Nota a margine. / A side note.

Note for the kind (lang.) English readers: please scroll (always) down to find the text; be aware that the translation has been entrusted to the automatisms of virtual systems. Thank you.

L.d.N.

Ho considerato ed assaporato l’idea di rilanciare un ipotesi discriminante e feroce di pensiero nonostante l’articolo risolutivo scritto per l’atto finale del blog in favore del libro e che potete trovare QUI; la stizza che nutre la vena ed il suo ramo di articolazioni per lo specifico riguardo, è però sempre troppo violenta e dolorosa nell’atto della propagazione sua: Vi chiedo umilmente -ed è l’unica concessione che Vi ritroverete cari lettori- di pregare e donare al sottoscritto un gentile pensiero che cercherò di tradurre come fosse placebo lenitivo ed attimo di pace interiore…
(Lo posso fare e lo farò grazie anche a Voi, SDV)

Viviamo in un periodo di transizione storica e politica; dopo “decrescita”, dopo “diseducazione”, correnti di pensiero che hanno seguito le varie e variegate e senza dubbio sagge, a tratti immense pubblicazioni che trattano della nostra esistenziale civile epoca moderna, senza andare a scomodare le origini (evidenziate nel saggio “Mā shāʾ Allāh (XXI century schyzoid man)” in cerca di particolare attenzione) del sommario pensiero dell’Uomo e della civiltà Occidentale ed Orientale, (incentrata da me nella Ummah in questo particolare) rimangono fluttuanti troppe incognite già definitesi nella biologia evolutiva, nella economia comportamentale.
Un primo spiegamento delle contraddizioni e degli orrori che dalla fine della seconda guerra mondiale non si sono per nulla placati ma hanno solo un inquadramento geopolitico differente, in un moto -per così dire- bastardo, ha portato l’alto pensiero ad uno stallo, ad un concentrico e tautologico movimento piuttosto accademico nella sua complessità descrittiva.
L’accusato è rimasto solo alla sbarra: dopo morte e la sepoltura in tutta fretta del socialismo reale, delle ideologie (quasi) tutte fatte a pezzi in favore del Mercato unico e globale, elevando la tecnologia come “secolare nuova religione” da adottarsi senza eccezione se non quella finanziaria che disdegna apertamente l’equilibrio, il capitalismo è l’unico e comprensibile imputato alla sbarra, sebbene non ci sono giudici pronti a dare inizio ad un processo vero e proprio.

La dissoluzione delle società come classe particolare, il millenarismo, il fatalismo, l’utopismo e tutto il resto, ci consegnano esagerate problematiche generazionali, le quali sfoceranno nel medio termine in un epocale sostituzione e mescolamento (bastardo? -cit.-) di culture che i soli profittatori di pensiero innanzi a tutti, adducono come “nuova prospettiva sociale”, “convivenza possibile dell’umanità” e via dicendo, alimentando un assistenzialismo di stampo Cattolico inefficace e deleterio per come la storia del “sud del mondo” (colonizzazioni assolutamente comprese) ci insegna.
Il “melting pot” è un falso storico; un ipocrisia che giorno dopo giorno ci consegna ed allarga di conseguenza il distacco delle masse, di quelle masse che non trovano rappresentazione democratica o pseudo tale, se non nel nome di quel consumo che la legge del Mercato continua ad imporre e che però molto presto lascerà marcire innestando la cancrena iniziatasi con la formale denominazione e catalogazione sociale del “sottoproletariato”.
Tralasciando gli sviluppi (ad onor di cronaca letteraria rimando la ricerca sul canale mediatico “Twitter” dell’acronimo mediatico ed oggi comunemente detto hashtagmessicanizzazione#messicanizzazione) di questi nuovi accentramenti/feudi sociali, ciò per cui mi sveno, è l’indicare della “nostra posizione” appunto all’apice di quella transizione storica indicata poco sopra; questa è una constatazione precisa e risolutiva perché inquadra perfettamente quello stallo indicato nel contesto appena proposto e, lo spiega altrettanto perfettamente: ogni studio preso in esame prima del presente (la “completa” trattazione avviene ovviamente nel saggio che potrete sostenere per la sua pubblicazione da questo LINK! oppure questo LINK!) avviene sempre e comunque come “risultato” oppure “esito” di un preciso arco temporale che spesso coincide e senza mezzi termini con “le guerre mondiali e l’Olocausto in particolare”, “il pensiero cartesiano”, “l’Illuminismo”, “il Marxismo”, “le Religioni racchiuse nello spazio temporale dell’Uomo vivente e quindi nello stretto spazio liturgico”…
In somma, l’ancora (zavorra in taluni casi) del pensiero è ammarata in un passato o trapassato remoto, lasciando praticamente “tutto il resto” alla fantasia od alla fantascienza dei romanzi.

