis in particular have done, do or have to do but, I want to emphasize every possible consequence possible, reminding everyone and no one except, that Mecca and Medina are guarded with honor that today every human being can see with his eyes (with heart if Islamic) from King Salman bin’Abd al-‘Azīz Āl Sa’ūd, who presents to us what his predecessors did and, God Willing, what will bring his chosen successors.

This is not a think of mine: I do not want to use as an attempt the Sacred Sites like a shelter against criticism, an idea to represent a protest against the Saudis, although I do not hide my concern for this Country and for a certain “cautiousness” (HERE a deepening) but, as a matter of fact, I am worried for this Country which will have to go through an unprecedented economic phase, that -for precision-  sees oil as a world no more precious commodity; this new reality, being tampered with by Western international strategists who have no scruples and almost no respect for dogmas and sacred Islamic scriptures, are explicitly indicated, as I have been warned, I might dare to say, if you will give me the right support.
The “balcanization“, with about 95,000 dead (1991-1995?) in a bloody civil war and at times religion’s war and the consequent dismemberment of a Country (which is already well advanced if we look at North Africa, Pakistan’s Islamic Landmarks, and Afghanistan for example) is to be averted, by moving away with determination and firmness, a negative example that no human being has to forget! And -please- God forgives me.

“This is a very good analysis. “I was there”, talking about Jugoslavija.History never come…” — Mashallah_thebook http://disq.us/p/1nve7j0

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RI-GENESI: I bambini non sono colpevoli / RE-GENESIS: Children are not guilty

Ogni tentativo di analisi, sociale e culturale, ogni approfondimento antropologico eccetera eccetera ed ancora eccetera non ha dato il più pallido risultato, non lo darà (mai) insistendo ad argomentare grazie “ai soliti” personaggi della borghesia bianca ed altolocata attraverso i “salotti mediatici” (televisivi per lo più) diretti dai “soliti” opinionisti che insistono a parlare senza ascoltare […]

Tra un atto terroristico ed un altro (già: Aspettando un atto terroristico) / Among a terrorist act and another (it was: Waiting for a terrorist act)

La sopraffazione degli eventi di cronaca nera che ci sommerge non può essere trascurata come forza determinante o, solamente scansata da parole di “pace ed amore”. In un contesto teologico, l’accettazione di questa prova di umanità dicasi anche risvolto umanistico e professione di Fede, comunque, non può essere contestualizzata all’interno del pensiero islamico, laddove questo è fare Cristiano e poco oltre. Le Comunità islamiche ed in particolare quelle europee sembrano “scimmiottare” questo atteggiamento quando esposte ai media nazionali ed è proprio un induzione forzata per un preciso scopo alla quale sono esposti taluni e forse tutti gli esponenti sotto i riflettori, costretti ad argomentare difendendo l’Islam dalle responsabilità presunte ed in continuo accertamento di correlazione con gli atti di terrore a cui tristemente dobbiamo dare l’onore della cronaca.
C’è dunque un complotto in atto? Ai danni di chi? Esiste un macchinoso piano destabilizzante nel quadro geopolitico di cui siamo tutti noi cittadini ignavi partecipanti?

