#MESSICANIZZAZIONE (Ultima attività)_parte 2di2 / #MESSICANIZZAZIONE (Last activity)_part 2of2

Il consenso popolare, leggi clamore levato dalla moltitudine commossa che esprime entusiasmo, ammirazione, augurio, esortazione ed in ultimo speranza, è fondato sulla propria sicurezza: giustizia, legalità, organizzazione e sviluppo come prospettiva di incremento del benessere, vengono sempre in soccorso e spesso in subordine a questo naturale ed umano primo istinto irrinunciabile.
Il presente articolo che segue e completa #messicanizzazione (cliccare QUI per accedervi) sterza con vigore verso il lato spirituale del grave problema, il quale è stato esposto nella parte precedente; considerato che per ottenere sicurezza l’essere umano ha unicamente due vie o prospettive da seguire per il corso della vita, cioè la ragione materiale e fisica e, quella di risoluzione per lo spirito, quest’ultima diviene una ma non esclusiva e condivisibile, in quanto il male deve esistere ed essere identificato perché il bene possa essere esaltato a valore di conquista. Il male, inoltre, serve a mantenere una chiara divisione da ciò che è terreno a quanto è paradisiaco, privilegio assoluto da conquistare.

Ebbene, sicurezza materiale e sicurezza spirituale, sono ed appaiono due vie distinte: in realtà lo sono e senza dubbio; la prima è assolutamente condivisibile in ogni angolo del Pianeta e da ogni elemento umano sano, la seconda intende di una scelta, una (in seguito) partecipazione anche esclusiva ed alle volte discriminante che la distingue. (Va da sé che l’elemento agnostico, positivista ed ateizzante, appartiene de facto al primo insieme, anzi: la sua costituzione è indice di rigetto e quindi lo separa nettamente dal gruppo secondo).
Oggi, nell’era della condivisione delle informazioni globale ed immediata, la sicurezza materiale è regolamentata nelle società da differenti legislazioni ed Ordinamenti, le quali Società, si riconoscono in una diffidenza mediata dall’interesse commerciale, sebbene l’intento è il medesimo; lo scarto e solo questo -anche umano- (non deve per questa analisi intendersi affronto od una accondiscesa idea alla disumanità, perché dall’origine della storia dell’umanità, è una sorta di selezione naturale devastante da considerarsi prima di ogni giudizio: questo è -infine- umana essenzialità al cospetto di Dio, il male da considerare per glorificare il bene, ultima e definitiva prova di Dio!) va non distrutto come un tempo, oppure diviso e soggiogato (culturalmente) come da una lectio magistralis di geo-politica abbiamo in seguito studiato ma, confinato.
Muri, carceri, ghetti: questi sono oggi gli unici e certi elementi della messicanizzazione, non ideologie oppure manifestazioni di demagogia ad opera di romantici proletari e dei loro sfruttatori coalizzati nei Governi monopolisti che credono di rappresentarli.

La messicanizzazione -espressione umana di ricerca di sicurezza materiale- una volta chiarite alcune delle sue particolarità, è quindi utile? La messicanizzazione, quindi, è irrinunciabile nonostante il ridimensionamento anche estremo e del mondo del lavoro e dell’etica e morale? Quale impatto consegna alla religiosità dell’individuo? Gli Stati devono combattere la messicanizzazione oppure adeguarsi?

Prima di tutto bisogna studiarla a fondo, non banalizzarla o renderla parte di qualche stereotipo diffusosi in ambienti di show business mediatico e radiotelevisivo in particolare attirati dalla cronaca; la messicanizzazione è un movimento moderno, modernissimo.
Non sono possibili conclusioni e prese di parte certe, al momento; stupido è indicarne ora e forse anche irresponsabile. La messicanizzazione dilagante e planetaria, probabilmente effetto di un capitalismo affetto da mercificazione esasperata, certamente prosciuga, esautora dalla legalità necessaria alcune attività umane e ne accresce altre, a cominciare da quelle -benemerite- che si estendono dall’interesse per la sicurezza dell’anima (le Onlus, ad esempio, a partire dalle Caritas) a quello -dato di fatto- della gestione materiale del problema.

