[F]ederal [A] rchive of [K]entucky [E]rmeneutica

-> TO FIND THE ENGLISH TEXT, PLEASE YOU HAVE TO SCROLL (so) DOWN…

A margine dell’evento insolito ed eccezionale svoltosi negli Stati Uniti e di cui seguirà la parziale e significativa trascrizione, sono rilevanti le brevi annotazioni che l’intervistato (il sottoscritto) e la delegazione degli intellettuali sopraggiunta (virtuali) hanno espresso in maniera netta quanto efficace per la comprensione della intervista stessa o, meglio precisare, dell’evento, vista l’esclusività di questa anormale più che anomala forma.Fakke Propaganda
Basandosi su una prospettiva comunemente chiamata “fake” (in italiano “falso”) la modalità espressiva è certamente alterata ma, in questo caso, la consapevolezza di articolare il contesto significativo di reali e verificate


condizioni, la bugia diviene mezzo, strumento ed espediente nello stesso tempo; l’immedesimarsi nella trama mistificatrice rappresenta per questo caso una tecnica di identificazione: antidoto capace di riesumare una realtà compromessa dai poteri che la detengono in ostaggio, vitale orgoglio che rifiuta il paralizzato mondo intellettuale ed i suoi adepti inconsapevoli, i suoi ignoranti attori che popolano i media virtuali.
Poco importa se una certa teatralità quale spreco di energie per questo testo si è inteso riconoscere, poco importa se la finzione consegna un accento volgare: le parole che seguono le dovrete contrastare con la stessa moneta che Vi è stata regalata.

Buona lettura.

 

Nota per la lettura:
CNDT (Edward R. RTW. Murow, Conduttore)
LdN (Lucaa del Negro, Autore)
NDR (Nota del redattore)

CNDT: Il Testo che Lei propone appare ad una prima lettura come fondato su un aspetto preciso della Religione Islamica, in particolare quello che incita verso il proselitismo come un dovere del Mussulmano: se è così, come accettare questo presupposto, questo fine piuttosto marcato per intraprendere un dialogo paritetico con “il resto del mondo secolarizzato”? Considerando pure l’assoluta, irrinunciabile ed inscindibile Fede che l’islamica persona reca in se, come conciliare un ragionamento con chi ha messo in discussione ed ha parzialmente risolto la questione morale, etica nonché teologica da secoli senza comprendere ed addirittura -in un estremo ragionamento- rifiutando l’esistenza divina?
LdN: Le mie sono solamente delle considerazioni, tengo a precisare; si tratta di esigente necessità di ripristinare un civile dialogo tra “la Gente” che si misura in nuove e rinnovate globali densità demografiche, leggi l’epocale spostamento delle masse. Questo tipo di questione sociale oggi è sommessa e denaturata anche dalla logica umanitaria fallimentare, in quanto essa prevede un associazionismo oggi dilaniato dalle metastasi della malavita che in qualche modo sopperisce allo Stato quasi fallimentare. Inoltre, il cosiddetto indispensabile dialogo, è assopito dalla “società dell’immagine” ben delineata dal pensatore francese Debord; significa che il “civile dialogo” che io prospetto ed alle volte invoco, è, come conseguenza diretta delle argute intuizioni del Debord, vaccinato contro ogni immagine anche cruenta e disumana che ci viene proposta quotidianamente, laddove in somma, un bimbo dilaniato dalla bombe che consapevolmente supportiamo nella costruzione attraverso l’indifferenza oppure un “corpicino migrante” di 7 anni gonfio di acqua e sale sulla spiaggia ed in putrefazione, ci colpisce nell’animo per… un giorno? Due? Anche i preziosi contributi mediatici quali ad esempio i lungometraggi così in voga -penso ora al film “I, Daniel Blake” di K. Loach, per esempio- sono senza effetto, nel momento in cui abbiamo una certa possibilità di cambiare; questa non è certamente una colpa che adduco, sia bene inteso: è -lo ripeto- una presa personale di coscienza che personalmente intendo risolvere con le mie osservazioni, con le mie “richieste”.
La Religione e, quella islamica, siccome è generalmente un ortoprassi, conserva e propone e un indicazione di pensiero e, una serie di azioni da intraprendere in un ottica sociale e comunitaria, senza una “colpa in origine”, per semplificare.
A ben analizzare quanto ho scritto in “Mashallah (XXI century schizoyd man)” non c’è mai un esortazione per la scelta di professare fedelmente un Credo; il titolo è esemplare: viviamo un periodo in cui l’attività schizofrenica è il nostro pane quotidiano, siamo cioè pronti a negare quanto abbiamo sottoscritto e siamo preparati a rinnegare la nuova scelta per riprenderla poco dopo, anche considerevolmente edulcorando i valori Cristiani del perdono e, non a caso dico Cristiani. La ritrattazione è divenuta una nostra abilità praticamente indispensabile ad ottenere un fine, in un movimento globale che corre ed insegue il capitale. Siamo -per citare un perfetto slogan- pronti a volere qualcosa!
La conclusione del saggio poi è chiara: l’Uomo non necessita di Religione in quanto è egli stesso Religione. Questo passaggio è fondamentale: ripropone l’Umanesimo in chiave astratta, come a voler disperdere “un seme”, “un corpo”, in favore di una rinascita e prima di avervi introdotto una umana ragione, come a pretendere una razza umana pura (senza colpa) ed una soltanto.
La nostra miseria difronte alla natura, in seguito, ci chiamerà verso un interrogazione alta: solo allora l’ateismo sarà un ricordo da riaffrontare con giudizio e la costruzione del Dio come “pensiero di pensiero” (nóesis noéseos) potrà essere ricomposto. L’Islam, da questo punto di vista è vincente: oltrepassando la metafisica occidentale e rinnovando le Fedi abramitiche in particolare, trapassando tutto ciò, offre una (la) sostanza che nel paradosso del supporto limitante dei suoi fedeli perseguitati dalla ricerca di un umanesimo tratteggiato nell’età moderna non desistono, disponendosi alle invocazioni intercettanti del richiamo alla morte.

CNDT: Quindi, se posso interpretare, Lei non reclama gli “elementi panteistici” ed anzi, individua un accostamento di pensiero con Giordano Bruno e Spinoza oppure Hegel, se mi consente, per ricondurre il tutto al Dio Unico, ad Allah, laddove l’Uomo è comunque sottomesso. Eppure leggo di Marx nel suo testo…
LdN: L’insistente preoccupazione di ricostruzione di una personalità-Dio, è sommo errore del pensiero Occidentale, risolto semplicemente nei fondamentali dalla declericalizzazione delle Comunità mussulmane che riconoscono senza patti l’iconoclastia dell’Islam.
In ogni caso, anche in quello più aspro come appunto quello che vide il marxismo come un ideologia positiva, scienza in favore dell’essere umano libero, lo scontro permeerebbe attraverso la diluizione del tempo attraverso la sua richiesta, la quale è consistente di una vita, la nostra vita terrena; le vette della filosofia Occidentale e della sua civiltà come valli adiacenti, rimangono assolutamente distinguibili e maestose ma, devono rappresentare un approdo, un punto visivo ed oggi giustamente privilegiato che permetta di scorgere una catena montuosa che esiste, stabile e possente. Non sia necessario discutere della Parola di Allah -potremmo ben dire- ma di rappresentarla nel nostro tempo, di verificarne la portata e, soprattutto, di riconoscerla nella quotidianità e senza attuare compromessi, convenienze e strategie di alcun tipo. (Lo spazio all’autocritica sarà -considerata l’imperfezione umana- quasi infinito e comprenderebbe anche il socialismo e l’ideologia comunista, disgraziatamente fallita e non per aver avuto sballati fondamentali). Se dovessi quindi affermare che “credo in Dio” non esiterei a farlo, impegnandomi a dimostrare non l’esistenza di Dio stesso ma adoperandomi a rappresentare il pensiero divino per quello che posso voler fare e con questa esatta sequenza: potere, volere e fare. Oggi e finché vivo. Concretamente, la società civile -mi perdoni se rimarco il mio esordio- è difronte ad una sfida di cui non potremmo sottrarci a differenza di quanto in vece è stato fatto fino ad ora, a causa del radicale cambiamento de “la grammatica della guerra”. Le guerre, prima come contenitore coatto ora sono e saranno permanenti e la fuoriuscita delle popolazioni è inarrestabile; sono dati di fatto che esautorano ogni tentativo di politica sui generiis, anche economica. E poi c’è internet…

CNDT: Capisco…Internet; torniamo “con i piedi per terra” (NDR: Il conduttore sorride e, sembra si respiri nello studio un aria meno drammatica…)
LdN: Certamente e ben volentieri.
“I piedi per terra” è un espressione che mi piace quando viene estrapolata dai miei pensieri: denota una presa coscienziosa ed un rafforzamento della responsabilità che ognuno di noi mai dovrebbe abbandonare ed anzi, l’abbandono volontario di essa, per il mio pensiero, è sintomo di una patologia da curare. Il raziocinio, il prammatismo, specie inquadrato nella responsabilità di governo, dovrebbe essere dogma, laddove una cura inefficace dovrebbe considerarsi per l’ammalato come possibilità di venire accompagnato verso l’oblio, la inesorabile fine. Anche da queste parole leggermente azzardate, si evince che la Religione -qualora la prendessimo per un esempio e meglio astratto oppure come segmento giurisdizionale- ha ben precise parole e, nella fattispecie, quella Islamica non ha equivoci: perdono sì ma non pietà fine ad esso in un circolo -mi permetta- vizioso.
Veniamo ad Internet.

CNDT: (NDR: Breve silenzio in sala; è possibile che l’introduzione in argomento del termine “giurisdizionale” in rapporto con la Religione, abbia fomentato qualche “sospetto di velata teocrazia propositiva”, per esemplificare l’atteggiamento tenuto dagli ospiti e dall’intervistatore nel frangente…) Mi scusi se faccio mente locale e, se ritorno un attimo indietro… Quindi Lei -in una personalissima visione espositiva- mi costringe in qualche modo a fare la domanda che con consuetudine e da me disattesa, si fa’ in genere ad una presentazione in grande stile di un opera che reca la parola di Dio ed Allah nel suo caso in prima pagina: permetta quindi, Lei è Mussulmano praticante?
LdN: Premetto che non voglio sottrarmi a questa domanda seppure mi vedo costretto a chiedere il permesso per una brevissima chiosa: personalmente devo lasciare intendere che questa domanda presuppone una licenza liturgica interconcessa da entrambi e, di preciso, solamente dopo l’assenso reciproco, si deve poter intendere che l’unica risposta possibile è la testimonianza di Fede, in arabo Alhamdulillah!
Nel dubbio sia io il solo ad aver profittato di questa licenza, ritengo quasi superfluo e certamente sterile e poco significante la mia risposta, in quanto la richiesta di una risposta e per cui la domanda possa venire soddisfatta e meglio possa arginare le altrui limitate conoscenze nel merito, pone inevitabilmente l’interrogato e non più l’interlocutore verso una particolare costrizione.
Se la decifrabile (per il tema ivi proposto) richiesta di interrogazione abbia un legame con il voler sapere se un atto sia riconducibile all’Islam oppure se una persona è mussulmana, il dialogo si concluderebbe con l’asserzione di testimonianza della Fede certamente ma, anche con l’erezione di un muro tra le persone schierate, oppure, il consenso di proseguimento del dialogo alloggiando nella rispettiva propria trincea. Per tanto, per questo tentativo di ragionamento, la risposta non sarà il sigillo, l’emblema ed etichetta di consuetudine ma, sarà un sorriso da ricevere oppure all’opposto un attenzione da voler attivare per tenere alta la propria difesa.
Per inciso e per quanto ho appena espresso prima: non ricorrerò a testimoniare l’esistenza di Dio attraverso una sentenza ma, mi accingo a dimostrare che le azioni ed i pensieri conducono al Re dei Re ed ogni essere in Terra sia questi sano, ne ha facoltà di poterlo fare, vale a dire che ognuno di noi è “sottomesso” o, per dirla in una maniera altra, è mussulmano. Detto questo, allora, con rispetto io Le chiedo: Lei non lo è?

CNDT: Devo francamente dire che mi ha “quasi” convinto, nel senso che Lei, onestamente, riporta e riconsegna sì ogni cosa all’Esssere Supremo, per così malamente dire ma, il suo moto è più chiaro se la visione è per un “Universalismo”, un pensiero filosofico sì alto ma sempre connotato di una laicità propria del pensiero moderno Occidentale.
Sbaglio?
LdN: No, non ci sono errori se non quelli irriducibili ed irrisolvibili legati alla nostra umana imperfetta condizione; ciò che in qualche modo contesto e che in verità non è contestazione ma proposizione -in fatti sono qui come vede per uno scopo preciso- è che adesso, nel momento in cui stiamo parlando, l’arresto (momentaneo) e il riposizionamento della ragione dell’Occidente, è l’unica esigenza quale maniera possibile per il fine di poter iniziare un dialogo paritetico con il pensiero d’Oriente ed islamico in particolare, pensiero che ha subito un arresto senza precedenti.
Asserisco questo con determinazione e coerenza, constatando l’evidente fallimento delle Società Occidentali, le quali sono in affanno e soprattutto nella auto-riconsiderazione delle proprie potenze egemoniche imperanti. Oggi e mai come allora, la storia non ci riconsegna nulla: siamo difronte ad un mondo paradossalmente inesplorato che indica addirittura un intelligenza artificiale.
Quali sono i nostri baluardi? Dove li releghiamo, nella rete? Nella filosofia che non apprezziamo, nelle Religioni che demonizziamo, nelle ideologie che ridicolizziamo e confondiamo artatamente? Il presente è il nostro futuro, qualcuno ha detto: l’introspezione non sarà un male e per inizio.