Certamente ci sono delle prove a suffragio di queste che rimangono illazioni con poco dubbio e, molte -lo possiamo senza dubbio riferire- sono segretate e nascoste; talvolta esse fuoriescono perché le “orchestrazioni mediatiche”, vedi tweet ed altri social media che dimostrano quanto non è dato dimostrare senza queste sofisticate tecnologie, vedi curatissimi video e vedi inoltre l’ultima frontiera della (dis)informazione asservita chiamata fake news (false informazioni; disinformazioni) a cui siamo esposti, sono davvero troppo assurde per poterle nascondere, capire e francamente seguire. Sicuramente non qui, non ora e non io personalmente posso offrire chiarimenti ed indicazioni di pensiero e ragionamento possano farVi cambiare idea e, questa non è un ovvietà alla quale voglio appellarmi per esternare comunque altre informazioni o, disinformazioni se Vi pare di queste si possa trattare. Non mi pare possibile ed utile nemmeno riesumare video interviste di fantomatici “lupi solitari” che somigliano più a frichettoni oppure di novi convertiti che sembrano vivere (ma non lo fanno certamente e nemmeno per 10 minuti!) nel XV secolo per dimostrare che l’Islam non è “questa roba”, no davvero, dove -lo ripeto!- nemmeno le dichiarazioni anche sofferte di qualche Imam o rappresentante di Comunità pubbliche sono efficaci e pertinenti oso dire, quando ripetono la solfa “della pace e dell’amore” e dello scontato ripudio della guerra. Queste buone intenzioni (intenzioni!) lasciamole al buon Papa Cristiano per favore: releghiamole alla Chiesa Cristiana perché non rappresentano l’Islam, sebbene questa diversa e distintiva posizione non significa affatto avallare il terrorismo!
Martirio (approfondire QUA, se possibile) guerra (QUA il link) e possibili scenari politici (QUA il link) sono argomentazioni certamente nella disposizione della Umma ma, richiedono studio e ragionamento scevro da preconcetti laddove per inizio ed anche all’infuori dal seguire ciò che indico dettagliatamente nel saggio “Mā shāʾ Allāh (XXI century schyzoid man)” la prima regola dovrà essere per ogni serio e fedele mussulmano che rappresenta sempre sé stesso e senza gerarchiche posizioni, CONDIVIDERE LA CERTEZZA CHE LO STATO ISLAMICO, IL CALIFFATO ISIS od ISIL o DAESH NON ESISTE, NON E’ MAI ESISTITO!
Lo si chieda a chi ci è dovuto a forza rimanere per qualche tempo e non certamente a quei giovani derelitti umani (nel pensiero innanzi a tutto) che sono stati forgiati nella droga, nell’alcool ed in società capitaliste ed iper-consumiste che sperano ancora di recuperare.

Nota: L’ex segretario di Stato Usa Hillary Rodham Clinton rivendica la creazione della guerriglia islamista, in funzione anti Assad. Poi accusa Obama di averne perso il controllo a causa della sua posizione troppo attendista. «Avrebbe dovuto fare come Netanyahu, affondando il colpo». (Da un intervista al giornale Web “The Atlantic” febbraio 2014. https://goo.gl/bjGncs)
I VIDEO CARICATI CHE POSSONO SEGUIRE LA VISIONE NON SONO SUPPORTATI OD INSERITI DALL’AUTORE DEL PRESENTE SCRITTO: SONO CARICATI AUTOMATICAMENTE DAL SERVER CHE GESTISCE LA VISIONE GRATUITA ONLINE.Note: Former US Secretary of State Hillary Rodham Clinton claims the creation of Islamist guerrillas, in anti-Assad function. Then she accuses Obama of losing control because of his over-attending position. “It should have been like Netanyahu, sinking the shot.” (From an interview with “The Atlantic”  Web-newspaper in February 2014. https://goo.gl/bjGncs)
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AGGIORNAMENTO DEL 3 OTTOBRE 2017, dopo il cruento massacro di Las Vegas, USA (QUI la notizia)

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Fonti: TG LA7 / Wikipedia

In particolare “la rivendicazione” presunta ma comunque fatta scorrere in ogni media tramite un tweet dal ISIS/ISIL/DAESH; notare la fonte. No Comment?


 The overwhelming black news events that flood us can not be neglected or just scrapped by words of “peace and love”. In a theological context, the acceptance of this test also means humanistic twist, however, can not be contextualized within Islamic thought, where this is a Christian making and just beyond. The Islamic communities, and especially the European ones, seem to “outsmart” this attitude when exposed to the national media and it is just a forced induction for a precise purpose to which some and perhaps all the exponents under the spotlight are exposed, forced to argue defending Islam from the alleged assumptions and on the constant determination of correlation with acts of terror to which sadly we must give the honor of the news.
So is there a conspiracy in place? To whom? Is there a destabilizing plan in the geopolitical context of which we are all slander citizens?

