Nota a margine. / A side note.

Note for the kind (lang.) English readers: please scroll (always) down to find the text; be aware that the translation has been entrusted to the automatisms of virtual systems. Thank you.

L.d.N.

Ho considerato ed assaporato l’idea di rilanciare un ipotesi discriminante e feroce di pensiero nonostante l’articolo risolutivo scritto per l’atto finale del blog in favore del libro e che potete trovare QUI; la stizza che nutre la vena ed il suo ramo di articolazioni per lo specifico riguardo, è però sempre troppo violenta e dolorosa nell’atto della propagazione sua: Vi chiedo umilmente -ed è l’unica concessione che Vi ritroverete cari lettori- di pregare e donare al sottoscritto un gentile pensiero che cercherò di tradurre come fosse placebo lenitivo ed attimo di pace interiore…
(Lo posso fare e lo farò grazie anche a Voi, SDV)

Viviamo in un periodo di transizione storica e politica; dopo “decrescita”, dopo “diseducazione”, correnti di pensiero che hanno seguito le varie e variegate e senza dubbio sagge, a tratti immense pubblicazioni che trattano della nostra esistenziale civile epoca moderna, senza andare a scomodare le origini (evidenziate nel saggio “Mā shāʾ Allāh (XXI century schyzoid man)” in cerca di particolare attenzione) del sommario pensiero dell’Uomo e della civiltà Occidentale ed Orientale, (incentrata da me nella Ummah in questo particolare) rimangono fluttuanti troppe incognite già definitesi nella biologia evolutiva, nella economia comportamentale.
Un primo spiegamento delle contraddizioni e degli orrori che dalla fine della seconda guerra mondiale non si sono per nulla placati ma hanno solo un inquadramento geopolitico differente, in un moto -per così dire- bastardo, ha portato l’alto pensiero ad uno stallo, ad un concentrico e tautologico movimento piuttosto accademico nella sua complessità descrittiva.
L’accusato è rimasto solo alla sbarra: dopo morte e la sepoltura in tutta fretta del socialismo reale, delle ideologie (quasi) tutte fatte a pezzi in favore del Mercato unico e globale, elevando la tecnologia come “secolare nuova religione” da adottarsi senza eccezione se non quella finanziaria che disdegna apertamente l’equilibrio, il capitalismo è l’unico e comprensibile imputato alla sbarra, sebbene non ci sono giudici pronti a dare inizio ad un processo vero e proprio.

La dissoluzione delle società come classe particolare, il millenarismo, il fatalismo, l’utopismo e tutto il resto, ci consegnano esagerate problematiche generazionali, le quali sfoceranno nel medio termine in un epocale sostituzione e mescolamento (bastardo? -cit.-) di culture che i soli profittatori di pensiero innanzi a tutti, adducono come “nuova prospettiva sociale”, “convivenza possibile dell’umanità” e via dicendo, alimentando un assistenzialismo di stampo Cattolico inefficace e deleterio per come la storia del “sud del mondo” (colonizzazioni assolutamente comprese) ci insegna.
Il “melting pot” è un falso storico; un ipocrisia che giorno dopo giorno ci consegna ed allarga di conseguenza il distacco delle masse, di quelle masse che non trovano rappresentazione democratica o pseudo tale, se non nel nome di quel consumo che la legge del Mercato continua ad imporre e che però molto presto lascerà marcire innestando la cancrena iniziatasi con la formale denominazione e catalogazione sociale del “sottoproletariato”.
Tralasciando gli sviluppi (ad onor di cronaca letteraria rimando la ricerca sul canale mediatico “Twitter” dell’acronimo mediatico ed oggi comunemente detto hashtagmessicanizzazione#messicanizzazione) di questi nuovi accentramenti/feudi sociali, ciò per cui mi sveno, è l’indicare della “nostra posizione” appunto all’apice di quella transizione storica indicata poco sopra; questa è una constatazione precisa e risolutiva perché inquadra perfettamente quello stallo indicato nel contesto appena proposto e, lo spiega altrettanto perfettamente: ogni studio preso in esame prima del presente (la “completa” trattazione avviene ovviamente nel saggio che potrete sostenere per la sua pubblicazione da questo LINK! oppure questo LINK!) avviene sempre e comunque come “risultato” oppure “esito” di un preciso arco temporale che spesso coincide e senza mezzi termini con “le guerre mondiali e l’Olocausto in particolare”, “il pensiero cartesiano”, “l’Illuminismo”, “il Marxismo”, “le Religioni racchiuse nello spazio temporale dell’Uomo vivente e quindi nello stretto spazio liturgico”…
In somma, l’ancora (zavorra in taluni casi) del pensiero è ammarata in un passato o trapassato remoto, lasciando praticamente “tutto il resto” alla fantasia od alla fantascienza dei romanzi.

“I giuochi di potere” non mi interessano a questo punto: l’indice è verso l’ignorante pensiero che il globo sia popolato da esseri tutti umani ossia, per svelare questa piccola provocazione, che esista un Pianeta denominato “Terra” affranto dalla voglia di approdare in un Umanesimo comune, sia a prevalenza religiosa oppure agnostica od atea. (Come -ad esempio- voler affrontare il nuovo valore nella scala di compassione ed assistenza di genere che in talune società civili d’Occidente le bestie hanno raggiunto superando di una lega o due l’essere umano?)

Certamente questi sommi capi esposti non possono e non hanno la pretesa di indicare un “cammino novo” (Nota: l’ultimo capitolo del saggio è un esempio insuperabile!) ma, inseriscono l’idea di poter svincolare il primario legame del ragionamento e per qualsiasi direzione sia e sarà possibile trovare e levare l’ancora dal passato utilizzando giovani e coraggiosi pensatori che non abbiano più e mai più valori ormai ossidati. Questo significa oltrepassare l’errore compiuto e perseverante di “ammodernare”, “edulcorare”, “compromettere”, “cambiare”, “adattare” eccetera, eccetera ed eccetera, l’innescato seme genetico e culturale e sociale, di estradizione, inciso nel dna, ma, di ritrovarlo e rileggerlo nel prammatismo e nella razionalità del vissuto quotidiano, unico e reale valore inattaccabile che le masse in movimento spostano costantemente senza precedenti grazie alle infrastrutture anche e soprattutto virtuali.

L’imbarazzo delle ideologie ottocentesche potrebbe finalmente essere scansato e, le sinistre che si atteggiano a destre (spesso viceversa) lo catalogheremmo con qualche sorriso adoperato per l’avanspettacolo; il disagio oggi generato da folkloristiche rappresentazioni del “Partito comunista” sarà dovuto e ridimensionato dalla platea degli attori rimasti (over ’40) laddove biblici numeri mostreranno “Genti nove”.
E… “l’imbarazzo” dei due terzi degli umani dicasi fedeli all’Unico Dio?

Consolidata non l’idea ma i dati di cui abbiamo un rilievo in tempo reale e considerate le politiche inaffidabili ed inefficaci alla luce dei risultati sino ad ora raggiunti da ogni Governo insediato nel mondo, la “fase di transizione” è oltre il “Racconto biblico” per l’immanenza e grandiosità di cui non abbiamo un precedente davvero “tangibile”: entro 25 anni circa, il “sud del mondo”, povero ed ormai derelitto sarà almeno triplicato e con il suo fetido e malato alito sul collo di tutti gli altri pochi fortunati; “la domanda” sarà univoca ed assordante:
<<-VOGLIO ciò che tu hai! ORA!->>
Non ci saranno sufficienti carri armati per fermare questo corso e, la dissuasione ragionata e ragionevole non potrà aver luogo visti i presupposti di pensiero ormai scaduti; le difese resisteranno certamente ma, per quanto tempo?
L’aria sarà quella già vissuta nel Medioevo?
Alcuni saggisti, Editori ed anche politici irragionevoli per le loro conclusioni ma dotati di un immaginazione ed un senso del lavoro alquanto fruttuoso, leggasi di produzione del consenso, non lo nascondono affatto: hanno, essi, nel breve e brevissimo termine pure ragione da vendere (sic!)
(Tralascio le analisi che perverranno -SDV- nel mio nuovo scritto intitolato “MI GRA RE” e di cui ci sono per ora solamente annotazioni, danari a supporto sempre pochi o zero; le sembianze di società neo-medievali sono -purtroppo- già in fase di strutturazione, sebbene l’onda migratoria sarà mille e più mille tsunami messi assieme, va detto e ricordato ancora).

L’accento nichilista che pare sarà notato lo si accomuni -per favore- alla necessaria svalorizzazione del Vostro assunto, utile per concludere questo articolo; da qui, da questa parte finale dovranno sorgere alcune inquietanti domande, a correo potrei osare ad aggiungere. La inaspettata speranza la si troverà nella proposta caotica e disperata racchiusa proprio nella stessa “domanda” che assillerà il nostro prossimo futuro, SDV:
tradurre quel “VOGLIO” in una mitigazione degli istinti consegnando immediatamente (“ORA!”) quella più che sufficiente base per sopravvivere, piattaforma che avrà (ha!) un unica spiegazione, un unica rappresentazione riconosciuta (non auspico riconoscibile) nella Fede in Dio.
E’ una questione di numeri: si badi bene; contrastare in pochi qualsivoglia richiesta dei più, sarà abbreviare -seppur nella resistenza ad oltranza- il declino che già è in atto e che ha raggiunto proprio i fondamentali di pensiero che pensavamo consolidati ed inoppugnabili, comunque mai esposti. La pressione e l’innesco destabilizzatore all’interno delle Comunità religiose e fedeli al monoteismo è già fallita, si sappia anche questo: sebbene ancora in fase di pianificazione e vittoriosa per una parte -quella Cattolica- non sarà mai efficace, considerando l’inadeguatezza di pensiero e di conoscenza che c’è nei confronti dell’Islam.*
Con “la vittoria” già in pugno, (nei fondamentali di pensiero infinito) la Comunità mussulmana (Ummah) comunque sia e sarà, SDV, non è assolutamente “vincente” e del tutto “vincente,” proprio perché “la vittoria” la detiene dalla coscienza di sé, dall’atto mussulmano innocente dalla nascita che la obbliga inesorabilmente al Giudizio divino e finale.
Questa è la mia indicazione per cui tutti e nessuno escluso non rimangano silenti, assecondanti nel ragionamento che è in luce e quindi disponibile e per questo ipocriti: il comunemente denominato “welfare” deve essere sostenuto e garantito per non essere sopraffatti dai nostri stessi istinti, sdoganando relegandole nella storia passata, teorie economiche e politiche sociali che tacciano industriali e finanzieri quali “responsabili” tout court.
La garanzia di sopravvivenza comune e civile non sarà comunque questa: trattasi di precaria tregua sociale, di compromesso con la rilettura storica; “le vera richiesta” è sempre “la solita”: Dio e Dio e Dio ancora e, in codesta ultima analisi, chi è maggiormente esposto, è proprio colui che in Dio crede ma riesce ad accantonarlo alla bisogna, (accomodandosi nella liturgia?) e non vuole affrontare -parato dalla cautela- il corso del tempo con estremo coraggio che da Lui innegabilmente riceve.
La domanda quindi la ripropongo: dove sono e quali indicatori rilevano (solo quelli del Mercato Economico? -Domanda espressamente rivolta alla Ummah che detiene nell’ortoprassi slamica un marcato evidenziatore-) alla luce di questa transizione epocale i Fedeli del Dio Unico?

* Invero, vi è un clamoroso ed incredibile attentato planetario (di deriva Occidentale) nei confronti dell’Arabia Saudita; le circostanze militari non sono esattamente un esempio: ciò che è eclatante e che -parzialmente- si può ricondurre a “Shi’a” ma solo per una ragione di lettura storica, è l’insinuazione che il loro potere non sia derivante dai giacimenti petroliferi per altro in fase di “sorpasso storico-economico” ma, dal fatto che circoscrivono un area Sacra (Mecca e Medina) a difesa della loro proposta politica, (estera in particolare, sostenuta dagli Stati Uniti d’America e “pochi altri”, per non aggiungere nomi… e nella speranza di essermi sbagliato dall’indicare questo!) oggi in discussione e che non prevedono (è la fondata “accusa”) adeguati e mirati “aggiustamenti” nelle deboli e disastrate (artatamente) economie dei Paesi mussulmani, laddove la dicotomia “Islam-terrorismo” è sempre e maledettamente presente in ogni tentativo di dialogo aperto, in antitesi a frequenti pseudo-discussioni in cui “il pensiero islamico” si ritrova comunque nell’interrogato piuttosto che nell’interlocutore.
L’Arabia Saudita è per definizione il Paese che ci presenta l’Islam nella sua plasticità oggi; integro.
La ricchezza stellari della maggioranza dei suoi abitanti non è affatto garanzia per quanto hanno consegnato alla storia e meglio di tutti: i sauditi hanno bisogno di aiuto.
Io penso di poterlo offrire e meglio spero di farlo attraverso questi scritti; che Dio mi perdoni se potrò ricavarci qualche cosa per il tempo che mi rimane: lo dico onestamente ed apertamente, piuttosto conscio che essi (gli scritti) rimarranno disponibili.

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I considered and savored the idea of relaunching a discriminating and ferocious hypothesis of thought despite the resolutive article written for the final act of the blog in favor of the book and that you can find HERE; the annoyance that nourishes the vein and its branch of articulations for the specific consideration, but is always too violent and painful in the act of its propagation: I humbly ask you -and it is the only concession that you will find dear readers- it is to pray and give me a kind thought that I will try to translate as a soothing (placebo) effect and a moment of inner peace…
(I can do it and I will also thank you, G.w.)

We live in a period of historical and political transition; after “degrowth”, after “diseducation”, currents of thought that followed the various and varied and undoubtedly wise, sometimes immense publications dealing with our existential civil modern era, without going to disturb the origins (highlighted in the essay “Mā shāʾ Allāh (XXI century schyzoid man)” that seeks particular attention) of the summary Man’s thought and of the Western and Eastern civilization -centered in the Ummah in my particular think- too many unknown factors remain floating in the evolutionary biology, in the behavioral economics.
A first explanation of the contradictions and horrors that since the end of the Second World War have not subsided but have only a different geopolitical framework, in a motion -so speaking…- bastard, led the high thought to a standstill, to a concentric and tautological rather academic movement in its descriptive complexity. The accused has remained alone at the bar: after death and burial in a hurry of real socialism, ideologies (almost) all torn apart in favor of the single and global Market, elevating technology as “secular new religion” to be adopted without exception if not the financial one that openly disdains the balance, capitalism is the only and understandable imputed to the bar, although there are no judges ready to start a real trial.

