“CHE COSA VUOI ESATTAMENTE DA ME?” (I giovani non fanno domande) / “WHAT DO YOU WANT EXACTLY FROM ME?” (Youth do not ask questions)

Fitra o, Fitrah (Arabo فطرة) è una parola araba che abbraccia i significati “disposizione”, “natura”, “costituzione” od “istinto”; il termine fitrah è sinonimo di creazione, di un esistenza nuova: è la costruzione descrittiva della naturalità per cui ogni bambino è creato nel ventre della madre. Per questa affermazione, il riferimento alla Fede dell’Uomo diviene il singolare sintomo di svezzamento e di “ritorno” e, meglio di qualsiasi altro termine, nella esclusione di fatto da ciò che potrebbe significare “conversione”, in quanto si può ritenere in assenza di comprovata abiura o di una patologia psichica, il ritorno (progressivo) ad uno stato di percepita purezza.
Il Sacro Corano, dunque, afferma la naturalità

فَأَقِمْ وَجْهَكَ لِلدِّينِ حَنِيفًا ۚ فِطْرَتَ اللَّهِ الَّتِي فَطَرَ النَّاسَ عَلَيْهَا ۚ لَا تَبْدِيلَ لِخَلْقِ اللَّهِ ۚ ذَٰلِكَ الدِّينُ الْقَيِّمُ وَلَٰكِنَّ أَكْثَرَ النَّاسِ لَا يَعْلَمُون– 
Rivolgi il tuo volto alla religione come puro monoteista, natura originaria che Allah ha connaturato agli uomini*; non c’è cambiamento nella creazione di Allah. Ecco la vera religione, ma la maggior parte degli uomini non sa.
(*) Il Corano afferma la naturalità (“fitra”) dell’Islàm. Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) disse: “Ogni bambino nasce mussulmano, sono i suoi genitori che ne fanno un israelita, un cristiano o uno zoroastriano (adoratori del fuoco)”.
(SAHIH INTERNATIONAL 30:30)

Ciononostante, la naturalità è anche un principio fondamentale per ogni agnostico, il quale, è per sua natura (sic!) incline ad un continuo studio dell’origine
Che cosa significa dunque questa distinzione? (Distinzione? Discriminazione? Uh?)
Per questo preciso ragionamento,
l’interrogativo circoscritto è appunto solo uno, quello che non si opponga attraverso preconcetti allo spiritualismo od al finalismo teologico, in quanto oggi non ci può (più) davvero essere una differenziazione e susseguente separazione tra un essere umano ed un altro su basi naturalistiche di pensiero ma solamente una piattaforma da cui riprendere ogni dissertazione. 
Ricorrono, per tanto, moniti ed indicazioni delle Sacre Sure con alto e stabile riferimento massimo ma, per questo istante e non per comodità o per diplomazia letteraria spiccia, la risposta può essere solamente una e cioè no, non ci sono differenze nell’origine accertando il grado di istruzione e l’esperienza raggiunta dell’Essere, vale a dire che fino ad una poco certa consapevolezza raggiunta,
ogni essere umano è, o meglio ha, la stessa identica coscienza in via di sviluppo, senza distinguo, sia una differente razza presa in esame, il genere, oppure il luogo di origine della creaturaNon è facile riconoscere lo spartiacque, il segno inequivocabile che in seguito segnerà l’individuo abbandonare quella fase comune. (Per nostra comodità, potremmo porre una data per questo scopo, un approssimativa età che dir si voglia…)

I giovani, nella loro minima esperienza di vita, sono tutti uguali; rappresentano e di fatto pretendono di essere -a ragione- il futuro, “lo scopo istintivo”, quello che per ogni non giovane è definibile in vece come “incertezza”. (I giovani che dovranno proseguire a vivere, non consentono una vera separazione tra il concetto di presente e quello di futuro: guai a chi volesse rappresentare il contrario!)

Per tanto: che cosa vogliamo -insisto- esattamente dai giovani?