Certainly, there are some evidences of these that remain the definitions, and many, of course, -we can say- are secret and hidden; sometimes, however, they emerge because “media orchestrations” see tweets and other social media that demonstrate what is not being demonstrated without these sophisticated technologies, see videos, and see also the last frontier of the (dis)information service called fake news, to which we are exposed, are really too absurd to be able to understand and sincerely follow. Certainly not here, not now and not personally I can offer you clarifications and thoughts and thoughts that can make you change your mind and this is not an obviousness to which I want to appeal to externalize any other information or misinformation if you think of them you can deal with. I do not think it’s possible to get video interviews with fantastic “lone wolves” that look more like frippers or new converts who seem to live (but they do not, of course, for 10 minutes!) In the fifteenth century to show that Islam is not ” this stuff “, not really, where – I repeat- even the statements that some Imams or representatives of public Communities they are suffering are effective and relevant to say when they repeat the “peace and love” dirge and the repudiated repudiation of war. Please leave these good intentions (intentions!) to the good Christian Pope. Let us relegate them to the Christian Church because they do not represent Islam, although this different and distinctive (islamic) position does not mean to support terrorism at all!
Martyrdom (deepening HERE, if possible) war (HERE link) and possible political scenarios (HERE the link) are certainly arguments in the disposition of the Ummah but require study and reasoning out of preconceptions where in the beginning and also beyond to follow that which I give in detail in the essay “Mā Shā’ Allāh (XXI century schyzoid man)”, the first rule must be for every serious and faithful Muslim who always represents himself and without hierarchical positions, SHARING SURENESS THAT ISLAMIC STATE, ISIS CALIFFATE or ISIL or DAESH IS NOT EXISTING, IT IS NOT EVEN EXIST!
Ask him who is forced to stay for some time there, and certainly not to those young people who are derelict (in the mind before everything) who have been forged in drugs, alcohol, and capitalist and hyper-consumerist societies that still they hope to recover.

UPDATE NEWS FROM Las Vegas, USA the 3rd of October 2017
(HERE the news)

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Sources: TG LA7 (Italian national TV broadcast)/ Wikipedia

In particular, the alleged “claim” but nevertheless slid in every media through a tweet by ISIS / ISIL / DAESH; note the source. No Comment?

Il martirio; i martiri: le inevitabili questioni del pensiero umanistico (parte prima) / Martyrdom; martyrs: the inevitable issues of the humanistic thought (part one) [shahīd شَهيد]

Le motivazioni alla base dell’Umanesimo, sono la consapevolezza della posizione privilegiata dell’Uomo nel mondo della natura.

Questi studi filosofici ed alla base della filosofia Occidentale che interpreta i pensieri dei grandi filosofi dell’antica Grecia, Socrate, Platone, Aristotele ed altri, vissuti all’incirca 400 anni prima di Cristo oppure tenendo conto del calendario islamico circa 1000 anni prima dell’inizio dell’egira islamica, sono intrisi fortemente nello studio dell’anima umana. Senza percorrere ora ed in questo spazio un tentativo di studio di questa umana scienza che si è sviluppata in seguito nella filologia moderna (chi fosse tentato può fare riferimento a questo link: https://it.wikipedia.org/wiki/Umanesimo) non dovrebbe essere difficile scorgere un approssimazione dell’umano ragionamento nelle analisi di rilettura della propria storia con un Versetto del Sacro e Divino Corano, esattamente il LXXII della XXXIII Sura (33:72) che ho riportato in HOME PAGE, esemplare passaggio in cui si può scorgere tutta l’imperfezione dell’umana specie difronte al Cielo. La generosità che il Creatore ha comunque concesso alla nostra specie -continuando questo pensiero- e nello specifico il privilegio della vita che abbiamo ricevuto, pone l’evidenza di un richiamo all’esclusiva superiorità che ci contraddistingue da ogni altro essere, “privilegio” che l’Umanesimo come pensiero ha poi ed in seguito in qualche modo raccolto e probabilmente sviluppato con grande dettaglio.