Il ridimensionamento anche estremo del fallimento delle Aziende (e di conseguenza delle politiche sociali degli Stati in ricerca di soluzioni dalle stesse) le quali cercano sviluppo nelle piattaforme affette dal problema messicanizzazione è realtà, così come è e deve essere realtà il considerare la sicurezza dello spirito (la seconda via) nell’affido all’unica Fede che affronta deliberatamente questioni materiali e di coscienza sullo stesso piano e con precisione: l’Islam declericalizzato.
Questa affermazione non indica un atto di proselitismo: affidarsi, verbo riflessivo, è qui sinonimo per un affronto onesto alla lettura della necessità (di sicurezza) degli altri, di quella enorme religiosa massa che è in procinto di invadere i recinti che verranno costruiti; Cristiano o Mussulmano (l’invocazione al Dio Unico è la stessa!) è -per questa analisi- denominazione quasi irrilevante: l’unica certezza è che ognuno di noi non potrà esimersi dal fare la propria parte, piaccia questo fare oppure no, scelga di stare al di qua del muro oppure dall’altra parte.


L’appello per la diffusione di questo sito e del tema proposto non è nascosto, (UN “LIKE” E’ ADDIRITTURA TROPPO POCO): potrebbe divenire una necessità economica, anche vile per il suo mantenimento; un sentito ringraziamento all’autore e mai inconsapevole autore del neologismo in questione sarà sempre disponibile: grazie @Forchielli 

 

#messicanizzazione ( termine di ricerca per Twitter)
#mashallah_book (termine di ricerca per Twitter per seguire brevi sviluppi in tema da parte dell’autore del presente testo)

ESCLUSIVO! La video presentazione dello schema: https://twitter.com/MshAllh_theBook/status/941650769027174401


The popular consensus, clamor laws raised by the agitated crowd who expresses enthusiasm, admiration, wishes, exhortation and ultimately hope, is based on the own security: justice, lawfulness, organization and development as a prospect for increased wellbeing, are always in relief and often subordinate to this natural and human first indispensable instinct.
This article follows and completes the first one #messicanization (click HERE to access it) steadily vigorously towards to the spiritual side of this serious problem, which was discussed in the previous section; given that for human security there are only two ways or perspectives to follow for the course of life, that is, material and physical reason and the resolution for the spirit, the latter becomes one but not exclusive and shared because evil must exist and be identified so that good can be exalted to the value of conquest. Evil also serves to maintain a clear division of what is earthly to heavenly, an absolute privilege to conquer.

Well, material safety and spiritual security are and appear two distinct ways: in reality they are and without a doubt; the first is absolutely shared in every corner of the Planet and from every healthy human element, the second one is intended to be a choice, a (later) participation even exclusive and at times discriminating that distinguishes it. (It goes without saying that the agnostic, positivist and atheistic element belongs de facto to the first set; indeed, its constitution is a rejection basis and therefore separates it clearly from the second group).
Today, in the era of the sharing of global and immediate informations, material security is regulated in societies of different laws and ordinances, which the Society recognizes in a mistrust mediated by commercial interest, although the intent is the same; the scrap and only this -albeit human- (it is not necessary for this analysis to mean an affront or an ignorant idea of ​​inhumanity, because from the origin of the history of humanity, it is a sort of devastating natural selection to be considered before any judgment: this is -at the end- essential essence in the sight of God, the evil to be considered to glorify the good, the last and final proof of God!) is not destroyed as a time, or divided and subdued (culturally) as from a “lectio magistralis” of geo-politics we later studied but, confined.
Walls, prisons, ghettos: these are today the only and certain elements of messicanization, not ideologies or demonstrations of demagoguery by romantic proletarians and their coalition exploits in monopolistic governments who believe to represent them.

The messicanization -human expression of material security research- once you clarify some of its peculiarities, is it useful? Messicanization is therefore indispensable despite the extreme rejection of the world of work and ethics and moral? What impact does it give to the individual’s religiousness? Does the States have to fight messicanizzazione or adapt?

First of all, it is necessary to study it thoroughly, not trivialize it or make it part of some stereotype diffused in media and television show environments particularly attracted by the news; messicanization is a modern movement, modern one.
Certain conclusions and assumptions are not possible at this time; stupid is to point it now and perhaps irresponsible. The rampant and planetary messicanisation, probably the effect of a capitalism with exasperated merchandise, certainly dry, exempts from the legality necessary certain human activities and increases others, starting with those praiseworthy one which extend from the interest of the soul’s safety (non-profit organization, for example, starting with Caritas) to the fact of the material management of the problem.

The extreme extent of the failure of Companies (and as a consequence of the social policies of the States that seek solutions from them) seeking development in the platforms affected by the messicanization problem is reality, as is and must be a reality to consider the security of the spirit (the second way) I entrust myself to the one Faith who deliberately faces material matters and conscience on the same desk and with precision: Islam with no clergy.
This affirmation does not indicate an act of proselytizing: trusting, reflective verb, is here synonymous with an honest affront to the reading of the necessity (of security) of others, of that huge religious mass that is about to invade the enclosures that will be built; Christian or Muslim (the invocation to the One God is the same!) is -for this analysis- almost irrelevant denomination: the only certainty is that each of us can not escape from doing his part, like this or not, choose to stand on one side of the wall or on the other.