Quella del titolo di questo blog, non è retorica: è una domanda che ogni adulto dovrebbe ricevere, perché questa domanda, qualora non l’avessimo mai sentita nostra, è l’essenza della nostra adulta pena.
E’ un affronto sano e sincero più che una domanda, perché è una questione aperta, un grido allarmante che spesso e sempre più spesso ascoltiamo ma non vogliamo sentire, impossibilitati noi adulti addirittura a ricercarne una codifica per l’interpretazione.
L’agnostico adulto la sente così come il fedele la sente sovente questa domanda, diventando in molti casi ossessione per entrambi: l’abbigliamento, il cibo, il comportamento moderno e certamente progressista del gruppo in cui il giovine si muove, le nuove questioni sociali ed ambientali che egli propone, la revisione dei costumi, l’estetica e le nuove proposte (sempre più legate al commercio di beni) sono l’ordine del giorno per i giovani, laddove i riferimenti sono sempre più esterni dalle mura famigliari. Le preoccupazioni dei genitori sono normali ma non devono incorporare quella poca fiducia, leggi ambiguità che l’adulto cela nel passato, nella estrema tradizione che il giovane non può riconoscere e soprattutto non vuole per non soccombere tra “i vecchi” che naturalmente lasceranno questa Terra.
Ed allora la domanda ritorna e ritorna ancora:
che cosa vogliamo esattamente dai giovani? E poi: che cosa vogliono loro dalla vita che noi adulti non abbiamo voluto avere?

Non sembra possibile che una prima risposta provenga da una persona non giovane, eppure “i silenzi giovanili” fanno intendere di una maturata progressista coscienza a disposizione per procura; da qui, da questa proposta, si deve edificare o, riedificare, una barriera, un argine che possa contrastare e sconfiggere ogni silenzio che l’adulto presenta come alternativa al silenzio inquieto. I giovani devono sentire oneste e serie proposte! Devono poter riconoscere proposte tra i loro taciti interrogativi; devono poter vedere spiegate le nuove caratteristiche del nostro moderno tempo; devono poter scegliere alternative plausibili nel tempo che riconoscono e, non possedere illusorie pratiche fuori dal contesto progredito e scientifico razionale avute come unica risposta in custodia.
Il Sacro e Divino Corano contiene tutto, il futuro certamente; l’utilizzo del Sacro Libro per ogni fedele mussulmano è certamente benessere ma deve suscitare nel giovane un approvazione che deve essere frutto di ragionamento e non di imposizione, per tanto, gli adulti che sono supportati dal silenzio per interloquire con i giovani, ricerchino la gioia da questi ultimi ed accantonino le loro saggezze mnemoniche oramai anziane, sostituendole addirittura: i giovani, nella loro vitalità (legame celestiale) sono altrettanto saggi ma non lo sanno ancora.

Più che di fiducia e di rispetto, trattasi di temi da proporre in discussione: ogni perplessità sarà stimolo per uno studio approfondito, laddove anche in presenza di una “non risposta” da parte adulta, l’intenzione data sarà la guida salvifica ed esauriente. Il credente e quello non raggiunto da questa “fase umana”, saranno legati indissolubilmente; chi in Dio troverà la guida percepirà le risposte e dovrà condividerle per generare una salubre discussione senza pari con chi non ne sente la presenza.

Ma, al tempo, nella nuova epocale fase di cui siamo partecipi, tra l’inizio di una globalizzazione senza precedenti nella storia dell’Umanità e la primordiale era dell’intelligenza artificiale (IA) in cui l’IT e le scienze computazionali sono pronte e disponibili in larga maggioranza a cambiare il mondo in pressoché esclusiva manipolazione dall’agnostico e dal credente Occidentale non mussulmano, nel mentre si accingono filosofi e teologi a dibattere di aspetti etici, teorici e pratici con e grazie all’attenzione privilegiata dei giovani, che cosa offre in questo momento il mondo islamico?
Coltelli in piazza e questioni di costume tradizionale femminile? Problemi di emarginazione sociale? Studiosi accademici provenienti da lussuose, asettiche ed esclusive scuole private?

