“CHE COSA VUOI ESATTAMENTE DA ME?” (I giovani non fanno domande) / “WHAT DO YOU WANT EXACTLY FROM ME?” (Youth do not ask questions)

Fitra o, Fitrah (Arabo فطرة) è una parola araba che abbraccia i significati “disposizione”, “natura”, “costituzione” od “istinto”; il termine fitrah è sinonimo di creazione, di un esistenza nuova: è la costruzione descrittiva della naturalità per cui ogni bambino è creato nel ventre della madre. Per questa affermazione, il riferimento alla Fede dell’Uomo diviene il singolare sintomo di svezzamento e di “ritorno” e, meglio di qualsiasi altro termine, nella esclusione di fatto da ciò che potrebbe significare “conversione”, in quanto si può ritenere in assenza di comprovata abiura o di una patologia psichica, il ritorno (progressivo) ad uno stato di percepita purezza.
Il Sacro Corano, dunque, afferma la naturalità

فَأَقِمْ وَجْهَكَ لِلدِّينِ حَنِيفًا ۚ فِطْرَتَ اللَّهِ الَّتِي فَطَرَ النَّاسَ عَلَيْهَا ۚ لَا تَبْدِيلَ لِخَلْقِ اللَّهِ ۚ ذَٰلِكَ الدِّينُ الْقَيِّمُ وَلَٰكِنَّ أَكْثَرَ النَّاسِ لَا يَعْلَمُون– 
Rivolgi il tuo volto alla religione come puro monoteista, natura originaria che Allah ha connaturato agli uomini*; non c’è cambiamento nella creazione di Allah. Ecco la vera religione, ma la maggior parte degli uomini non sa.
(*) Il Corano afferma la naturalità (“fitra”) dell’Islàm. Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) disse: “Ogni bambino nasce mussulmano, sono i suoi genitori che ne fanno un israelita, un cristiano o uno zoroastriano (adoratori del fuoco)”.
(SAHIH INTERNATIONAL 30:30)

Ciononostante, la naturalità è anche un principio fondamentale per ogni agnostico, il quale, è per sua natura (sic!) incline ad un continuo studio dell’origine
Che cosa significa dunque questa distinzione? (Distinzione? Discriminazione? Uh?)
Per questo preciso ragionamento,
l’interrogativo circoscritto è appunto solo uno, quello che non si opponga attraverso preconcetti allo spiritualismo od al finalismo teologico, in quanto oggi non ci può (più) davvero essere una differenziazione e susseguente separazione tra un essere umano ed un altro su basi naturalistiche di pensiero ma solamente una piattaforma da cui riprendere ogni dissertazione. 
Ricorrono, per tanto, moniti ed indicazioni delle Sacre Sure con alto e stabile riferimento massimo ma, per questo istante e non per comodità o per diplomazia letteraria spiccia, la risposta può essere solamente una e cioè no, non ci sono differenze nell’origine accertando il grado di istruzione e l’esperienza raggiunta dell’Essere, vale a dire che fino ad una poco certa consapevolezza raggiunta,
ogni essere umano è, o meglio ha, la stessa identica coscienza in via di sviluppo, senza distinguo, sia una differente razza presa in esame, il genere, oppure il luogo di origine della creaturaNon è facile riconoscere lo spartiacque, il segno inequivocabile che in seguito segnerà l’individuo abbandonare quella fase comune. (Per nostra comodità, potremmo porre una data per questo scopo, un approssimativa età che dir si voglia…)

I giovani, nella loro minima esperienza di vita, sono tutti uguali; rappresentano e di fatto pretendono di essere -a ragione- il futuro, “lo scopo istintivo”, quello che per ogni non giovane è definibile in vece come “incertezza”. (I giovani che dovranno proseguire a vivere, non consentono una vera separazione tra il concetto di presente e quello di futuro: guai a chi volesse rappresentare il contrario!)

Per tanto: che cosa vogliamo -insisto- esattamente dai giovani?

Quella del titolo di questo blog, non è retorica: è una domanda che ogni adulto dovrebbe ricevere, perché questa domanda, qualora non l’avessimo mai sentita nostra, è l’essenza della nostra adulta pena.
E’ un affronto sano e sincero più che una domanda, perché è una questione aperta, un grido allarmante che spesso e sempre più spesso ascoltiamo ma non vogliamo sentire, impossibilitati noi adulti addirittura a ricercarne una codifica per l’interpretazione.
L’agnostico adulto la sente così come il fedele la sente sovente questa domanda, diventando in molti casi ossessione per entrambi: l’abbigliamento, il cibo, il comportamento moderno e certamente progressista del gruppo in cui il giovine si muove, le nuove questioni sociali ed ambientali che egli propone, la revisione dei costumi, l’estetica e le nuove proposte (sempre più legate al commercio di beni) sono l’ordine del giorno per i giovani, laddove i riferimenti sono sempre più esterni dalle mura famigliari. Le preoccupazioni dei genitori sono normali ma non devono incorporare quella poca fiducia, leggi ambiguità che l’adulto cela nel passato, nella estrema tradizione che il giovane non può riconoscere e soprattutto non vuole per non soccombere tra “i vecchi” che naturalmente lasceranno questa Terra.
Ed allora la domanda ritorna e ritorna ancora:
che cosa vogliamo esattamente dai giovani? E poi: che cosa vogliono loro dalla vita che noi adulti non abbiamo voluto avere?