The call for the dissemination of this site and the proposed theme is not hidden, (“LIKE” IS EVEN NOT MUCH) indeed: it could become an economic necessity, even defective for its maintenance; a thank you to the author and never aware of the neologism in question, will always be available: thanks 
@Forchielli 

#messicanizzazione (search term for Twitter)
#mashallah_book (search term for Twitter to follow up on the subject’s short story by the author of this text)

Exclusive! The video presentation of the scheme (ITA_only): https://twitter.com/MshAllh_theBook/status/941650769027174401

 

Daesh-Isil-Isis: il giudizio di Dio non è di questo mondo / Daesh-Isil-Isis: the judgment of God is not of this world

Alla data della presente pubblicazione, il “Califfato nero”, quello pseudo-Stato chiamato anche Daesh, Isil o Isis, è stato sconfitto, abbattuto. Queste notizie giungono in ogni Landa attraverso qualunque tipo di media, siano questi di parte Occidentale oppure non lo siano affatto.
Si è apparentemente discusso in ogni angolo del Pianeta di questa entità, di questo multietnico agguerrito insieme di persone: dalle sue origini (mai accertate) al suo sviluppo alquanto violento nei territori già per altro massacrati da sanguinose battaglie, sempre e comunque armati dagli Stati più ricchi del mondo i quali producono armamenti e continuano a produrne senza sosta.
Evidentemente, a leggere rivendicazioni di attentati -ultimo ruggito di ferocia da esibire per qualche “soldato solitario” ed in fuga- siamo purtroppo sempre coinvolti in spettacolari dibattiti dove non l’uomo è imputato ma la Religione Islamica è in stato di accusa permanente, (Islamofobia? Clicca per approfondimenti) come se ogni omicida ed assassino scatenato fosse il detentore della ragione islamica.
Ora, non mi voglio dilungare offrendo una nuova prospettiva (QUI un articolo interessante) ma, voglio portare l’attenzione su un grave e gravissimo pericolo in procinto di abbattersi sulla Comunità Islamica, la quale, per altro, dopo le fiacche prese di posizione anche riguardo atrocità disumane ai danni dell’Umanità (pratiche in seguito modificate perché avevano nella loro barbarie inaudita un accertata estrazione non islamica e che forse, poteva compromettere i veri mandanti ed organizzatori di tali aberrazioni…) ha ora la possibilità di un riscatto chiaro e forte, laddove portare alti i valori che Allah ha indicato nei Versi Coranici è imperativo! Senza timore.

SI DEVE ANDARE A PROCESSO!

Guai a voler dimenticare; guai a lasciare correre e quindi lasciare depistare il corso che ha portato alla luce questi feroci esseri umani; guai a non voler ricercare la verità, la giustizia!
E’ necessario, indispensabile, sapere.
Così come s’è fatto nel recente passato per i nazisti, per i gerarchi della ex Jugoslavija, così deve essere per i mandanti, per chi ha supportato ed infine composto il cosiddetto “Califfato nero”. Essi devono potersi difendere dalle accuse; devono dimostrare perché e con quale permesso hanno usato il nome di Dio per compiere quello che è stato fatto, avendo noi certamente in mano prove per dimostrare ciò e dando credito alla difesa come si conviene civilmente.
Dovremmo tutti noi in fine conoscere, giudicare ed infine condannare -se di condanna avremmo da discutere- l’atto umano perpetuato e così riconsegnare all’Umanità l’Islam in maniera tale non si possa mai più accostarlo al terrore o magari fornire inconsapevolmente alibi a chi in vece l’Islam l’ha voluto usare contro la Volontà di Dio, alquanto è sembrato ad oggi e prima di aver varcato la soglia di un Tribunale.


At the date of this publication, the “black Caliphate”, the pseudo-State called also Daesh, Isil or Isis, was defeated, demolished. This news comes to every Land through any kind of media, whether they are on a Western side or not at all.
It has apparently been discussed in every corner of the Planet about this entity, about this multiethnic cluster of people: from its origins (never established) to its rather violent development in territories already massacred by bloody battles, always and in any case armed by the most rich States, who produce weapons and continue to produce them without stopping.
Obviously, reading claims of attacks -the last roar of ferocity to be exhibited for some “solitary soldier” and fleeing- we are unfortunately always involved in spectacular debates where the man is not accused but, the Islamic Religion is, in a state of permanent accusation (Islamophobia? Click for more details) as if every murdered and assassin was the holder of Islamic reason.
Now, I do not want to go by offering a new perspective (HERE an interesting article, if…) but, I want to draw attention to a serious and danger process of knocking on the Islamic Community, which, after all, regarding inhumane atrocities to the damage to humanity (practices later modified because they had in their unheard barbarians of a well-established non-Islamic extraction and perhaps might compromise the true leaders and organizers of such aberrations…) now has the option of a clear and strong redemption , whereas bringing the highest values ​​that Allah has shown in the Koranic Verses is imperative! Without fear.