“I giuochi di potere” non mi interessano a questo punto: l’indice è verso l’ignorante pensiero che il globo sia popolato da esseri tutti umani ossia, per svelare questa piccola provocazione, che esista un Pianeta denominato “Terra” affranto dalla voglia di approdare in un Umanesimo comune, sia a prevalenza religiosa oppure agnostica od atea. (Come -ad esempio- voler affrontare il nuovo valore nella scala di compassione ed assistenza di genere che in talune società civili d’Occidente le bestie hanno raggiunto superando di una lega o due l’essere umano?)

Certamente questi sommi capi esposti non possono e non hanno la pretesa di indicare un “cammino novo” (Nota: l’ultimo capitolo del saggio è un esempio insuperabile!) ma, inseriscono l’idea di poter svincolare il primario legame del ragionamento e per qualsiasi direzione sia e sarà possibile trovare e levare l’ancora dal passato utilizzando giovani e coraggiosi pensatori che non abbiano più e mai più valori ormai ossidati. Questo significa oltrepassare l’errore compiuto e perseverante di “ammodernare”, “edulcorare”, “compromettere”, “cambiare”, “adattare” eccetera, eccetera ed eccetera, l’innescato seme genetico e culturale e sociale, di estradizione, inciso nel dna, ma, di ritrovarlo e rileggerlo nel prammatismo e nella razionalità del vissuto quotidiano, unico e reale valore inattaccabile che le masse in movimento spostano costantemente senza precedenti grazie alle infrastrutture anche e soprattutto virtuali.

L’imbarazzo delle ideologie ottocentesche potrebbe finalmente essere scansato e, le sinistre che si atteggiano a destre (spesso viceversa) lo catalogheremmo con qualche sorriso adoperato per l’avanspettacolo; il disagio oggi generato da folkloristiche rappresentazioni del “Partito comunista” sarà dovuto e ridimensionato dalla platea degli attori rimasti (over ’40) laddove biblici numeri mostreranno “Genti nove”.
E… “l’imbarazzo” dei due terzi degli umani dicasi fedeli all’Unico Dio?

Consolidata non l’idea ma i dati di cui abbiamo un rilievo in tempo reale e considerate le politiche inaffidabili ed inefficaci alla luce dei risultati sino ad ora raggiunti da ogni Governo insediato nel mondo, la “fase di transizione” è oltre il “Racconto biblico” per l’immanenza e grandiosità di cui non abbiamo un precedente davvero “tangibile”: entro 25 anni circa, il “sud del mondo”, povero ed ormai derelitto sarà almeno triplicato e con il suo fetido e malato alito sul collo di tutti gli altri pochi fortunati; “la domanda” sarà univoca ed assordante:
<<-VOGLIO ciò che tu hai! ORA!->>
Non ci saranno sufficienti carri armati per fermare questo corso e, la dissuasione ragionata e ragionevole non potrà aver luogo visti i presupposti di pensiero ormai scaduti; le difese resisteranno certamente ma, per quanto tempo?
L’aria sarà quella già vissuta nel Medioevo?
Alcuni saggisti, Editori ed anche politici irragionevoli per le loro conclusioni ma dotati di un immaginazione ed un senso del lavoro alquanto fruttuoso, leggasi di produzione del consenso, non lo nascondono affatto: hanno, essi, nel breve e brevissimo termine pure ragione da vendere (sic!)
(Tralascio le analisi che perverranno -SDV- nel mio nuovo scritto intitolato “MI GRA RE” e di cui ci sono per ora solamente annotazioni, danari a supporto sempre pochi o zero; le sembianze di società neo-medievali sono -purtroppo- già in fase di strutturazione, sebbene l’onda migratoria sarà mille e più mille tsunami messi assieme, va detto e ricordato ancora).