CNDT: Mi sento spiazzato: religioso ma nella “Verità Islamica”; sociale e civile ma nell’ideologia socialista… “Arresto del pensiero Occidentale”? E’ questo che cerca di propagandare?
LdN: Piano, per favore; Lei vorrebbe che svolgo e per intero il mio saggio qui? Ce l’avete qualche giorno di diretta? (NDR: Un brusio dalla platea e dalle prime file è presente; qualche sorriso è visibile ed un accenno di applauso parte dai posti più decentrati. E l’intervistatore e l’intervistato sorseggiano un bicchiere di acqua e si scambiano un delicato sorriso…)
Mi spiego: la mia analisi è profonda e radicale; quando indico “arresto” immediatamente affermo anche “momentaneo”. L’immenso potenziale espresso ma anche esprimibile dell’Occidente è un valore inestimabile, così come la scienza che queste Lande sono in grado di produrre ed hanno prodotto. Addirittura e, non lo dico come fosse una concessione, la scienza finanziaria è, secondo il mio parere, una capacità aggiunta per la convienza civile. Ma…
Proprio in questi momenti, l’abdicare della politica all’economia finanziaria, sta producendo un antropomorfo movimento che fa sì che le politiche sociali (NDR: welfare state) vengano riprese da Organizzazioni le quali sono una costola della “gerarchia ecumenica”, almeno per quanto riguarda l’Europa ed i Paesi che da essa si sono formati, Stati Uniti d’America, Canada ed Australia innanzi a tutto. Questo è un fenomeno incontrollato e devastante per certi versi e lo diviene soprattutto quando è il Papa stesso a citare passaggi di politica socialista in ogni Landa che visita.
Voglio dire: non sono io ad introdurre “la Religione” ed il socialismo; come vede, pochissimi e nessuno sta analizzando questi strani connubi, laddove l’Islam è costretto nell’imposizione subdola che non riesce a scansare, a dover cioè rispondere sempre e comunque di quanto indichiamo con fare mediatico come “terrorismo”.
E poi c’è sempre internet!

CNDT: Internet: sì, ritorniamo con i piedi per terra. Una volta per tutte.
Esiste -secondo Lei- una corresponsabilità, una “Spectre” dietro questa tecnologia e precisamente, esiste un controllo delle menti attraverso i “social”? Quale è la soluzione se abbiamo effettivamente un problema?
LdN: La rete non è un problema oppure, se lo è, dobbiamo tenercelo.
Sto a dire che solo l’accurata analisi ed alcune politiche possono disinnescare l’ordigno che la rete veicola ed è, -una volta per tutte!- si sappia, atomico.
Ogni odierna e futura prossima attività umana sarà compresa in questa tecnologia, mezzo che virtualmente annulla ogni spazio (anche temporale) nelle relazioni, le quali, fino a prima della instaurazione sua -ora non controllabile da nessuna singola potenza al mondo grazie alla condivisione forzata del dominio dell’atmosfera terrestre- erano in qualche modo 
regolamentate e dalla natura e dalla impreparazione dall’uomo stesso in rappresentanza di un autorità: è davvero stupido affrontare oggigiorno qualunque argomento senza tenere conto dell’influenza di questa “presenza” in ogni singolo aspetto da dover considerare.
Inter-Net è tutto il nostro presente; la sua è una permeazione planetaria, all’apparenza intramontabile, ancorché il linguaggio ne è stato assimilato perfettamente e, compreso in ogni latitudine. Porsi la domanda discostante se, se questo “sistema di informazioni” sia non necessario ma almeno utile e non solamente un utilizzo per la evoluzione comunicativa ed espressiva delle masse, non può avere una risposta connotata da perentorietà e riconducibile alla forma “sì” oppure “no” e, nemmeno un giudizio bilanciato da una qualche condizione sociale particolare è garanzia per una risposta che abbia senso compiuto per questo tempo.
Detto questo bisogna prendere “con le pinze” ogni singola deriva che è stata sottoposta dalla rete e, sarà ancora una volta evidente che solamente attraverso il “filtro” di cui prima ho posto grande rilievo -mi riferisco all’umana presa di coscienza della Religione- abbiamo una certa possibilità di sopravvivenza civile;ogni Stato certamente avrà la propria Legislazione in materia, la propria Costituzione che adatterà l’introduzione eccetera di queste “nuove possibilità”.
Prendiamo ad esempio la cripto valuta: da qualche tempo, da non molto per essere precisi, in quanto tecnologica prova di universale chiave criptata e codificata in algoritmo informatico univoco, una sorta di innovativa valuta definita “crypto valuta” 
-semplificando con voluta noncuranza il Bitcoin- soffre, rischia di morire subito dopo essere stata partorita, perché l’uso odierno nella qualità di “moneta scritturale” le viene imposto dal mercato che rimane terreno di scambio. In un verso di Fede disposto dal dogma, tutto è relativamente semplice: l’Islam in quanto Religione ed Ultima Rivelazione, applicazione del diritto universale alla vita comune (pensiero sociale) non ha incertezze di sorta e, diffondendosi attraverso le Sacre Sure del Corano, chiarisce perfettamente la materia. [“Ciò che concedete in usura, affinché aumenti a detrimento dei beni altrui, non li aumenta affatto presso Allah. Quello che invece date in elemosina bramando il volto di Allah, ecco quel che raddoppierà.”] Sura 30; Versetto 39 come primo esempio.
Perché questa lapidaria indicazione che non offre spazio ad alternative?
Gli aspetti correlati al deviato e possibilmente devastante assioma di favore per una sostituzione od affiancamento delle crypto-valute alla natura ed alle caratteristiche della moneta intesa ed accettata globalmente come misura di valore, mezzo di scambio e fondo di valore, nell’indifferenza concettuale tra danaro e moneta, dall’antica origine probabilmente legata ai nostri avi della Roma antica e fino ad arrivare ai giorni che ci vedono protagonisti, deve essere contrastata con ogni mezzo a disposizione e prima ancora di sciogliere il laccio che queste crypto-valute insistono a tenere con ciò che in gergo bancario si definisce “raccolta fondi” (Fundraising).
Ci sono ragioni eclatanti e di una ragionevolezza sconcertante per cui questa affermazione appare forte quanto violenta ed intransigente: la prima ed unica che voglio indicare -per chi non avesse abbastanza Fede- è quella dell’impoverimento, dell’imbarbarimento delle precarie società civili attanagliate dall’epocale confronto con quelle gremite di sotto-proletari e miserabili che stanno spostandosi verso di queste ultime; slegate ed indifferenti dal non sostituito ed insostituibile lavoro che compone la dignità e la libertà dell’individuo, sia “1 oppure 1000000” la remunerazione da considerare, le crypto-valute per come sono state definite dai loro guru (“…dimenticatevi della finanza, del mercato, delle valute per come avete fino ad ora riconosciuto…”) sono un pericoloso atto di sabotaggio verso le precarie società civili. Non è la loro natura volatile, veloce, azzardata, temeraria, evanescente, impalpabile e via dicendo da temere o sottovalutare per la propria garanzia, non è il rischio e l’incertezza da doversi considerare pericolo per il raggiungimento del proprio scopo ma, l’altissima probabilità di dover accettare passivamente l’affronto dei disperati che aggrediranno le mura che ci hanno in qualche modo difeso e protetto; gli Organi predisposti e preposti ed anche quelli di polizia, non saranno capaci di farlo (occasionalmente si renderanno protagonisti di attività doppiogiuochiste) e, soprattutto, non ci saranno luoghi di riparo e da poter definire “sicuri”, in special modo nel momento in cui i risparmi verranno messi in circolazione.
E’ chiara la posizione -se dovessimo così rappresentare per un istante- l’indicazione Coranica di Dio in questo tentativo esegetico che Vi propongo?

CNDT: Una società che non affronta -per usare le sue parole- se stessa e la propria innata Religione (anche nell’aperta contestazione delle “società Occidentali” che la esamina) ed in soccorso alle proprie contraddizioni di natura teologica, rischia di sopperire ed implodere?
LdN: Io non ho indicazioni; allontaniamo l’equivoco possibile.
Chiedo solamente di rileggere i Testi ed anche quelli Sacri e, rileggermi. In questo caso pubblicamente leggermi.
Ciò di cui pavento come fosse l’apocalisse e che per inciso non è e non sarà mai di quella portata per le mie parole espresse e scritte, è una modificazione della società civile verso il peggioramento a tratti gravissimo della natura stessa di cui si compone.
Un validissimo stratega finanziario, nonché grandissimo manager di successo di cui ho l’onore mediatico di qualche piccolissimo apprezzamento, il dottor Forchielli, ha coniato un termine al riguardo: “messicanizzazione”. In particolare, io ho scritto nel mio blog di propaganda per il saggio, ben due articoli e forse tre se includo anche quello specifico delle cripto-valute; “messicanizzazione” -senza nessuna offesa e nemmeno sottintesa verso lo Stato sovrano latino americano- è un movimento, una summa di analisi geopolitiche ed antropologiche. Politiche sociali anche eclatanti come quelle per il rafforzamento della sicurezza interna dei Paesi coinvolti ma non con appunti neo-squadristi, potrebbero addirittura non solo svolgere il delicato compito di equilibrio dei ceti ma, addirittura portare verso un innalzamento della produttività e quindi della ricchezza quei Paesi che adotterebbero una correzione in tal senso.

CNDT: Politiche sociali e Religione: ancora non riesco a percepire questa correlazione che Lei non demorde dal proporre, anche come ragionamento.
LdN: Vede, oggi, la richiesta di Religione da parte delle masse spesso inconsapevoli della natura del progetto divino per questa indagine di parte, è enorme ed abnorme, epocale! La mancanza di politiche sociali trova un equilibrio che è stato spiegato scientificamente: entropia.
La sostituzione di questa essenzialità del vivere, di questa mancanza da parte degli Stati, viene dalla Religione: entro 15 e forse al massimo 20 anni da questa parte, la popolazione mondiale è destinata a raddoppiare, laddove la miseria delle condizioni sarà l’unica evidenza capace di mostrarsi con quella ferocia che è essa stessa natura esistenziale. Chi meglio di ogni altro rappresenta la mano che lenisce le ferite, l’offerta senza contropartita di un servizio?
La destabilizzazione è in atto e, come ho già detto, l’affronto, leggi il soccorso da parte del mondo Cristiano e Cattolico in particolare è inadeguato; la vocazione dello stesso prete è messa in discussione: servitori di Dio oppure assistenti sociali? Avvocati? Operatori all’accoglienza? Anche qui e perdoni se infierisco od almeno mi pare di poterlo fare, l’Islam non avendo un clero risulta vincente, almeno per la non domanda di cui in vece nella persona del prete e rispettiva sua cerchia questi si pone e giustamente si dovrebbe porre.

CNDT: Faccio “l’avvocato del diavolo” ed ancora per un momento, mi perdoni. (NDR: Aperto sorriso da parte dei due attori sul palcoscenico…)
Dunque, in questa rappresentazione, il Mussulmano sarebbe quello vincente in società? Ammettendo e senza remore dalla mia parte e per un istante, la Comunità Islamica (NDR: Ummah) abbia ricevuto il “Libro perfetto”, come mai le società in cui l’Islam è presente sono in quelle condizioni che tutti possiamo verificare? Perché l’emigrazione e la rincorsa al consumismo Occidentale da parte dei cittadini in cui Maometto è il Profeta ultimo, è costante? E per favore, niente vittimismo, senza offesa glielo chiedo…
LdN: Lei deve aver già approfondito un capitolo del mio libro, a quanto sembra… (NDR: ampia risata e dal pubblico e dai due rispettivi protagonisti…)
Ottima domanda, innanzi a tutto.
Con la preoccupazione di non trovare una risposta che la soddisfi ed indicando Lei ma solo come paradigma, se permette, dico senza esitazione che esiste un grande problema. Banale affermazione questa mia, immagino. Ad ogni modo, questa asserzione serve per esprimere e pubblicamente ed è inoltre utile per il dichiarare nuovamente che il sottoscritto ed anche come autore di questo saggio, non ha indicazioni da apporre come fossero strade maestre da percorrere.
Il Libro (Santo) c’è, i testi ci sono: andate a studiare.
Quanto tempo sarà necessario? Quali sono le prove da affrontare e perché non considerare anche questa una prova? Personalmente ritengo il mio libro (NDR: il libro al momento è in cerca di Editore, potete informarVi QUI) sia una prova oggettiva e qualificante: ognuno di noi ha una soluzione; il tempo a disposizione sarà quello che ci vede vivi: ancora più banale? Ovvio?
Non c’è nulla di scontato nel affrontare un problema e non ci sarà quando la soluzione dovesse non essere alla portata; in vece, il problema esiste ed è una cancrena quando non lo si vuol affrontare, quando il vantaggio personale affonda ogni resistente anima.
Uno Stato che non garantisce equità sociale, si presta a ballare con il diavolo!
C’è un Popolo eletto? Il Giudizio essendo divino e Celeste non è dato a svolgersi in Terra; la presunzione di esserlo è -nell’atto di riconoscerlo- positivo segno, segnale di vittoria ma, allo stesso tempo, è indice di responsabilità, di dimostrazione verso chi si sta comunque adoperando, laddove bene è mai dimenticare e bene è ripetere che il Giudizio sta in Cielo ed perfettamente secretato a chi vive in umana condizione.
Lo studio e la conoscenza sono doni destinati all’intelletto umano e solo all’intelletto umano; le bestie seguono solo l’istinto.  L’umana condizione e misera condizione appartiene ad ogni essere in Terra; la Religione non è Dio; Egli non necessita di nulla, men che meno di Religione. Attraverso questa consapevolezza ed attraverso le altre piccole proposte che Vi ho fornito, c’è lo spazio utile per l’autocritica, per il ripristino di una civile convivenza che aspiri non ad un mondo migliore ma verso il mondo nuovo che si sta presentando poco a poco e di cui nulla o poco più di nulla sarà riconoscibile.
Quale sarà quindi il processo storico e meglio il preciso momento storico da leggere e che i nostri posteri potranno leggere? Quello di questi anni, di quelli che hanno visto i Profeti percorrere le tortuose strade o quelli di mezzo? Chi era nel giusto e che cosa ha fatto per dimostrarlo? Chi non lo era? Seppur con amarezza conscio dell’arresto condizionato del pensiero islamico avvitato troppo spesso in plastiche recitazioni mnemoniche e soprattutto difronte alle nuove sfide post tribali di convivenza, molto irritato dalle manovre consumistiche del capitalismo che lo hanno vincolato e raggirato, nutro una ragionevole speranza e, questa è solamente Fede, perché l’istinto produce al momento solo rabbia.
E questo libro.