The dissolution of societies as a particular class, millenarianism, fatalism, utopianism and all the rest, give us exaggerated generational problems, which will result in an epochal substitution and mixing (bastard? -Cit.-) of cultures in the medium term that the only profiteers of thought before all, adducere as “new social perspective”, “possible coexistence of humanity” and so on, fueling a Catholic assistance ineffective and harmful for how the history of the “south of the world” (colonization absolutely understood) teaches us.
The “melting pot” is a historical forgery; a hypocrisy that day after day gives us and widens the separation of the masses, those masses that do not find democratic representation or such a pseudo one, if not in the name of that consumption that the law of the market continues to impose and that very soon will leave rotting grafting on the gangrene, began with the formal naming and social cataloging of the “underclass”.
Leaving aside the developments (literary new reference research on the media channel “Twitter” we, today commonly call hashtag “mexicanization“, -in Italian only-, #messicanizzazione) of these new centralizations/fiefdoms, what I show you, is to indicate “our position” precisely at the apex of that transition indicated above; this is a precise and decisive observation because it perfectly fits the stall indicated in the context just proposed and, explains it equally perfectly: each study examined before the present (the “complete” treatment obviously occurs in the essay that you can support for its publication from this LINK! or this LINK!) happens always and however as “result” or “outcome” of a precise time span that often coincides with “the World Wars and the Holocaust in particular”, “the Cartesian thought”, “Age of the Enlightenment “,” Marxism “,” the Religions enclosed in the temporal space of the living Man and therefore in the narrow liturgical space “…
In addition, the anchor (ballast in some cases) of the thought is hidden in a distant past or past, leaving virtually “all the rest” to the fantasy or science fiction of the novels.

“The games of power” do not interest me at this point: the index is towards the ignorant thought that the globe is populated by all human beings namely, to reveal this small provocation, that there is a Planet called “Earth” stricken by the desire to arrive at a common Humanism, either religiously or agnostically or atheistic. (How -for example- want we to tackle the new value in the scale of compassion and assistance of the kind that in some civil societies of the West the beasts have reached surpassing the human being by an alloy or two?)

Certainly these high points exposed can not and do not have the pretension of indicating a “new path” (Note: the last chapter of the essay is an insuperable example!) but, insert the idea of being able to release the primary link of reasoning and whatever direction, it is and it will be possible to find, raise the anchor from the past, using young and courageous thinkers who have no more and never more oxidized values. This means going beyond the error made and persevering to “modernize”, “sweeten”, “compromise”, “change”, “adapt”, etc. the triggered genetic, cultural and social seed of extradition, etched into the dna, but, to rediscover it and reread it in the pragmatism and rationality of everyday life, the unique and real unattainable value that the masses in movement constantly shift without precedence thanks to the infrastructures, also and above all virtual.

The embarrassment of nineteenth-century ideologies could finally be avoided and, the leftists who pose themselves to the right (often vice versa) would catalog it with some smile of vaudeville; the embarrassment generated today by folkloristic representations of the “Communist Party” will be due and downsized by the audience of the remaining actors (over 40) where biblical numbers will show “New People”.
And… “the embarrassment” of two thirds of humans faithful to the Only God?

Consolidated not the idea but the data of which we have a relief in real time and considered the policies unreliable and ineffective in light of the results achieved so far by each government established in the world, the “transition phase” is beyond the “Biblical history” for the immanence and grandeur of which we do not have a truly “tangible” precedent: within 25 years, the “south of the world”, poor and derelict will be at least tripled and with its fetid and sick breath on the neck of all others lucky few; “the question” will be univocal and deafening:
<< -I WANT what you have! NOW!- >>
There will not be enough tanks to stop this course and, reasoned and reasonable dissuasion can not take place considering the already expired thinking assumptions; the defenses will certainly resist, but for how long?
Will the air be like that already experienced in the Middle Ages?
Some essayists, publishers and even unreasonable politicians (for their conclusions) but endowed with a rather fruitful imagination and sense of work, read of consensus production, do not hide it at all: they have, in the short and very short term, also reason to sell us ( sic!)
(I omit the analysis that will come -G.w.- in my new book entitled “MI GRA RE” -MI GRA TE- and of which there are only annotations for now, money to support always few or zero: the appearance of Neo-medieval societies are -unfortunately- already in the structuring phase, although the migratory wave will be a thousand and a thousand tsunamis put together, it must be said and remembered again).

The nihilistic accent that seems to be noticed is to be held in common -please- the necessary devaluation of Your assumption, useful for concluding this article; from here, from this final part, some disturbing domades will have to arise, to be corrected I might dare to add. The unexpected hope will be found in the chaotic and desperate proposal enclosed precisely in the “question” that will assail our near future, G.w.:
translate that “I WANT” into a mitigation of the instincts immediately delivering (“NOW!”) that more than enough basis to survive, platform that will have (have!) a single explanation, a single recognized representation (I do not wish recognizable) in the Faith in God.
It’s a question of numbers: mind you; to oppose in a few requests of the most, will be shorten -even in the resistance to the bitter end- the decline that is already underway and that has reached precisely the fundamentals of thought that we thought consolidated and impregnable, however never exposed. The pressure and the trigger destabilizing within the religious communities and faithful to the monotheism has already failed, this is also known: although still in the planning phase and victorious for a part – the Catholic one- will never be effective, considering the inadequacy of thought and knowledge about Islam.*
With “the victory” already in hand, (in the fundamentals of infinite thought) the Muslim Community (Ummah) however and will be, G.w., is absolutely not “winning” and completely “winning,” just because “the victory” holds it from the self-consciousness, from the innocent Muslim act from birth that obliges it inexorably to the divine and Final Judgment.
This is my indication that everyone and no one does not remain silent, compliant in the reasoning that is in light and therefore available and for this hypocrites: the commonly called “welfare” must be supported and guaranteed not to be overwhelmed by our own instincts, by clearing them down in past history, economic theories and social policies that deny industrialists and financiers as “responsible” tout court.
The guarantee of common and civil survival will not be this: this is a precarious social respite, compromise with the historical re-reading; “the real request” is always “the usual”: God and God and God again and, in this last analysis, who is most exposed, it is precisely the one who believes in God but manages to set He aside, (settling in the liturgy?) and he does not want to face -with caution- the course of time with extreme courage that God undeniably He gives.
The question then I propose again: where are they and what indicators do they detect (those of the Economic Market? -Question expressly addressed to the Ummah which holds a marked highlighter in the orthopraxis Islamic way of life-) at the light of this epochal transition, the Faithful of the One God?

* Indeed, there is a sensational and incredible planetary attack (of Western drift) against Saudi Arabia; military circumstances are not exactly an example: what is striking and which -in part- can be traced back to “Shi’a” but only for a historical reason, is the insinuation that their power is not derived from oil fields, on the other hand, in the phase of “historical-economic overtaking”, but from the fact that they circumscribe a Sacred area (Mecca and Medina) in defense of their political proposals, (foreign in particular, supported by the United States of America and “a few others”, not to mentioning “other names”… hoping to be wrong for this statement!) today under discussion and which do not provide (it is the founded “accusation”) adequate and targeted “adjustments” in the weak and disastrous (artfully) economies of Muslim Countries, where the dichotomy “Islam-terrorism” is always and darned in every attempt at open dialogue, in contrast to frequent pseudo-discussions in which the”Islamic thought” is always find in the the “interviewee” rather than in the “interlocutor”.
Saudi Arabia is by definition the Country that presents us Islam with its plasticity today; intact.
The stellar wealth of the majority of its inhabitants is by no means a guarantee for what they have delivered to history and best of all: the Saudis need help.
I think I can offer it, and I hope to do it better through these writings, and may God forgive me if I can get anything for the time I have in front of me; I say it honestly and openly, quite aware that they (the writings) will remain available.
 

Il primo nuovo anno. / The first new year.

Nella civiltà moderna e contemporanea, nelle Società civili sviluppate ed in corso avanzato di sviluppo, il calendario gregoriano è stato ed è, simbolo e perfetto strumento per il progredire commerciale ed in seguito strumento su di cui edificare una programmazione economica a livello globale, planetaria. Oggi, indispensabile ed insostituibile, detto calendario ha assunto un perfetto ruolo ed alquanto asettico,  incolore, certamente condiviso in ogni Landa conosciuta.
La data corrente ed inevitabilmente per quasi ogni aspetto, si presenta utile per un bilancio, una “resa dei conti”, in somma; oltre ogni banalizzazione, anche questo capitolo di mashallah-book.com ha questa natura, seppur poco articolata.
Non ci sono moniti od indicazioni in attesa di essere condivisi ma, ciò che mi preme e traspare, è il personale disappunto ed una latente rabbia difronte all’insensibile quantità di persone potenti, le quali, poche e pochissime nel confronto con le masse da queste controllate, insistono a proporre indirettamente violenza in ragione dei propri interessi.

L’anno che si sta aprendo, piaccia o no, sarà l’anno primo in cui le fondamenta delle Politiche che sono state instaurate e pianificate globalmente da quel esiguo ma potentissimo numero di persone, verranno incrinate; l’erosione in atto ed a partire dall’Europa mediterranea è inarrestabile: l’Africa, considerate finite e morte e sepolte le Politiche che la hanno sequestrata a partire dalla colonizzazione dei secoli scorsi, è in movimento, giacché un disperato e violento esodo epocale, favorito dalla facilità della condivisione delle informazioni grazie alla rete Internet di cui non tutti gli aspetti sono attualmente conosciuti è in atto! (Un accenno è possibile ritrovarlo in questo recente articolo… segui QUESTO LINK)

La Cina, i cinesi, così diversi nell’etica del comportamento e nella ricerca della moralità, inclusa quella spirituale, nel suo progetto globale, è praticamente insensibile ai concetti chiave della abramitica visione che ancora oggi grazie alla Cristianità (succube del nostro tempo ed impreparata al nostro tempo) ed all’Islam (in perenne sonno cautelativo grazie alla Ummah afflitta dal giogo che l’Occidente le ha inflitto) placa le masse e, questo significa che la Cina come potenza chiusa nelle sue alte e forti mura, assisterà impassibile all’imbarbarimento dei Continenti da essa controllati attraverso l’abnorme potenza finanziaria messa in campo, dovendo considerare la destabilizzazione (indotta) del Medio Oriente che pagherà molto caro il crollo di quello che è stato considerato fino ad oggi  come “oro nero”, il fossile ormai passato. In particolare, l’assenza e la demonizzazione delle politiche sociali portate a valore dall’ignorante Potenza statunitense, causa della deriva consumista del Capitalismo e finanche a distruggere la sana finanza, (addirittura in assenza di corruzione ed attività malavitose, vedi le cryptovalute eccetera) impedirà la produzione e lo scambio delle merci per inizio, perché sommosse, proteste generalizzate delle classi sottoproletarie ed indigenti, si faranno sempre più aspre, laddove l’unica proposta sociale ritornerà ad essere quella religiosa, con tutte le sue contraddizioni. Solo così si spiega ciò che il dottor Forchielli (@Forchielli ) ha denominato #Messicanizzazione e solo così si spiega tutta la sua fiducia e bravura di stratega e finanziere nell’individuare le zone asiatiche come “il futuro del mondo”.

La mia, non è e vuol essere una visione nefasta, buia e negativa del nuovo anno e quelli che -Se Dio Vòle- arriveranno ma, è un analisi prospettica, una che cerca di ragionare sul corso e ricorso della storia che propone moltitudini di poco pittoresche caricature di nazisti e fascisti nelle strade dell’Occidente capitalista e sopra di tutto tenta una spiegazione per quell’incessante corsa verso l’inseguimento dei valori Occidentali come fossero il dogma che ricerca compromessi anche con Dio.
Essi, sono Popolo; essi cresceranno per pseudo-sostenere i concittadini sopraffatti da quelle masse in costante arrivo, moltitudini ancora più disperate, nell’anno che vede il Mercato mondiale e le Borse, sfoggiare attivi e punti di rialzo senza precedenti, nonostante “la crisi”, quella che il sottoscritto ha poco velatamente cercato di non mostrare.
Mā shāʾ Allāh (XXI century schyzoid man)” cerca la pubblicazione, il sito è stato fatto per questo; l’account TWITTER (@MshAllh_theBookcon la sua ricerca interna (#mashallah_book) è in costante attesa di essere visto, letto, discusso.
Per Dio e, perchè possa io provare un po’ di pace.
Buon Anno a tutti, escluso nessuno.

Lucaa del Negro

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In modern and contemporary civilization, in developed civil societies and in advanced development, the Gregorian calendar has been and is, symbol and perfect instrument for the commercial progress and later a tool on which to build global, planetary economic planning. Today, indispensable and irreplaceable, this calendar has assumed a perfect and somewhat aseptic, colorless role, certainly shared in every known Land.
The current date and inevitably for almost every aspect, is useful for a financial statements, a “showdown”, in sum; beyond any trivialization, this chapter of “mashallah-book.com” also has this nature, even if not very articulated.
There are no warnings or indications waiting to be shared, but what bothers and shines through is, a personal disappointment and a latent rage in front of the insensible number of powerful people, who, very few and very few in comparison with the masses from these controlled, they insist on indirectly proposing violence because of their interests.
The year that is opening, like it or not, will be the first year in which the foundations of Policies that have been established and planned globally by that small but very powerful number of people, will be cracked; erosion in progress and starting from Mediterranean Europe is unstoppable: Africa, considered the end and dead and buried the Policies that have seized it since the colonization of past centuries, is moving, as a desperate and violent epochal exodus, favored by the ease of sharing information thanks to the Internet of which not all aspects are currently known is here. (A hint can be found in this recent article… follow THIS LINK)

China, the Chinese, so different in the ethics of behavior and in the search for morality, including spiritual, in its global project, is practically insensitive to the key concepts of the Abrahamic vision that even today thanks to Christianity (succubus of our time and unprepared in our time) and Islam (in perennial cautionary sleep thanks to the Ummah afflicted by the nooze that the West has inflicted on them) calms the masses and, this means that China as a power closed in its high and strong walls, will assist impassive ‘barbarization of the Continents controlled by it, through the abnormal financial power put on Markets, having to consider the destabilization of the Middle East (induced) that will pay dearly the collapse of what has been considered until today as “black gold”, the fossil now passed. In particular, the absence and demonization of social policies (welfare state) brought to value by the ignorant US power, due to the consumerist drift of Capitalism and even to destroy healthy finance, (even in the absence of corruption and criminal activities, see cryptocurrencies etcetera) it will prevent the production and exchange of goods for the beginning, because riots, general protests of the sub-proletariat and the indigent classes, will become increasingly acute, where the only social proposal will once again be the religious one, with all its contradictions. This is the only way to explain what Dr. Forchielli (@Forchielli ‏) has called #Messicanizzazione, and this is the only way to explain all his trust and skill as a strategist and financier in identifying Asian areas as “the future of the world”.