Il sole nascente ogni giorno dispensatore di luce disponibile indica la volontà di Dio per ogni credente e quindi fedele, pertanto i giovani credono nel futuro e… in Dio, quasi inconsapevolmente (l’ingenuità gentile); perché possano possedere il futuro e quindi coinvolgersi nella ricerca di esso prendendo parte alla Parola di Dio (coranica) hanno il dovere ed il diritto di pretendere risposte dalla società adulta.
Risposte credibili. Inequivocabili. Attuali. Da ogni fonte, anche dalla strada purché siano pertinenti e soddisfacenti con la Verità del Testo Sacro, mai in contraddizione e mai equivocabili. Da nessuno al mondo.

L’Islam non si può rappresentare in persone silenti perché essi (i silenzi) sono indifesi difronte al malefico che se ne appropria e genera orrore; alcuni fratelli giovani hanno dimostrato apertamente di esserne stati sopraffatti divenendo spietati assassini e noi adulti molto probabilmente non ce ne siamo accorti. Sveglia!
(Allah saprà -sempre- di più)


Fitra or Fitrah (Arabic فطرة) is an Arabic word embracing the meanings of “disposition”, “nature”, “constitution” or “instinct”; the term fitrah is synonymous with creation, a new existence: it is the descriptive construction of the naturalness for which each child is created in the mother’s womb. For this affirmation, reference to the Faith of Man, becomes the singular symptom of weaning and “return”, better than any other term, in the exclusion of fact from what might mean “conversion”, since it can be considered in the absence of proven abiuration or psychological pathology, the return (progressive) to a state of perceived purity.
The Holy Qur’an, therefore, affirms the naturalness…

فَأَقِمْ وَجْهَكَ لِلدِّينِ حَنِيفًا ۚ فِطْرَتَ اللَّهِ الَّتِي فَطَرَ النَّاسَ عَلَيْهَا ۚ لَا تَبْدِيلَ لِخَلْقِ اللَّهِ ۚ ذَٰلِكَ الدِّينُ الْقَيِّمُ وَلَٰكِنَّ أَكْثَرَ النَّاسِ لَا يَعْلَمُون
So direct your face toward the religion, inclining to truth. [Adhere to] the fitrah of Allah upon which He has created [all] people. No change should there be in the creation of Allah . That is the correct religion, but most of the people do not know.
(SAHIH INTERNATIONAL 30:30)

Nevertheless, naturalness is also a fundamental principle for every agnostic, who, by its own nature (sic!) is inclined to a continuous study of origin…
What does this distinction mean, then? (Distinction? Discrimination? Uh?)
For this precise reason, the limited question is only one, one that does not oppose it through preconceived spirituality or theological finalism, because today there can no longer be a differentiation and subsequent separation between a human being and more on naturalistic thought bases but, only a platform from which to resume each dissertation.
There are, therefore, the warnings and indications of the Sacred Sures with a high and stable maximum reference, but for this moment and not for convenience or for literary diplomacy, the answer can only be one and that is, no, there are no differences in origin by ensuring the degree of education and the experience gained in Being, that is, until a certain degree of awareness is reached, every human being is, or rather has, the same evolving consciousness, without distinction, being a different race considered, the gender or the creature‘s place of origin. It is not easy to recognize the watershed, the unmistakable sign that will later mark the individual abandoning that common phase. (For our convenience, we could set a date for this purpose, an approximate age that you want to…)

Young people, in their little experience of life, are all the same; they represent and in fact pretend to be-right-the future, “the instinctive purpose”, which for any non-young person can be defined as “uncertainty”. (Young people who will have to continue to live do not allow a true separation between the concept of present and future: woe to those who want to represent the opposite!)

So, “what do we want – I insist! – exactly from the young people?”

The title of this blog is not rhetorical: it is a question that every adult should receive, because this question, if we had never heard it, is the essence of our adult punishment.
It is a sincere and sincere affront rather than a question, because it is an open question, an alarming cry that we often hear and hear more and more, but we often do not want to hear, impossible for adults to even find a coding for interpretation.
The adult agnostic, feels as well as the faithful, often hear this question, becoming obsession with both of them: clothing, food, modern and certainly progressive behavior of the group where the young man moves, the new social issues and environmental issues that young proposes, the revision of customs, aesthetics and new proposals (increasingly related to the trade in goods) are the agenda for young people, where the references are increasingly outside the family walls. Parents’ concerns are normal but they do not have to incorporate the little trust, the ambiguity laws that the adult lies in the past, the extreme tradition that the young man can not recognize and above all does not want for not succumb to “the old” who will naturally leave this Earth .
And then the question returns and returns again: what exactly do we want from young people? More: what do they want from life we ​​adults did not want to have?