CNDT: E’ una risposta che voglio poter considerare, mi lasci dire; voglio cioè pretendere di accettarla, sebbene non mi sento ed al momento soddisfatto. Come vede, in vece di rappresentare l’audience, Le sto rispondendo a livello personale e, penso, Lei abbia ragionevolmente colpito nel segno. Complimenti e grazie davvero del suo prezioso tempo Lucaa. Grazie!
(NDR: Il conduttore si alza in piedi e conduce un applauso generalizzato; i riflettori si abbassano)
LdN: Sono io che ringrazio Lei ed il suo pubblico; sono onorato e lusingato allo stesso istante.  Se posso dire ed i microfoni sono spenti… spero in qualche donazione: il biglietto di ritorno e tutto il resto mi ha svenato; il dramma mio è che razzolo davvero male, economicamente parlando.
(NDR: Nell’ambientazione televisiva ormai semibuia si intravedono i due uomini in un accenno di abbraccio; i fari ormai spenti lasciano percepire solo un rumore di passi che si allontanano)

 

Louisville, KY. (La città de: “il più grande”, Muhammad Ali)
29 Feb. 2018

 

Nota del redattore: E’ stata omessa la domanda (quasi retorica) riguardo nuovi ed eventuali progetti dell’autore; è stato fatto questo per la ragione di proporre a Voi lettori un dialogo scorrevole e puntualizzante negli aspetti non sempre così leggeri da doversi considerare. Speriamo di aver fatto cosa gradita e, per completezza di informazione, ricordiamo che l’autore ha dichiarato di aver finito una fiaba per bambini ma da leggersi a cura degli adulti solamente per loro favore: sorprendentemente egli ha chiarito che la stessa, è una formale significativa copia del saggio “Mashallah (XXI century schizoyd man)” per bambini. Stupefacente!
Una nuova opera inoltre è in fase avanzata di scrittura e riguarda le migrazioni dei Popoli e precisamente nell’aspetto dell’esodo verso l’Europa, la cosiddetta immigrazione. Il titolo è: “MI GRA RE”; in fase di stampa su metallo/plastica una raccolta di pensieri (anti-poesia) intitolata: “3STRPOL[A]ZIONi”.


On the sidelines of the unusual and exceptional event held in the United States and of which the partial and significant transcription will follow, the brief notes that the interviewee (the undersigned) and the delegation of the intellectuals (virtual) have clearly expressed, are as important as effective for the understanding of the interview itself or, better to clarify, of the event, given the exclusivity of this abnormal rather than anomalous form.Fakke Propaganda
Based on a perspective commonly called “fake” (in Italian “false”) the expressive modality is certainly altered but, in this case, the awareness of articulating the significant context of real and verified conditions, the lie becomes a means, instrument and expedient in the same time; to identify with

the mystifying plot represents for this case a technique of identification: antidote able to exhume a reality compromised by the powers that hold it hostage, vital pride that rejects the paralyzed intellectual world and its unconscious followers, its ignorant actors that populate “social media”. It matters little if a certain theatricality as waste of energy for this text was intended to recognize, it does not matter if the fiction delivers a vulgar accent: the words that follow will have to counter with the same coin that was given to you.

Enjoy the reading.

 

Note for readers:
ACHR (Edward R. RTW. Murow, Anchorman)

LdN (Lucaa del Negro, Author)
EN (Editor’s note)

 

ACHR: The text that you propose appears at first glance as founded on a precise aspect of Islamic Religion, especially that which incites proselytism as a duty of the Muslim: if so, how to accept this assumption, this rather marked end to undertake a peer dialogue with “the rest of the secularized world”? Considering also the absolute, indispensable and inseparable Faith that the Islamic person carries in himself, how to reconcile a reasoning with those who questioned and has partially solved the moral, ethical and theological question from centuries without understanding and even -at an extreme reasoning- rejecting the divine existence?
LdN: Mine are only considerations, I want to clarify; it is a demanding necessity to restore a civil dialogue between “the People” that is measured in new and renewed global densities demographic, read the epochal shift of the masses. This type of social question today is subdued and denatured even by the humanitarian logic of bankruptcy, as it provides for an association today torn apart by the metastasis of the underworld that somehow compensates for the almost failed State. Moreover, the so-called indispensable dialogue is drowsed by the “Society of the spectacle” well delineated by the French thinker Debord; it means that the “civil dialogue” that I prospect and sometimes invoke, is, as a direct result of the witty intuitions of Debord, vaccinated against every image even bloody and inhuman that is proposed daily, where in addition, a child torn by bombs that do we consciously support in construction through indifference of a 7-year-old “migrant body” swollen with water and salt on the beach and rotting, affects our soul for… one day? Two?
Even the precious media contributions such as the cool feature films -I think now to the film “I, Daniel Blake” by K. Loach, for example- are without effect, when we have a certain chance to change; this is certainly not a fault that I take: it is -I repeat myself- a personal conscience that I personally intend to resolve with my observations, with my “requests”.
Religion, the Islamic one, as it is generally an orthopraxis, preserves and proposes an indication of thought and, a series of actions to be undertaken in a social and community perspective, without a “fault in origin”, to simplify.
To analyze well what I wrote in “Mā shāʾ Allāh (XXI century schyzoid man)” there is never an exhortation for choosing to faithfully profess a Creed; the title is exemplary: we live a period in which schizophrenic activity is our daily bread, that is, we are ready to deny what we have signed and we are prepared to deny the new choice to resume it shortly thereafter, even considerably by sweetening the Christian values of forgiveness and, not by chance I say Christians.
The retraction has become one of our skills that is practically indispensable for achieving an end, in a global movement that runs and chases the capital. We are -to quote a perfect slogan- ready to want something!
The conclusion of the essay is clear: Man does not need Religion because he is himself  Religion. This passage is fundamental: it reproposes Humanism in an abstract key, as if to disperse “a seed”, “a body”, in favor of a rebirth and before introducing a human reason, as if to claim a pure human race (without fault) and only one. Our misery in front of nature, later, will call us to a high question: only then will atheism be a memory to be faced with judgment and the construction of God as “thought of thought” (nóesis noéseos) can be recomposed. Islam, from this point of view, is a winner: by going beyond Western metaphysics and renewing the Abrahamic faiths in particular, by piercing all this, it offers a substance that in the paradox of the limiting support of its faithful persecuted by the search for a dashed humanism in the modern age they do not desist, disposing themselves to the intercepting invocations of the call to death.

ACHR: So, if I can interpret your words, you do not claim the “pantheistic elements” and indeed, identify a juxtaposition of thought with Giordano Bruno and Spinoza or Hegel -if you allow me and again- to bring everything back to the One God, to Allah, where Man is anyway submissive. Yet I read Marx in your text…
LdN: The insistent concern of reconstructing a personality-God is the great mistake of the Western thought, solved simply in the fundamentals by the declericalization of Muslim communities that recognize without agreement the iconoclasm of Islam.
In any case, even in the most harsh one, precisely what Marxism saw as a positive ideology, a science in favor of free human beings, the conflict would permeate through the dilution of time through its request, which is consistent with a life, our earthly life; the peaks of Western philosophy and its civilization as adjoining valleys, remain absolutely distinguishable and majestic, but must represent a landing place, a visual point and today justifiably privileged that allows to see a mountain range that exists, stable and powerful. It is not necessary to discuss the Word of Allah -we could well say- but to represent it in our time, to verify its scope and, above all, to recognize it in daily life and without compromising any compromises, conveniences or strategies of any kind. (The space for self-criticism will be considered as human imperfection almost infinite and would also include socialism and communist ideology, which has unfortunately failed and not because its ideological foundations).
If I had to say that “I believe in God” I would not hesitate to do so, committing myself to demonstrate not the existence of God Himself, but working to represent the divine thought for what I may want to do and with this exact sequence: might, want and do. Today and as long as I live. 
Concretely, the civil society -forgive me if I remember my debut- is in front of a challenge that we could not avoid, unlike what has been done until now, because of the radical change in the “grammar of war”. Wars, first as a forced container are now and will be permanent and, the outflow of populations is unstoppable; they are facts that expropriate any attempt at politics “on generiis”, also economic. And then there’s internet…

ACHR: I see… the Internet; back “down to Earth” (EN: Anchorman smiles and, it seems to breathe in the studio “fresh air”, or, less dramatic air…)
LdN: Certainly and willingly.
“Feet on the ground; down to Earth” is an expression that I like when it is extrapolated from my thoughts: it denotes a conscientious grip and a strengthening of the responsibility that each of us should never abandon and indeed, the voluntary abandonment of it, for my thought, it is a symptom of a pathology to be treated. The reasoning, the pragmatism, especially framed in the responsibility of government, should be dogma, where an ineffective treatment should be considered for the sick as the possibility of being accompanied towards oblivion, the inexorable end. Even from these slightly risky words, it is clear that the Religion -if we take it for an example and better abstract or as a jurisdictional segment- has precise words and, in this case, the Islamic one has no misunderstanding: forgiveness yes but no pity fine to it in a circle -allow me- vicious.
Ok, now let’s talk about Internet.

ACHR: (EN: Short silence in the hall, it is possible that the introduction in the subject of the term “jurisdiction” in connection with religion, fomented some “suspicion of veiled theocratic proposal”, to exemplify the attitude held by the guests and the interviewer in the juncture…) Excuse me if I mind local and, if I return a moment back… So you -in a very personal expositive view- forces me in some way to ask the question that customarily and disregarded by me, is done in general to a presentation in “grand style” of a work that bears the word of God and Allah in this case on the front page, so: let me, are you a practicing Muslim?
LdN: I do not want to escape this question even if I am forced to ask permission for a very brief gloss: personally I must suggest that this question presupposes a liturgical license interconnected by both and, of course, only after mutual consent, you must be able to understand that the only possible answer is the testimony of Faith, in Arabic Alhamdulillah!
In my doubts, I alone have profited from this license, I consider almost superfluous and certainly sterile and not very significant my answer to you, as the request for an answer and for which the question can be satisfied and better can curb the other limited knowledge in the merit, inevitably puts the questioner and no longer the interlocutor towards a particular constraint.
If the decipherable (for the theme proposed here) request for interrogation has a link with the desire to know if an act is attributable to Islam or if a person is Muslim, the dialogue would end with the assertion of testimony of the Faith but certainly, also with the erection of a wall between the people deployed, or the consent to continue the dialogue by staying in their respective trenches.Therefore, for this reasoning attempt, the answer will not be the seal, the emblem and etiquette of custom, but it will be a smile to be received or, on the contrary, an attention to be activated to keep up the defense of both. For accuracy speaking and for what I have just said before: I will not recollect the existence of God through a sentence but, I am going to show that actions and thoughts lead to the King of Kings and, every being on Earth is healthy, he has the faculty of being able to do it, that is to say that each of us is “submissive” or, to put it another way, is Muslim.
Having said that, then, with respect I ask you: Are you not?

ACHR: I must frankly say that I “almost” convinced, in the sense that you, honestly, bring back and give back everything to the Supreme Being, so badly to say but, its motion is clearer if the vision is for a “Universalism”, a philosophical thought so high but always connoted by a secularism typical of modern Western thought.
Am I wrong?
LdN: No, there are no errors except those irreducible and unsolvable tied with our human imperfect condition; what in some way I context and that in truth is not contestation but proposition -in fact we are here as you see for a specific purpose- is that now, when we are speaking, the (momentary) arrest and the repositioning of the reason of the ‘West, is the only requirement as a possible way for the purpose of being able to start a joint dialogue with the thinking of the East and Islamic in particular, thought that has suffered an unprecedented arrest.
I assert this with determination and coherence, noting the evident failure of the Western Societies, which are in trouble and above all in the self-reconsideration of their dominant hegemonic powers. Today and never as then, history does not give us back anything: we are in front of a paradoxically unexplored world that even indicates an artificial intelligence. What are our bulwarks? Where do we relegate them: to the network? In the philosophy that we do not appreciate, in the religions that we demonize, in the ideologies that we ridicule and confuse artfully?
The present is our future, someone has said: introspection will not be bad and just for to start.