Mine, it is not and wants not to be a nefarious, dark and negative vision of the new year and those that -God willing- will arrive but, is a “perspective analysis”, one that tries to reason on the course and recourse of history that proposes multitudes of few picturesque caricatures of Nazis and fascists in the streets of the capitalist West and, above all, an explanation for that incessant race towards the pursuit of Western values ​​as if they were the dogma that seeks compromises with God.
They are People; they will grow by pseudo-support the citizens overwhelmed by those masses in constant arrival, multitudes even more desperate, in the year that sees the World Market and the stock exchanges, show off unprecedented assets and positive bullish points, despite “the crisis”, the one that me, has a little veiled trying not to share.
“Mā shā’ Allāh (XXI century schyzoid man)” seeks publication, this site has been made for this; the TWITTER account (@MshAllh_theBook) with its internal search (#mashallah_book) is constantly waiting to be seen, read, discussed.
For God first, so I can try to find a little peace for my soul.
Happy New Year to all of you, excluding nobody.

Lucaa del Negro

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BIT&COIN, LA NON FINANZA ATTIVA (ancora #messicanizzazione?) / BIT&COIN, THE ACTIVE NON FINANCE (still #messicanizzazione?)

Il disordine esistenziale che circonda l’Umanità pensante, caratterizzato da stereotipi deprimenti in linea di massima e generalizzante, viene attutito dal limite esistenziale, accettando questo conflitto interpersonale con consapevolezza; l’innovazione ci spinge, nel progresso inevitabile, a travestire la nostra abilità dall’istinto feroce con una disposizione propria dei “ricercatori di senso”: il compiuto, quindi, diviene compito e, giustificazione del cammino di marcia.
L’essere umano, dall’antico scambio o baratto e commercio delle merci e fino all’attuale incauta e peccaminosa mercificazione di sé stesso, quell’Uomo attore e protagonista di una pratica generalmente chiamata “lavoro” e nominata e regolamentata almeno undici volte nel Sacro e Divino Corano, detiene attraverso questa attività energia vitale, una forma di comunicazione paragonabile nella sua forza all’istinto di conservazione animale, l’origine da cui intraprendere tutte le informazioni per vivere in comunità ed espandersi in nuove altre, laddove una particolare attività legata al territorio, diviene esclusiva forma di mediazione/contrattazione sociale modellante i bisogni e le necessità umane forgianti nel contempo il territorio stesso e, modificandolo pesantemente.

Da qualche tempo, da non molto per essere precisi, in quanto tecnologica prova di universale chiave criptata e codificata in algoritmo informatico univoco, una sorta di innovativa valuta definita “crypto valuta”, -semplificando con voluta noncuranza il Bitcoin– soffre, rischia di morire, perché l’uso odierno nella qualità di “moneta scritturale” le viene imposto dal mercato che rimane terreno di scambio, come volevasi dimostrare nell’introduzione sovrastante.
In questo articolo, in questa aperta richiesta di sostegno per la diffusione del saggio (questo sottolineato è l’accesso diretto alle modalità eccetera) non saranno disponibili ulteriori e precise delucidazioni al riguardo, perché per quanto viene d’obbligo e stabilito, in un verso di Fede disposto dal dogma, tutto è relativamente semplice, rendendo questo scritto praticamente poco utile: l’Islam in quanto Religione ed
Ultima Rivelazione, applicazione del diritto universale alla vita comune (pensiero sociale) non ha incertezze di sorta e, diffondendosi attraverso le Sacre Sure del Corano, chiarisce perfettamente la materia.
[“Ciò che concedete in usura, affinché aumenti a detrimento dei beni altrui, non li aumenta affatto presso Allah. Quello che invece date in elemosina bramando il volto di Allah, ecco quel che raddoppierà.”]
Sura 30; Versetto 39 come primo esempio.

Questo proposito, potrebbe addurre a pensare che la crypto-valuta sia e debba essere consegnata (il premio Nobel, Joseph Stiglitz, pare non usi mezzi termini; vedi QUESTO LINK) come un organizzatissima prova di speculazione, laddove la ricchezza facile e generalizzata che viene ad interdipendere da questa neo-pseudo valuta, è un problema di cui nessuno può esimersi dal voler affrontare perché già presente e devastante.
La prova tecnologica, nella sua essenza di progresso innovativo, non deve però essere ostacolata tout court; per questa ed unica ragione, escludendo l’aspetto funzionale del mezzo nel possibile ed accertato legame con il commercio e la produzione nonché finanza tradizionale, in questo articolo di parte, nella radice teologica salda del saggio “Mā shāʾ Allāh (XXI century schyzoid man)”, la crypto-valuta con tutti gli annessi e connessi è motivo di orgoglio, di fierezza per l’ingegno e lo studio dimostrato dall’Uomo in quanto essere pensante.
Gli aspetti correlati al deviato e possibilmente devastante assioma di favore per una sostituzione od affiancamento delle crypto-valute alla natura ed alle caratteristiche della moneta intesa ed accettata globalmente come
misura di valore, mezzo di scambio e fondo di valore, nell’indifferenza concettuale tra danaro e moneta, dall’antica origine probabilmente legata ai nostri avi della Roma antica e fino ad arrivare ai giorni che ci vedono protagonisti, deve essere contrastata con ogni mezzo a disposizione e prima ancora di sciogliere il laccio che queste crypto-valute insistono a tenere con ciò che in gergo bancario si definisce “raccolta fondi” (Fundraising).
Ci sono ragioni eclatanti e di una ragionevolezza sconcertante per cui questa affermazione appare forte quanto violenta ed intransigente: la prima ed unica che voglio indicare -per chi non avesse abbastanza Fede- è quella dell’impoverimento, dell’imbarbarimento delle precarie società civili attanagliate dall’epocale confronto con quelle gremite di sotto-proletari e miserabili che stanno spostandosi verso di queste ultime; slegate ed indifferenti dal non sostituito ed insostituibile LAVORO che compone la dignità e la libertà dell’individuo, sia “1 oppure 1000000” la remunerazione da considerare, le crypto-valute per come sono state definite dai loro guru (“…dimenticatevi della finanza, del mercato, delle valute per come avete fino ad ora riconosciuto…) sono un pericoloso atto di sabotaggio verso le precarie società civili. Non è la loro natura volatile, veloce, azzardata, temeraria, evanescente, impalpabile e via dicendo da temere o sottovalutare per la propria garanzia, non è il rischio e l’incertezza da doversi considerare pericolo per il raggiungimento del proprio scopo ma, l’altissima probabilità di dover accettare passivamente l’affronto dei disperati che aggrediranno le mura che ci hanno in qualche modo difeso e protetto; gli Organi predisposti e preposti ed anche quelli di polizia, non saranno capaci di farlo (occasionalmente si renderanno protagonisti di attività doppiogiuochiste) e, soprattutto, non ci saranno luoghi di riparo e da poter definire “sicuri”, in special modo nel momento in cui i risparmi verranno messi in circolazione.

La #messicanizzazione (informazioni su Twitter nel collegamento) ormai ha alcune definizioni; una forte spinta destabilizzatrice avviene da parte di effetti indiretti e collaterali -indesiderati- del Capitalismo sui generiis ed in particolare da quell’aspetto definito consumismo;

http://it.tinypic.com/view.php?pic=9ir15l&s=9#.WkI-7N_iZPY
#messicanizzazione (schema)

(bozza dello SCHEMA elaborato disponibile QUI) in realtà, in una elaborazione altamente asettica e teorica, esso ha alcuni “contrappesi”: guerre permanenti su piccola scala; corruzione come “status quo”; segregazione ed oscurantismo per (le/alcune) masse. L’avvento nefasto della cyber crypto-valuta cagionerebbe un alterazione di questo “equilibrio”, perché la sua produzione ed il suo scambio -destabilizzando gradatamente le riserve aurifere ed il loro “reale valore” per inizio- oltre a necessitare di un quantitativo enorme di energia qualora “i miners” rimangano vincolati dalle prestazioni, sdoganato che saremmo immuni dagli attacchi degli hackers, (concessione letteraria?) rimuoverebbe riassestando e rimodulando le forze delle potenze geo-politiche in campo e la supremazia degli Stati imperialisti.

  • Che cosa si intende per “energia”, non sottovalutando quella elettrica indispensabile alla produzione della crypto-valuta? Dovremmo o no valutare anche altre informazioni ragionando di crypto-valuta e della possibilità di avvallare la sua diffusione in funzione mondiale? 

Citando da “Mā shāʾ Allāh (XXI century schyzoid man)”:

Inter-Net è tutto il nostro presente; la sua è una permeazione planetaria, all’apparenza intramontabile, ancorché il linguaggio ne è stato assimilato perfettamente e, compreso in ogni latitudine. Porsi la domanda discostante se, se questo “sistema di informazioni” sia non necessario ma almeno utile e non solamente un utilizzo per la evoluzione comunicativa ed espressiva delle masse, non può avere una risposta connotata da perentorietà e riconducibile alla forma “sì” oppure “no” e, nemmeno un giudizio bilanciato da una qualche condizione sociale particolare è garanzia per una risposta che abbia senso compiuto per questo tempo.
Senza l’incoraggiamento di una ricerca storica e filosofica attraverso i tempi remoti o prossimi, è sufficiente, per la natura semplicistica del mezzo, (il riferimento è al sistema binario: “0;1”) avvalersi di alcuni concetti ed espressioni di circostanza casuali, presi dal recente passato ed esposti da quei pensatori cosiddetti “moderni” che ne avevano -non direttamente- ipotizzato ed intravisto le relazioni pur senza aver potuto valutarne gli ultimi sviluppi, attestando le loro impressioni in un contesto antropologico ben preciso della società moderna in cui sono vissuti o vivono tutt’ora e cioè quella società Occidentale e capitalista, luogo in cui Inter-Net ha origine certa. L’emulazione, fine caratteristica internettiana, è quindi presa all’inverso nel tempo per quanto concerne la applicazione sua attraverso i media ed è, anche questa, una dimostrazione della figura plasmabile e dilagante e possibile che comporta il suo uso quotidiano.
All’epoca in cui Inter-Net era ancora in una forma di sviluppo avanzato e quindi ad esclusivo appannaggio dei militari statunitensi, il Segretario di Stato americano Henry Kissinger, noto personaggio di spessore politico e dotato di una eccelsa qualità di ragionamento, scriveva in materia di pace e guerra in Asia, alcune interessanti opinioni personali qui estrapolate in qualche maniera con: 
l’elaboratore elettronico, (il computer , ora “personal computer ”) consente l’accesso ad innumerevoli fonti di dati, ma…
-elimina la costrizione di sintesi concettuale;
-restringe la prospettiva;
-rende difficile la valutazione dei singoli eventi.
In quelle parole si può anche leggere con pochi dubbi de: “la descrizione dell’evento”, la “conseguenza”, la “fatale e collaterale analisi del risultato”. Lo spostamento di pensiero -in breve- non è come deve essere ed è sempre stato il “processo storico” ma, viene confermato dall’analisi dell’illustre statista solo dall’evento stesso e, questo modus operandi nasconde piuttosto efficacemente (facendo perdere la percezione alle masse) il dominio dell’educazione all’ineguaglianza economico-sociale. La guerra, ad esempio, continuazione indispensabile agli imperialismi, un tempo sinonimo di “verifica delle forze in campo”, non può essere battuta dall’inefficace pacifismo e semplificata come “catastrofe”, perché se è vero come è vero abbia una sua “grammatica”, è parte perfetta della “logica” di chi intende continuare a dettare a terzi ritmi impositivi di sviluppo o meglio di non-sviluppo forzato imperialista, rincorrendo ed in seguito, le consuete pratiche violente. Inter-Net non si discosta semplicemente da una certa sua “militare caratteristica originale”: la efficace proliferazione di questa “attività digitale”, mette ombra sulle capacità di pensiero (ana)logico dell’Uomo libero-libero.

“La somma materia amorfa” sostenente l’umanità pensante e quindi viva, (filosofia et teologia, identica “richiesta” nell’Umanità cosmica e pensante) prezioso alimento contro di cui l’atroce destino tecnologico scontra la nostra esistenza moderna, è (di)Dio.

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The existential disorder that surrounds thinking Humanity, characterized by depressing stereotypes in general and generalizing, is muted by the existential limit, accepting this interpersonal conflict with awareness; the innovation pushes us, in the inevitable progress, to disguise our ability from the fierce instinct with a disposition proper to the “meaning seekers”: the accomplished, therefore, becomes the task and justification of the “journey of march”.
The human being, from the ancient exchange or barter and trade in goods and up to the current incautious and sinful commodification of himself, that man actor and protagonist of a practice generally called “work”, nominated and regulated at least eleven times in Sacred and Divine Quran, through this vital energy activity, it holds a form of communication comparable in its strength to the instinct of animal conservation, the origin from which to undertake all the information to live in community and expand into new ones, where a particular activity linked to the territory, it becomes the exclusive form of mediation / social bargaining modeling the human needs, that are at the same time forging the territory itself and modifying it heavily.

For some time, not long to be precise, as “technological evidence of universal key encrypted and coded in univocal computer algorithm“, a sort of innovative currency called “crypto currency”, -emplifying with bitter nonchalance the Bitcoin– suffers, risks dying, because today’s use in the quality of “scriptural money” is imposed on it by the market, which remains a medium of exchange, as it was intended to demonstrate in the overlying introduction.
In this article, in this open request for support for the dissemination of the essay (this underlined is the direct access to the modalities etc.) no further and precise clarification will be available in this regard, because as it is obliged and established, in a verse of Faith established by the dogma, everything is relatively simple, making this writing practically useless: Islam as Religion and Last Revelation, application of the universal right to common life (social thought) has no uncertainties whatsoever and, spreading through the Sacred Sure of the Koran, it perfectly clarifies the matter.
[And whatever you give for interest to increase within the wealth of people will not increase with Allah. But what you give in zakah, desiring the countenance of Allah – those are the multipliers.”]
Sura 30; Verse 39 as the first example.