Non sembra possibile che una prima risposta provenga da una persona non giovane, eppure “i silenzi giovanili” fanno intendere di una maturata progressista coscienza a disposizione per procura; da qui, da questa proposta, si deve edificare o, riedificare, una barriera, un argine che possa contrastare e sconfiggere ogni silenzio che l’adulto presenta come alternativa al silenzio inquieto. I giovani devono sentire oneste e serie proposte! Devono poter riconoscere proposte tra i loro taciti interrogativi; devono poter vedere spiegate le nuove caratteristiche del nostro moderno tempo; devono poter scegliere alternative plausibili nel tempo che riconoscono e, non possedere illusorie pratiche fuori dal contesto progredito e scientifico razionale avute come unica risposta in custodia.
Il Sacro e Divino Corano contiene tutto, il futuro certamente; l’utilizzo del Sacro Libro per ogni fedele mussulmano è certamente benessere ma deve suscitare nel giovane un approvazione che deve essere frutto di ragionamento e non di imposizione, per tanto, gli adulti che sono supportati dal silenzio per interloquire con i giovani, ricerchino la gioia da questi ultimi ed accantonino le loro saggezze mnemoniche oramai anziane, sostituendole addirittura: i giovani, nella loro vitalità (legame celestiale) sono altrettanto saggi ma non lo sanno ancora.

Più che di fiducia e di rispetto, trattasi di temi da proporre in discussione: ogni perplessità sarà stimolo per uno studio approfondito, laddove anche in presenza di una “non risposta” da parte adulta, l’intenzione data sarà la guida salvifica ed esauriente. Il credente e quello non raggiunto da questa “fase umana”, saranno legati indissolubilmente; chi in Dio troverà la guida percepirà le risposte e dovrà condividerle per generare una salubre discussione senza pari con chi non ne sente la presenza.

Ma, al tempo, nella nuova epocale fase di cui siamo partecipi, tra l’inizio di una globalizzazione senza precedenti nella storia dell’Umanità e la primordiale era dell’intelligenza artificiale (IA) in cui l’IT e le scienze computazionali sono pronte e disponibili in larga maggioranza a cambiare il mondo in pressoché esclusiva manipolazione dall’agnostico e dal credente Occidentale non mussulmano, nel mentre si accingono filosofi e teologi a dibattere di aspetti etici, teorici e pratici con e grazie all’attenzione privilegiata dei giovani, che cosa offre in questo momento il mondo islamico?
Coltelli in piazza e questioni di costume tradizionale femminile? Problemi di emarginazione sociale? Studiosi accademici provenienti da lussuose, asettiche ed esclusive scuole private?

Il sole nascente ogni giorno dispensatore di luce disponibile indica la volontà di Dio per ogni credente e quindi fedele, pertanto i giovani credono nel futuro e… in Dio, quasi inconsapevolmente (l’ingenuità gentile); perché possano possedere il futuro e quindi coinvolgersi nella ricerca di esso prendendo parte alla Parola di Dio (coranica) hanno il dovere ed il diritto di pretendere risposte dalla società adulta.
Risposte credibili. Inequivocabili. Attuali. Da ogni fonte, anche dalla strada purché siano pertinenti e soddisfacenti con la Verità del Testo Sacro, mai in contraddizione e mai equivocabili. Da nessuno al mondo.

L’Islam non si può rappresentare in persone silenti perché essi (i silenzi) sono indifesi difronte al malefico che se ne appropria e genera orrore; alcuni fratelli giovani hanno dimostrato apertamente di esserne stati sopraffatti divenendo spietati assassini e noi adulti molto probabilmente non ce ne siamo accorti. Sveglia!
(Allah saprà -sempre- di più)


Fitra or Fitrah (Arabic فطرة) is an Arabic word embracing the meanings of “disposition”, “nature”, “constitution” or “instinct”; the term fitrah is synonymous with creation, a new existence: it is the descriptive construction of the naturalness for which each child is created in the mother’s womb. For this affirmation, reference to the Faith of Man, becomes the singular symptom of weaning and “return”, better than any other term, in the exclusion of fact from what might mean “conversion”, since it can be considered in the absence of proven abiuration or psychological pathology, the return (progressive) to a state of perceived purity.
The Holy Qur’an, therefore, affirms the naturalness…

فَأَقِمْ وَجْهَكَ لِلدِّينِ حَنِيفًا ۚ فِطْرَتَ اللَّهِ الَّتِي فَطَرَ النَّاسَ عَلَيْهَا ۚ لَا تَبْدِيلَ لِخَلْقِ اللَّهِ ۚ ذَٰلِكَ الدِّينُ الْقَيِّمُ وَلَٰكِنَّ أَكْثَرَ النَّاسِ لَا يَعْلَمُون
So direct your face toward the religion, inclining to truth. [Adhere to] the fitrah of Allah upon which He has created [all] people. No change should there be in the creation of Allah . That is the correct religion, but most of the people do not know.
(SAHIH INTERNATIONAL 30:30)