ACHR: I feel displaced: religious but in the “Islamic Truth”; social and civil, but in socialist ideology… “Arrest of Western thought”? Is this what you are trying to propagandize?
LdN: Please slowly…; Would you like me to explain my whole essay here? Do you have a few days of time to broadcast? (EN: A buzz from the audience and from the first rows is present, some smiles are visible and a hint of applause starts from the most decentralized places. And the interviewer and the interviewee sip a glass of water and exchange a delicate smile…)
Let me explain: my analysis is profound and radical; when I say “stop” I immediately say “momentary”. The immense expressed but also expressive potential of the West is invaluable, as is the science that these Landes are able to produce and have produced. Indeed, and I do not say it as a concession, financial science is, in my opinion, an added capacity for civilian co-existence. But…
In these moments, the abdication of politics to the financial economy, is producing an anthropomorphic movement that causes social policies (EN: welfare state) to be taken up again by Organizations which are a rib of the “ecumenical hierarchy”, at least for as regards Europe and the Countries that have formed from it, the United States of America, Canada and Australia in the first place. This is an uncontrolled and devastating phenomenon in some ways and it becomes especially when it is the Pope himself who cites passages of socialist politics in every Land he visits.
I mean: it is not me who introduces “Religion” and “socialism”; as you see, very few and no one is analyzing these strange connubes, where Islam is forced into the subtle imposition that fails to avoid, to always have to respond to what we indicate with media as “terrorism”. And then there is always the internet!

ACHR: Internet: again with our feet on the ground. Once and for all.
Is there -according to You- a co responsibility, a “Spectre” behind this technology and precisely, is there a control of the minds through the “social”? What is the solution if we actually have a problem?
LdN: The Internet is not a problem or, if it is, we must keep it.
I’m saying that only the careful analysis and some policies can defuse the device that the network carries and is, -once and for all!- be known, atomic.
Every present and future human activity will be included in this technology, a medium that virtually cancels any space (even temporal) in relationships, which, up to before its establishment can not be controlled by any single power in the world thanks to the forced sharing of domain of the Earth’s atmosphere were somehow regulated by the nature and by the unpreparedness of the Man himself as representative of an authority: it is really stupid to face today any topic without taking into account the influence of this “presence” in every single aspect to be considered.
Inter-Net is all our present; it is a planetary permeation, apparently timeless, although the language has been assimilated perfectly and understood in every latitude. Ask the question unfair if, if this “information system” is not necessary but at least useful and not just a use for communicative and expressive evolution of the masses, it can not have an answer characterized by peremptory and attributable to the form “yes” or “no” and not even a judgment balanced by any particular social condition is guarantee for an answer that makes sense for this time.
Having said that, we must take “with the pliers” every single drift that has been submitted by the network and, once again it will be evident that only through the “filter” of which I first placed great relief -I refer to the human awareness of the Religion- we have a certain possibility of civil survival, each State will certainly have its own legislation on the subject, its own Constitution that will adapt the introduction and so on of these “new possibilities”. Take for example the crypt currency: for some time, not long to be precise, as technological evidence of universal key encrypted and coded in univocal computer algorithm, a sort of innovative currency called “crypto currency”, -emplifying with deliberate nonchalance the Bitcoin- suffers, risks dying immediately after being given birth, because today’s use in the quality of “scriptural money” is imposed on it by the market which remains a land of exchange. In a verse of Faith prepared by the dogma, everything is relatively simple: Islam as Religion and Last Revelation, application of the universal right to common life (social thought) has no uncertainties whatsoever and, spreading through the Sacred Sure of the Quran, it perfectly clarifies the subject. [“What you indulge in usury, so that it increases to the detriment of the goods of others, does not increase them at all with Allah. Instead, what you give in alms, longing for the face of Allah, here is what will double.”] Surah 30; Verse 39 as the first example.
Why this lapidary indication that does not offer space for alternatives?
The aspects related to the deviated and possibly devastating axiom of favor for a substitution or flanking of the crypto-currencies to the nature and characteristics of the currency understood and accepted globally as a measure of value, means of exchange and value fund, in the conceptual indifference between money and coin, from the ancient origin probably linked to our ancestors of ancient Rome and up to the days that see us protagonists, must be contrasted with every means available and even before dissolving the lace that these crypto-currencies insist on keeping with what in banking jargon is called “fundraising”.
There are striking reasons and a disconcerting reasonableness for which this statement appears as strong as violent and intransigent: the first and only that I want to indicate -for those who did not have enough faith- is that of impoverishment, of barbarity of precarious civil society gripped by ‘epochal confrontation with those crowded with under-proletarians and miserable who are moving towards them; unconnected and indifferent to the unsubstituted and irreplaceable work that makes up the dignity and freedom of the individual, either “1 or 1000000” the remuneration to be considered, the crypto-currencies as defined by their gurus (“… forget about finance, of the market, of the currencies as you have hitherto recognized …”) are a dangerous act of sabotage against precarious civil societies.It is not its volatile, fast, risky, reckless, evanescent, impalpable nature, and so on to be feared or underestimated for its own guarantee, it is not the risk and uncertainty to be considered a danger for the achievement of one’s purpose but, the very high probability of having to passively accept the affront of the desperate who will attack the walls that have somehow defended and protected us; the predisposed and designated organs and even the police ones, will not be able to do so (occasionally they will be protagonists of double-double activities) and, above all, there will be no sheltering places to define “safe”, especially when the savings will be put into circulation.
Is my position clear – if we were to represent for an instant- the indication of the Quranic Word in this exegetical attempt that I propose to you?

ACHR: A society that does not address -to say it as You say- itself and its own innate Religion (even in the open contestation of the “Western societies” that examines it) and in aid of its own theological contradictions, risks to make up for and implode?
LdN: I have no directions; let’s move away the possible misunderstanding.
I only ask to reread the texts and also the Sacred ones and read it again.
In this case, publicly read me.
What I fear as if it were the apocalypse and that incidentally is not and will never be that reach for my express and written words, is a modification of civil society towards the worsening of the very nature of which it is composed. A very valid financial strategist, as well as a very successful international manager of which I have the media honor of very small appreciation, Dr. Forchielli, has coined a term in this regard: “Mexicanization”. In particular, I wrote in my propaganda blog for the essay, two articles and maybe three if I also include the specific one about crypto-currencies; Mexicanization -without any offense or even implied to the Latin American sovereign State- is a movement, a summation of geopolitical and anthropological analysis. Even striking social policies such as those for strengthening the internal security of the Countries involved, but not with nazi-squadron notes, could even not only carry out the delicate task of balancing the classes, but even lead to an increase in productivity and therefore in the wealth of the Countries which would imply a correction to this effect.

ACHR: Social Policies and Religion: I still can not perceive this correlation that you do not give up by proposing, also as reasoning.
LdN: You see, today the request for Religion from the masses often unaware of the nature of the divine plan for this partisan investigation, it is enormous and abnormal, epochal! The lack of social policies finds a balance that has been explained scientifically: entropy.
The substitution of this essentiality of living, of this lack by the States, comes from the Religion: within 15 and perhaps at most 20 years on this side, the world population is destined to double, where the misery of the conditions will be the only evidence capable of showing itself with that ferocity that is itself existential nature.
Who better than any other represents the hand that soothes the wounds, the offer without counterpart of a service?
The destabilization is underway and, as I have already said, the affront from the Christian and Catholic world in particular is inadequate; the vocation of the priest himself is questioned: servants of God or social workers? Lawyers? Reception operators? Even here and forgive if I am pitiless or at least I think I can do it, Islam having no clergy is a winner, at least for the non-question of which in place in the person of the priest and his respective circle is placed and rightly should be.

ACHR: I’m a “devil’s lawyer” and for a moment, forgive me. (EN: Open smile on the part of the two actors on the stage…)
So, in this representation, would the Muslim be the winning one in society? Admitting and without hesitation on my side and for a moment, the Islamic Community (EN: Ummah) has received the “perfect Book”, how is possible that the societies in which Islam is present are in those conditions that we can all verify? Why is emigration and the pursuit of Western consumerism by the citizens in which Mohammed is the last Prophet, is it constant? And please, no victimism, no offense, I’m asking you to understand…
LdN: Well… You must have already deepened a chapter of my book, it seems… (EN: wide laugh and the audience and the two respective protagonists…)
Excellent question, in front of everything.
With the worry of not finding an answer that satisfies you and indicating you but only as a paradigm, if you allow me, I say without hesitation that there is a big problem. Banal statement this mine, I guess. In any case, it serves to express and publicly, it is useful to declare again that the undersigned and also as the author of this essay, I have no indications to indicate how they were main roads to go.
The (Holy) Book is there, the texts are there: go study.
How long will it take? What are the tests to be faced and why not consider this a test as well? Personally I think my book (EN: at the moment the Author is searching for a Publisher; you can find more info HERE) is an objective and qualifying proof: each of us has a solution; the time available will be the one that sees us alive. Even more trivial? Obvious? There is nothing taken for granted in dealing with a problem and it will not be there when the solution is not within reach; instead, the problem exists and is a gangrene when you do not want to deal with it, when the personal advantage sinks into every resistant soul.
A State that does not guarantee social equity, lends itself to dancing with the devil!
Is there an elected People? The Judgment being divine and Celestial is not given to take place on Earth; the presumption of being it is -in the act of recognizing it- a positive sign, a sign of victory but, at the same time, is a sign of responsibility, of demonstration to those who are still working, where good is never to forget and it is good to repeat that the Judgment it is in Heaven and perfectly secreted to those who live in human condition. Study and knowledge are gifts destined for the human intellect and only for the human intellect; the beasts follow only instinct.
The human condition and miserable condition belongs to every being on Earth; Religion is not God; He does not need anything, much less than Religion. Through this awareness and through the other small proposals that I have provided you, there is the space for self-criticism, for the restoration of a civil cohabitation that aspires not to a better world but to the new world that is presenting itself little to little and of which nothing or little more than nothing will be recognizable.
What will then be the historical process and better the precise historical moment to read and which our posterity will be able to read? What of these years, of those who saw the Prophets walk the winding roads or those in the middle? Who was right and what did he do to prove it? Who was not? Even though with bitterness aware of the conditioned arrest of Islamic thought too often screwed in plastic mnemonic recitations and especially in front of new challenges of post tribal coexistence, very irritated by the consumerist maneuvers of capitalism that have bound and cheated it, I have a reasonable hope and this is only Faith, because instinct produces on me only anger at the moment.
And this book.

ACHR: It is an answer that I want to be able to consider, let me say; I want to pretend to accept it, although I do not feel and at the moment I am satisfied. As you see, instead of representing the audience, I am answering my personally and, I think, you have reasonably hit the mark. Congratulations and thank you very much for your precious time Lucaa. Thank you!
(EN: The conductor stands up and leads a general applause, the spotlights are lowered)
LdN: I want to thank you and your audience; I am honored and flattered at the same time.
If I can say and the microphones are off… I hope in some donation: the return ticket and everything else has fainted me; my drama is that I’m scratching really bad, economically speaking.
(EN: In the TV-studio now half-dark we can see the two men in a hint of embrace, the lights now turned off only perceive a sound of steps that go away)

 

Louisville, KY. (The city of “the Greatest”, Muhammad Ali)
Feb. 29th, 2018

 

 

Editor’s note: The question (almost rhetoric) about new and possible projects of the author has been omitted; this has been done for the reason of proposing to you readers a fluent and punctual dialogue in the aspects that are not always so light as to be considered. We hope to have done something pleasant and, for completeness of information, we remember that the author said he had finished a fairy tale for children but to be read by adults only for their favor: surprisingly he made it clear that it is a formal one significant copy of the essay “Mā shāʾ Allāh (XXI century schyzoid man)” for children. Amazing!
A new work is also at an advanced stage of writing and concerns the migration of the Peoples and precisely in the aspect of the exodus towards Europe, the so-called immigration. The title is: “MI GRA RE”; it is also in print on metal/plastic a collection of thoughts (anti-poetry) entitled: “3STRPOL[A]ZIONi”. (Extrapolations)

Il primo nuovo anno. / The first new year.

Nella civiltà moderna e contemporanea, nelle Società civili sviluppate ed in corso avanzato di sviluppo, il calendario gregoriano è stato ed è, simbolo e perfetto strumento per il progredire commerciale ed in seguito strumento su di cui edificare una programmazione economica a livello globale, planetaria. Oggi, indispensabile ed insostituibile, detto calendario ha assunto un perfetto ruolo ed alquanto asettico,  incolore, certamente condiviso in ogni Landa conosciuta.
La data corrente ed inevitabilmente per quasi ogni aspetto, si presenta utile per un bilancio, una “resa dei conti”, in somma; oltre ogni banalizzazione, anche questo capitolo di mashallah-book.com ha questa natura, seppur poco articolata.
Non ci sono moniti od indicazioni in attesa di essere condivisi ma, ciò che mi preme e traspare, è il personale disappunto ed una latente rabbia difronte all’insensibile quantità di persone potenti, le quali, poche e pochissime nel confronto con le masse da queste controllate, insistono a proporre indirettamente violenza in ragione dei propri interessi.