In this regard, it might lead us to think that the crypto-currency is and should be delivered (the Nobel Prize, Joseph Stiglitz, does not seem to use half terms, see THIS LINK) as a very organized speculation, where the easy and generalized wealth that comes to interdict with this neo-pseudo currency, is a problem that no one can exempt from wanting to deal with, because it is already present and devastating.
Technological proof, in its essence of innovative progress, must not however be hindered tout court; for this and only reason, excluding the functional aspect of the medium in the possible and established link with trade and production as well as traditional finance, in this part article, in the theological root firm of the essay “Mā shā’ Allāh (XXI century schyzoid man)”, the crypto-currency and all the annexes and connected is a source of pride for the talent and the study shown by Man as a thinking being.
The aspects related to the deviated and possibly devastating axiom of favor for a substitution or flanking of the crypto-currencies to the nature and characteristics of the “traditional currency” understood and accepted globally as a “measure of value”, “means of exchange” and “value fund”, in the conceptual indifference between money and coin, from the ancient origin probably linked to our ancestors of ancient Rome and up to the days that see us protagonists, must be contrasted with every means available and even before dissolving the lace that these crypto-currencies insist on keeping with what in banking jargon is called “fundraising”.
There are striking reasons and a disconcerting reasonableness for which this statement appears as strong as violent and intransigent: the first and only that I want to indicate -for those who did not have enough faith- is that of impoverishment, of barbarity of precarious civil society gripped by ‘epochal confrontation with those crowded with under-proletarians and miserable who are moving towards them; unconnected and indifferent to the unsubstituted and irreplaceable WORK that composes the dignity and freedom of the individual, either “1 or 1000000” the remuneration to be considered, the crypto-currencies for how they have been defined by their gurus (“…forget about finance, of the market, of currencies as you have until now recognized…) are a dangerous act of sabotage against civil societies. It is not their volatile, fast, risky, reckless, evanescent, impalpable nature and so on to be feared or underestimated for their own guarantee, it is not the risk and uncertainty to be considered a danger for the achievement of one’s purpose but, the very high probability of having to passively accept the affront of the desperate who will attack the walls that have somehow defended and protected us; the predisposed and designated organs and even the police ones, will not be able to do so (occasionally they will become protagonists of double-activities) and, above all, there will be no sheltering places, to be defined as “safe”.

#Messicanizzazione (information -ITA only- on Twitter in the link) now has some definitions; a strong destabilizing push, takes place on the part of indirect and collateral-undesidered effects of Capitalism on generiis and in particular from that aspect defined as consumerism; (draft of the elaborated DIAGRAM available HERE)

#messicanizzazione_schema
#messicanizzazione (ITA_scheme)

in reality, in a highly aseptic and theoretical elaboration, it has some “counterweights”: small-scale permanent wars; corruption as a “status quo”; segregation and obscurantism for (the / some) masses. The nebulous advent of the cyber crypto-currency would cause an alteration of this “equilibrium”, because its production and its exchange -gradually destabilizing the gold reserves and their “real value” for the beginning- in addition to needing a huge quantity of energy if “the miners” remain bound by the performances, cleared by customs that we would be immune from hacker attacks, (literary concession?) would remove by resetting and reshaping the forces of the geo-political powers in the field and the supremacy of the imperialist States.

  • What do we mean by “energy”, not underestimating the electrical one that is indispensable for the production of the crypto-currency? Should we also evaluate “another informations” by reasoning about crypto-currency and the possibility of endorsing its diffusion in a worldwide function?

Quoting (automatic translation, please do not consider the translation under this lines as an excellent quality one, thanks) from “Mā shā’ Allāh (XXI century schyzoid man)”:

Inter-Net is all our present; it is a planetary permeation, apparently timeless, although the language has been assimilated perfectly and understood in every latitude. Ask the question unfair if, if this “information system” is not necessary but at least useful and not just a use for communicative and expressive evolution of the masses, it can not have an answer characterized by peremptory and attributable to the form “yes” or ” no “and not even a judgment balanced by any particular social condition is a guarantee for an answer that makes sense for this time.
Without the encouragement of historical and philosophical research through remote or near times, it is sufficient, due to the simplistic nature of the medium, (the reference is to the binary system: “0; 1”) to make use of some concepts and expressions of casual circumstances, taken from the recent past and exposed by those so-called “modern” thinkers who had -not directly- hypothesized and glimpsed the relationships without having been able to evaluate the latest developments, attesting their impressions in a very specific anthropological context of modern society in which they have lived or are still living, that is Western and capitalist society, a place where Inter-Net has certain origins. The emulation, a fine Inter-Net characteristic, is therefore taken in the opposite time as regards its application through the media and is, also this, a demonstration of the pliable and invasive and possible shape that involves its daily use.
At the time when Inter-Net was still in a form of advanced development and therefore exclusively for the US military, the US Secretary of State Henry Kissinger, a well-known figure of political importance and endowed with an excellent reasoning quality, wrote on the subject of peace and war in Asia, some interesting personal opinions here extrapolated in some way with: the computer, (now “personal computer”) allows access to countless data sources, but…
– eliminates the constriction of conceptual synthesis;
– restricts the perspective;
– it is difficult to evaluate individual events.
In those words we can also read with few doubts about: “the description of the event”, the “consequence”, the “fatal and collateral analysis of the result”. The shift of thought -in short – is not as it should be and has always been the “historical process” but, confirmed by the analysis of the illustrious statesman only by the event itself, this “modus operandi” hides rather effectively (making the perception to the masses) the domination of education to economic and social inequality. The war, for example, an indispensable continuation of imperialism, once synonymous with “verification of the forces in the field”, can not be beaten by ineffective pacifism and simplified as “catastrophe”, because if it is true it is true that it has its own “grammar”, is a perfect part of the logic of those who intend to continue to dictate to third parties the impositive rhythms of development or rather of imperialist forced non-development, chasing and following, the usual violent practices. Inter-Net does not simply depart from a certain “military original feature”: the effective proliferation of this “digital activity”, puts a shadow on the ability of (ana)logical thinking of the free-free Man.

“The sum amorphous matter” supporting the thinking and therefore living humanity, (philosophy and theology, identical “demand” in the cosmic and thinking Humanity) precious food against which the atrocious technological destiny clashes our modern existence, is (of )God.

Other articles about #messicanizzazione:
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#MESSICANIZZAZIONE (Ultima attività)_parte 2di2 / #MESSICANIZZAZIONE (Last activity)_part 2of2

Il consenso popolare, leggi clamore levato dalla moltitudine commossa che esprime entusiasmo, ammirazione, augurio, esortazione ed in ultimo speranza, è fondato sulla propria sicurezza: giustizia, legalità, organizzazione e sviluppo come prospettiva di incremento del benessere, vengono sempre in soccorso e spesso in subordine a questo naturale ed umano primo istinto irrinunciabile.
Il presente articolo che segue e completa #messicanizzazione (cliccare QUI per accedervi) sterza con vigore verso il lato spirituale del grave problema, il quale è stato esposto nella parte precedente; considerato che per ottenere sicurezza l’essere umano ha unicamente due vie o prospettive da seguire per il corso della vita, cioè la ragione materiale e fisica e, quella di risoluzione per lo spirito, quest’ultima diviene una ma non esclusiva e condivisibile, in quanto il male deve esistere ed essere identificato perché il bene possa essere esaltato a valore di conquista. Il male, inoltre, serve a mantenere una chiara divisione da ciò che è terreno a quanto è paradisiaco, privilegio assoluto da conquistare.

Ebbene, sicurezza materiale e sicurezza spirituale, sono ed appaiono due vie distinte: in realtà lo sono e senza dubbio; la prima è assolutamente condivisibile in ogni angolo del Pianeta e da ogni elemento umano sano, la seconda intende di una scelta, una (in seguito) partecipazione anche esclusiva ed alle volte discriminante che la distingue. (Va da sé che l’elemento agnostico, positivista ed ateizzante, appartiene de facto al primo insieme, anzi: la sua costituzione è indice di rigetto e quindi lo separa nettamente dal gruppo secondo).
Oggi, nell’era della condivisione delle informazioni globale ed immediata, la sicurezza materiale è regolamentata nelle società da differenti legislazioni ed Ordinamenti, le quali Società, si riconoscono in una diffidenza mediata dall’interesse commerciale, sebbene l’intento è il medesimo; lo scarto e solo questo -anche umano- (non deve per questa analisi intendersi affronto od una accondiscesa idea alla disumanità, perché dall’origine della storia dell’umanità, è una sorta di selezione naturale devastante da considerarsi prima di ogni giudizio: questo è -infine- umana essenzialità al cospetto di Dio, il male da considerare per glorificare il bene, ultima e definitiva prova di Dio!) va non distrutto come un tempo, oppure diviso e soggiogato (culturalmente) come da una lectio magistralis di geo-politica abbiamo in seguito studiato ma, confinato.
Muri, carceri, ghetti: questi sono oggi gli unici e certi elementi della messicanizzazione, non ideologie oppure manifestazioni di demagogia ad opera di romantici proletari e dei loro sfruttatori coalizzati nei Governi monopolisti che credono di rappresentarli.

La messicanizzazione -espressione umana di ricerca di sicurezza materiale- una volta chiarite alcune delle sue particolarità, è quindi utile? La messicanizzazione, quindi, è irrinunciabile nonostante il ridimensionamento anche estremo e del mondo del lavoro e dell’etica e morale? Quale impatto consegna alla religiosità dell’individuo? Gli Stati devono combattere la messicanizzazione oppure adeguarsi?

Prima di tutto bisogna studiarla a fondo, non banalizzarla o renderla parte di qualche stereotipo diffusosi in ambienti di show business mediatico e radiotelevisivo in particolare attirati dalla cronaca; la messicanizzazione è un movimento moderno, modernissimo.
Non sono possibili conclusioni e prese di parte certe, al momento; stupido è indicarne ora e forse anche irresponsabile. La messicanizzazione dilagante e planetaria, probabilmente effetto di un capitalismo affetto da mercificazione esasperata, certamente prosciuga, esautora dalla legalità necessaria alcune attività umane e ne accresce altre, a cominciare da quelle -benemerite- che si estendono dall’interesse per la sicurezza dell’anima (le Onlus, ad esempio, a partire dalle Caritas) a quello -dato di fatto- della gestione materiale del problema.

Il ridimensionamento anche estremo del fallimento delle Aziende (e di conseguenza delle politiche sociali degli Stati in ricerca di soluzioni dalle stesse) le quali cercano sviluppo nelle piattaforme affette dal problema messicanizzazione è realtà, così come è e deve essere realtà il considerare la sicurezza dello spirito (la seconda via) nell’affido all’unica Fede che affronta deliberatamente questioni materiali e di coscienza sullo stesso piano e con precisione: l’Islam declericalizzato.
Questa affermazione non indica un atto di proselitismo: affidarsi, verbo riflessivo, è qui sinonimo per un affronto onesto alla lettura della necessità (di sicurezza) degli altri, di quella enorme religiosa massa che è in procinto di invadere i recinti che verranno costruiti; Cristiano o Mussulmano (l’invocazione al Dio Unico è la stessa!) è -per questa analisi- denominazione quasi irrilevante: l’unica certezza è che ognuno di noi non potrà esimersi dal fare la propria parte, piaccia questo fare oppure no, scelga di stare al di qua del muro oppure dall’altra parte.


L’appello per la diffusione di questo sito e del tema proposto non è nascosto, (UN “LIKE” E’ ADDIRITTURA TROPPO POCO): potrebbe divenire una necessità economica, anche vile per il suo mantenimento; un sentito ringraziamento all’autore e mai inconsapevole autore del neologismo in questione sarà sempre disponibile: grazie @Forchielli 

 

#messicanizzazione ( termine di ricerca per Twitter)
#mashallah_book (termine di ricerca per Twitter per seguire brevi sviluppi in tema da parte dell’autore del presente testo)

ESCLUSIVO! La video presentazione dello schema: https://twitter.com/MshAllh_theBook/status/941650769027174401


The popular consensus, clamor laws raised by the agitated crowd who expresses enthusiasm, admiration, wishes, exhortation and ultimately hope, is based on the own security: justice, lawfulness, organization and development as a prospect for increased wellbeing, are always in relief and often subordinate to this natural and human first indispensable instinct.
This article follows and completes the first one #messicanization (click HERE to access it) steadily vigorously towards to the spiritual side of this serious problem, which was discussed in the previous section; given that for human security there are only two ways or perspectives to follow for the course of life, that is, material and physical reason and the resolution for the spirit, the latter becomes one but not exclusive and shared because evil must exist and be identified so that good can be exalted to the value of conquest. Evil also serves to maintain a clear division of what is earthly to heavenly, an absolute privilege to conquer.

Well, material safety and spiritual security are and appear two distinct ways: in reality they are and without a doubt; the first is absolutely shared in every corner of the Planet and from every healthy human element, the second one is intended to be a choice, a (later) participation even exclusive and at times discriminating that distinguishes it. (It goes without saying that the agnostic, positivist and atheistic element belongs de facto to the first set; indeed, its constitution is a rejection basis and therefore separates it clearly from the second group).
Today, in the era of the sharing of global and immediate informations, material security is regulated in societies of different laws and ordinances, which the Society recognizes in a mistrust mediated by commercial interest, although the intent is the same; the scrap and only this -albeit human- (it is not necessary for this analysis to mean an affront or an ignorant idea of ​​inhumanity, because from the origin of the history of humanity, it is a sort of devastating natural selection to be considered before any judgment: this is -at the end- essential essence in the sight of God, the evil to be considered to glorify the good, the last and final proof of God!) is not destroyed as a time, or divided and subdued (culturally) as from a “lectio magistralis” of geo-politics we later studied but, confined.
Walls, prisons, ghettos: these are today the only and certain elements of messicanization, not ideologies or demonstrations of demagoguery by romantic proletarians and their coalition exploits in monopolistic governments who believe to represent them.

The messicanization -human expression of material security research- once you clarify some of its peculiarities, is it useful? Messicanization is therefore indispensable despite the extreme rejection of the world of work and ethics and moral? What impact does it give to the individual’s religiousness? Does the States have to fight messicanizzazione or adapt?