It does not seem possible that a first answer comes from a non-young person, yet “youthful silences” means a mature progressive consciousness available for prosecution; hence, from this proposal, it is necessary to build or rebuild a barrier, an embankment that can counteract and defeat every silence that the adult presents as an alternative to restless silence. Young people must feel honesty and seriousness! They must be able to recognize proposals among their silent questions; they must be able to see the new features of our modern times explained; they must be able to choose plausible alternatives over time they recognize and not have illusory practices out of the rational and rational scientific context that they could have as the only answer in custody.
The Sacred and Divine Coran contains everything, the future certainly; the use of the Sacred Book for every faithful Muslim is certainly wellness, but it must give rise to approval in the youth that must be the result of reasoning and not imposition; therefore, the adults who are supported by silence to talk to the young, should seek the joy from the latter and fix their mnemonic old age, replacing them even: young people in their vitality (celestial bond) are just as wise but they do not know it yet.

More than trust and respect, these are topics to be discussed: any perplexity will be a stimulus for a thorough study, even if there is an “unresponsive” response from the adult, the intention given will be the saving and exhaustive guidance. The believer and the one not reached by this “human phase” will be indissolubly bound; those who will find in God the guide will perceive the answers and share it to create a healthy, unequaled talk with those who do not feel the (HIS) presence.

But at the time, in the new epoch-making phase of which we are involved, between the beginning of unprecedented globalization in the history of humanity and the primordial era of artificial intelligence (MI) in which IT and computational sciences are ready and are largely available to change the world into almost exclusive manipulation by the agnostic and Western believer not Muslim, while philosophers and theologians approach ethical, theoretical and practical issues is running with the privileged attention of young people: what does the Islamic world currently offer?
Knives in the square and issues of traditional female costume? Problems of social exclusion? Academic scholars from luxurious, aseptic and exclusive private schools?

The every day rising sun is a dispenser of available light indicating God’s will for every believer and therefore faithful, so young people believe in the future and… in God, almost unconsciously (gentle ingenuity); so because they may “possess the future” and therefore engage in seeking it by taking part in the Word of God (Qur’anic) they have the duty and the right to claim responses from adult society.
Credible responses. Unequivocal. Current. From every source, even from the street as long as they are pertinent and satisfying with the Truth of the Sacred Text, never in contradiction and never equivocal. From nobody in this world.

Islam can not be represented in silent people because they (silences) are helpless to the evil that it appropriates and creates horror; some young brothers have shown openly that they have been overwhelmed by being merciless assassins and we adults most likely have not noticed it. Wake up!
(Allah will know -always- more)

 

 

2 pensieri su ““CHE COSA VUOI ESATTAMENTE DA ME?” (I giovani non fanno domande) / “WHAT DO YOU WANT EXACTLY FROM ME?” (Youth do not ask questions)

  1. With renewed pleasure I get this comment from brother Hadi; I use my account for the publication as a temporary technical problem has prevented him from doing so. This is therefore his will. (There is a translation by “Google” in italian at bottom; I hope it is a good one)
    Lucaa del Negro
    (Con piacere ricevo questo commento dall’autore; utilizzo il mio account per la pubblicazione in quanto un temporaneo problema tecnico gli ha impedito di fare da sé. Questa è quindi la sua volontà; segue in basso la traduzione in italiano. Spero “Google traduttore” sia di aiuto e non alteri questo lavoro)