L’anno che si sta aprendo, piaccia o no, sarà l’anno primo in cui le fondamenta delle Politiche che sono state instaurate e pianificate globalmente da quel esiguo ma potentissimo numero di persone, verranno incrinate; l’erosione in atto ed a partire dall’Europa mediterranea è inarrestabile: l’Africa, considerate finite e morte e sepolte le Politiche che la hanno sequestrata a partire dalla colonizzazione dei secoli scorsi, è in movimento, giacché un disperato e violento esodo epocale, favorito dalla facilità della condivisione delle informazioni grazie alla rete Internet di cui non tutti gli aspetti sono attualmente conosciuti è in atto! (Un accenno è possibile ritrovarlo in questo recente articolo… segui QUESTO LINK)

La Cina, i cinesi, così diversi nell’etica del comportamento e nella ricerca della moralità, inclusa quella spirituale, nel suo progetto globale, è praticamente insensibile ai concetti chiave della abramitica visione che ancora oggi grazie alla Cristianità (succube del nostro tempo ed impreparata al nostro tempo) ed all’Islam (in perenne sonno cautelativo grazie alla Ummah afflitta dal giogo che l’Occidente le ha inflitto) placa le masse e, questo significa che la Cina come potenza chiusa nelle sue alte e forti mura, assisterà impassibile all’imbarbarimento dei Continenti da essa controllati attraverso l’abnorme potenza finanziaria messa in campo, dovendo considerare la destabilizzazione (indotta) del Medio Oriente che pagherà molto caro il crollo di quello che è stato considerato fino ad oggi  come “oro nero”, il fossile ormai passato. In particolare, l’assenza e la demonizzazione delle politiche sociali portate a valore dall’ignorante Potenza statunitense, causa della deriva consumista del Capitalismo e finanche a distruggere la sana finanza, (addirittura in assenza di corruzione ed attività malavitose, vedi le cryptovalute eccetera) impedirà la produzione e lo scambio delle merci per inizio, perché sommosse, proteste generalizzate delle classi sottoproletarie ed indigenti, si faranno sempre più aspre, laddove l’unica proposta sociale ritornerà ad essere quella religiosa, con tutte le sue contraddizioni. Solo così si spiega ciò che il dottor Forchielli (@Forchielli ) ha denominato #Messicanizzazione e solo così si spiega tutta la sua fiducia e bravura di stratega e finanziere nell’individuare le zone asiatiche come “il futuro del mondo”.

La mia, non è e vuol essere una visione nefasta, buia e negativa del nuovo anno e quelli che -Se Dio Vòle- arriveranno ma, è un analisi prospettica, una che cerca di ragionare sul corso e ricorso della storia che propone moltitudini di poco pittoresche caricature di nazisti e fascisti nelle strade dell’Occidente capitalista e sopra di tutto tenta una spiegazione per quell’incessante corsa verso l’inseguimento dei valori Occidentali come fossero il dogma che ricerca compromessi anche con Dio.
Essi, sono Popolo; essi cresceranno per pseudo-sostenere i concittadini sopraffatti da quelle masse in costante arrivo, moltitudini ancora più disperate, nell’anno che vede il Mercato mondiale e le Borse, sfoggiare attivi e punti di rialzo senza precedenti, nonostante “la crisi”, quella che il sottoscritto ha poco velatamente cercato di non mostrare.
Mā shāʾ Allāh (XXI century schyzoid man)” cerca la pubblicazione, il sito è stato fatto per questo; l’account TWITTER (@MshAllh_theBookcon la sua ricerca interna (#mashallah_book) è in costante attesa di essere visto, letto, discusso.
Per Dio e, perchè possa io provare un po’ di pace.
Buon Anno a tutti, escluso nessuno.

Lucaa del Negro

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In modern and contemporary civilization, in developed civil societies and in advanced development, the Gregorian calendar has been and is, symbol and perfect instrument for the commercial progress and later a tool on which to build global, planetary economic planning. Today, indispensable and irreplaceable, this calendar has assumed a perfect and somewhat aseptic, colorless role, certainly shared in every known Land.
The current date and inevitably for almost every aspect, is useful for a financial statements, a “showdown”, in sum; beyond any trivialization, this chapter of “mashallah-book.com” also has this nature, even if not very articulated.
There are no warnings or indications waiting to be shared, but what bothers and shines through is, a personal disappointment and a latent rage in front of the insensible number of powerful people, who, very few and very few in comparison with the masses from these controlled, they insist on indirectly proposing violence because of their interests.
The year that is opening, like it or not, will be the first year in which the foundations of Policies that have been established and planned globally by that small but very powerful number of people, will be cracked; erosion in progress and starting from Mediterranean Europe is unstoppable: Africa, considered the end and dead and buried the Policies that have seized it since the colonization of past centuries, is moving, as a desperate and violent epochal exodus, favored by the ease of sharing information thanks to the Internet of which not all aspects are currently known is here. (A hint can be found in this recent article… follow THIS LINK)

China, the Chinese, so different in the ethics of behavior and in the search for morality, including spiritual, in its global project, is practically insensitive to the key concepts of the Abrahamic vision that even today thanks to Christianity (succubus of our time and unprepared in our time) and Islam (in perennial cautionary sleep thanks to the Ummah afflicted by the nooze that the West has inflicted on them) calms the masses and, this means that China as a power closed in its high and strong walls, will assist impassive ‘barbarization of the Continents controlled by it, through the abnormal financial power put on Markets, having to consider the destabilization of the Middle East (induced) that will pay dearly the collapse of what has been considered until today as “black gold”, the fossil now passed. In particular, the absence and demonization of social policies (welfare state) brought to value by the ignorant US power, due to the consumerist drift of Capitalism and even to destroy healthy finance, (even in the absence of corruption and criminal activities, see cryptocurrencies etcetera) it will prevent the production and exchange of goods for the beginning, because riots, general protests of the sub-proletariat and the indigent classes, will become increasingly acute, where the only social proposal will once again be the religious one, with all its contradictions. This is the only way to explain what Dr. Forchielli (@Forchielli ‏) has called #Messicanizzazione, and this is the only way to explain all his trust and skill as a strategist and financier in identifying Asian areas as “the future of the world”.

Mine, it is not and wants not to be a nefarious, dark and negative vision of the new year and those that -God willing- will arrive but, is a “perspective analysis”, one that tries to reason on the course and recourse of history that proposes multitudes of few picturesque caricatures of Nazis and fascists in the streets of the capitalist West and, above all, an explanation for that incessant race towards the pursuit of Western values ​​as if they were the dogma that seeks compromises with God.
They are People; they will grow by pseudo-support the citizens overwhelmed by those masses in constant arrival, multitudes even more desperate, in the year that sees the World Market and the stock exchanges, show off unprecedented assets and positive bullish points, despite “the crisis”, the one that me, has a little veiled trying not to share.
“Mā shā’ Allāh (XXI century schyzoid man)” seeks publication, this site has been made for this; the TWITTER account (@MshAllh_theBook) with its internal search (#mashallah_book) is constantly waiting to be seen, read, discussed.
For God first, so I can try to find a little peace for my soul.
Happy New Year to all of you, excluding nobody.

Lucaa del Negro

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BIT&COIN, LA NON FINANZA ATTIVA (ancora #messicanizzazione?) / BIT&COIN, THE ACTIVE NON FINANCE (still #messicanizzazione?)

Il disordine esistenziale che circonda l’Umanità pensante, caratterizzato da stereotipi deprimenti in linea di massima e generalizzante, viene attutito dal limite esistenziale, accettando questo conflitto interpersonale con consapevolezza; l’innovazione ci spinge, nel progresso inevitabile, a travestire la nostra abilità dall’istinto feroce con una disposizione propria dei “ricercatori di senso”: il compiuto, quindi, diviene compito e, giustificazione del cammino di marcia.
L’essere umano, dall’antico scambio o baratto e commercio delle merci e fino all’attuale incauta e peccaminosa mercificazione di sé stesso, quell’Uomo attore e protagonista di una pratica generalmente chiamata “lavoro” e nominata e regolamentata almeno undici volte nel Sacro e Divino Corano, detiene attraverso questa attività energia vitale, una forma di comunicazione paragonabile nella sua forza all’istinto di conservazione animale, l’origine da cui intraprendere tutte le informazioni per vivere in comunità ed espandersi in nuove altre, laddove una particolare attività legata al territorio, diviene esclusiva forma di mediazione/contrattazione sociale modellante i bisogni e le necessità umane forgianti nel contempo il territorio stesso e, modificandolo pesantemente.

Da qualche tempo, da non molto per essere precisi, in quanto tecnologica prova di universale chiave criptata e codificata in algoritmo informatico univoco, una sorta di innovativa valuta definita “crypto valuta”, -semplificando con voluta noncuranza il Bitcoin– soffre, rischia di morire, perché l’uso odierno nella qualità di “moneta scritturale” le viene imposto dal mercato che rimane terreno di scambio, come volevasi dimostrare nell’introduzione sovrastante.
In questo articolo, in questa aperta richiesta di sostegno per la diffusione del saggio (questo sottolineato è l’accesso diretto alle modalità eccetera) non saranno disponibili ulteriori e precise delucidazioni al riguardo, perché per quanto viene d’obbligo e stabilito, in un verso di Fede disposto dal dogma, tutto è relativamente semplice, rendendo questo scritto praticamente poco utile: l’Islam in quanto Religione ed
Ultima Rivelazione, applicazione del diritto universale alla vita comune (pensiero sociale) non ha incertezze di sorta e, diffondendosi attraverso le Sacre Sure del Corano, chiarisce perfettamente la materia.
[“Ciò che concedete in usura, affinché aumenti a detrimento dei beni altrui, non li aumenta affatto presso Allah. Quello che invece date in elemosina bramando il volto di Allah, ecco quel che raddoppierà.”]
Sura 30; Versetto 39 come primo esempio.

Questo proposito, potrebbe addurre a pensare che la crypto-valuta sia e debba essere consegnata (il premio Nobel, Joseph Stiglitz, pare non usi mezzi termini; vedi QUESTO LINK) come un organizzatissima prova di speculazione, laddove la ricchezza facile e generalizzata che viene ad interdipendere da questa neo-pseudo valuta, è un problema di cui nessuno può esimersi dal voler affrontare perché già presente e devastante.
La prova tecnologica, nella sua essenza di progresso innovativo, non deve però essere ostacolata tout court; per questa ed unica ragione, escludendo l’aspetto funzionale del mezzo nel possibile ed accertato legame con il commercio e la produzione nonché finanza tradizionale, in questo articolo di parte, nella radice teologica salda del saggio “Mā shāʾ Allāh (XXI century schyzoid man)”, la crypto-valuta con tutti gli annessi e connessi è motivo di orgoglio, di fierezza per l’ingegno e lo studio dimostrato dall’Uomo in quanto essere pensante.
Gli aspetti correlati al deviato e possibilmente devastante assioma di favore per una sostituzione od affiancamento delle crypto-valute alla natura ed alle caratteristiche della moneta intesa ed accettata globalmente come
misura di valore, mezzo di scambio e fondo di valore, nell’indifferenza concettuale tra danaro e moneta, dall’antica origine probabilmente legata ai nostri avi della Roma antica e fino ad arrivare ai giorni che ci vedono protagonisti, deve essere contrastata con ogni mezzo a disposizione e prima ancora di sciogliere il laccio che queste crypto-valute insistono a tenere con ciò che in gergo bancario si definisce “raccolta fondi” (Fundraising).
Ci sono ragioni eclatanti e di una ragionevolezza sconcertante per cui questa affermazione appare forte quanto violenta ed intransigente: la prima ed unica che voglio indicare -per chi non avesse abbastanza Fede- è quella dell’impoverimento, dell’imbarbarimento delle precarie società civili attanagliate dall’epocale confronto con quelle gremite di sotto-proletari e miserabili che stanno spostandosi verso di queste ultime; slegate ed indifferenti dal non sostituito ed insostituibile LAVORO che compone la dignità e la libertà dell’individuo, sia “1 oppure 1000000” la remunerazione da considerare, le crypto-valute per come sono state definite dai loro guru (“…dimenticatevi della finanza, del mercato, delle valute per come avete fino ad ora riconosciuto…) sono un pericoloso atto di sabotaggio verso le precarie società civili. Non è la loro natura volatile, veloce, azzardata, temeraria, evanescente, impalpabile e via dicendo da temere o sottovalutare per la propria garanzia, non è il rischio e l’incertezza da doversi considerare pericolo per il raggiungimento del proprio scopo ma, l’altissima probabilità di dover accettare passivamente l’affronto dei disperati che aggrediranno le mura che ci hanno in qualche modo difeso e protetto; gli Organi predisposti e preposti ed anche quelli di polizia, non saranno capaci di farlo (occasionalmente si renderanno protagonisti di attività doppiogiuochiste) e, soprattutto, non ci saranno luoghi di riparo e da poter definire “sicuri”, in special modo nel momento in cui i risparmi verranno messi in circolazione.

La #messicanizzazione (informazioni su Twitter nel collegamento) ormai ha alcune definizioni; una forte spinta destabilizzatrice avviene da parte di effetti indiretti e collaterali -indesiderati- del Capitalismo sui generiis ed in particolare da quell’aspetto definito consumismo;

http://it.tinypic.com/view.php?pic=9ir15l&s=9#.WkI-7N_iZPY
#messicanizzazione (schema)

(bozza dello SCHEMA elaborato disponibile QUI) in realtà, in una elaborazione altamente asettica e teorica, esso ha alcuni “contrappesi”: guerre permanenti su piccola scala; corruzione come “status quo”; segregazione ed oscurantismo per (le/alcune) masse. L’avvento nefasto della cyber crypto-valuta cagionerebbe un alterazione di questo “equilibrio”, perché la sua produzione ed il suo scambio -destabilizzando gradatamente le riserve aurifere ed il loro “reale valore” per inizio- oltre a necessitare di un quantitativo enorme di energia qualora “i miners” rimangano vincolati dalle prestazioni, sdoganato che saremmo immuni dagli attacchi degli hackers, (concessione letteraria?) rimuoverebbe riassestando e rimodulando le forze delle potenze geo-politiche in campo e la supremazia degli Stati imperialisti.