First of all, it is necessary to study it thoroughly, not trivialize it or make it part of some stereotype diffused in media and television show environments particularly attracted by the news; messicanization is a modern movement, modern one.
Certain conclusions and assumptions are not possible at this time; stupid is to point it now and perhaps irresponsible. The rampant and planetary messicanisation, probably the effect of a capitalism with exasperated merchandise, certainly dry, exempts from the legality necessary certain human activities and increases others, starting with those praiseworthy one which extend from the interest of the soul’s safety (non-profit organization, for example, starting with Caritas) to the fact of the material management of the problem.

The extreme extent of the failure of Companies (and as a consequence of the social policies of the States that seek solutions from them) seeking development in the platforms affected by the messicanization problem is reality, as is and must be a reality to consider the security of the spirit (the second way) I entrust myself to the one Faith who deliberately faces material matters and conscience on the same desk and with precision: Islam with no clergy.
This affirmation does not indicate an act of proselytizing: trusting, reflective verb, is here synonymous with an honest affront to the reading of the necessity (of security) of others, of that huge religious mass that is about to invade the enclosures that will be built; Christian or Muslim (the invocation to the One God is the same!) is -for this analysis- almost irrelevant denomination: the only certainty is that each of us can not escape from doing his part, like this or not, choose to stand on one side of the wall or on the other.


The call for the dissemination of this site and the proposed theme is not hidden, (“LIKE” IS EVEN NOT MUCH) indeed: it could become an economic necessity, even defective for its maintenance; a thank you to the author and never aware of the neologism in question, will always be available: thanks 
@Forchielli 

#messicanizzazione (search term for Twitter)
#mashallah_book (search term for Twitter to follow up on the subject’s short story by the author of this text)

Exclusive! The video presentation of the scheme (ITA_only): https://twitter.com/MshAllh_theBook/status/941650769027174401

 

#MESSICANIZZAZIONE come neologismo italiano per sintetizzare un processo storico-politico di frantumazione delle classi sociali senza precedenti. (Ciò che avete studiato, non ci appartiene!) / #MESSICANIZZAZIONE is an Italian neologism to synthesize a historical-political process of unprecedented social classes crushing . (What you have studied does not belong to us!)

Il saggio (in cerca di consenso, pubblicazione!) “Mā shāʾ Allāh (XXI century schyzoid man)” riprende e senza esitazione, una eclettica e lucida quanto asettica esternazione usata con arguzia da un noto stratega manageriale del campo della finanza e riassunta dal medesimo nel termine nuovo di conio -alquanto sembra- “messicanizzazione”.
L’autore di questa uscita, Forchielli, si presume data l’onestà intellettuale che si evince dalle sue argomentazioni, non insinua od allude minimamente al Messico quale Stato sovrano e glorioso Paese latino una responsabilità diretta, oggettiva od addirittura una snaturata volontà di repressione ai danni delle classi sociali meno abbienti, no affatto! Egli -deduco dalle letture sui generiis e del tema specifico che circola con insistenza nei testi virtuali (#messicanizzazione è un termine di ricerca sempre più noto su “Twitter”)- adotta questo termine per evidenziare un processo transitorio che si è radicato con evidenza particolare proprio in quelle Lande, laddove “Messico” probabilmente è stata una scelta casuale, perché “Napoli, Italia”; “Caracas, Venezuela”; “Illinois, USA”; “Salvador, Brasile”; “Lagos, Nigeria” e tante altre zone del mondo e senza motivazioni politiche, sarebbero state comunque efficaci per evidenziare realtà di cui mi accingo a scrivere riportando l’analisi fredda nei termini che mi competono maggiormente, cioè quelli che lasciano la ricerca delle motivazioni, per altro sempre attuali da rivedere nei capitoli che la storia ci ha presentato, in favore di una possibile esplicazione del presente, il quale, si deve confrontare con una prospettiva di ragionamento atta a non alimentare appunto la disastrosa messicanizzazione.
Se da un lato le coreografiche presentazioni sono state già ottimamente presentate, vedi in Italia ed oltre da Saviano (“Gomorra”) oppure per il mercato globale da “Narcos”, rimanendo nel campo delle scienze mediatiche sempre così importanti oggi, dall’altro e cioè quello sociale e politico che la storia conserva nei volumi scolastici, la ripresa di motivazioni che possano spiegare questo fenomeno legato alla disparità sociale da combattere attraverso concetti marxisti, socialisti e così via, sembrano “passate”, “superate” o, irrealizzabili, perché sbagliati nei fondamenti praticati; la Cina comunista, ad esempio, il prossimo dominatore del Pianeta in ogni livello a noi dichiarato, sta percorrendo una fase politica che potremmo spiegarla in Occidente come “transitoria”, semplicismo gratuito dovuto alla nostra genetica prospettica visionaria. (Reazionaria, in seguito)

Mā shāʾ Allāh (XXI century schyzoid man)” interroga in altro modo.
Mā shāʾ Allāh (XXI century schyzoid man)” definisce la messicanizzazione come diversificata e diversificante, banalmente in metamorfosi continua; dove lo Stato sociale è allo sbando sarà più celere, accentuata e, dove esiste, questo sarà certamente corroso. L’accusa generalista verso la finanza egemone è superata quanto lo è (fintanto che lo è) il richiamo al socialismo, laddove la finanza certamente favorisce (chiamata a correo) la messicanizzazione ma non in concorso di colpa; la finanza o “potere post-economico”, in somma, non può neppure essere indicata per sopperire alle politiche snaturate, alle vergogne dei politicanti corrotti e corruttibili: impossibile chiedergli questo.
La messicanizzazione è naturalmente “materiale umano”, un attività di risulta, la quale, per la legge dell’entropia, troverà rimedio in altra componente umanoide considerata oggi la politica come evanescenza (spettacolo) e quindi impareremo nuovamente a leggere di Religione.

Mā shāʾ Allāh (XXI century schyzoid man)” tenta una spiegazione di questo fondante legame animato e lo fa attraverso temi e capitoli di cui oggi, a parte una nascosta intellighenzia di filosofi di cui non sentiremo parlare, nessuno vuole discorrere se non con sceme pubblicazioni, istantanee di cronaca e macchiette da avanspettacolo da proporre in seconda serata.
Il martirio; l’Islamofobia; il (poco) fascino discreto del capitalismo; il terrorismo islamico ed altri scottanti temi -considerando l’Islam ultima Religione in ordine di tempo rivelata e sviluppo della Fede abramitica definitivo (riprende l’Ebraismo ed il Cristianesimo senza annullarli) nonché Religione -l’Islam- che incorpora schemi finanziari ed economici ma non politici– sono disponibili alla lettura, al confronto ed alla critica. Ora e finché c’è tempo; utile.
(In subordine chiedo asilo, QUI :-O)

NOTA sull’immagine del titolo: scaricata gratuitamente (in attesa di verifica) da Google.com, di Angelo Lopez (@angelolopezart) GRAZIE!

-> MESSICANIZZAZIONE, PARTE 2 (QUI)


The essay (seeking consensus, publication!) “Mā Shā’ Allāh (XXI century schyzoid man)” resumes and without hesitation, an eclectic and lucid aseptic externation used wisely by a well-known managerial strategist in the field of finance and summed up by the same in the new term of coinage- it seems to be- “messicanization“.
The author of this outcry, Forchielli, is, presumed he has an intellectual honesty on his own outlined by his arguments, does not insinuate or even allude to Mexico as a sovereign and glorious Latin Country a direct, objective, or even a distorted will to repression damages of less well-off social classes, not at all! He -from the genre readings and the specific theme that circulates with insistence in virtual texts (#messicanizzazione is an increasingly popular search Italian term on “Twitter”)- it uses this term to highlight a transient process that is rooted in particular, precisely in those countries where “Mexico” was probably a random choice because “Naples, Italy”; “Caracas, Venezuela”; “Illinois, USA”; “Salvador, Brazil”; “Lagos, Nigeria” and so many more areas of the world and without political motivations, would still be effective in highlighting the reality I’m here to write about by bringing aseptic analysis into the terms I am most competing with, that is, those that leave the search for motivations and more and more current ones to be reviewed in chapters that history has presented us, in favor of a possible explanation of the present, which must be compared with a perspective of reasoning not to cure the disastrous messicanization.
On the one hand, choreographic presentations have already been well presented, see in Italy by Saviano (“Gomorra“) or for the world market by “Narcos“, remaining in the field of media sciences always so important today, on the other social and political history that the history retains in the school volumes, the resumption of motivations that can explain this phenomenon linked to social inequality to be fought through Marxist, Socialist, and so on, seem to be “past”, “overcome” or unrealizable, because they are wrong in foundations in practice; Communist China, for example, the next ruler of the Planet at any level stated to us, is pursuing a political phase that we could explain to the West as “transient”, free simplicity thought due to our visionary genetic perspective. (Reactionary, subsequently)

“Mā Shā’ Allāh (XXI century schyzoid man)” interrogates in another way.
“Mā Shā’ Allāh (XXI century schyzoid man)” defines messicanization as a diversified and diversifying, banally in continuous metamorphosis; where the social state is on the drift, it will be faster, more accentuated, and where it exists, this will certainly be corroded. The generalist accusation towards hegemony finance is overcome as it is (as long as it is) the call to socialism, where finance certainly favors (called to correct) messicanization but not in blame; finance, in sum, “the post-economic power”, can not be indicated neither to overcome the distorted social policies, the shame of corrupt and corrupt politicians: it is impossible to ask for this.
Messicanization is naturally “human material”, a result of which, by the law of entropy, will find remedy in another humanoid component considered today politics as evanescence (show!) so we will learn again to read about Religion.
“Mā Shā’ Allāh (XXI century schyzoid man)” tries an explanation of this foundational link and does it through themes and chapters which today, aside from a hidden intellectual intelligence of philosophers we will not hear about, no one wants to talk except with silly publications, chronicle snapshots and peripheral comedians to be presented.
Martyrdom; Islamophobia; the (less) discrete charm of capitalism; Islamic terrorism and other cruel themes -considering the ultimate Religion of Islam in the order of time revealed and, the development of the definitive Abramitic Faith (resuming Judaism and Christianity without undoing them) as well as Religion –Islam– incorporating financial and economic but non-political schemes– are available reading, confronting and criticizing. Now and as long as there is time; helpful. (In the alternative I ask asylum, HERE: -O)

La #messicanizzazione è realtà citata nel saggio che cerca pubblicazione! #mashallah_book chiede followers, re_tw pic.twitter.com/VhvhmiuIP7
— MāshāʾAllāh_the book (@MshAllh_theBook) 7 novembre 2017

Exclusive! The video presentation of the scheme (ITA_only): https://twitter.com/MshAllh_theBook/status/941650769027174401

NOTE on title image: downloaded for free (waiting for verification) on Google.com, by Angelo Lopez (@angelolopezart) THANK YOU!

-> MESSICANIZATION PART TWO, HERE.

Chiedo venia; anzi no, chiedo asilo! / I apologize; no, no, ask for asylum!

Le recenti vicende seguite alla richiesta di indipendenza della Catalogna, producono, in aggiunta alla massa di notizie più o meno veritiere (le fake news sono costantemente tra noi lettori ed apatici ascoltatori, no?) una serie di movimenti diplomatici di cui e quasi paradossalmente, una vasta platea di persone perseguitate necessitano ma si vedono frequentemente respingere nel principio. Ciò che la Politica ma, meglio dire una generalizzata e distaccata classe di politici internazionali non riesce a comprendere, è il concetto nella sua ratio di origine, il quale contraddistingue e specifica quanto è il sostentamento e linfa vitale per ogni perseguitato: cioè il suo asilo, la sua protezione e difesa ad oltranza.
Sembra che il numero da intendersi come cifra contenitore delle “richieste”, sia il deterrente principale anche per un affronto della questione in termini addirittura umanisti, laddove le Fedi religiose ed in special modo quelle abramitiche come ispirazione, offrono attraverso le loro organizzazioni senza profitto, una specie di pezza ma poco di appoggio e certamente al di fuori da ogni logica politica od Istituizionale.

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INFOGRAFICA Rapporto annuale Global Trends UNHCR

I presenti testi che riempiono questo blog personale atto alla ricerca di un certo spazio editoriale sovvenzionato, nella difficoltà momentanea di non avere un supporto misurato, certamente economico, sono in balìa non di un oblio ma, di un potere per nulla occulto che ostacola, chiude, nasconde e paralizza ogni tentativo di diffusione.
La natura islamica (nel principio) è derisa, sottovalutata, incompresa e limitata non da una violenza verbale di cui dovrei spiegare ma, dalle non motivazioni che seguono ogni affermazione e pubblicazione denigrando, svilendo e banalizzando le argomentazioni anche siano come sono sovente di natura positivistica e con un seguito.
E’ una assurdo-pseudologico che descrive questi atti e di cui il saggio “Mā shāʾ Allāh (XXI century schyzoid man)” è in qualche modo vittima; un accentramento di poteri illustri definibili come intellettualoidi i quali attanagliano ogni spiegazione o presunta tale offerta da codesto testo.
Non c’è una ragione precisa (sic!) per questa perseveranza destabilizzatrice ma, esiste una sfera geopolitica, ideologica e trasversale, la quale vuole relegare l’Islam (non la Umma, la Comunità di fedeli…) come “testo autorevole datato” assolutamente incompatibile con le strategie geopolitiche transnazionali ed Occidentali in forte espansione in ogni Landa conosciuta e grazie alla “mercificazione”, al consumismo di deriva di cui si compone.

Per tanto il sottoscritto, chiede asilo e, lo fa’ apertamente ed ufficialmente ai Paesi scevri da gioghi di potere prettamente ideologizzati dalle spinte ateiste e connessi con il lucro come ideale massimo, laddove la teocrazia rimane, comunque, un invenzione umana e quindi non accettata come unico aspetto da proporre in discussione.

In Fede,
L.d.N.


The recent events following the request for Catalonia’s independence produce, in addition to the mass of news more or less truthful (fake news are constantly among us readers and apathetic listeners, no?) a series of diplomatic movements of which and almost paradoxically, a large crowd of persecuted people need but they often see themselves being rejected in the beginning. What Politics but, better to say, a generalized and detached class of international politicians fails to understand, is the concept in its ratio of origin, which distinguishes and specifies what is the livelihood and lifeblood for every persecuted person: his or her asylum , his protection and defense to the extreme.
It seems that the number to be understood as the enclosure of “requests”, is the main deterrent also for a confrontation of the issue even in humanistic terms, where the Religious Faiths and especially those abramite as an inspiration, offer through their unprofitable organizations, a kind of piece but little support and certainly out of any political or institutional logic.