GO TO TRIAL!

Woe to want to forget; woe to leave running and then leave sidetrack the course that has brought to light these ferocious human beings; woe not wanting to search the truth, the justice! It is necessary, indispensable, to know.
Just as in the recent past for the Nazis, for the hierarchs of the former Yugoslavia, so it must be for the mandates, for those who supported and finally composed the so-called “black Caliphate”. They must be able to defend themselves against accusations; they must demonstrate why and with what permission they have used the name of God to do what has been done, since we have certainly in the hands of evidence the prove and, giving them credit to defense as is normal at the civil Courts.
We should all in order to know, judge and finally condemn the perpetuated human act and thus deliver to Islam humanity in such a way that it can no longer be brought to terror or perhaps unknowingly provide alibi to those who want Islam against God’s Will, like it seemed this days and before crossing the threshold of a Court.

 

 

 

La Mecca e Medina sono l’Islam, nessun rimpianto; mai più lacrime. / Makkah and Medinah are Islam, no regrets; never more tears.

La scellerata dicotomia che ha scisso L’Islam in “terrorismo” nell’opinione pubblica Occidentale, nonostante trattasi di forzatura spinta dai media insistentemente in ricerca di un consenso di pubblico attraverso la cronaca usata in un vortice che avviluppa causa ed effetto, sembra perdere di intensità, di seguito, lasciando l’islamofobia (clicca sul nome per accedere all’articolo dedicato) in pasto ai movimenti di estrema destra come moneta elettorale; le poche e mal organizzate proteste della Comunità islamica (Ummah) che ha cercato di respingere senza dubbio le atrocità disumane mostrate da quelli che sono stati dipinti come “soldati del Califfato”, vedi Daesh, Isil o Isis, sono valse ma, a ben considerare i giuochi di strategia geo-politica e finanziaria globale messi in atto da alcune potenze mondiali, sembrano -questi attacchi- dopo il fallimento del Califfato, avere in serbo un altro attacco destabilizzatore ai danni della Ummah, dell’Islam.

Scrivo Islam e sottolineo Islam, perché le ultime notizie che giungono, vedono al centro dell’attenzione -direttamente ed indirettamente- il territorio dell’Arabia Saudita.
Il Regno Saudita, (senza ora e qui volermi addentrare in un analisi socio-politica in quanto ritengo non sia questa la sede più opportuna considerando il presente testo parte di un sito che ha l’unica intenzione di promuovere la pubblicazione di un saggio; QUI tutte le informazioni necessarie) viene inserito a fasi alterne in contesti che trattano attività guerrafondaie senza spiegazione, di supporto logistico per azioni militari contro popolazioni inermi, includendo presunte alleanze strategiche addirittura con Israele!
Mi voglio ripetere: non sono qui ad analizzare quanto i Governi e quello Saudita in particolare abbiano fatto, facciano o debbano fare, ma, voglio sottolineare ogni possibile conseguenza sia possibile, ricordando a tutti e nessuno escluso che Mecca e Medina sono custodite con onore per quanto oggi ogni essere umano può verificare con gli occhi (con il cuore se islamico) da Re Salmān bin ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd, il quale, presenta a noi quanto i suoi predecessori hanno fatto e, Se Dio Vòle, quanto dovranno portare i suoi successori scelti.

Questo mio non è, non vuole essere un tentativo di usare i Luoghi Sacri come fossero riparo per una critica, un idea da rappresentarsi oppure una protesta contro i Sauditi, pur non nascondendo la mia preoccupazione per questo Paese e per una certa “cautela” dimostrata (QUI un approfondimento) ma, trattasi di cruccio per questo Paese che dovrà attraversare una fase economica senza precedenti, quella -per la precisione- che vede il petrolio in assoluto declino mondiale come bene prezioso; questa nuova realtà, essendo manovrata proprio dagli strateghi internazionali Occidentali che non hanno scrupoli e quasi nessun rispetto per i dogmi e le Sacre scritture islamiche, sono esplicitamente indicati, da me avvertiti, potrei osare a dire se, mi darete il giusto supporto.
La “balcanizzazione” con i circa 95.000 morti (1991-1995 ?) in una sanguinosissima guerra civile ed a tratti di religione ed il conseguente smembramento di un Paese (per altro già in atto avanzato se diamo uno sguardo sul nord-Africa, sulle Lande islamiche di Pakistan e Afghanistan ad esempio) è da scongiurarsi, da allontanare con decisione e fermezza, un negativo esempio che nessun essere umano deve dimenticare! E che Dio mi perdoni.