  • Che cosa si intende per “energia”, non sottovalutando quella elettrica indispensabile alla produzione della crypto-valuta? Dovremmo o no valutare anche altre informazioni ragionando di crypto-valuta e della possibilità di avvallare la sua diffusione in funzione mondiale? 

Citando da “Mā shāʾ Allāh (XXI century schyzoid man)”:

Inter-Net è tutto il nostro presente; la sua è una permeazione planetaria, all’apparenza intramontabile, ancorché il linguaggio ne è stato assimilato perfettamente e, compreso in ogni latitudine. Porsi la domanda discostante se, se questo “sistema di informazioni” sia non necessario ma almeno utile e non solamente un utilizzo per la evoluzione comunicativa ed espressiva delle masse, non può avere una risposta connotata da perentorietà e riconducibile alla forma “sì” oppure “no” e, nemmeno un giudizio bilanciato da una qualche condizione sociale particolare è garanzia per una risposta che abbia senso compiuto per questo tempo.
Senza l’incoraggiamento di una ricerca storica e filosofica attraverso i tempi remoti o prossimi, è sufficiente, per la natura semplicistica del mezzo, (il riferimento è al sistema binario: “0;1”) avvalersi di alcuni concetti ed espressioni di circostanza casuali, presi dal recente passato ed esposti da quei pensatori cosiddetti “moderni” che ne avevano -non direttamente- ipotizzato ed intravisto le relazioni pur senza aver potuto valutarne gli ultimi sviluppi, attestando le loro impressioni in un contesto antropologico ben preciso della società moderna in cui sono vissuti o vivono tutt’ora e cioè quella società Occidentale e capitalista, luogo in cui Inter-Net ha origine certa. L’emulazione, fine caratteristica internettiana, è quindi presa all’inverso nel tempo per quanto concerne la applicazione sua attraverso i media ed è, anche questa, una dimostrazione della figura plasmabile e dilagante e possibile che comporta il suo uso quotidiano.
All’epoca in cui Inter-Net era ancora in una forma di sviluppo avanzato e quindi ad esclusivo appannaggio dei militari statunitensi, il Segretario di Stato americano Henry Kissinger, noto personaggio di spessore politico e dotato di una eccelsa qualità di ragionamento, scriveva in materia di pace e guerra in Asia, alcune interessanti opinioni personali qui estrapolate in qualche maniera con: 
l’elaboratore elettronico, (il computer , ora “personal computer ”) consente l’accesso ad innumerevoli fonti di dati, ma…
-elimina la costrizione di sintesi concettuale;
-restringe la prospettiva;
-rende difficile la valutazione dei singoli eventi.
In quelle parole si può anche leggere con pochi dubbi de: “la descrizione dell’evento”, la “conseguenza”, la “fatale e collaterale analisi del risultato”. Lo spostamento di pensiero -in breve- non è come deve essere ed è sempre stato il “processo storico” ma, viene confermato dall’analisi dell’illustre statista solo dall’evento stesso e, questo modus operandi nasconde piuttosto efficacemente (facendo perdere la percezione alle masse) il dominio dell’educazione all’ineguaglianza economico-sociale. La guerra, ad esempio, continuazione indispensabile agli imperialismi, un tempo sinonimo di “verifica delle forze in campo”, non può essere battuta dall’inefficace pacifismo e semplificata come “catastrofe”, perché se è vero come è vero abbia una sua “grammatica”, è parte perfetta della “logica” di chi intende continuare a dettare a terzi ritmi impositivi di sviluppo o meglio di non-sviluppo forzato imperialista, rincorrendo ed in seguito, le consuete pratiche violente. Inter-Net non si discosta semplicemente da una certa sua “militare caratteristica originale”: la efficace proliferazione di questa “attività digitale”, mette ombra sulle capacità di pensiero (ana)logico dell’Uomo libero-libero.

“La somma materia amorfa” sostenente l’umanità pensante e quindi viva, (filosofia et teologia, identica “richiesta” nell’Umanità cosmica e pensante) prezioso alimento contro di cui l’atroce destino tecnologico scontra la nostra esistenza moderna, è (di)Dio.

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The existential disorder that surrounds thinking Humanity, characterized by depressing stereotypes in general and generalizing, is muted by the existential limit, accepting this interpersonal conflict with awareness; the innovation pushes us, in the inevitable progress, to disguise our ability from the fierce instinct with a disposition proper to the “meaning seekers”: the accomplished, therefore, becomes the task and justification of the “journey of march”.
The human being, from the ancient exchange or barter and trade in goods and up to the current incautious and sinful commodification of himself, that man actor and protagonist of a practice generally called “work”, nominated and regulated at least eleven times in Sacred and Divine Quran, through this vital energy activity, it holds a form of communication comparable in its strength to the instinct of animal conservation, the origin from which to undertake all the information to live in community and expand into new ones, where a particular activity linked to the territory, it becomes the exclusive form of mediation / social bargaining modeling the human needs, that are at the same time forging the territory itself and modifying it heavily.

For some time, not long to be precise, as “technological evidence of universal key encrypted and coded in univocal computer algorithm“, a sort of innovative currency called “crypto currency”, -emplifying with bitter nonchalance the Bitcoin– suffers, risks dying, because today’s use in the quality of “scriptural money” is imposed on it by the market, which remains a medium of exchange, as it was intended to demonstrate in the overlying introduction.
In this article, in this open request for support for the dissemination of the essay (this underlined is the direct access to the modalities etc.) no further and precise clarification will be available in this regard, because as it is obliged and established, in a verse of Faith established by the dogma, everything is relatively simple, making this writing practically useless: Islam as Religion and Last Revelation, application of the universal right to common life (social thought) has no uncertainties whatsoever and, spreading through the Sacred Sure of the Koran, it perfectly clarifies the matter.
[And whatever you give for interest to increase within the wealth of people will not increase with Allah. But what you give in zakah, desiring the countenance of Allah – those are the multipliers.”]
Sura 30; Verse 39 as the first example.

In this regard, it might lead us to think that the crypto-currency is and should be delivered (the Nobel Prize, Joseph Stiglitz, does not seem to use half terms, see THIS LINK) as a very organized speculation, where the easy and generalized wealth that comes to interdict with this neo-pseudo currency, is a problem that no one can exempt from wanting to deal with, because it is already present and devastating.
Technological proof, in its essence of innovative progress, must not however be hindered tout court; for this and only reason, excluding the functional aspect of the medium in the possible and established link with trade and production as well as traditional finance, in this part article, in the theological root firm of the essay “Mā shā’ Allāh (XXI century schyzoid man)”, the crypto-currency and all the annexes and connected is a source of pride for the talent and the study shown by Man as a thinking being.
The aspects related to the deviated and possibly devastating axiom of favor for a substitution or flanking of the crypto-currencies to the nature and characteristics of the “traditional currency” understood and accepted globally as a “measure of value”, “means of exchange” and “value fund”, in the conceptual indifference between money and coin, from the ancient origin probably linked to our ancestors of ancient Rome and up to the days that see us protagonists, must be contrasted with every means available and even before dissolving the lace that these crypto-currencies insist on keeping with what in banking jargon is called “fundraising”.
There are striking reasons and a disconcerting reasonableness for which this statement appears as strong as violent and intransigent: the first and only that I want to indicate -for those who did not have enough faith- is that of impoverishment, of barbarity of precarious civil society gripped by ‘epochal confrontation with those crowded with under-proletarians and miserable who are moving towards them; unconnected and indifferent to the unsubstituted and irreplaceable WORK that composes the dignity and freedom of the individual, either “1 or 1000000” the remuneration to be considered, the crypto-currencies for how they have been defined by their gurus (“…forget about finance, of the market, of currencies as you have until now recognized…) are a dangerous act of sabotage against civil societies. It is not their volatile, fast, risky, reckless, evanescent, impalpable nature and so on to be feared or underestimated for their own guarantee, it is not the risk and uncertainty to be considered a danger for the achievement of one’s purpose but, the very high probability of having to passively accept the affront of the desperate who will attack the walls that have somehow defended and protected us; the predisposed and designated organs and even the police ones, will not be able to do so (occasionally they will become protagonists of double-activities) and, above all, there will be no sheltering places, to be defined as “safe”.

#Messicanizzazione (information -ITA only- on Twitter in the link) now has some definitions; a strong destabilizing push, takes place on the part of indirect and collateral-undesidered effects of Capitalism on generiis and in particular from that aspect defined as consumerism; (draft of the elaborated DIAGRAM available HERE)

#messicanizzazione_schema
#messicanizzazione (ITA_scheme)

in reality, in a highly aseptic and theoretical elaboration, it has some “counterweights”: small-scale permanent wars; corruption as a “status quo”; segregation and obscurantism for (the / some) masses. The nebulous advent of the cyber crypto-currency would cause an alteration of this “equilibrium”, because its production and its exchange -gradually destabilizing the gold reserves and their “real value” for the beginning- in addition to needing a huge quantity of energy if “the miners” remain bound by the performances, cleared by customs that we would be immune from hacker attacks, (literary concession?) would remove by resetting and reshaping the forces of the geo-political powers in the field and the supremacy of the imperialist States.

  • What do we mean by “energy”, not underestimating the electrical one that is indispensable for the production of the crypto-currency? Should we also evaluate “another informations” by reasoning about crypto-currency and the possibility of endorsing its diffusion in a worldwide function?

Quoting (automatic translation, please do not consider the translation under this lines as an excellent quality one, thanks) from “Mā shā’ Allāh (XXI century schyzoid man)”:

Inter-Net is all our present; it is a planetary permeation, apparently timeless, although the language has been assimilated perfectly and understood in every latitude. Ask the question unfair if, if this “information system” is not necessary but at least useful and not just a use for communicative and expressive evolution of the masses, it can not have an answer characterized by peremptory and attributable to the form “yes” or ” no “and not even a judgment balanced by any particular social condition is a guarantee for an answer that makes sense for this time.
Without the encouragement of historical and philosophical research through remote or near times, it is sufficient, due to the simplistic nature of the medium, (the reference is to the binary system: “0; 1”) to make use of some concepts and expressions of casual circumstances, taken from the recent past and exposed by those so-called “modern” thinkers who had -not directly- hypothesized and glimpsed the relationships without having been able to evaluate the latest developments, attesting their impressions in a very specific anthropological context of modern society in which they have lived or are still living, that is Western and capitalist society, a place where Inter-Net has certain origins. The emulation, a fine Inter-Net characteristic, is therefore taken in the opposite time as regards its application through the media and is, also this, a demonstration of the pliable and invasive and possible shape that involves its daily use.
At the time when Inter-Net was still in a form of advanced development and therefore exclusively for the US military, the US Secretary of State Henry Kissinger, a well-known figure of political importance and endowed with an excellent reasoning quality, wrote on the subject of peace and war in Asia, some interesting personal opinions here extrapolated in some way with: the computer, (now “personal computer”) allows access to countless data sources, but…
– eliminates the constriction of conceptual synthesis;
– restricts the perspective;
– it is difficult to evaluate individual events.
In those words we can also read with few doubts about: “the description of the event”, the “consequence”, the “fatal and collateral analysis of the result”. The shift of thought -in short – is not as it should be and has always been the “historical process” but, confirmed by the analysis of the illustrious statesman only by the event itself, this “modus operandi” hides rather effectively (making the perception to the masses) the domination of education to economic and social inequality. The war, for example, an indispensable continuation of imperialism, once synonymous with “verification of the forces in the field”, can not be beaten by ineffective pacifism and simplified as “catastrophe”, because if it is true it is true that it has its own “grammar”, is a perfect part of the logic of those who intend to continue to dictate to third parties the impositive rhythms of development or rather of imperialist forced non-development, chasing and following, the usual violent practices. Inter-Net does not simply depart from a certain “military original feature”: the effective proliferation of this “digital activity”, puts a shadow on the ability of (ana)logical thinking of the free-free Man.

“The sum amorphous matter” supporting the thinking and therefore living humanity, (philosophy and theology, identical “demand” in the cosmic and thinking Humanity) precious food against which the atrocious technological destiny clashes our modern existence, is (of )God.

Other articles about #messicanizzazione:
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#MESSICANIZZAZIONE (Ultima attività)_parte 2di2 / #MESSICANIZZAZIONE (Last activity)_part 2of2

Il consenso popolare, leggi clamore levato dalla moltitudine commossa che esprime entusiasmo, ammirazione, augurio, esortazione ed in ultimo speranza, è fondato sulla propria sicurezza: giustizia, legalità, organizzazione e sviluppo come prospettiva di incremento del benessere, vengono sempre in soccorso e spesso in subordine a questo naturale ed umano primo istinto irrinunciabile.
Il presente articolo che segue e completa #messicanizzazione (cliccare QUI per accedervi) sterza con vigore verso il lato spirituale del grave problema, il quale è stato esposto nella parte precedente; considerato che per ottenere sicurezza l’essere umano ha unicamente due vie o prospettive da seguire per il corso della vita, cioè la ragione materiale e fisica e, quella di risoluzione per lo spirito, quest’ultima diviene una ma non esclusiva e condivisibile, in quanto il male deve esistere ed essere identificato perché il bene possa essere esaltato a valore di conquista. Il male, inoltre, serve a mantenere una chiara divisione da ciò che è terreno a quanto è paradisiaco, privilegio assoluto da conquistare.

