Un piccolo, grande atto di Jihad. (Narrazioni oggettive n. 2) / A small, great act of Jihad. (Objective narratives No. 2)

Jihad, letteralmente significa “sforzo”, individua lo slancio per raggiungere un dato obiettivo e può fare riferimento allo sforzo spirituale del singolo individuo per migliorare sé stesso. Nella dottrina islamica indica tanto lo sforzo di miglioramento del credente (lo «jihad superiore»), soprattutto intellettuale, rivolto per esempio allo studio e alla comprensione dei testi sacri o del diritto, quanto la guerra condotta «per la causa di Dio», ossia per l’espansione dell’islam al di fuori dei confini del mondo musulmano (lo «jihad inferiore»).
https://it.wikipedia.org/wiki/Jih%C4%81d

In qualsivoglia interpretazione sia possibile, seguendo il testo “aperto” di Wikipedia, ad esempio, l’esame di coscienza, l’interrogazione somma che distingue l’umano dall’animale essere, è pratica correttiva, salubre ed efficace per comprendere se stessi ed il mondo circostante. Non è questa una enigmatica incitazione, non lo è perché inutile e stupida potrebbe apparire difronte alla più genuina, istintiva e primordiale azione che ognuno di noi, in Terra, compie quotidianamente, grazie a Dio per il significato che ogni fedele vi aggiunge.
Il libro intitolato “Space”, di Hadi Rizvi o, meglio definito “poema lungo” come la breve introduzione presenta, scritto in inglese dal pensatore pakistano e con cui ho avuto l’onore dello scambio di alcune lettere virtuali, ha -secondo il mio pensiero- un accenno, un invito quasi, di cui non possiamo esimerci dal partecipare.
L’invito è appunto rivolto a noi, lettori, verso noi, gli stessi; atto a tratti sublime (estrapolo con il consenso dell’autore“GOD SAYS”, -scorri la pagina per leggere- esemplare poesia che meglio di mille parole descrive ciò di cui vorrei farVi partecipi) per cui l’intervento dello Jihad, appare -se possibile- “migliore” o, “migliorato”. (Una particolare menzione per l’impaginazione del libro e soprattutto per i disegni che accompagnano il lettore tra il testo, a cura di Esen Rizvi, figlia dell’autore).

Discorrendo con il gentile autore, elogiando con mia estrema sincerità il suo alto spirito, devo confessare che le sue parole di commento e probabile supporto al testo, (scansando una decontestualizzazione sempre -ahimè- possibile) mi rimandano verso concetti (non confini) filosofici legati all’utopia, noncurante certamente per questo intervento della intensa e superba definizione di “verità prematura” del fiacco Lamartine, per dirla “alla Mazzini”.
Si badi, non è questo assetto da me prospettato come una “irrealtà” legata con l’assurdo, un modello esasperato ed irrealizzabile e quindi da scansare con fare polemico ma, un indirizzo assolutamente valido che ha valenza esclusiva per realizzare se stessi, nello Jihad appunto, come m’è parso di intravvedere nelle note della prefazione ed in particolare nei termini “to reform humanity” (riformare l’umanità).
E’ molto probabile che il mio commento, questo commento, sia forzato da studi pesantemente coinvolti nell’Occidentale analiticità, nel mondo delle filosofie contemporanee, certamente non studi definitivi e mai di valenza universale ma, consulti che senza pochi dubbi hanno coperto archi temporali in cui l’Islam e meglio dire la Umma, non vi ha potuto serenamente transitare; non c’è stata quindi nessuna proposta da parte della antica saggezza orientale che contempla il riposo e la preghiera e mai indica queste come “ozio” e “perdita di tempo” e non si è potuto vedere un indizio di ragionamento ed almeno debole per contenere il trapasso individuato nella mercificazione, la quale, di fatto, è in procinto di seppellire l’Occidental pensiero critico e tutto il resto. Oggi, la globalizzazione irriducibile delineata dal consumismo capitalista, rappresenta un parziale arresto ideologico; sentitamente, nell’attesa di una smentita, per Dio: “fateVi avanti!”