L’accento nichilista che pare sarà notato lo si accomuni -per favore- alla necessaria svalorizzazione del Vostro assunto, utile per concludere questo articolo; da qui, da questa parte finale dovranno sorgere alcune inquietanti domande, a correo potrei osare ad aggiungere. La inaspettata speranza la si troverà nella proposta caotica e disperata racchiusa proprio nella stessa “domanda” che assillerà il nostro prossimo futuro, SDV:
tradurre quel “VOGLIO” in una mitigazione degli istinti consegnando immediatamente (“ORA!”) quella più che sufficiente base per sopravvivere, piattaforma che avrà (ha!) un unica spiegazione, un unica rappresentazione riconosciuta (non auspico riconoscibile) nella Fede in Dio.
E’ una questione di numeri: si badi bene; contrastare in pochi qualsivoglia richiesta dei più, sarà abbreviare -seppur nella resistenza ad oltranza- il declino che già è in atto e che ha raggiunto proprio i fondamentali di pensiero che pensavamo consolidati ed inoppugnabili, comunque mai esposti. La pressione e l’innesco destabilizzatore all’interno delle Comunità religiose e fedeli al monoteismo è già fallita, si sappia anche questo: sebbene ancora in fase di pianificazione e vittoriosa per una parte -quella Cattolica- non sarà mai efficace, considerando l’inadeguatezza di pensiero e di conoscenza che c’è nei confronti dell’Islam.*
Con “la vittoria” già in pugno, (nei fondamentali di pensiero infinito) la Comunità mussulmana (Ummah) comunque sia e sarà, SDV, non è assolutamente “vincente” e del tutto “vincente,” proprio perché “la vittoria” la detiene dalla coscienza di sé, dall’atto mussulmano innocente dalla nascita che la obbliga inesorabilmente al Giudizio divino e finale.
Questa è la mia indicazione per cui tutti e nessuno escluso non rimangano silenti, assecondanti nel ragionamento che è in luce e quindi disponibile e per questo ipocriti: il comunemente denominato “welfare” deve essere sostenuto e garantito per non essere sopraffatti dai nostri stessi istinti, sdoganando relegandole nella storia passata, teorie economiche e politiche sociali che tacciano industriali e finanzieri quali “responsabili” tout court.
La garanzia di sopravvivenza comune e civile non sarà comunque questa: trattasi di precaria tregua sociale, di compromesso con la rilettura storica; “le vera richiesta” è sempre “la solita”: Dio e Dio e Dio ancora e, in codesta ultima analisi, chi è maggiormente esposto, è proprio colui che in Dio crede ma riesce ad accantonarlo alla bisogna, (accomodandosi nella liturgia?) e non vuole affrontare -parato dalla cautela- il corso del tempo con estremo coraggio che da Lui innegabilmente riceve.
La domanda quindi la ripropongo: dove sono e quali indicatori rilevano (solo quelli del Mercato Economico? -Domanda espressamente rivolta alla Ummah che detiene nell’ortoprassi slamica un marcato evidenziatore-) alla luce di questa transizione epocale i Fedeli del Dio Unico?

* Invero, vi è un clamoroso ed incredibile attentato planetario (di deriva Occidentale) nei confronti dell’Arabia Saudita; le circostanze militari non sono esattamente un esempio: ciò che è eclatante e che -parzialmente- si può ricondurre a “Shi’a” ma solo per una ragione di lettura storica, è l’insinuazione che il loro potere non sia derivante dai giacimenti petroliferi per altro in fase di “sorpasso storico-economico” ma, dal fatto che circoscrivono un area Sacra (Mecca e Medina) a difesa della loro proposta politica, (estera in particolare, sostenuta dagli Stati Uniti d’America e “pochi altri”, per non aggiungere nomi… e nella speranza di essermi sbagliato dall’indicare questo!) oggi in discussione e che non prevedono (è la fondata “accusa”) adeguati e mirati “aggiustamenti” nelle deboli e disastrate (artatamente) economie dei Paesi mussulmani, laddove la dicotomia “Islam-terrorismo” è sempre e maledettamente presente in ogni tentativo di dialogo aperto, in antitesi a frequenti pseudo-discussioni in cui “il pensiero islamico” si ritrova comunque nell’interrogato piuttosto che nell’interlocutore.
L’Arabia Saudita è per definizione il Paese che ci presenta l’Islam nella sua plasticità oggi; integro.
La ricchezza stellari della maggioranza dei suoi abitanti non è affatto garanzia per quanto hanno consegnato alla storia e meglio di tutti: i sauditi hanno bisogno di aiuto.
Io penso di poterlo offrire e meglio spero di farlo attraverso questi scritti; che Dio mi perdoni se potrò ricavarci qualche cosa per il tempo che mi rimane: lo dico onestamente ed apertamente, piuttosto conscio che essi (gli scritti) rimarranno disponibili.

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I considered and savored the idea of relaunching a discriminating and ferocious hypothesis of thought despite the resolutive article written for the final act of the blog in favor of the book and that you can find HERE; the annoyance that nourishes the vein and its branch of articulations for the specific consideration, but is always too violent and painful in the act of its propagation: I humbly ask you -and it is the only concession that you will find dear readers- it is to pray and give me a kind thought that I will try to translate as a soothing (placebo) effect and a moment of inner peace…
(I can do it and I will also thank you, G.w.)