“This is a very good analysis. “I was there”, talking about Jugoslavija.History never come…” — Mashallah_thebook http://disq.us/p/1nve7j0

Per favore, supportate questa scrittura e contribuite affinché il libro 

Mā shāʾ Allāh (XXI century schyzoid man)

possa essere pubblicato! (QUI come fare, grazie!)


 The wicked dichotomy that has shaken Islam into “terrorism” in Western public opinion, despite the insistence of media pushing insistently on public consensus through the news used in a vortex that envelops cause and effect, seems to lose intensity, below, leaving Islamophobia (click on the name to access the dedicated article) as a meal to extreme right movements like election currency; the few and ill-organized protests of the Islamic Community (Ummah) which has tried to reject the inhumane atrocities shown by those who were painted as “Caliphate soldiers”, see Daesh, Isil or Isis, were worthwhile but, to consider the games of global geo-political and financial strategy put into effect by some world power Organizations, seem to have -after the Caliphate’s failure- another destabilizing attack on the Ummah and Islam.

I write Islam and emphasize wor(l)d Islam, because the latest news that comes to us is the center of attention -directly and indirectly-  to the territory of Saudi Arabia.
The Kingdom of Saudi Arabia (without here to go into a socio-political analysis as I think this is not the most appropriate place considering this text part of a site that has the only intention of promoting the publication of the essay; HERE all the necessary information) it is inserted on alternate phases (S.A.) in contexts dealing with warfare operations without explanation, logistical support for military action against helpless populations, including alleged strategic alliances with even Israel!
I want to repeat myself: I am not here to analyze how much the governments and the Saudis in particular have done, do or have to do but, I want to emphasize every possible consequence possible, reminding everyone and no one except, that Mecca and Medina are guarded with honor that today every human being can see with his eyes (with heart if Islamic) from King Salman bin’Abd al-‘Azīz Āl Sa’ūd, who presents to us what his predecessors did and, if God Wants, how much the successors will have to carry on.

This is not a think of mine: I do not want to use as an attempt the Sacred Sites like a shelter against criticism, an idea to represent a protest against the Saudis, although I do not hide my concern for this Country and for a certain “cautiousness” (HERE a deepening) but, as a matter of fact, I am worried for this Country which will have to go through an unprecedented economic phase, that -for precision-  sees oil as a world no more precious commodity; this new reality, being tampered with by Western international strategists who have no scruples and almost no respect for dogmas and sacred Islamic scriptures, are explicitly indicated, as I have been warned, I might dare to say, if you will give me the right support.
The “balcanization“, with about 95,000 dead (1991-1995?) in a bloody civil war and at times religion’s war and the consequent dismemberment of a Country (which is already well advanced if we look at North Africa, Pakistan’s Islamic Landmarks, and Afghanistan for example) is to be averted, by moving away with determination and firmness, a negative example that no human being has to forget! And -please- God forgives me.

“This is a very good analysis. “I was there”, talking about Jugoslavija.History never come…” — Mashallah_thebook http://disq.us/p/1nve7j0

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Mā shāʾ Allāh (XXI century schyzoid man)

can be published! (HERE how to do it, thank you!)

#MESSICANIZZAZIONE come neologismo italiano per sintetizzare un processo storico-politico di frantumazione delle classi sociali senza precedenti. (Ciò che avete studiato, non ci appartiene!) / #MESSICANIZZAZIONE is an Italian neologism to synthesize a historical-political process of unprecedented social classes crushing . (What you have studied does not belong to us!)