Ebbene, sicurezza materiale e sicurezza spirituale, sono ed appaiono due vie distinte: in realtà lo sono e senza dubbio; la prima è assolutamente condivisibile in ogni angolo del Pianeta e da ogni elemento umano sano, la seconda intende di una scelta, una (in seguito) partecipazione anche esclusiva ed alle volte discriminante che la distingue. (Va da sé che l’elemento agnostico, positivista ed ateizzante, appartiene de facto al primo insieme, anzi: la sua costituzione è indice di rigetto e quindi lo separa nettamente dal gruppo secondo).
Oggi, nell’era della condivisione delle informazioni globale ed immediata, la sicurezza materiale è regolamentata nelle società da differenti legislazioni ed Ordinamenti, le quali Società, si riconoscono in una diffidenza mediata dall’interesse commerciale, sebbene l’intento è il medesimo; lo scarto e solo questo -anche umano- (non deve per questa analisi intendersi affronto od una accondiscesa idea alla disumanità, perché dall’origine della storia dell’umanità, è una sorta di selezione naturale devastante da considerarsi prima di ogni giudizio: questo è -infine- umana essenzialità al cospetto di Dio, il male da considerare per glorificare il bene, ultima e definitiva prova di Dio!) va non distrutto come un tempo, oppure diviso e soggiogato (culturalmente) come da una lectio magistralis di geo-politica abbiamo in seguito studiato ma, confinato.
Muri, carceri, ghetti: questi sono oggi gli unici e certi elementi della messicanizzazione, non ideologie oppure manifestazioni di demagogia ad opera di romantici proletari e dei loro sfruttatori coalizzati nei Governi monopolisti che credono di rappresentarli.

La messicanizzazione -espressione umana di ricerca di sicurezza materiale- una volta chiarite alcune delle sue particolarità, è quindi utile? La messicanizzazione, quindi, è irrinunciabile nonostante il ridimensionamento anche estremo e del mondo del lavoro e dell’etica e morale? Quale impatto consegna alla religiosità dell’individuo? Gli Stati devono combattere la messicanizzazione oppure adeguarsi?

Prima di tutto bisogna studiarla a fondo, non banalizzarla o renderla parte di qualche stereotipo diffusosi in ambienti di show business mediatico e radiotelevisivo in particolare attirati dalla cronaca; la messicanizzazione è un movimento moderno, modernissimo.
Non sono possibili conclusioni e prese di parte certe, al momento; stupido è indicarne ora e forse anche irresponsabile. La messicanizzazione dilagante e planetaria, probabilmente effetto di un capitalismo affetto da mercificazione esasperata, certamente prosciuga, esautora dalla legalità necessaria alcune attività umane e ne accresce altre, a cominciare da quelle -benemerite- che si estendono dall’interesse per la sicurezza dell’anima (le Onlus, ad esempio, a partire dalle Caritas) a quello -dato di fatto- della gestione materiale del problema.

Il ridimensionamento anche estremo del fallimento delle Aziende (e di conseguenza delle politiche sociali degli Stati in ricerca di soluzioni dalle stesse) le quali cercano sviluppo nelle piattaforme affette dal problema messicanizzazione è realtà, così come è e deve essere realtà il considerare la sicurezza dello spirito (la seconda via) nell’affido all’unica Fede che affronta deliberatamente questioni materiali e di coscienza sullo stesso piano e con precisione: l’Islam declericalizzato.
Questa affermazione non indica un atto di proselitismo: affidarsi, verbo riflessivo, è qui sinonimo per un affronto onesto alla lettura della necessità (di sicurezza) degli altri, di quella enorme religiosa massa che è in procinto di invadere i recinti che verranno costruiti; Cristiano o Mussulmano (l’invocazione al Dio Unico è la stessa!) è -per questa analisi- denominazione quasi irrilevante: l’unica certezza è che ognuno di noi non potrà esimersi dal fare la propria parte, piaccia questo fare oppure no, scelga di stare al di qua del muro oppure dall’altra parte.


L’appello per la diffusione di questo sito e del tema proposto non è nascosto, (UN “LIKE” E’ ADDIRITTURA TROPPO POCO): potrebbe divenire una necessità economica, anche vile per il suo mantenimento; un sentito ringraziamento all’autore e mai inconsapevole autore del neologismo in questione sarà sempre disponibile: grazie @Forchielli 

 

#messicanizzazione ( termine di ricerca per Twitter)
#mashallah_book (termine di ricerca per Twitter per seguire brevi sviluppi in tema da parte dell’autore del presente testo)

ESCLUSIVO! La video presentazione dello schema: https://twitter.com/MshAllh_theBook/status/941650769027174401


The popular consensus, clamor laws raised by the agitated crowd who expresses enthusiasm, admiration, wishes, exhortation and ultimately hope, is based on the own security: justice, lawfulness, organization and development as a prospect for increased wellbeing, are always in relief and often subordinate to this natural and human first indispensable instinct.
This article follows and completes the first one #messicanization (click HERE to access it) steadily vigorously towards to the spiritual side of this serious problem, which was discussed in the previous section; given that for human security there are only two ways or perspectives to follow for the course of life, that is, material and physical reason and the resolution for the spirit, the latter becomes one but not exclusive and shared because evil must exist and be identified so that good can be exalted to the value of conquest. Evil also serves to maintain a clear division of what is earthly to heavenly, an absolute privilege to conquer.

Well, material safety and spiritual security are and appear two distinct ways: in reality they are and without a doubt; the first is absolutely shared in every corner of the Planet and from every healthy human element, the second one is intended to be a choice, a (later) participation even exclusive and at times discriminating that distinguishes it. (It goes without saying that the agnostic, positivist and atheistic element belongs de facto to the first set; indeed, its constitution is a rejection basis and therefore separates it clearly from the second group).
Today, in the era of the sharing of global and immediate informations, material security is regulated in societies of different laws and ordinances, which the Society recognizes in a mistrust mediated by commercial interest, although the intent is the same; the scrap and only this -albeit human- (it is not necessary for this analysis to mean an affront or an ignorant idea of ​​inhumanity, because from the origin of the history of humanity, it is a sort of devastating natural selection to be considered before any judgment: this is -at the end- essential essence in the sight of God, the evil to be considered to glorify the good, the last and final proof of God!) is not destroyed as a time, or divided and subdued (culturally) as from a “lectio magistralis” of geo-politics we later studied but, confined.
Walls, prisons, ghettos: these are today the only and certain elements of messicanization, not ideologies or demonstrations of demagoguery by romantic proletarians and their coalition exploits in monopolistic governments who believe to represent them.

The messicanization -human expression of material security research- once you clarify some of its peculiarities, is it useful? Messicanization is therefore indispensable despite the extreme rejection of the world of work and ethics and moral? What impact does it give to the individual’s religiousness? Does the States have to fight messicanizzazione or adapt?

First of all, it is necessary to study it thoroughly, not trivialize it or make it part of some stereotype diffused in media and television show environments particularly attracted by the news; messicanization is a modern movement, modern one.
Certain conclusions and assumptions are not possible at this time; stupid is to point it now and perhaps irresponsible. The rampant and planetary messicanisation, probably the effect of a capitalism with exasperated merchandise, certainly dry, exempts from the legality necessary certain human activities and increases others, starting with those praiseworthy one which extend from the interest of the soul’s safety (non-profit organization, for example, starting with Caritas) to the fact of the material management of the problem.

The extreme extent of the failure of Companies (and as a consequence of the social policies of the States that seek solutions from them) seeking development in the platforms affected by the messicanization problem is reality, as is and must be a reality to consider the security of the spirit (the second way) I entrust myself to the one Faith who deliberately faces material matters and conscience on the same desk and with precision: Islam with no clergy.
This affirmation does not indicate an act of proselytizing: trusting, reflective verb, is here synonymous with an honest affront to the reading of the necessity (of security) of others, of that huge religious mass that is about to invade the enclosures that will be built; Christian or Muslim (the invocation to the One God is the same!) is -for this analysis- almost irrelevant denomination: the only certainty is that each of us can not escape from doing his part, like this or not, choose to stand on one side of the wall or on the other.


The call for the dissemination of this site and the proposed theme is not hidden, (“LIKE” IS EVEN NOT MUCH) indeed: it could become an economic necessity, even defective for its maintenance; a thank you to the author and never aware of the neologism in question, will always be available: thanks 
@Forchielli 

#messicanizzazione (search term for Twitter)
#mashallah_book (search term for Twitter to follow up on the subject’s short story by the author of this text)

Exclusive! The video presentation of the scheme (ITA_only): https://twitter.com/MshAllh_theBook/status/941650769027174401

 

#MESSICANIZZAZIONE come neologismo italiano per sintetizzare un processo storico-politico di frantumazione delle classi sociali senza precedenti. (Ciò che avete studiato, non ci appartiene!) / #MESSICANIZZAZIONE is an Italian neologism to synthesize a historical-political process of unprecedented social classes crushing . (What you have studied does not belong to us!)

Il saggio (in cerca di consenso, pubblicazione!) “Mā shāʾ Allāh (XXI century schyzoid man)” riprende e senza esitazione, una eclettica e lucida quanto asettica esternazione usata con arguzia da un noto stratega manageriale del campo della finanza e riassunta dal medesimo nel termine nuovo di conio -alquanto sembra- “messicanizzazione”.
L’autore di questa uscita, Forchielli, si presume data l’onestà intellettuale che si evince dalle sue argomentazioni, non insinua od allude minimamente al Messico quale Stato sovrano e glorioso Paese latino una responsabilità diretta, oggettiva od addirittura una snaturata volontà di repressione ai danni delle classi sociali meno abbienti, no affatto! Egli -deduco dalle letture sui generiis e del tema specifico che circola con insistenza nei testi virtuali (#messicanizzazione è un termine di ricerca sempre più noto su “Twitter”)- adotta questo termine per evidenziare un processo transitorio che si è radicato con evidenza particolare proprio in quelle Lande, laddove “Messico” probabilmente è stata una scelta casuale, perché “Napoli, Italia”; “Caracas, Venezuela”; “Illinois, USA”; “Salvador, Brasile”; “Lagos, Nigeria” e tante altre zone del mondo e senza motivazioni politiche, sarebbero state comunque efficaci per evidenziare realtà di cui mi accingo a scrivere riportando l’analisi fredda nei termini che mi competono maggiormente, cioè quelli che lasciano la ricerca delle motivazioni, per altro sempre attuali da rivedere nei capitoli che la storia ci ha presentato, in favore di una possibile esplicazione del presente, il quale, si deve confrontare con una prospettiva di ragionamento atta a non alimentare appunto la disastrosa messicanizzazione.
Se da un lato le coreografiche presentazioni sono state già ottimamente presentate, vedi in Italia ed oltre da Saviano (“Gomorra”) oppure per il mercato globale da “Narcos”, rimanendo nel campo delle scienze mediatiche sempre così importanti oggi, dall’altro e cioè quello sociale e politico che la storia conserva nei volumi scolastici, la ripresa di motivazioni che possano spiegare questo fenomeno legato alla disparità sociale da combattere attraverso concetti marxisti, socialisti e così via, sembrano “passate”, “superate” o, irrealizzabili, perché sbagliati nei fondamenti praticati; la Cina comunista, ad esempio, il prossimo dominatore del Pianeta in ogni livello a noi dichiarato, sta percorrendo una fase politica che potremmo spiegarla in Occidente come “transitoria”, semplicismo gratuito dovuto alla nostra genetica prospettica visionaria. (Reazionaria, in seguito)

Mā shāʾ Allāh (XXI century schyzoid man)” interroga in altro modo.
Mā shāʾ Allāh (XXI century schyzoid man)” definisce la messicanizzazione come diversificata e diversificante, banalmente in metamorfosi continua; dove lo Stato sociale è allo sbando sarà più celere, accentuata e, dove esiste, questo sarà certamente corroso. L’accusa generalista verso la finanza egemone è superata quanto lo è (fintanto che lo è) il richiamo al socialismo, laddove la finanza certamente favorisce (chiamata a correo) la messicanizzazione ma non in concorso di colpa; la finanza o “potere post-economico”, in somma, non può neppure essere indicata per sopperire alle politiche snaturate, alle vergogne dei politicanti corrotti e corruttibili: impossibile chiedergli questo.
La messicanizzazione è naturalmente “materiale umano”, un attività di risulta, la quale, per la legge dell’entropia, troverà rimedio in altra componente umanoide considerata oggi la politica come evanescenza (spettacolo) e quindi impareremo nuovamente a leggere di Religione.

Mā shāʾ Allāh (XXI century schyzoid man)” tenta una spiegazione di questo fondante legame animato e lo fa attraverso temi e capitoli di cui oggi, a parte una nascosta intellighenzia di filosofi di cui non sentiremo parlare, nessuno vuole discorrere se non con sceme pubblicazioni, istantanee di cronaca e macchiette da avanspettacolo da proporre in seconda serata.
Il martirio; l’Islamofobia; il (poco) fascino discreto del capitalismo; il terrorismo islamico ed altri scottanti temi -considerando l’Islam ultima Religione in ordine di tempo rivelata e sviluppo della Fede abramitica definitivo (riprende l’Ebraismo ed il Cristianesimo senza annullarli) nonché Religione -l’Islam- che incorpora schemi finanziari ed economici ma non politici– sono disponibili alla lettura, al confronto ed alla critica. Ora e finché c’è tempo; utile.
(In subordine chiedo asilo, QUI :-O)

NOTA sull’immagine del titolo: scaricata gratuitamente (in attesa di verifica) da Google.com, di Angelo Lopez (@angelolopezart) GRAZIE!