We live in a period of historical and political transition; after “degrowth”, after “diseducation”, currents of thought that followed the various and varied and undoubtedly wise, sometimes immense publications dealing with our existential civil modern era, without going to disturb the origins (highlighted in the essay “Mā shāʾ Allāh (XXI century schyzoid man)” that seeks particular attention) of the summary Man’s thought and of the Western and Eastern civilization -centered in the Ummah in my particular think- too many unknown factors remain floating in the evolutionary biology, in the behavioral economics.
A first explanation of the contradictions and horrors that since the end of the Second World War have not subsided but have only a different geopolitical framework, in a motion -so speaking…- bastard, led the high thought to a standstill, to a concentric and tautological rather academic movement in its descriptive complexity. The accused has remained alone at the bar: after death and burial in a hurry of real socialism, ideologies (almost) all torn apart in favor of the single and global Market, elevating technology as “secular new religion” to be adopted without exception if not the financial one that openly disdains the balance, capitalism is the only and understandable imputed to the bar, although there are no judges ready to start a real trial.

The dissolution of societies as a particular class, millenarianism, fatalism, utopianism and all the rest, give us exaggerated generational problems, which will result in an epochal substitution and mixing (bastard? -Cit.-) of cultures in the medium term that the only profiteers of thought before all, adducere as “new social perspective”, “possible coexistence of humanity” and so on, fueling a Catholic assistance ineffective and harmful for how the history of the “south of the world” (colonization absolutely understood) teaches us.
The “melting pot” is a historical forgery; a hypocrisy that day after day gives us and widens the separation of the masses, those masses that do not find democratic representation or such a pseudo one, if not in the name of that consumption that the law of the market continues to impose and that very soon will leave rotting grafting on the gangrene, began with the formal naming and social cataloging of the “underclass”.
Leaving aside the developments (literary new reference research on the media channel “Twitter” we, today commonly call hashtag “mexicanization“, -in Italian only-, #messicanizzazione) of these new centralizations/fiefdoms, what I show you, is to indicate “our position” precisely at the apex of that transition indicated above; this is a precise and decisive observation because it perfectly fits the stall indicated in the context just proposed and, explains it equally perfectly: each study examined before the present (the “complete” treatment obviously occurs in the essay that you can support for its publication from this LINK! or this LINK!) happens always and however as “result” or “outcome” of a precise time span that often coincides with “the World Wars and the Holocaust in particular”, “the Cartesian thought”, “Age of the Enlightenment “,” Marxism “,” the Religions enclosed in the temporal space of the living Man and therefore in the narrow liturgical space “…
In addition, the anchor (ballast in some cases) of the thought is hidden in a distant past or past, leaving virtually “all the rest” to the fantasy or science fiction of the novels.

“The games of power” do not interest me at this point: the index is towards the ignorant thought that the globe is populated by all human beings namely, to reveal this small provocation, that there is a Planet called “Earth” stricken by the desire to arrive at a common Humanism, either religiously or agnostically or atheistic. (How -for example- want we to tackle the new value in the scale of compassion and assistance of the kind that in some civil societies of the West the beasts have reached surpassing the human being by an alloy or two?)

Certainly these high points exposed can not and do not have the pretension of indicating a “new path” (Note: the last chapter of the essay is an insuperable example!) but, insert the idea of being able to release the primary link of reasoning and whatever direction, it is and it will be possible to find, raise the anchor from the past, using young and courageous thinkers who have no more and never more oxidized values. This means going beyond the error made and persevering to “modernize”, “sweeten”, “compromise”, “change”, “adapt”, etc. the triggered genetic, cultural and social seed of extradition, etched into the dna, but, to rediscover it and reread it in the pragmatism and rationality of everyday life, the unique and real unattainable value that the masses in movement constantly shift without precedence thanks to the infrastructures, also and above all virtual.

The embarrassment of nineteenth-century ideologies could finally be avoided and, the leftists who pose themselves to the right (often vice versa) would catalog it with some smile of vaudeville; the embarrassment generated today by folkloristic representations of the “Communist Party” will be due and downsized by the audience of the remaining actors (over 40) where biblical numbers will show “New People”.
And… “the embarrassment” of two thirds of humans faithful to the Only God?