Il saggio (in cerca di consenso, pubblicazione!) “Mā shāʾ Allāh (XXI century schyzoid man)” riprende e senza esitazione, una eclettica e lucida quanto asettica esternazione usata con arguzia da un noto stratega manageriale del campo della finanza e riassunta dal medesimo nel termine nuovo di conio -alquanto sembra- “messicanizzazione”.
L’autore di questa uscita, Forchielli, si presume data l’onestà intellettuale che si evince dalle sue argomentazioni, non insinua od allude minimamente al Messico quale Stato sovrano e glorioso Paese latino una responsabilità diretta, oggettiva od addirittura una snaturata volontà di repressione ai danni delle classi sociali meno abbienti, no affatto! Egli -deduco dalle letture sui generiis e del tema specifico che circola con insistenza nei testi virtuali (#messicanizzazione è un termine di ricerca sempre più noto su “Twitter”)- adotta questo termine per evidenziare un processo transitorio che si è radicato con evidenza particolare proprio in quelle Lande, laddove “Messico” probabilmente è stata una scelta casuale, perché “Napoli, Italia”; “Caracas, Venezuela”; “Illinois, USA”; “Salvador, Brasile”; “Lagos, Nigeria” e tante altre zone del mondo e senza motivazioni politiche, sarebbero state comunque efficaci per evidenziare realtà di cui mi accingo a scrivere riportando l’analisi fredda nei termini che mi competono maggiormente, cioè quelli che lasciano la ricerca delle motivazioni, per altro sempre attuali da rivedere nei capitoli che la storia ci ha presentato, in favore di una possibile esplicazione del presente, il quale, si deve confrontare con una prospettiva di ragionamento atta a non alimentare appunto la disastrosa messicanizzazione.
Se da un lato le coreografiche presentazioni sono state già ottimamente presentate, vedi in Italia ed oltre da Saviano (“Gomorra”) oppure per il mercato globale da “Narcos”, rimanendo nel campo delle scienze mediatiche sempre così importanti oggi, dall’altro e cioè quello sociale e politico che la storia conserva nei volumi scolastici, la ripresa di motivazioni che possano spiegare questo fenomeno legato alla disparità sociale da combattere attraverso concetti marxisti, socialisti e così via, sembrano “passate”, “superate” o, irrealizzabili, perché sbagliati nei fondamenti praticati; la Cina comunista, ad esempio, il prossimo dominatore del Pianeta in ogni livello a noi dichiarato, sta percorrendo una fase politica che potremmo spiegarla in Occidente come “transitoria”, semplicismo gratuito dovuto alla nostra genetica prospettica visionaria. (Reazionaria, in seguito)

Mā shāʾ Allāh (XXI century schyzoid man)” interroga in altro modo.
Mā shāʾ Allāh (XXI century schyzoid man)” definisce la messicanizzazione come diversificata e diversificante, banalmente in metamorfosi continua; dove lo Stato sociale è allo sbando sarà più celere, accentuata e, dove esiste, questo sarà certamente corroso. L’accusa generalista verso la finanza egemone è superata quanto lo è (fintanto che lo è) il richiamo al socialismo, laddove la finanza certamente favorisce (chiamata a correo) la messicanizzazione ma non in concorso di colpa; la finanza o “potere post-economico”, in somma, non può neppure essere indicata per sopperire alle politiche snaturate, alle vergogne dei politicanti corrotti e corruttibili: impossibile chiedergli questo.
La messicanizzazione è naturalmente “materiale umano”, un attività di risulta, la quale, per la legge dell’entropia, troverà rimedio in altra componente umanoide considerata oggi la politica come evanescenza (spettacolo) e quindi impareremo nuovamente a leggere di Religione.

Mā shāʾ Allāh (XXI century schyzoid man)” tenta una spiegazione di questo fondante legame animato e lo fa attraverso temi e capitoli di cui oggi, a parte una nascosta intellighenzia di filosofi di cui non sentiremo parlare, nessuno vuole discorrere se non con sceme pubblicazioni, istantanee di cronaca e macchiette da avanspettacolo da proporre in seconda serata.
Il martirio; l’Islamofobia; il (poco) fascino discreto del capitalismo; il terrorismo islamico ed altri scottanti temi -considerando l’Islam ultima Religione in ordine di tempo rivelata e sviluppo della Fede abramitica definitivo (riprende l’Ebraismo ed il Cristianesimo senza annullarli) nonché Religione -l’Islam- che incorpora schemi finanziari ed economici ma non politici– sono disponibili alla lettura, al confronto ed alla critica. Ora e finché c’è tempo; utile.
(In subordine chiedo asilo, QUI :-O)

NOTA sull’immagine del titolo: scaricata gratuitamente (in attesa di verifica) da Google.com, di Angelo Lopez (@angelolopezart) GRAZIE!