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INFOGRAPHIC Annual Report UNHCR Global Trends: “Where are the refugees?”

The present texts that fill this personal blog in search of a subsidized editorial space, in the momentary difficulty of not having a measured, certainly economical support, are at the mercy of not forgetting but of a hidden, obstructing power that closes, hides and paralyzes every attempt to spread. Islamic nature (in the principle) is deranged, underestimated, unmanaged and limited not by verbal violence I should explain but, by the non-motivations following every affirmation and publication denigrating, waving and trivializing the arguments are also as they are, often of positivist nature and with followers.
It is an absurd-pseudo logic who describes these acts and whose essay “Mā Shā’ Allāh (XXI century schyzoid man)” is somehow a victim; a centralization of definable powers that can be defined as intellectuals who perceive every explanation or supposed that offer from this text.
There is no precise reason (sic!) for this destabilizing perseverance but there is a geopolitical, ideological and transversal sphere that wants to relegate Islam (not the Ummah, the community of faithful…) as “authoritative text but dated” absolutely incompatible with the rapidly expanding Transnational and Western geopolitical strategies in every known Land and thanks to the “mercification”, the drift consumerism of which they are composed.

So, me undersigned, asks asylum, and makes it openly and officially to the Countries that are free from bonds of purely ideological power driven by atheistic thrusts connected with the profit as the maximum ideal, whereas theocracy remains a human invention and hence unacceptable as the only aspect to be discussed.

Sincerely yours (Faithfully)
L.d.N.

 

L’Islam armato (la Polizia islamica)/Armed Islam (the Islamic Police) /

Quanto rappresento in questo articolo, è una somma di dati e, piuttosto incontrovertibili, mai negando per altro la discussione che non rifiuto mai, nonostante tutto, come si suol dire. E’ un esempio piuttosto specifico, ristretto e, certamente parziale per quanto riguarda l’analisi ma, è simbolico, uno sguardo che pur incentrato in una “piccola zona” e piuttosto “provinciale” (l’Italia) nella sua pur complessa, variegata e multietnica società civile, non ha mai davvero separato dalla sua identità una certa tradizione ed un certo attaccamento al territorio, laddove non ha mai separato del tutto quella cultura religiosa e totalmente cattolica che la contraddistingue, grazie anche agli splendori di Roma-Vaticano, città Stato incastonata nella Capitale dello Stato italiano, simbolo di quella che rimane la Comunità religiosa più grande del nostro Pianeta, il Cristianesimo appunto.
Il simbolico esempio italico proposto, è essenziale per molti versi e soprattutto perché oggi stiamo vivendo il processo di globalizzazione in una fase che si preannuncia critica per le scelte economiche che verranno fatte, epocale per le masse in movimento costante e mai prima d’ora così informatizzate e, consapevoli, facilmente controllabili potremmo anche dire indicando “i nuovi mass-media“.
Questi spostamenti di culture, tradizioni eccetera, Fedi religiose in primo e primissimo piano, sono e saranno al centro non di discussione per un inizio che abbiamo già visto ma, sono e vengono pilotati (in ogni versante!) per raggiungere scopi, posizioni, potere.
Se la enorme Comunità Cristiana (Israele intesa come simbolo dell’Ebraismo è per antonomasia, qualità, oggi, “potere”)  ha definizioni piuttosto consolidate e scontate, anche dal punto strategico della gestione e controllo delle risorse, l’Islam, la Comunità di mussulmani (Ummah) seguaci dell’ultima Religione Rivelata in ordine di tempo e che mai ha negato l’Ebraismo come origine ed il Cristianesimo come fondamentale base anche di sviluppo, risulta da molti punti di vista arretrato ed in balìa di un pensiero Occidentale ormai corrotto o destabilizzato nei suoi fondamentali, vedi la recente riapertura al fascismo, al nazismo alle politiche discriminatorie ed alla forte presenza dell’imperialismo delle super-Nazioni, tutte materie che sembravano sorpassate definitivamente nel segno della civiltà democratica.

Per questo, detto questo, il presente articolo è rivolto espressamente ai “non mussulmani”, a quelle persone che non hanno raggiunto ancora una certa consapevolezza, anche etica o “fondamentale”, passaggio scritto che contiene probabilmente una dose elucubrante ma ininfluente per un ragionamento “aperto”.
Potrebbe trattarsi di una proposta enfatica ed ideale, un indicazione che non si può ma soprattutto non si deve non tenere di conto e per l’Occidentale partigiano e, per il fratello islamico che si appresta a gioire ma anche soffrire al suo cospetto: difronte a noi sulla Terra e finanche siamo vivi, ci sono e possono essere altri esseri umani; talvolta ce ne dimentichiamo e dimentichiamo l’origine della loro vita…
celerino-casco-polizia-reparto-mobile
In Italia, sono circa 250.000 (militari esclusi) le forze cosiddette “dell’ordine”
, la Polizia come internazionalmente si suol dire.
Considerando la statistica come materia scientifica discutibile ma comunque asettica, basata sulla legge dei numeri e comunque non del tutto indifferente alle “sensibilità umane” quando tratta di attività strettamente connesse con la società, potremmo non avere troppi dubbi a conteggiare un 99% di questo numero come una cerchia di persone ligie al dovere e caratterizzate da un uniformità di pensiero politico sui generiis molto
vicino a quello del patriota, della persona attaccata ai valori nazionalisti del Paese che rappresenta, stereotipi o poco partecipativi ragionamenti inclusi. Nessuna critica insita in questa descrizione ed anzi, una constatazione che esalta in qualche maniera una caratteristica seppur parziale che determina e dovrebbe determinare la funzione di questa categoria di persone, utili senz’altro nella composizione di una società che definiremmo civile; “ordinaria amministrazione”.
(99 per cento non è 100 per cento; rimane quindi “uno”, uno per cento).
La statistica, quella seria, prevede anche questo e, certamente non lo nasconde e nemmeno nell’approssimazione. Uno per cento, significa in questa analisi, circa 2500 (duemilacinquecento) persone le quali, senza ricercarne a forza una carenza, una debolezza, una indisposta e maldestra negatività o peggio una corruzione o malvivenza celata, possono ipoteticamente avere e detenere una predisposizione, un sentimento religioso spiccato, un differente approccio alle “questioni morali” regolate -per il loro e presunto pensiero- dalla Fede in Dio, Allah, in questa azzardata ipotesi. L’azzardo, considerando l’Islam come la seconda Religione planetaria per numero di fedeli sparsi in ogni Landa terrestre, (circa 1 miliardo ed 800 mila persone, secondo gli ultimi studi statistici) non è tale se teniamo conto delle cifre.
Ma… da questi “2500 poliziotti” per uno scrupolo eccessivo ma probabilmente utile, togliamo una metà, facendo in modo di contare circa 1250 poliziotti mussulmani e, italiani, certamente cittadini italiani.
Un piccolo battaglione, è indubbia questa militare rappresentazione.
Milleduecentocinquanta islamici armati dallo Stato, i quali, nella consueta pratica islamica, nella liturgia per definire ancora meglio questa pratica, non necessitano di praticare nel luogo sacro la loro Fede e non necessitano di una gerarchia clericale per essere “rappresentati e presenti”, come il Sacro e Divino Corano semplicemente (nella semplicità vincente) prevede e prescrive.
Oggi, ora e proprio ora, senza dover ragionare delle nuove pratiche di richiesta di cittadinanza che consentiranno come deve essere ed è, di acquisire diritti a fronte di doveri da sottoscrivere ed in parte già sottoscritti, senza argomentare delle future Leggi che dovranno regolamentare molti “nuovi cittadini” europei già ora in attesa perché infanti (Italia per questo esempio) qui nati e scolari qui studenti, ci sono oltre mille poliziotti islamici, soldati fedeli -in grazia di Dio!- ad Allah.

In lingua araba c’è un esclamazione appropriata: Alhamdulillah!


What I represent in this article, it is a sum of data and, quite incontrovertible data; I never deny the discussion of the arguments: I never refuse to talk about. It is a rather specific, narrow, and certainly partial analysis, but it is symbolic, a look that focuses on a “small area” and rather “provincial” (Italy) area in its rather complex, varied and multiethnic civil society, it has never really separated from its identity: a certain tradition and a certain attachment to the territory, where it has never separated completely that religious and totally Catholic culture that distinguishes it, thanks to the splendor of Rome-Vatican City, State embedded in the capital of the Italian State, a symbol of the largest religious Community in our Planet, namely Christianity.
The symbolic proposed Italic example, is essential in many ways and above all because today we are experiencing the globalization process at a critical stage for the economic choices to be made, epochal for the masses in constant movement and never before so computerized (and aware!) easily controllable we could say by pointing out “new mass media”.
These movements of cultures, traditions and so on, Religious Faiths in the first and very first plan, are and will be not at the center of discussion like we have seen but, they are, and are being right now, piloted (on every side!) to attain goals, positions, power.
If the enormous Christian Community (Israel as a symbol of Judaism is by far, quality, today, “power”) has far more consolidated and descriptive definitions, also from the strategic point of resource management and control, Islam, Muslims (Ummah) like followers of the Last Religion Revealed in time that never denied Judaism as origin and Christianity as a fundamental basis for development, it is from many points of view backward and at the mercy of a corrupt Western thought or destabilized in its fundamentals, see the recent reopening of fascism, nazism to discriminatory policies and the strong presence of imperialism in the super-nations, all of which “themes” seemed to have surpassed definitively in the sign of democratic civilization.

For this reason, this article is expressly addressed to “non-Muslims”, those people who have not yet reached a certain level of consciousness, even ethical or “fundamental”, a written passage that probably contains a significant dose of elucubrations but not for this reason not open and useful to an “open” reasoning. This one, it could be an emphatic and ideal proposal, an indication that can not but must not be ignored, and for the Western partisan, and for the Islamic brothers who is about to rejoice but also suffer at his sight. On Earth, in front of us, there are and can be other human beings we sometimes forget to recognize: their life has always a source…

celerino-casco-polizia-reparto-mobileIn Italy, there are about 250,000 (military excluded) so-called “order forces”, the Police as we say internationally.
Considering statistics as a questionable, but aseptic scientific matter, based on the law of numbers, and in any case not entirely indifferent to “human sensibilities” when it comes to activities closely related to society, we might not have too many doubts to count a 99% of this number like a circle of people who are duty-bound and characterized by a uniformity of political thought on generiis, close to that of the patriot men, the persons attached to the nationalist values ​​of the Country that represents, stereotypes or little participatory reasoning included. No criticism is contained in this description, and indeed, a statement that exalts in some way a characteristic, albeit partial, which determines and should determine the function of this category of people, useful in the composition of a society we would define as civil; “ordinary administration”.
(99 per cent is not 100 per cent; it is therefore “one”, one per cent).
The statistic, that serious, also includes this and, of course, does not hide it or even approximate it. One percent, in this analysis, means about 2500 (two thousand five hundred) people who, without looking for a shortage, weakness, indecisive and maladjusted negativity, or worse hidden bribery or malevolence, can hypothetically have and hold a predisposition, a distinct religious sentiment, a different approach to the “moral questions” regulated -for their supposed thought- by the Faith in God, Allah, in this hypocritical hypothesis. These counts are not a risky one, considering Islam as the second planetary Religion for the number of faithful scattered in every Earthland (about one billion and eight hundred thousand, according to recent statistical studies) and this count is not so wrong, if we take into account the figures.
But… of these “2500 policemen” for an excessive but probably useful scruple, we take off half, counting about 1,250 Italian Muslim police officers certainly Italian citizens: a small battalion, this military representation is undeniably…
Thousand two hundred fifty Muslims armed by the State, who, in the traditional Islamic practice, in the liturgy to define this practice even better, do not need to practice their faith in the sacred place only and do not need a clerical hierarchy to be “represented and present” like Sacred and Divine Qur’an simply (in winning simplicity) foresees and prescribes.
Today, now and right now, without having to reason on new citizenship applications that will allow it to be and will be, to acquire rights in the face of obligations to be signed and partly already signed, without arguing for future Laws that will have to regulate many “New European citizens” already waiting because infants (Italy for this example) born here and pupils here students, there are over a thousand Islamic policemen, loyal soldiers -in the grace of God!- to Allah.

In Arabic Language, there is an appropriate exclamation: Alhamdulillah! 

 

Il (poco) discreto fascino del capitalismo / The (less) discrete charm of capitalism

La “civiltà meccanica” come fulcro, paradigma, archetipo di pensiero Occidentale che si stabilisce in un moto all’apparenza dei fatti inarrestabile e senza ostacoli, è in via di degenerazione materialista e consumista, considerate appunto (al momento) “finite le spinte marxiste” che ne tentarono un contrasto, certamente dapprima ideologico. Tutto ciò, questa “modernità” in somma, sta uccidendo lo spirito e la giustizia, in primo luogo quella divina.
Non solamente.
Il “dinamismo”, caratteristica determinante di questa imperante ideologia, ha reso l’impazienza una pseudo virtù, ha reso il riposo “perdita di tempo”, il silenzio, la contemplazione e la preghiera “tempi morti”. Questi valori apparentemente non negati, sono e rimangono custoditi nell’animo dell’Uomo, nel sentimento. Mai domo. La religiosità e prima della Religione, per tanto, è immanente nell’Uomo, tale che in esso tutti gli uomini sono uguali e comunicano.