    ***

    Dear Lucaa, assalaam Aleikum,
    I like your efforts and interpretaions of the the Divine words. It is the Quranic verdict that all children are governed by their natural instincts that is called fitra. The word Islam is an Arabic word and basically does not translate into Religion i.e Mazhab, but rather DEEN which is oft mentioned in the Quran and never the word MAZHAB. DEEN means the way of life which may differ because of cultures, languages etc. When the Quran bids us to believe in every Prophet it is telling us as mentioned in the Quran; “We have sent our Messengers to all parts of the world, into every Nation and clan, from within their own people, speaking their language and bearing the same Message’; to me it means that they all submitted themselves to the Will of God. Submission to the Divine Will is the exact meaning of the Arabic word ISLAM.From Islam as the root word other words such as Muslim, Mussalman (those who submit to the Will Divine), Tasleem (the verb from Muslim) Salaam (meaning peace in submission to God) etc. have been derived. Religion is an unfair translation of the word DEEN (way of life as ordained by God) which you will find in many times in the Quran and never the Arabic word MAZHAB (cultural, customary and traditional practices). And so while every Prophet submitted to the Will of God, they were not called Muslims in the language they spoke but those mentioned in Quran have been referred to as Muslims becayse the Quran is in the Arabic language. There we would call Adam, Noah, Abraham, Ishmael, Issac, Jacob, Joseph, Moses, Aaron, David Solomon, Jesus and all others that were God sent Messengers as Muslims when we refer to them in Arabic because they submitted to the Will of God and carried the same Divine Message till the arrival of Prophet Muhammad after which God declared that now My Message is complete and therefore no other Messenger will be sent till the end of the world. The Quran specially orders all people to believe in all the Prophets. And when God says in the Quran that their is no compulsion in Deen, He has asked us to choose the path that He has laid for all humanity but left us to decide the righteous path, meaning He does not force anyone to follow a certain path. If we were not given that choice, it would be unfair for HIM to question or punish us on the day of Judgement. This force would then mean injustice and God is The Just and the Most Merciful. His justice demands that all children be born in the natural instinct which innocence and the fitra. So while the Divine Guidance is always available to us the choice is left with us and we cannot deny on the Day of Judgement that we did not know. W have been asked to acquire knowledge and explore the world to really understand God Almighty. Surah Rehman tells us of all the bounties that have been made available and every time when A bounty He poses the question, ‘How many of God’s Bounties will you deny?” You may want to read this Surah Rehman again. The Arabic word ‘REHMAN’ is One of the 99 names of God and it means ‘The Giver of Gifts’.
    I have not put this down on your blog and if you think it serves your cause you may please do the gist of this with whatever additions or substractions you deem necessary.
    God be with you.