-> MESSICANIZZAZIONE, PARTE 2 (QUI)


The essay (seeking consensus, publication!) “Mā Shā’ Allāh (XXI century schyzoid man)” resumes and without hesitation, an eclectic and lucid aseptic externation used wisely by a well-known managerial strategist in the field of finance and summed up by the same in the new term of coinage- it seems to be- “messicanization“.
The author of this outcry, Forchielli, is, presumed he has an intellectual honesty on his own outlined by his arguments, does not insinuate or even allude to Mexico as a sovereign and glorious Latin Country a direct, objective, or even a distorted will to repression damages of less well-off social classes, not at all! He -from the genre readings and the specific theme that circulates with insistence in virtual texts (#messicanizzazione is an increasingly popular search Italian term on “Twitter”)- it uses this term to highlight a transient process that is rooted in particular, precisely in those countries where “Mexico” was probably a random choice because “Naples, Italy”; “Caracas, Venezuela”; “Illinois, USA”; “Salvador, Brazil”; “Lagos, Nigeria” and so many more areas of the world and without political motivations, would still be effective in highlighting the reality I’m here to write about by bringing aseptic analysis into the terms I am most competing with, that is, those that leave the search for motivations and more and more current ones to be reviewed in chapters that history has presented us, in favor of a possible explanation of the present, which must be compared with a perspective of reasoning not to cure the disastrous messicanization.
On the one hand, choreographic presentations have already been well presented, see in Italy by Saviano (“Gomorra“) or for the world market by “Narcos“, remaining in the field of media sciences always so important today, on the other social and political history that the history retains in the school volumes, the resumption of motivations that can explain this phenomenon linked to social inequality to be fought through Marxist, Socialist, and so on, seem to be “past”, “overcome” or unrealizable, because they are wrong in foundations in practice; Communist China, for example, the next ruler of the Planet at any level stated to us, is pursuing a political phase that we could explain to the West as “transient”, free simplicity thought due to our visionary genetic perspective. (Reactionary, subsequently)

“Mā Shā’ Allāh (XXI century schyzoid man)” interrogates in another way.
“Mā Shā’ Allāh (XXI century schyzoid man)” defines messicanization as a diversified and diversifying, banally in continuous metamorphosis; where the social state is on the drift, it will be faster, more accentuated, and where it exists, this will certainly be corroded. The generalist accusation towards hegemony finance is overcome as it is (as long as it is) the call to socialism, where finance certainly favors (called to correct) messicanization but not in blame; finance, in sum, “the post-economic power”, can not be indicated neither to overcome the distorted social policies, the shame of corrupt and corrupt politicians: it is impossible to ask for this.
Messicanization is naturally “human material”, a result of which, by the law of entropy, will find remedy in another humanoid component considered today politics as evanescence (show!) so we will learn again to read about Religion.
“Mā Shā’ Allāh (XXI century schyzoid man)” tries an explanation of this foundational link and does it through themes and chapters which today, aside from a hidden intellectual intelligence of philosophers we will not hear about, no one wants to talk except with silly publications, chronicle snapshots and peripheral comedians to be presented.
Martyrdom; Islamophobia; the (less) discrete charm of capitalism; Islamic terrorism and other cruel themes -considering the ultimate Religion of Islam in the order of time revealed and, the development of the definitive Abramitic Faith (resuming Judaism and Christianity without undoing them) as well as Religion –Islam– incorporating financial and economic but non-political schemes– are available reading, confronting and criticizing. Now and as long as there is time; helpful. (In the alternative I ask asylum, HERE: -O)

La #messicanizzazione è realtà citata nel saggio che cerca pubblicazione! #mashallah_book chiede followers, re_tw pic.twitter.com/VhvhmiuIP7
— MāshāʾAllāh_the book (@MshAllh_theBook) 7 novembre 2017

Exclusive! The video presentation of the scheme (ITA_only): https://twitter.com/MshAllh_theBook/status/941650769027174401

NOTE on title image: downloaded for free (waiting for verification) on Google.com, by Angelo Lopez (@angelolopezart) THANK YOU!

-> MESSICANIZATION PART TWO, HERE.

Chiedo venia; anzi no, chiedo asilo! / I apologize; no, no, ask for asylum!

Le recenti vicende seguite alla richiesta di indipendenza della Catalogna, producono, in aggiunta alla massa di notizie più o meno veritiere (le fake news sono costantemente tra noi lettori ed apatici ascoltatori, no?) una serie di movimenti diplomatici di cui e quasi paradossalmente, una vasta platea di persone perseguitate necessitano ma si vedono frequentemente respingere nel principio. Ciò che la Politica ma, meglio dire una generalizzata e distaccata classe di politici internazionali non riesce a comprendere, è il concetto nella sua ratio di origine, il quale contraddistingue e specifica quanto è il sostentamento e linfa vitale per ogni perseguitato: cioè il suo asilo, la sua protezione e difesa ad oltranza.
Sembra che il numero da intendersi come cifra contenitore delle “richieste”, sia il deterrente principale anche per un affronto della questione in termini addirittura umanisti, laddove le Fedi religiose ed in special modo quelle abramitiche come ispirazione, offrono attraverso le loro organizzazioni senza profitto, una specie di pezza ma poco di appoggio e certamente al di fuori da ogni logica politica od Istituizionale.