Inevitabilmente, la globalizzata società (è una e sempre una la società nella ricerca dell’Assoluto) va’ incontro ad un autocritica: non può essere esente, in somma; nessuna società civile è immune da questa attività del tutto umana. Proprio da qui, anzi, qui, Cristianesimo ed Islam, nell’ordine cronistorico fioriscono. (A guardare bene ma solo per un attimo, sono la stessa Religione, includendo anche l’ebraismo; da Mosè, in somma). In realtà, la grande ed assoluta differenza è che il mussulmano non potrà mai convertirsi al Cristianesimo oppure all’Ebraismo, perché l’Islam già li “comprende”, li “definisce”; oggi, semplificando, le Comunità islamiche devono necessariamente svincolarsi proprio da quell’Occidente del capitale che le manovra; oggi come allora e nonostante per questo tempo c’è un problema aggiuntivo che riguarda le masse in movimento e fuori controllo, le masse che oggi compiono guerre alla pari degli eserciti.
“Il comunismo divino“, quell’unità indiscutibile della Umma di origine, potrebbe fallire come quello di Marx ha fallito difronte al capitalismo, non considerando le intercettazioni che l’Islam in qualità di Fede imbattibile verrebbe a dover sostenere; per tanto: quali saranno le conseguenze nell’evidenza islamica che “lo spazio per Dio” non sarà mai “una concessione”?
Il sincretismo generico, la “filosofia accettabile”, negli ambienti di politica e cultura internazionale, ripete che “la conoscenza reciproca” porta alla “mutua intesa”: che significa dal punto di vista mussulmano, capitalismo e democrazia über alles?


The “mechanical civilization”, fulcrum, paradigm, an archetype of Western thought that is established in a motion in the appearance of unstoppable and unimpeded facts, is in the process of materialist and consumerist degeneration, considered precisely (at the moment) “ended the Marxist pushes”, that tried a contrast, certainly at first ideological. All this, this “modernity” in sum, is killing the spirit and the justice, first of all, the divine one?
Not just that one.
The “dynamism”, the decisive feature of this dominant ideology, has made impatience a pseudo-virtue, made rest “loosing time”, silence, contemplation and prayer “dead times”. These values seemingly not denied, are and remain guarded in the soul of man, in feeling. Never bend. Religiousness and before of Religion is so immanent in Man, so that all men are equal in it and communicate.

Inevitably, a globalized society (one and only one is always a society in the search for the Absolute) is confronted with self-criticism: it can not be exempt, in sum; no civil society is immune to this all-human activity. Right from here, indeed, here, Christianity and Islam, in the chronological order flourish. (Just for a moment, these two are the same Religion, including Judaism; Moses, in sum). The great and absolute difference is that Muslim can never convert to Christianity or to Judaism, because Islam already “understands”, “defines” both the two; today, by simplifying, Islamic communities must necessarily be released from that West of the capital that maneuvered them; today as it is then and despite this time, there is an additional problem concerning the masses in motion and out of control, the masses that now make armed struggles like the armies.
“Divine Communism”, that unquestionable unity of the Ummah of origin, could fail as Marx‘s failure to capitalism, not considering the interceptions that Islam as unbeatable Faith would have to sustain; so, what are the consequences in Islamic evidence that “space for God” will never be a “concession”?
Generic syncretism, “acceptable philosophy” in the context of international politics and culture, repeats that “mutual knowledge” leads to “mutual understanding”; meaning from the Muslim point of view, what does it mean: capitalism and democracy über alles?

Essere vivi, vivere, è una ragione comportamentale degna di elogio del pensiero Occidentale? / Being alive, living, is a behavioral reason worthy of praise of Western thought?

Elogiare, in molti aspetti, è sinonimo di rendere aperto, visibile e quindi condivisibile ciò che è meritevole, quanto risulta chiaramente qualità, servigio portato a compimento.
L’evoluzione del pensiero Occidentale -tratteggiato dalla secolarizzazione- ha surclassato le Fede, non lo si può negare; in una maniera od in un altra, ogni abitante o meglio, ogni residente in Occidente ne trae consapevolezza, nella gioia (di saperlo) ma anche nel dolore di non trovare comunque una pace. (Talvolta ed oso indicare sovente, ambedue le situazioni coesistono, nel continuo dello scorrere della vita).

Eppure, se dal lato del buon fedele, della pia persona oggi sono o sembrano proprio le parole a mancare, le nozioni che latitano anche per la propria difesa, laddove la cautela viene sempre più usata per sottrarsi agli impegni che comunque Dio indica ai suoi fedeli senza dubbio alcuno, eppure… un punto chiaro che accomuna, rinfranca e solidifica la fratellanza nell’imperfezione difronte agli elementi di ogni essere umano e vivente, si può semplicemente trovare nell’arresto del netto pensiero proprio di chi ha pensato di aver superato la teologia con le nozioni sistematiche e relativiste, proponendo lo studio scientifico e solamente esso come soluzione.
Tralasciamo per un attimo agnosticismo e ateismo: il pensiero umano libero può volare ancora più in alto e senza la necessità di abbandonare Dio; esso è possibile identificarlo (e non voglio nascondere il mio profondo rispetto, la mia ammirazione verso il più grande scrittore in lingua inglese di tutti i tempi e di conseguenza verso gli anglosassoni in genere) nel terzo atto (la prima “famosissima” scena) della tragedia “Amleto“, l’essere o non essere, appunto, l’opera che William Shakespeare scrisse tra il 1600 ed il 1602 in quel di Londra, se non sbaglio.

L’arresto del pensiero totale ed universale dell’Occidente è esattamente (ancora) identificato qua, con buona pace degli illustri e stimati trattati di Parmenide di Elea, di Platone, Aristotele, Hegel, Avicenna, Nietzsche e Sartre e di tutti gli altri lavori immensi degli eruditi e colti pensatori cui l’umanità tutta deve molto. La logica la vogliate trovare nelle magnifiche e superlative inquietudini umane pronunciate nel soliloquio del principe Amleto.

NOTA: I VIDEO CHE SEGUITANO LA VISIONE DEL TRAILER SOPRASTANTE NON SONO ACCREDITATI ALLA VOLONTÀ DELLO SCRIVENTE: ESSI SONO CARICATI IN MANIERA AUTOMATICA.

ADDENDUM:
Quando nel 641 il califfo Omar occupò l’Egitto, davanti alla celebre biblioteca di Alessandria fu lapidario: <<O questi libri>> disse <<contengono ciò che già c’è nel Corano ed allora sono inutili, oppure dicono qualche cosa che nel Corano non c’è ed allora sono pericolosi>>. La grande biblioteca dei Tolomei venne così distrutta ma, ciò non impedì che nei decenni successivi le arti e le scienze (umane) conoscessero in Egitto e nel mondo arabo una fioritura eccezionale, al punto che molte opere della Grecia classica ci sono pervenute solo attraverso la loro traduzione araba. L’episodio è ricordato da Hegel nelle “Lezioni sulla filosofia della storia” per dimostrare che il fanatismo consustanziale al mondo islamico può prendere, sul piano storico, le direzioni più impensate ed imprevedibili. Per Hegel, infatti, l’Islam <<è la vera e propria patria della mutevolezza>>, un <<mare infinito>> che <<ondeggia sempre>> e dove <<nulla vi è di saldo>>.
CIT. F. Monteforte (postfazione a “Processo dell’Islam alla civiltà occidentale” di G. Piovene. 1957 Mondadori Ed.)


Praise, in many respects, is synonymous with making what is deserving open, visible and therefore shared, as clearly as it is clear that is a quality, an accomplished service .
The evolution of Western thought -credited by secularization- has surpassed the Faith, it can not be denied; in one way or another, every inhabitant or better, every resident in the West takes it from awareness and joy (to know), but also in the pain of never finding peace. (Sometimes and sometimes I can point out, both situations coexist, in the continuation of the flow of life).

And yet, if on the side of the good faithful, of the pious person, today, the words are or seem missing, the notions that lie also for their own defense, where caution is increasingly used in order to escape the commitments that God nevertheless indicates to His faithful without doubt, some, yet, a clear point that unites, strengthens and solidifies brotherhood in imperfection to the elements of every human being with the act of living, can simply be outlined in the arrest of the clean thinking of those who thought to have passed theology with the systematic and relativistic notions, proposing scientific study and solely as a solution. Let’s leave for a while agnosticism and atheism: free human thought can fly even higher and without give up God; it is possible to identify it (and I do not want to hide my deep respect, my admiration for the greatest English-speaking writer of all time and consequently to Anglo-Saxons in general) in the third act (the first “famous” scene) of tragedy “Hamlet”, “to be or not to be“, precisely, the work that William Shakespeare wrote between 1600 and 1602 in London, if I am not mistaken.

The arrest of the total and universal thought of the West is exactly (yet) identified here, with good pardon of the illustrious and esteemed treaties of Parmenide of Elea, Plato, Aristotle, Hegel, Avicenna, Nietzsche and Sartre and all the other immense works of learned and educated thinkers which all humanity owes much. You may want to find the logic in the magnificent and superlative human anxieties pronounced in the soliloquy of Prince Hamlet. 

NOTE: VIDEOS THAT FOLLOW THE PREVIEW OF THE OVERLYING TRAILER ARE NOT CREDITED TO THE WRITER’S WISH: THEY ARE UPLOADED AUTOMATICALLY.

ADDENDUM:
When the Caliph Omar occupied Egypt in 641, he was a lapidary in front of the famous Alexandria library: “These books,” he said, “contain what’s already in the Koran, and then they are useless, or they say anything in the Qur’an is not written and then it is dangerous”. The great library of the Ptolemies was thus destroyed, but this did not prevent the arts and the sciences (human) knowing in Egypt and in the Arab world have an exceptional flowering, to the point that many works of classical Greece came to us only through (thanks to) the arabic translation. The episode is recalled by Hegel in the “Lectures on the Philosophy of History” to show that consubstantial fanaticism in the Islamic world can take the most unseen and unforeseeable directions on a historical level. For Hegel, in fact, <<Islam is the true homeland of changeability>>, an “endless sea” that <<always waves>> and where <<nothing is in balance>>.
CIT. F. Monteforte (Postponement to “The Process of Islam to Western Civilization” by G. Piovene. 1957 Mondadori Ed.)

Islamofobia, la “sacra sindrome” / Islamophobia, “the sacred syndrome”

Alla luce degli avvenimenti di cronaca terroristica che hanno avviluppato a partire probabilmente da quel 11 settembre tristemente famoso New York (U.S.A.) e che ora abbracciano mortalmente l’Europa, si è largamente diffusa un opinione basata su stereotipi di pensiero generalizzato, una cosiddetta corrente di pensiero (mediatico e divulgativo innanzi a tutto) che è riassumibile nel termine Islamofobia“.
Senza mezzi termini voglio ora dichiarare apertamente che è un assurdo ideologico, un errore trasversale inaudito da voler considerare, uno spregevole tentativo di adoperarsi nell’odio razziale! Ma… c’è sempre nelle attività umane un “ma“, purtroppo e per l’appunto: se da un lato esiste ed è in atto una propaganda in favore dell’uso del termine, una che segna un attività e ricerca di profitto per una parte della “società globale”, dall’altra bisogna considerare che la cautela, la debole risposta a questi atti cruenti e terribili e così via di chi si vede in qualche modo “imputato”, in qualche modo anche inconsapevole, legittima oppure autorizza oppure ancora supporta “il deviante pensiero (malato)” attraverso la permissiva associazione dicotomica “Religione-terrorismo”, oggi presente e presentata. Questo potrebbe far pensare ad una volontà indotta. Maledettamente indotta, devo dire.

La dicotomia “Islam e terrorismo” (come concetto dapprima) in vece di essere respinta, nel proporre argomentazioni banali e/o troppo leggere, troppo liturgiche potremmo anche dire per la società Occidentale che non le può comprendere nell’immediatezza quando presentate con il Messaggio coranico, si assesta, si stabilisce quale “base di discussione”. Tralasciando ogni aspetto di cronaca, di attività pseudo-commerciale, non è difficile intravvedere per esempio nell’ultima visita del Presidente USA nel Regno Saudita –culla dell’Islam– tutta una serie di dichiarazioni (anche buone nelle intenzioni, perché no…) che di fatto hanno una base di partenza sempre incentrata sull’Islam e sul terrorismo, come se sempre e solo da qui, da questa associazione, bisogna partire.
Questo non va bene e non va proprio bene perché il terrore deve essere registrato come un atto a sé stante, un azione deliberatamente eseguita al di fuori dei dogmi e dalla Fede, in questo caso islamica. L’Islam -in e per questo caso- non ha necessità di essere difeso, perché l’Islam in qualità di Fede-Verità è immune da sé e non deve assolutamente essere posto nello stato di accusa: mai! Le responsabilità del singolo fedele, della Umma, in vece potrebbero e possono essere prese in considerazione, questo sì e questo, come per qualunque essere umano che compie un atto non lecito, non rispettoso delle leggi eccetera è, sarà “normale” ma, una presa di posizione netta che non permetta alla Religione islamica di essere inserita nel contesto di principio correlato con il terrorismo è un azione che va’ presa immediatamente e, con ogni forma possibile, nella misura che ogni persona mussulmana ha nelle proprie forze. Aiutiamo ed aiutiamoci. Aiutatemi a farlo! (Un nemmeno troppo velato ringraziamento preventivo è per i gentili lettori di “Arab News“, tra i quali, certamente, c’è e ci deve essere qualcuno che di forza ne ha, anche più del sottoscritto. Sħukrân! [شُكْراً])

Aggiornamento: C’è, esiste e mi permetto di coinvolgerVi in una lettura per tal proposito, la possibilità che dietro ai terrificanti avvenimenti di queste ultime ore ci sia… Il nulla.
(In realtà mai “il nulla” può essere confuso con qualche cosa che in vece esiste, tralasciando ora ogni considerazione filosofica, sia questa concettualizzata nel pensiero di Parmenide, Platone, Avicenna, Hegel, Sartre ed ogni altro grande pensatore). QUI una parte di ragionamento…


In the light of terrorist chronicle events that have probably begun since that “September 11”, sadly famous event in New York (USA), and now hugely embracing Europe, there has largely spread a view of stereotypes of generalized thinking, a so-called current of thought (media and divulgative before everything) that can be summed up in the term “Islamophobia”.

Undoubtedly, I want to declare openly that it is an ideological absurdity, an unprecedented transversal mistake to be considered, a despicable attempt to engage in racial hatred! But … there is always a “but” in human activities, unfortunately and precisely: if there is a propaganda on the one hand and the use of the term exists, one that marks an activity and a search for profit for a part of the “global society”, on the other hand, one must consider that the caution, the weak response to these cruel and terrible acts and so on, of those who see somehow “imputed”, somehow even unconscious, legitimate or authorizes or still supports “devious thought (sick)” through the permissive dichotomous “Religion-Terrorism” association, present and presented today. This could lead to an induced will. Damned, I must say.