    With warm regards and best wishes
    Hadi…
    *************************************************************************
    Caro Lucaa, la Pace sia con te,
    Mi piacciono i tuoi sforzi e le interpretazioni delle parole divine. È il verdetto coranico che tutti i bambini sono governati dai loro istinti naturali che si chiama
    fitra. La parola Islam è una parola araba e fondamentalmente non si traduce con “Religione”, cioè Mazhab, ma piuttosto DEEN, che è spesso menzionato nel Corano e mai la parola MAZHAB. DEEN significa il modo di vivere che può differire a causa di culture, lingue ecc. Quando il Corano ci chiede di credere in ogni Profeta, ci dice come menzionato nel Corano; “Abbiamo inviato i nostri messaggeri in tutte le parti del mondo, in ogni nazione e clan, dal loro popolo, parlando la loro lingua e portando lo stesso messaggio”; per me significa che tutti si sono sottomessi alla Volontà di Dio. La presentazione alla Divina Volontà è il significato esatto della parola araba ISLAM. Dall’Islam come parola radice altre parole come il musulmano, Mussalman (coloro che si sottomettono al Volere Divino), Tasleem (il verbo dal musulmano) Salaam (che significa pace in Sottomissione a Dio) ecc. Sono stati derivati. La religione è una traduzione ingiusta della parola DEEN (modo di vita ordinato da Dio) che troverai molte volte nel Corano e mai la parola araba MAZHAB (pratiche culturali, tradizionali e tradizionali). Così mentre ogni Profeta è stato sottomesso alla Volontà di Dio, non sono stati chiamati Musulmani nella lingua in cui hanno parlato, ma quelli menzionati in Corano sono stati chiamati musulmani perché il Corano è nella lingua araba. Ci avremmo chiamato Adamo, Noè, Abramo, Ismaele, Issaco, Giacobbe, Giuseppe, Mosè, Aaronne, Davide Salomone, Gesù e tutti gli altri che Dio inviò i Messaggeri come musulmani quando li facciamo riferimento in arabo perché sottomessi alla Volontà Dio e portò lo stesso messaggio divino fino all’arrivo del profeta Muhammad dopo il quale Dio dichiarò che ora il Mio Messaggio è completo e quindi nessun altro Messaggero verrà inviato fino alla fine del mondo. Il Corano ordina specialmente tutte le persone a credere in tutti i profeti. E quando Dio dice nel Corano che la loro non è obbligatoria in Deen, ci ha chiesto di scegliere il cammino che Egli ha posto per tutta l’umanità, ma ci ha lasciato decidere il cammino giusto, il che significa che non costringe nessuno a seguire un certo percorso . Se non fosse stato dato a tale scelta, sarebbe ingiusto affinchè HIM porti domande o punizioni al giorno del giudizio. Questa forza significherebbe ingiustizia e Dio è il giusto e il più misericordioso. La sua giustizia richiede che tutti i bambini siano nati nell’istinto naturale che innocenza e fitra. Così mentre la guida divina è sempre disponibile per noi la scelta è rimasta con noi e non possiamo negare il giorno del giudizio che non sapevamo. E’ stato chiesto di acquisire conoscenze ed esplorare il mondo per comprendere veramente Dio Onnipotente. La Surah Rehman ci racconta della bellezza che è stata messa a disposizione ed ogni volta che uno pone la domanda: “Quante “bellezze” di Dio si negano?” Potresti voler leggere di nuovo questo Surah Rehman. La parola araba “REHMAN” è uno dei 99 nomi di Dio e significa “il datore di doni”.
    Che Dio sia con te.

    Con caloroso abbraccio i miei auguri
    Hadi …

    Mi piace

    • Dearest …
      I go straight to the point, forgive if I miss the preambles, please.
      I thank you for making me notice among the lines that anyway, a Koran exegesis is always made, as to say that one can not avoid doing it when it comes to “humanity”. An “automatic” form appears in sum, a form I could say that has to do with genetics, not to refer to theology at least for a moment.
      Yes, whenever it is “human matter”, the Qur’anic Reference appears …
      So I interpreted your kind and precious message and I read my article in question with this suggested intention that you sent me.
      What I have included in my article (bearing in mind your comment “with the hint of then”), however, is a scratchy, decisive and decisively related aspect of life, where the Qur’anic interpretation does not differ from yours in different words; there are also disturbing questions and are hoisted on the ground over which we remain erect, stable. Irrepressible even life sustains us.
      What you say and that I certainly share, is partial; part.
      Although I have tried to show that until a certain age we are all perfectly equal and “after”, we differ, we diversify on many factors, processes, both natural and environmental.
      This “explains” or tries not to hide the differences that can NOT be summarized and circumscribed in a single world because Islam (the Umma as a consequence) does not comprehend the whole thinking world, read the whole of humanity. If so, many of the prescriptions would fall, so that the doctrine exists and serves, for proselytizing and so on, until it comes to distinguishing the good and who chooses it and does it and who perpetuates the evil. Thinking of a “united world for peace” is also a “utopian” (legitimate, condescending, lovable) thought and if we consider Islamic theology also an aspect related to “vangelization” and therefore not exactly to accept without a careful examination .
      That is… Starting with Abraham, the connection with God is always different and so different: the Jewish faith, for example, and the Christian one, and… to the scientific thought chosen for the reason of the life of the agnostic people to the radical atheism and political, for which God does not exist and there is only the Man with its own joys and struggles and …)
      Islam is not “all and all”, if I explain myself: from a certain age (simplifying) it is a “conquest”.
      What you are saying here is a beautiful passage, but not shared and even contrasted by the other abramite religions; for example, think about the complexity and peculiarity of Christian theology and the Holy Trinity, far away from the Coranic Verses. Think, for example, of explaining the angry difference within the same Islamic community (Shiite and Sunni).
      What do I mean, in sum…
      I affirm that the “conquest” of the Religion is through knowledge, through study, and through other high praxis, but it does not necessarily have to become a thought that has to be all about and to show off: indeed, only a careful examination and review of one’s own convictions can make us understand that Man does not need Religion because Man is (was) Religion. Young people are moving; we just are starting to live in a global society. We need all questions (the silent one, too) to formulate answers in some way!
      ************************
      (Translation in italian with Google)