unhcr-rifugiati-nel-mondo
INFOGRAFICA Rapporto annuale Global Trends UNHCR

I presenti testi che riempiono questo blog personale atto alla ricerca di un certo spazio editoriale sovvenzionato, nella difficoltà momentanea di non avere un supporto misurato, certamente economico, sono in balìa non di un oblio ma, di un potere per nulla occulto che ostacola, chiude, nasconde e paralizza ogni tentativo di diffusione.
La natura islamica (nel principio) è derisa, sottovalutata, incompresa e limitata non da una violenza verbale di cui dovrei spiegare ma, dalle non motivazioni che seguono ogni affermazione e pubblicazione denigrando, svilendo e banalizzando le argomentazioni anche siano come sono sovente di natura positivistica e con un seguito.
E’ una assurdo-pseudologico che descrive questi atti e di cui il saggio “Mā shāʾ Allāh (XXI century schyzoid man)” è in qualche modo vittima; un accentramento di poteri illustri definibili come intellettualoidi i quali attanagliano ogni spiegazione o presunta tale offerta da codesto testo.
Non c’è una ragione precisa (sic!) per questa perseveranza destabilizzatrice ma, esiste una sfera geopolitica, ideologica e trasversale, la quale vuole relegare l’Islam (non la Umma, la Comunità di fedeli…) come “testo autorevole datato” assolutamente incompatibile con le strategie geopolitiche transnazionali ed Occidentali in forte espansione in ogni Landa conosciuta e grazie alla “mercificazione”, al consumismo di deriva di cui si compone.

Per tanto il sottoscritto, chiede asilo e, lo fa’ apertamente ed ufficialmente ai Paesi scevri da gioghi di potere prettamente ideologizzati dalle spinte ateiste e connessi con il lucro come ideale massimo, laddove la teocrazia rimane, comunque, un invenzione umana e quindi non accettata come unico aspetto da proporre in discussione.

In Fede,
L.d.N.


The recent events following the request for Catalonia’s independence produce, in addition to the mass of news more or less truthful (fake news are constantly among us readers and apathetic listeners, no?) a series of diplomatic movements of which and almost paradoxically, a large crowd of persecuted people need but they often see themselves being rejected in the beginning. What Politics but, better to say, a generalized and detached class of international politicians fails to understand, is the concept in its ratio of origin, which distinguishes and specifies what is the livelihood and lifeblood for every persecuted person: his or her asylum , his protection and defense to the extreme.
It seems that the number to be understood as the enclosure of “requests”, is the main deterrent also for a confrontation of the issue even in humanistic terms, where the Religious Faiths and especially those abramite as an inspiration, offer through their unprofitable organizations, a kind of piece but little support and certainly out of any political or institutional logic.

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INFOGRAPHIC Annual Report UNHCR Global Trends: “Where are the refugees?”

The present texts that fill this personal blog in search of a subsidized editorial space, in the momentary difficulty of not having a measured, certainly economical support, are at the mercy of not forgetting but of a hidden, obstructing power that closes, hides and paralyzes every attempt to spread. Islamic nature (in the principle) is deranged, underestimated, unmanaged and limited not by verbal violence I should explain but, by the non-motivations following every affirmation and publication denigrating, waving and trivializing the arguments are also as they are, often of positivist nature and with followers.
It is an absurd-pseudo logic who describes these acts and whose essay “Mā Shā’ Allāh (XXI century schyzoid man)” is somehow a victim; a centralization of definable powers that can be defined as intellectuals who perceive every explanation or supposed that offer from this text.
There is no precise reason (sic!) for this destabilizing perseverance but there is a geopolitical, ideological and transversal sphere that wants to relegate Islam (not the Ummah, the community of faithful…) as “authoritative text but dated” absolutely incompatible with the rapidly expanding Transnational and Western geopolitical strategies in every known Land and thanks to the “mercification”, the drift consumerism of which they are composed.

So, me undersigned, asks asylum, and makes it openly and officially to the Countries that are free from bonds of purely ideological power driven by atheistic thrusts connected with the profit as the maximum ideal, whereas theocracy remains a human invention and hence unacceptable as the only aspect to be discussed.

Sincerely yours (Faithfully)
L.d.N.