Tutta questa premessa scritta, è utile, dovrebbe esserlo e soprattutto oggi che abbiamo un accesso alle informazioni sbalorditivo, per dimostrare e richiedere attenzione verso un comune sentimento che indiscutibilmente affiora in ogni Essere umano quando coinvolto (anche quando suo malgrado) nella arbitraria decisione (a tratti egoista) di spezzare una vita, fosse anche la propria, quell’Essenza e Bene che tutti, fedeli religiosi o no, nessuno escluso che sia sano di mente, in questa Terra vorrebbe lasciare in balia del caso, dell’ignoranza e peggio ancora della insensata stupidità. Osando concludere questa dissertazione affermando che il suicidio in qualunque forma esso si compia, assistito oppure no, appartiene e generalizzando alla screziata tipologia dell’omicidio, (tralasciando ogni tipo di analisi giuridico normativa) il martirio, nonostante alcune apparenze e superficialità che ne testimoniano le gesta, rimane un altra cosa, insinuando nelle persone che continuano a vivere aperte importanti questioni, appunto inevitabili.
Il martirio, in ogni caso, è una pratica religiosa umana prevista e designata dalla storia, praticata all’interno delle Comunità di fedeli, in special modo da quelli che in Abramo si sono riconosciuti, dicasi Ebrei, Cristiani ed infine Mussulmani. Il termine e meglio i protagonisti di queste gesta -i martiri- hanno avuto un estensione di significato, forse solo nel lessicale, con gli “eroi” delle guerre, con i “rivoluzionari” che per una causa si sono immolati offrendo la vita; da non dimenticare nella maniera più assoluta i “Kamikaze” e quelli che hanno osato perpetuare il “Harakiri”, una schiera di valorose persone (opinione condivisa dalla collettività che li riconosce) appartenenti alle Civiltà Orientali che potremmo ben definire senza grandi patemi d’animo martiri religiosi. Rimangono alla fine e probabilmente al principio di questa personale riflessione, quelle questioni che ovviamente sono di appannaggio di chi vive, nonostante tutto.
E’ davvero molto complesso proseguire questo articolo e, lo è per tanti ed ovvi motivi; purtroppo l’attualità e la cronaca ci spaventano, ci obbligano quasi a soffermare lo sguardo sull’evento stretto nella materialità di cui esso si compone, costringendo i nostri pensieri verso un idea, un approssimazione anche religiosa, tralasciando di fare attenta verifica di pensiero verso l’insistente attività del vivere, comprendendo in questa astrazione sensoriale anche la nostra stessa vita, il nostro ego, la nostra anima e le motivazioni che ci inducono a vivere, tralasciando e volutamente ogni attività animale ed istintiva come ci è stato ordinato di riconoscere.
Non trovando una conclusione, una fine per questo specifico articolo, voglio fare una pubblica richiesta che si dissolve in un interrogazione da non confondersi con una richiesta di condivisione a priori di logica, dove ogni personale conclusione dovrebbe essere tenuta in alta considerazione e prima di ogni altra umana esigenza. Voglio in somma proporVi un immagine, una telefoto di un agenzia giornalistica relativa ad un accadimento verificatosi nelle scorse ore, uno non portato verso una conclusione che è stata probabilmente auspicata, disegnata in qualche modo nel pensiero umano: trattasi di un gruppo di persone che grazie a Dio, alla “fortuna”, in un vocabolo licenziato nel laico pensiero di molte società civili che comprendono anche i fedeli del Dio Unico, oggi vive grazie ad un “blitz” delle forze di Polizia francesi che all’aereoporto di Parigi ha fermato uccidendo una persona che invocava al martirio nel nome di Dio; essi vivono potremmo con poca approssimazione affermare quest’oggi. (In tutta evidenza, sono umani nostri fratelli, sorelle, padri e madri, figli eppure conoscenti, amici).
La domanda che pongo e, sia chiaro, mi pongo, rinnegando l’ovvietà e le circostanze di argomentazione di bassa lega che possono nascere, dunque è questa: essendo il martirio fondato nel dogma religioso, riconoscendo questa verità, quali sono le direttive, le pratiche di formazione, di ammaestramento e culturali di cui e per cui c’è fabbisogno?
S.D.V., questo articolo continuerà; onestamente non ho ben sentore di quando sarà possibile questo, però e nella maniera più esaustiva possibile, voglio dedicare ancora una volta e con tutta la calma possibile il mio sguardo sulla fotografia già ampiamente citata. Sì, lo voglio fare e fatelo anche Voi, per favore…

-> PARTE 2: clikka su questo link…

-> PARTE 3: clikka su questo link…


The basic grounds of humanism, are aware of Man’s privileged position in the world of nature.