Consolidated not the idea but the data of which we have a relief in real time and considered the policies unreliable and ineffective in light of the results achieved so far by each government established in the world, the “transition phase” is beyond the “Biblical history” for the immanence and grandeur of which we do not have a truly “tangible” precedent: within 25 years, the “south of the world”, poor and derelict will be at least tripled and with its fetid and sick breath on the neck of all others lucky few; “the question” will be univocal and deafening:
<< -I WANT what you have! NOW!- >>
There will not be enough tanks to stop this course and, reasoned and reasonable dissuasion can not take place considering the already expired thinking assumptions; the defenses will certainly resist, but for how long?
Will the air be like that already experienced in the Middle Ages?
Some essayists, publishers and even unreasonable politicians (for their conclusions) but endowed with a rather fruitful imagination and sense of work, read of consensus production, do not hide it at all: they have, in the short and very short term, also reason to sell us ( sic!)
(I omit the analysis that will come -G.w.- in my new book entitled “MI GRA RE” -MI GRA TE- and of which there are only annotations for now, money to support always few or zero: the appearance of Neo-medieval societies are -unfortunately- already in the structuring phase, although the migratory wave will be a thousand and a thousand tsunamis put together, it must be said and remembered again).

The nihilistic accent that seems to be noticed is to be held in common -please- the necessary devaluation of Your assumption, useful for concluding this article; from here, from this final part, some disturbing domades will have to arise, to be corrected I might dare to add. The unexpected hope will be found in the chaotic and desperate proposal enclosed precisely in the “question” that will assail our near future, G.w.:
translate that “I WANT” into a mitigation of the instincts immediately delivering (“NOW!”) that more than enough basis to survive, platform that will have (have!) a single explanation, a single recognized representation (I do not wish recognizable) in the Faith in God.
It’s a question of numbers: mind you; to oppose in a few requests of the most, will be shorten -even in the resistance to the bitter end- the decline that is already underway and that has reached precisely the fundamentals of thought that we thought consolidated and impregnable, however never exposed. The pressure and the trigger destabilizing within the religious communities and faithful to the monotheism has already failed, this is also known: although still in the planning phase and victorious for a part – the Catholic one- will never be effective, considering the inadequacy of thought and knowledge about Islam.*
With “the victory” already in hand, (in the fundamentals of infinite thought) the Muslim Community (Ummah) however and will be, G.w., is absolutely not “winning” and completely “winning,” just because “the victory” holds it from the self-consciousness, from the innocent Muslim act from birth that obliges it inexorably to the divine and Final Judgment.
This is my indication that everyone and no one does not remain silent, compliant in the reasoning that is in light and therefore available and for this hypocrites: the commonly called “welfare” must be supported and guaranteed not to be overwhelmed by our own instincts, by clearing them down in past history, economic theories and social policies that deny industrialists and financiers as “responsible” tout court.
The guarantee of common and civil survival will not be this: this is a precarious social respite, compromise with the historical re-reading; “the real request” is always “the usual”: God and God and God again and, in this last analysis, who is most exposed, it is precisely the one who believes in God but manages to set He aside, (settling in the liturgy?) and he does not want to face -with caution- the course of time with extreme courage that God undeniably He gives.
The question then I propose again: where are they and what indicators do they detect (those of the Economic Market? -Question expressly addressed to the Ummah which holds a marked highlighter in the orthopraxis Islamic way of life-) at the light of this epochal transition, the Faithful of the One God?

* Indeed, there is a sensational and incredible planetary attack (of Western drift) against Saudi Arabia; military circumstances are not exactly an example: what is striking and which -in part- can be traced back to “Shi’a” but only for a historical reason, is the insinuation that their power is not derived from oil fields, on the other hand, in the phase of “historical-economic overtaking”, but from the fact that they circumscribe a Sacred area (Mecca and Medina) in defense of their political proposals, (foreign in particular, supported by the United States of America and “a few others”, not to mentioning “other names”… hoping to be wrong for this statement!) today under discussion and which do not provide (it is the founded “accusation”) adequate and targeted “adjustments” in the weak and disastrous (artfully) economies of Muslim Countries, where the dichotomy “Islam-terrorism” is always and darned in every attempt at open dialogue, in contrast to frequent pseudo-discussions in which the”Islamic thought” is always find in the the “interviewee” rather than in the “interlocutor”.
Saudi Arabia is by definition the Country that presents us Islam with its plasticity today; intact.
The stellar wealth of the majority of its inhabitants is by no means a guarantee for what they have delivered to history and best of all: the Saudis need help.
I think I can offer it, and I hope to do it better through these writings, and may God forgive me if I can get anything for the time I have in front of me; I say it honestly and openly, quite aware that they (the writings) will remain available.