The dichotomy “Islam and Terrorism” (as a concept, first) instead of being rejected, in proposing trivial and/or too light, too liturgical arguments, we could also say about Western society that can not understand it in the immediate when presented with the Qur’anic Message, it is established as a “forum for discussion”. Aside from all aspects of chronicle, pseudo-commercial activity, it is not difficult to see, for example, in the last visit of the US President in the Saudi Kingdom -the cradle of Islam- a series of declarations (also good in intentions, why not…) which in fact have a starting point always centered on Islam and terrorism, as if always and only from here, from this association, we must start.
This is not good and it is not good because terror must be recorded as an act in its own right, an action deliberately performed outside the dogmas and the Faith, in this case Islamic. Islam -inside and in this case- do not need to be defended, because Islam as a Faith of True, is immune to itself and must not be placed in the state of accusation: never! The responsibilities of the single faithful, of the Umma, may and may be taken into account, yes and this, as with any human being who does an unlawful act, not respecting the laws, is, it will be “normal” but, a clear position that does not allow Islamic religion to be included in the context of terrorism-related principle, is an action that must be taken immediately and, in every possible way, to the extent that each Muslim person has in his and in his own strength. Let’s help them and help each other. Help me to do it! (Not even too veiled thanksgiving is for the kind readers of “Arab News“, among which, there is certainly and there must be somebody who has the strength, even more than me. Sħukrân! [شكرا])

Update: There is, it exists and I allow you to engage in a reading for that purpose, the possibility that behind the last terrifying events of these hours there is… Nothing.
(In reality, never “nothingness” can be confused with something that exists in itself, leaving now no philosophical consideration, both conceptualized in the thought of Parmenides, Plato, Hegel, Avicenna, Sartre and every other great thinker). HERE a part of reasoning…

La “caritas” destabilizzante nel concetto è un veleno nuovo. (Anche appropriarsene) / The destabilizing “caritas” like concept itself is a new poison. (Even approve it)

Caritas è un termine in lingua latina che traduce, in ambito cristiano, il greco antico agápē nel significato di “amore”; le due parole di affine significato nella cultura greco-romana (agápē e caritas) si uniscono, nell’età cristiana, per esprimere una virtù teologale, acquistando un significato assai più alto ed insieme più intimo nella partecipazione dello stato soprannaturale.

Una nota assai dolente e per cui corre l’obbligo di un esternazione in stretta correlazione alle lucrose attività finanziarie del nostro tempo globalizzato ed allargante ai principi etici e religiosi, è riferita al “traffico umano”, leggi anche emigrazione od immigrazione se lo sguardo avviene dal territorio in cui arrivano le disperate genti, allorché una scontata denunzia verso ogni deprecabile attività abbia come oggetto la mercificazione dell’essere umano è, e dovrebbe assolutamente essere, automatica, certa e non discutibile. Le Religioni abramitiche, per principio e senza addentrarci qui sulla prima vergogna peccaminosa delle schiavitù ricordando che il secolare processo di abolizione dello schiavismo non è ancora del tutto stato completato facendo precipitare nel paradossale questo ragionamento, (nel libro saggio questo capitolo è sottolineato) indicano il valore sommo della vita, rivendicando a sé, pur con qualche differenza ma non di sostanza tra Ebraismo, Cristianesimo ed Islam, la percezione incomparabile della stessa, valori per così dire affini alla scienza della morale.
Stretto quindi nell’ovvietà della condanna e finanche nella retorica manifestazione di contrarietà, l’atto schiavista e la mercificazione della vita umana in ogni forma di declinazione, soprattutto oggi che l’associazione esodo e schiavitù è un imposizione accettata culturalmente quando il lavoro è il tema del componimento su cui argomentare e quindi questione regolamentata dal potere finanziario in qualità di dosatore economico su larga scala, (movimento di sopraffazione, sopruso e barbaro, incivile e maledetto allora come oggi) il partecipare ad una logica di mercato con oggetto l’essere umano e/o la sua tratta, (anche non legata allo sfruttamento del lavoro assistendo attivamente alla detenzione e coatta attesa dicasi fermo di una persona in attesa di una collocazione giuridica, ovvero persona privata della libertà nella logica burocratica) fosse anche una semplice retribuzione per un impegno lavorativo che ne legittimi tale energia, non può esser degno di islamica approvazione, a meno a che non trattasi di momentanea e così esattamente definita attività lavorativa, la quale, per uno scopo ben preciso e dichiarato, si avvalga di questo fare per un fine (altrettanto apertamente dichiarato) di remissione del soggetto, di aiuto verso costui che sta subendo tale impositivo trattamento.
Sono innumerevoli oggidì, per esempio, le attività pseudo-commerciali definitesi in “cooperative di servizio sociale”, “associazioni senza profitto”, “onlus umanitarie” eccetera eccetera ed eccetera, le quali, elargiscono compensi e retribuzioni ed emolumenti vari agli addetti (operai e dirigenti) che hanno assunto e consolidato con un fare continuativo questo che è un modo complice per dominare (anche indirettamente attraverso attività di spionaggio o supporto in favore all’inquisizione attiva) giudicando le persone, le quali, non hanno commesso peccato davanti a Dio.

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Islam moderato, Islam non moderato… Islam moderato, Islam non moderato……. (Islam!) / Moderate Islam, not moderate Islam… Moderate Islam, not moderate Islam……. (Islam!)

Escludendo eventuali reati del malcapitato e con le garanzie attenuanti quando previste, (reati penali od infrazioni amministrative essi possano essere) anche svolgere nel continuo e senza scadenza pubblicamente condivisa ed accettata un servizio dicasi prestazione retributiva che forzi negativamente i diritti di esistenza della persona, legittimando in pratica un profitto sulla sua pelle, grande o piccolo, materiale o no sia questo utile, nell’ottica umanista e religiosa presenta gravi anomalie e, in special misura anomalie nel perseguimento delle Leggi coraniche, le quali, sembrano voler estendersi, per questo preciso contesto in esame, come pesante monito nettamente al di sopra delle sovranità degli Stati e delle Leggi, dove il Popolo di Dio è uno e libero!


Caritas is a Latin term that translates, in the Christian domain, the ancient Greek “agapas” in the meaning of “love”; the two related words in Greek-Roman culture (agápē and caritas) unite in the Christian age to express a theological virtue, acquiring a much greater and more intimate meaning in the participation of the supernatural condition.

A very painful note, and therefore the obligation of an extermination in close correlation with the lucrative financial activities of our globalized time, extending to ethical and religious principles, refers to “human trafficking”, also emigration or immigration if the look is done from the territory where the desperate people arrive, when a despicable denunciation towards every despicable activity is the object of the commodification of the human being, it should be absolutely automatic, certain and uncontroversial. The Abramic Religions, on principle and without going into the first sinful sinfulness of slavery, recalling that the centuries-old process of abolition of slavery has not yet been fully completed, causing this reasoning to fall into paradoxical terms (in the book this chapter is underlined) the supreme value of life, claiming to itself, albeit with some difference but not substance between Judaism, Christianity and Islam, the incomparable perception of the same, values ​​so closely related to the science of morality.
Strictly in the vagueness of condemnation and even in the rhetorical manifestation of contrition, the slave act and the commodification of human life in all forms of declination, especially today that association exodus and slavery is a culturally accepted imposition when work is the the topic of the argument on which to argue, and hence the issue governed by the financial power as a large-scale economic analyst, (a movement of overwhelming, overwhelming and barbaric, uncivilized and cursed then as it is today) to participate in a market logic with the object of being Human being and/or trafficking (also not related to labor exploitation by actively assisting the detention and the expected waiting for a person to stand for a legal placement, or a private person of freedom in bureaucratic logic) was also a simple remuneration for a work commitment that legitimizes this energy can not be worthy of Islamic approval One, except that it is not a momentary and precisely defined work activity, which, for a well-defined and declared purpose, makes use of this for an end (as openly stated) of the subject’s remission, of aid to him which is undergoing such tax treatment.
There are innumerable such things, for example, pseudo-commercial activities defined in “social service cooperatives”, “unprofitable associations”, “humanitarian onluss”, etcetera and so on, which give compensations and remuneration and emoluments to employees (workers and executives) who have assumed and consolidated with a continuum this is an auxiliary way to dominate (also indirectly through espionage or support activities in favor of active ingestion) by judging people who did not sin in front of God .

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Islam moderato, Islam non moderato… Islam moderato, Islam non moderato……. (Islam!) / Moderate Islam, not moderate Islam… Moderate Islam, not moderate Islam……. (Islam!)

Excluding any offenses of the defendant and with the mitigating guarantees when provided (criminal offenses or administrative offenses they may be) also carry out, in a continuous and unpaid manner, publicly shared and accepted a service which is a remunerative provision that negatively impairs the rights of the person’s legitimacy in practice, a profit on his or her skin, large or small, whether material or not, is useful in the human and religious perspective, it has serious anomalies and, in particular, abnormalities in the pursuit of the Quranic Laws, which seem to be extending to this very precise the context under consideration as a heavy warning well above the sovereignty of States and Laws, where the People of God is one and free!

La parola e la preghiera agli onorevoli Sauditi / Word and prayer to the honorable Saudis

Il sito internet ufficiale in italiano del Governo dell’Arabia Saudita, nella sezione http://www.arabia-saudita.it/page.php?id=116, riporta un esaustiva descrizione dell’Islam e dei suoi valori e principi di Fede. Per ogni Uomo di Fede e quasi esclusivamente per quelli islamici, quell’appendice è un notevole merito ed orgoglio, un altro potremmo ben dire; la mole di attività che questo […]

La lunga notte delle Religioni / The long night of Religions

6. Lange Nacht der Religionen 2017 – 25. Mai 2017

L’esordio in questo sito-blog è esattamente questo e, me ne rallegro.
Le teutonica massiccia dose di pragmatismo  nella gestione del sociale dovrebbe sempre essere considerata un ottimo viatico (discutibile) per ogni seria Amministrazione locale od estesa, soprattutto consapevole. Al di là di ogni considerazione e soprattutto per “bilanciare” un enorme mole di dati, articoli ed attività mediatiche sempre così solerti a raggiungere la notizia di cronaca e soprattutto nera, scopriamo un Evento davvero interessante e da applaudire, sebbene le opinioni rimangono e probabilmente devono rimanere custodite nella propria sfera personale prima di essere estese con troppo zelo. Avendo personalmente partecipato ad una passata edizione, posso senz’altro dire onestamente che è una “formula” ormai consolidata questa delle “porte aperte”; molto distante da quei tratti melodrammatici che assumono inevitabilmente i  (pochissimi) confronti tra religiosi in Italia, c’è, si assimila partecipando alla “Nacht der Religionen” (la notte delle Religioni) una sobrietà ed austerità che è capace di generare solo una città grande e solidale ed organizzatissima come la Capitale tedesca. Tutto ciò è traducibile in partecipazioni collettive scolaresche mattutine ma anche pomeridiane e fino a notte tarda, dove sono numerose le visite da parte di cittadini privati ed anche in rappresentanza di una Impresa personale, di un Associazione eccetera. Dio è, rimane, il centro di tutto ma, sovente, le dissertazioni teologiche vengono accompagnate da richieste di preventivi per qualche rifacimento del minareto della Moschea, di una pitturazione di qualche Chiesa minore, di una sistemazione di un impianto idrico di qualche Tempietto. Richieste ma anche e soprattutto offerte di preventivi e sopralluoghi vari: l’impegno che non manca mai in questa occasione è sottolineato dal lavoro, prestato, richiesto e così via.
Se non vado errato, la giornata (si ripete in Settembre…) è praticamente un obbligo che ogni luogo di culto deve soddisfare per la richiesta dell’Amministrazione della Città di Berlino, la quale, certifica, fotografa, redige e via dicendo molti documenti, producendo una raccolta di dati che spaziano dalla verifica dell’immobile fino alle attività che il Prete, l’Imam, il Rabbino o chi è preposto a condurre la preghiera nel Tempio compie nell’arco dei mesi.
“La normalità” che si respira è disarmante; termini come “integrazione” e “Stato”, per esempio, sembrano essere davvero fuori luogo in questo contesto. Alla base di queste considerazioni finali, sono certo, ci sono una serie di diritti che ogni cittadino ha e deve avere: poco o nulla si può edificare se una base di diritto di cittadinanza non è disponibile, dove certamente i problemi restano e si annidano dietro ogni angolo.
(La “Notte delle Religioni” rimane un piccolo esempio, uno che non mi avventuro ora di criticare, nemmeno in maniera costruttiva).


6. Lange Nacht der Religionen 2017 – 25. Mai 2017

The onset in this blog-site is exactly this one and, I am pleased about.
The Teutonic massive dose of pragmatism in the social management should always be considered a good omen (questionable) for any serious local or big administration and, above all aware. Beyond any consideration and especially for “balance” a huge amount of data, articles and media activities always so diligent to reach the bad news story and especially the crime, we discover a very interesting event, to applaud it, even so opinions remain and probably must be kept in the personal sphere before extending them with too much zeal. Having personally participated in a previous edition, I can definitely say honestly that it is a “formula” now consolidated this “open door”; far from those melodramatic traits, which are usually the (very few) comparisons of religious in Italy, here, it is assimilated by participating in the “Nacht der Religionen” (the night of Religions) a sobriety and austerity that is capable of generating only a big and supportive city, well organized as the German capital. All this is translated into collective morning schoolchildren investments but also afternoon and late into the night, where there are numerous visits by private citizens as well as representatives of a personal enterprise, an association and so on. God is and remains the center of everything but, often, theological dissertations are accompanied by requests for quotes for some rebuilding of the Mosque minaret, of a whitewashed Church of some minor, of an arrangement of a water system of some Temple. Demands but also offers various budgets and inspections: the commitment that never fails on this occasion is focused on work, provided, required and so on.
If I am not mistaken, the day (it will be repeated in September …) is pretty much a requirement that every place of worship must meet the Administration’s request of the City of Berlin, which certifies, photographs, drafts so many documents, producing a collection of data that range from verification of the property up to the activities that the Priest, Imam, Rabbi, or who is responsible to lead the prayer in the Temple accomplished over the months.
“Normality” we breathe is disarming; terms such as “integration” and “State,” for example, seem to really be out of place in this context. Underlying these final thoughts, I am sure, there are rights that every citizen has and must have: little or nothing can be established if a base of the right of citizenship is not available; certainly the problems remain and are hidden behind every corner.
(The “Night of Religions” is a small example, one that now I don’t want to criticize, even in a constructive manner).