      Carissimo…
      Vado direttamente al punto, perdona se tralascio i preamboli.
      Ti ringrazio di farmi notare tra le righe che comunque sia, un esegesi coranica viene sempre fatta, come a dire che non ci si può esimere dal farlo quando si tratta di “umanità”. Appare in somma una forma “automatica”, una forma potrei dire che ha a che fare con la genetica, per non fare riferimento alla teologia almeno per un attimo.
      Sì, ogniqualvolta si tratta di “materia umana”, il Riferimento coranico appare…
      Io interpreto così il tuo gentile e prezioso messaggio e, rileggo il mio articolo in questione con questa suggerita intenzione che mi hai trasmesso.
      Ciò che ho inserito nel mio articolo (tenendo presente il tuo commento “con il senno di poi”) riporta però un aspetto graffiante, deciso e decisamente legato al vissuto, laddove l’interpretazione coranica, pur in differenti parole non si discosta dalla tua; ci sono altresì interrogativi anche inquietanti e sono issati sul terreno sopra il quale noi rimaniamo eretti, stabili. Irremovibili finanche la vita ci sostiene.
      Ciò che affermi e che certamente condivido però è parziale; di parte.
      Sebbene ho cercato di dimostrare che fino ad una certa età siamo tutti perfettamente uguali, “dopo” ci differenziamo, diversifichiamo in base a molti fattori, processi anche naturali ed anche ambientali.
      Questo “spiega” o cerca di non nascondere le differenze che NON POSSONO essere riassunte e circoscritte in un unico mondo perché l’Islam (la Umma di conseguenza) non comprende tutto il globo pensante, leggi l’intera umanità. Se così fosse, cadrebbero molte delle prescrizioni eccetera per cui la dottrina esiste e serve, per il proselitismo eccetera, fino ad arrivare a distinguere il bene e chi lo sceglie e lo compie ed il male e chi lo perpetua. Pensare ad un “mondo unito per la pace” inoltre è un pensiero “utopico” (lecito, condivisibile, amabile…) a tratti se consideriamo la teologia islamica anche affine alla “vangelizzazione” e quindi non proprio da accettare senza un attento esame.
      Cioè… A partire da Abramo, è sempre differente e diverso il legame con Dio: il credo ebraico ad esempio e quello Cristiano e… via via fino al pensiero scientifico eletto a ragione di vita dell’agnostico arrivando all’ateismo radicale e politico, per il quale Dio non esiste; è l’Uomo con le proprie gioie e fatiche e…) L’Islam non è “tutto e di tutti”, se mi spiego: da una certa età (semplificando) è una “conquista”.
      Ciò che bene affermi qui è un passaggio bellissimo ma, non condivisibile ed anzi anche contrastato dalle stesse Religioni abramitiche, pensa ad esempio alla complessità e particolarità della teologia Cristiana e della Santissima Trinità, lontanissima dai Versetti coranici. Pensa ad esempio come spiegare la rabbiosa differenza all’interno della stessa Comunità islamica (sciita e sunnita).
      Che cosa voglio dire, in somma…
      Affermo che “la conquista” della Religione avviene tramite conoscenza, tramite studio e tramite altre alte pratiche ma, non deve per forza diventare un pensiero che debba riguardare tutti e da sfoggiare: anzi, solo un attento esame e riesame delle proprie convinzioni può farci capire che l’Uomo non necessita di Religione perché l’Uomo è(ra) Religione. I giovani si stanno rapidamente muovendo; stiamo vivendo gli inizi di una nuova era quella globalizzata. Abbiamo necessità di comprendere le domande (quelle silenziose anche) per formulare le risposte!

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...