Nevertheless, naturalness is also a fundamental principle for every agnostic, who, by its own nature (sic!) is inclined to a continuous study of origin…
What does this distinction mean, then? (Distinction? Discrimination? Uh?)
For this precise reason, the limited question is only one, one that does not oppose it through preconceived spirituality or theological finalism, because today there can no longer be a differentiation and subsequent separation between a human being and more on naturalistic thought bases but, only a platform from which to resume each dissertation.
There are, therefore, the warnings and indications of the Sacred Sures with a high and stable maximum reference, but for this moment and not for convenience or for literary diplomacy, the answer can only be one and that is, no, there are no differences in origin by ensuring the degree of education and the experience gained in Being, that is, until a certain degree of awareness is reached, every human being is, or rather has, the same evolving consciousness, without distinction, being a different race considered, the gender or the creature‘s place of origin. It is not easy to recognize the watershed, the unmistakable sign that will later mark the individual abandoning that common phase. (For our convenience, we could set a date for this purpose, an approximate age that you want to…)

Young people, in their little experience of life, are all the same; they represent and in fact pretend to be-right-the future, “the instinctive purpose”, which for any non-young person can be defined as “uncertainty”. (Young people who will have to continue to live do not allow a true separation between the concept of present and future: woe to those who want to represent the opposite!)

So, “what do we want – I insist! – exactly from the young people?”

The title of this blog is not rhetorical: it is a question that every adult should receive, because this question, if we had never heard it, is the essence of our adult punishment.
It is a sincere and sincere affront rather than a question, because it is an open question, an alarming cry that we often hear and hear more and more, but we often do not want to hear, impossible for adults to even find a coding for interpretation.
The adult agnostic, feels as well as the faithful, often hear this question, becoming obsession with both of them: clothing, food, modern and certainly progressive behavior of the group where the young man moves, the new social issues and environmental issues that young proposes, the revision of customs, aesthetics and new proposals (increasingly related to the trade in goods) are the agenda for young people, where the references are increasingly outside the family walls. Parents’ concerns are normal but they do not have to incorporate the little trust, the ambiguity laws that the adult lies in the past, the extreme tradition that the young man can not recognize and above all does not want for not succumb to “the old” who will naturally leave this Earth .
And then the question returns and returns again: what exactly do we want from young people? More: what do they want from life we ​​adults did not want to have?

It does not seem possible that a first answer comes from a non-young person, yet “youthful silences” means a mature progressive consciousness available for prosecution; hence, from this proposal, it is necessary to build or rebuild a barrier, an embankment that can counteract and defeat every silence that the adult presents as an alternative to restless silence. Young people must feel honesty and seriousness! They must be able to recognize proposals among their silent questions; they must be able to see the new features of our modern times explained; they must be able to choose plausible alternatives over time they recognize and not have illusory practices out of the rational and rational scientific context that they could have as the only answer in custody.
The Sacred and Divine Coran contains everything, the future certainly; the use of the Sacred Book for every faithful Muslim is certainly wellness, but it must give rise to approval in the youth that must be the result of reasoning and not imposition; therefore, the adults who are supported by silence to talk to the young, should seek the joy from the latter and fix their mnemonic old age, replacing them even: young people in their vitality (celestial bond) are just as wise but they do not know it yet.

More than trust and respect, these are topics to be discussed: any perplexity will be a stimulus for a thorough study, even if there is an “unresponsive” response from the adult, the intention given will be the saving and exhaustive guidance. The believer and the one not reached by this “human phase” will be indissolubly bound; those who will find in God the guide will perceive the answers and share it to create a healthy, unequaled talk with those who do not feel the (HIS) presence.

But at the time, in the new epoch-making phase of which we are involved, between the beginning of unprecedented globalization in the history of humanity and the primordial era of artificial intelligence (MI) in which IT and computational sciences are ready and are largely available to change the world into almost exclusive manipulation by the agnostic and Western believer not Muslim, while philosophers and theologians approach ethical, theoretical and practical issues is running with the privileged attention of young people: what does the Islamic world currently offer?
Knives in the square and issues of traditional female costume? Problems of social exclusion? Academic scholars from luxurious, aseptic and exclusive private schools?

The every day rising sun is a dispenser of available light indicating God’s will for every believer and therefore faithful, so young people believe in the future and… in God, almost unconsciously (gentle ingenuity); so because they may “possess the future” and therefore engage in seeking it by taking part in the Word of God (Qur’anic) they have the duty and the right to claim responses from adult society.
Credible responses. Unequivocal. Current. From every source, even from the street as long as they are pertinent and satisfying with the Truth of the Sacred Text, never in contradiction and never equivocal. From nobody in this world.

Islam can not be represented in silent people because they (silences) are helpless to the evil that it appropriates and creates horror; some young brothers have shown openly that they have been overwhelmed by being merciless assassins and we adults most likely have not noticed it. Wake up!
(Allah will know -always- more)