These philosophical studies are the foundation of Western philosophy that interprets the thoughts of the great philosophers of ancient Greece, Socrates, Plato, Aristotle and others, lived about 400 years before Christ, or taking into account the Islamic calendar, about 1000 years before the Islamic Hejira, they are heavily steeped in the study of the human soul. Without focusing on its now and in this blog an attempt to study this human science that developed later in modern philology (who may be tempted to refer ceck this link: https://en.wikipedia.org/wiki/Renaissance_humanism) it should not be difficult to discern a human reasoning approximation in the reinterpretation of its history analysis with a verse of the Holy and Divine Quran, 72th Verse of the 33rd Sura (33:72) I reported on the HOME PAGE, exemplary step where you can see all the imperfections of the human species in front of the Sky. The generosity that the Creator has granted to our species -in the continuous of this thought- and specifically the privilege of life that we have received, puts the evidence of a recall to the exclusive superiority that distinguishes us from every other, “privilege” that Humanism as thought, then and then somehow picked up and probably developed in great detail.

All this introduction, it is useful, it should be, and especially now that we have access to the stunning information, to demonstrate and require attention toward a common sentiment that undoubtedly emerges in every human being when involved (even if unwillingly) in the arbitrary decision (to selfish traits) to break a life, even his own, that Essence (life) on every kind, religious believers or not, with exception of the mentally insane people, in this Earth would like not to leave at the mercy of the case, ignorance and even worse to the mindless stupidity. Daring to conclude this discourse by stating that suicide in whatever form it may be fulfilled, assisted or not, belongs to mottled and generalizing type of murder, (leaving out any kind of legal analysis of legislation) martyrdom, despite some appearances and superficiality that testify to the deeds, remains one other and different thing, that is insinuating important questions in people who continue to live, indeed inevitable questions. Martyrdom, in any case, is a human religious practice allowed and designated by history, practiced within the community of the faithful, especially those that are recognized Abraham: Jews, Christians and Muslims finally. This term, better to say the protagonists of these feats -the martyrs- have had a meaningful extension, perhaps only in the vocabulary, with the “heroes” of the war, with “revolutionaries” who have sacrificed themselves for a cause by offering his life; not to be forgotten in the strongest terms the “Kamikaze” and those who dared to perpetuate the “Harakiri”, a band of brave people (a shared view by the community that recognizes them) belonging to the Eastern Civilization we might consider like religious martyrs.
Remain at the end and probably at the biginning of this personal reflection, those issues which are obviously the prerogative of those who live in spite of everything.
It ‘really very complex continuing this article and it is for many and obvious reasons; unfortunately, current events and the news that scare us, force us to dwell almost the close event look in the materiality of which it is composed, forcing our thoughts towards an idea, even a religious approximation, neglecting to do a thorough check thought to the persistent activities of living, including in this sensory abstraction also our own lives, our ego, our soul and the reasons that lead us to live and deliberately ignoring each animal and instinctive activity that we have been ordered to recognize within human’s aspects.
Not finding a conclusion, an end to this particular article, I will make a public request that dissolves in a question not to be confused with a request to share to a priori logic, where each end personal think should be held in high esteem and before each other human needs. So, I want to propose an image in sum, a telephoto of a news agency relating to an event that occurred in the past few hours, one not led to a conclusion that it was probably hoped, designed in some way in human thought: it is a group of people who thanks God, the “luck”, in a word fired in secular thought of many civil society that includes the faithful of the believers in one God, now lives thanks to a “blitz” of French police forces at the airport in Paris that had stopped killing a person who invoked to martyrdom in the name of God; they could live with little approximation to say today. (In all evidence, those humans are our brothers, sisters, fathers and mothers, sons and yet acquaintances, friends).
The question I ask and, mind you, I ask myself, denying the obvious and low alloy argument circumstances that can arise, therefore, is: being martyrdom founded in religious dogma and recognizing this truth, what are the guidelines, practices training, instruction and culture of which and for which there is demand?
If God Want, this article will continue; I honestly did not really hint of when this will be possible, however and in the most exhaustive possible, I want to dedicate more time and as calmly as possible, my eye on the photograph already widely cited.
Yes, I want to do it for sure as well as you should do. Please…

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