-> MESSICANIZZAZIONE, PARTE 2 (QUI)


The essay (seeking consensus, publication!) “Mā Shā’ Allāh (XXI century schyzoid man)” resumes and without hesitation, an eclectic and lucid aseptic externation used wisely by a well-known managerial strategist in the field of finance and summed up by the same in the new term of coinage- it seems to be- “messicanization“.
The author of this outcry, Forchielli, is, presumed he has an intellectual honesty on his own outlined by his arguments, does not insinuate or even allude to Mexico as a sovereign and glorious Latin Country a direct, objective, or even a distorted will to repression damages of less well-off social classes, not at all! He -from the genre readings and the specific theme that circulates with insistence in virtual texts (#messicanizzazione is an increasingly popular search Italian term on “Twitter”)- it uses this term to highlight a transient process that is rooted in particular, precisely in those countries where “Mexico” was probably a random choice because “Naples, Italy”; “Caracas, Venezuela”; “Illinois, USA”; “Salvador, Brazil”; “Lagos, Nigeria” and so many more areas of the world and without political motivations, would still be effective in highlighting the reality I’m here to write about by bringing aseptic analysis into the terms I am most competing with, that is, those that leave the search for motivations and more and more current ones to be reviewed in chapters that history has presented us, in favor of a possible explanation of the present, which must be compared with a perspective of reasoning not to cure the disastrous messicanization.
On the one hand, choreographic presentations have already been well presented, see in Italy by Saviano (“Gomorra“) or for the world market by “Narcos“, remaining in the field of media sciences always so important today, on the other social and political history that the history retains in the school volumes, the resumption of motivations that can explain this phenomenon linked to social inequality to be fought through Marxist, Socialist, and so on, seem to be “past”, “overcome” or unrealizable, because they are wrong in foundations in practice; Communist China, for example, the next ruler of the Planet at any level stated to us, is pursuing a political phase that we could explain to the West as “transient”, free simplicity thought due to our visionary genetic perspective. (Reactionary, subsequently)

“Mā Shā’ Allāh (XXI century schyzoid man)” interrogates in another way.
“Mā Shā’ Allāh (XXI century schyzoid man)” defines messicanization as a diversified and diversifying, banally in continuous metamorphosis; where the social state is on the drift, it will be faster, more accentuated, and where it exists, this will certainly be corroded. The generalist accusation towards hegemony finance is overcome as it is (as long as it is) the call to socialism, where finance certainly favors (called to correct) messicanization but not in blame; finance, in sum, “the post-economic power”, can not be indicated neither to overcome the distorted social policies, the shame of corrupt and corrupt politicians: it is impossible to ask for this.
Messicanization is naturally “human material”, a result of which, by the law of entropy, will find remedy in another humanoid component considered today politics as evanescence (show!) so we will learn again to read about Religion.
“Mā Shā’ Allāh (XXI century schyzoid man)” tries an explanation of this foundational link and does it through themes and chapters which today, aside from a hidden intellectual intelligence of philosophers we will not hear about, no one wants to talk except with silly publications, chronicle snapshots and peripheral comedians to be presented.
Martyrdom; Islamophobia; the (less) discrete charm of capitalism; Islamic terrorism and other cruel themes -considering the ultimate Religion of Islam in the order of time revealed and, the development of the definitive Abramitic Faith (resuming Judaism and Christianity without undoing them) as well as Religion –Islam– incorporating financial and economic but non-political schemes– are available reading, confronting and criticizing. Now and as long as there is time; helpful. (In the alternative I ask asylum, HERE: -O)

La #messicanizzazione è realtà citata nel saggio che cerca pubblicazione! #mashallah_book chiede followers, re_tw pic.twitter.com/VhvhmiuIP7
— MāshāʾAllāh_the book (@MshAllh_theBook) 7 novembre 2017

Exclusive! The video presentation of the scheme (ITA_only): https://twitter.com/MshAllh_theBook/status/941650769027174401

NOTE on title image: downloaded for free (waiting for verification) on Google.com, by Angelo Lopez (@angelolopezart) THANK YOU!

-> MESSICANIZATION PART TWO, HERE.

Chiedo venia; anzi no, chiedo asilo! / I apologize; no, no, ask for asylum!

Le recenti vicende seguite alla richiesta di indipendenza della Catalogna, producono, in aggiunta alla massa di notizie più o meno veritiere (le fake news sono costantemente tra noi lettori ed apatici ascoltatori, no?) una serie di movimenti diplomatici di cui e quasi paradossalmente, una vasta platea di persone perseguitate necessitano ma si vedono frequentemente respingere nel principio. Ciò che la Politica ma, meglio dire una generalizzata e distaccata classe di politici internazionali non riesce a comprendere, è il concetto nella sua ratio di origine, il quale contraddistingue e specifica quanto è il sostentamento e linfa vitale per ogni perseguitato: cioè il suo asilo, la sua protezione e difesa ad oltranza.
Sembra che il numero da intendersi come cifra contenitore delle “richieste”, sia il deterrente principale anche per un affronto della questione in termini addirittura umanisti, laddove le Fedi religiose ed in special modo quelle abramitiche come ispirazione, offrono attraverso le loro organizzazioni senza profitto, una specie di pezza ma poco di appoggio e certamente al di fuori da ogni logica politica od Istituizionale.

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INFOGRAFICA Rapporto annuale Global Trends UNHCR

I presenti testi che riempiono questo blog personale atto alla ricerca di un certo spazio editoriale sovvenzionato, nella difficoltà momentanea di non avere un supporto misurato, certamente economico, sono in balìa non di un oblio ma, di un potere per nulla occulto che ostacola, chiude, nasconde e paralizza ogni tentativo di diffusione.
La natura islamica (nel principio) è derisa, sottovalutata, incompresa e limitata non da una violenza verbale di cui dovrei spiegare ma, dalle non motivazioni che seguono ogni affermazione e pubblicazione denigrando, svilendo e banalizzando le argomentazioni anche siano come sono sovente di natura positivistica e con un seguito.
E’ una assurdo-pseudologico che descrive questi atti e di cui il saggio “Mā shāʾ Allāh (XXI century schyzoid man)” è in qualche modo vittima; un accentramento di poteri illustri definibili come intellettualoidi i quali attanagliano ogni spiegazione o presunta tale offerta da codesto testo.
Non c’è una ragione precisa (sic!) per questa perseveranza destabilizzatrice ma, esiste una sfera geopolitica, ideologica e trasversale, la quale vuole relegare l’Islam (non la Umma, la Comunità di fedeli…) come “testo autorevole datato” assolutamente incompatibile con le strategie geopolitiche transnazionali ed Occidentali in forte espansione in ogni Landa conosciuta e grazie alla “mercificazione”, al consumismo di deriva di cui si compone.

Per tanto il sottoscritto, chiede asilo e, lo fa’ apertamente ed ufficialmente ai Paesi scevri da gioghi di potere prettamente ideologizzati dalle spinte ateiste e connessi con il lucro come ideale massimo, laddove la teocrazia rimane, comunque, un invenzione umana e quindi non accettata come unico aspetto da proporre in discussione.

In Fede,
L.d.N.


The recent events following the request for Catalonia’s independence produce, in addition to the mass of news more or less truthful (fake news are constantly among us readers and apathetic listeners, no?) a series of diplomatic movements of which and almost paradoxically, a large crowd of persecuted people need but they often see themselves being rejected in the beginning. What Politics but, better to say, a generalized and detached class of international politicians fails to understand, is the concept in its ratio of origin, which distinguishes and specifies what is the livelihood and lifeblood for every persecuted person: his or her asylum , his protection and defense to the extreme.
It seems that the number to be understood as the enclosure of “requests”, is the main deterrent also for a confrontation of the issue even in humanistic terms, where the Religious Faiths and especially those abramite as an inspiration, offer through their unprofitable organizations, a kind of piece but little support and certainly out of any political or institutional logic.

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INFOGRAPHIC Annual Report UNHCR Global Trends: “Where are the refugees?”

The present texts that fill this personal blog in search of a subsidized editorial space, in the momentary difficulty of not having a measured, certainly economical support, are at the mercy of not forgetting but of a hidden, obstructing power that closes, hides and paralyzes every attempt to spread. Islamic nature (in the principle) is deranged, underestimated, unmanaged and limited not by verbal violence I should explain but, by the non-motivations following every affirmation and publication denigrating, waving and trivializing the arguments are also as they are, often of positivist nature and with followers.
It is an absurd-pseudo logic who describes these acts and whose essay “Mā Shā’ Allāh (XXI century schyzoid man)” is somehow a victim; a centralization of definable powers that can be defined as intellectuals who perceive every explanation or supposed that offer from this text.
There is no precise reason (sic!) for this destabilizing perseverance but there is a geopolitical, ideological and transversal sphere that wants to relegate Islam (not the Ummah, the community of faithful…) as “authoritative text but dated” absolutely incompatible with the rapidly expanding Transnational and Western geopolitical strategies in every known Land and thanks to the “mercification”, the drift consumerism of which they are composed.

So, me undersigned, asks asylum, and makes it openly and officially to the Countries that are free from bonds of purely ideological power driven by atheistic thrusts connected with the profit as the maximum ideal, whereas theocracy remains a human invention and hence unacceptable as the only aspect to be discussed.

Sincerely yours (Faithfully)
L.d.N.

 

AAA intellettuali cercasi / AAA intellectuals Wanted

La storia recente dell’Occidente, ci ha presentato, tra scienze e discipline sociali eccetera, anche alcune prospettive che sono state definite come movimenti e correnti di larga e catalizzante partecipazione comunemente denominate nel “socialismo”… nella “democrazia”… “moderna psichiatria e scienze sociali”… “esperienze religiose e psicoanalitiche: il cristianesimo sociale”… ed ancora eccetera; codeste tendenze, sono oggi il prestito, il lascito che ci accomuna qui, nel mondo -o meglio dire- nella “parte di mondo” dal quale riceviamo massima visibilità e soprattutto attivo sostentamento. Il corso del tempo ha fatto elevare l’edulcorazione degli insiemi ed appena citati, come massima espressione adottando nel mentre il termine “sviluppo”.
Oggi, l’irraggiungibile Impero cinese e lo sdoganamento delle dottrine dogmatiche, finalmente quest’ultime lasciate senza strascichi e paure recondite, sono quantomai vicini al rientro della visione marxista, oggi per altro defunta ma in fase riesumante, vedi i teoremi Glucksmanniani del “Fa’ quel che vorrai!” (Fay ce que vouldras!“); significa che mai prima di oggi e per quanto riguarda la storia dell’umanità, il capitalista diviene CAPITALISTA scevro da patemi d’animo e, mai prima d’ora lo PSICHIATRA affronta come affronta oggi il primo e radicale problema dell’incesto.
(La DEMOCRATICA radice mai come oggi è senza terra ed il SOCIALISMO, non per conseguenza ma per scissione, mai come oggi è vincolato nel Popolo stesso che lo assume come forma “populista”)
Nessuno di noi per conseguenza, è mai stato quello che ritiene di essere stato.

Il novo mondo, quello che non capiremo, è già pronto ed incomprensibile; la verità (nascosta od indecifrabile ai titolari di visibilità mediatica) è che la finanza egemone non può venire in soccorso alla politica snaturata ed ora tocca affrontare la Religione, (quella Islamica universalista in particolare) quell’amalgama sociale disperato che non teme di sopravvivere. L’attenzione particolare deve essere posta sopra i tentativi di corporazione che le alte sfere -clericali o no- delle Fedi religiose vorranno indicare alle masse spinte verso una #messicanizzazione per dirla alla Forchielli. Urge quindi una lettura teologica e mai una revisione con i mezzi e le conoscenze che abbiamo oggi a disposizione: i vocaboli vanno addirittura “sprecati”, laddove il silenzio intellettuale è alimento per porci.

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The recent history of the West, has presented us, between science and social disciplines etc., also some perspectives that have been defined as movements and currents of broad and catalyzing participation commonly referred to in “socialism” … in “democracy” … “modern psychiatry and social sciences” … “religious and psychoanalytic experiences: social Christianity” … and again and so on; the course of time has made the edulcoration of the sets and just mentioned, as the maximum expression while adopting the term “development”.
Today, the unattainable Chinese Empire and the customs clearance of dogmatic doctrines, finally the latter left without trace backs and fears, are close to the return of the Marxist theorem, today deceased but in the exhuming phase, see the Glucksmannian vision of “Do what you want!” (Fay ce que vouldras!); it means that ever before and with regard to the history of humanity, the capitalist becomes CAPITALIST, with no hesitation and never before has PSYCHIATRY faces the first and radical incest to face today.
(The DEMOCRATIC root never as today is without ground and SOCIALISM, not by consequence but by division, never as it is today bound in the People itself, which assumes it as a populist form)
None of us consequently has ever been what he/she thinks he/she was.

The new world, what we will not understand, is already ready and incomprehensible; the truth (hidden or indecipherable to mass-media visibility holders) is that hegemon finance can not come to the rescue of distorted politics and, now it is up to the Religion, (the universalist Islamic in particular) the desperate social amalgam that is not afraid to survive. Particular attention must be given to attempts by the corporation that the high spheres -clerical or not- of the Religious Faith will want to point to the masses pushed toward the #messicanizzazione (A. Forchielli, financial analyst and managerial strategist). Therefore, urges a theological reading and never a revision with the means and the knowledge we have at our disposal today: words are even “wasted”, where intellectual silence is food for pigs.

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La parola e la preghiera agli onorevoli Sauditi / Word and prayer to the honorable Saudis

Il sito internet ufficiale in italiano del Governo dell’Arabia Saudita, nella sezione http://www.arabia-saudita.it/page.php?id=116, riporta un esaustiva descrizione dell’Islam e dei suoi valori e principi di Fede. Per ogni Uomo di Fede e quasi esclusivamente per quelli islamici, quell’appendice è un notevole merito ed orgoglio, un altro potremmo ben dire; la mole di attività che questo […]