Nota: Narrazioni oggettive “1” è disponibile anche da questo link; QUI.

poetry-page-001
Space” di/by Hadi Rizvi; Published by Paramount Publishing Enterprise  152/O, Block-2, P.E.C.H.S., Karachi-75400, Pakistan Tel: 34310030 Fax: 34553772 E-mail: paramount@cyber.net.pk ISBN: 978-969-494-778-5

(*) Nel ringraziare pubblicamente per il supporto e la disponibilità il caro Hadi, non mi è possibile, attraverso i mezzi di cui dispongo, tradurre il testo originale inglese; per i lettori che non hanno dimestichezza con la lingua, provate per inizio con questo famoso e gratuito traduttore automatico online: https://translate.google.com/m/translate / Note for italian readers only: not possible due to my poor knowledge to translate in italian language the Poem; I thank brother Hadi for his ability to understand. Please, use Google on line! Thank you and all of you…


Jihad is classified into inner (“greater”) jihad, which involves a struggle against one’s own base impulses, and external (“lesser”) jihad, which is further subdivided into jihad of the pen/tongue (debate or persuasion) and jihad of the sword. Most Western writers consider external jihad to have primacy over inner jihad in the Islamic tradition, while much of contemporary Muslim opinion favors the opposite view. Gallup analysis of a large survey reveals considerable nuance in the conceptions of jihad held by Muslims around the world. → https://en.wikipedia.org/wiki/Jihad

In any interpretation may it be possible, following the “open” text of Wikipedia, for example, the examination of consciousness, the sum question that distinguishes human from the animal being, is a corrective, healthy and effective practice to understand ourselves and the surrounding world. This is not an enigmatic incitement, it is not because useless and stupid may appear in front of the most genuine, instinctive and primordial action that each of us, on Earth, performs on a daily basis, thanks to God for the meaning that every faithful adds on.

The book entitled “Space,” by Hadi Rizvi or, better than book defined as “long poem” as the short introduction broach us, written in English by the Pakistani thinker and with whom I had the honor of exchanging some virtual letters, has -according to my thought- a hint, almost an invitation, of which we can not avoid taking part. The invitation is addressed to us, readers, to us, “the reading persons”; at times sublime writing (I extrapolate with the consent of the author “GOD SAYS”, -scroll page above- an exemplary poem that best of a thousand words describes what I would like to share with you) so that Jihad’s intervention appears to be “better” or, “improved.” (One particular mention for book layout and especially for the drawings accompanying the reader between the text, edited by Esen Rizvi, daughter of the author).

By speaking with the gentle author, praising my highest spirit with my sincerity, I must confess that his words of commentary and probable support for the text (by scrapping an always -Alas!- possible discontestualization) point me to philosophical bound concepts (not boundaries) closer to utopia, certainly not this intervention made possible with intense and superficial definition of Lamartine‘s think “premature truth”, to say “like Mazzini” said about him. It is not this arrangement that I have conceived of as an “unreality” (utopia) linked to the absurdity, an exasperated and unrealistic model and therefore to be dispelled with controversy, but an absolutely valid address that has exclusive value to make oneself in Jihad precisely, as I seemed to see in the notes of the preface and in particular in the terms “to reform humanity”. It is very likely that my comment, this commentary, is forced by studies heavily involved myself in Western analyticity, into the world of contemporary philosophies, certainly not definitive studies and never of universal validity, but that, without any doubt, they covered time spans in to which Islam (better to say the Umma) could not serenely pass; there was therefore no proposal from ancient Eastern wisdom that contemplates rest and prayer and never indicates them as “leisure” and “loosing time” and there was no indication of reasoning and at least weakness to contain the trap found in commodification, which, in fact, is about to bury Occidental critical thinking and everything else.
Today, the irreducible globalization outlined by capitalist consumerism is a partial ideological stoppage; in the expectation of a denial, for God: “Come on, talk to me!”

Note: Objective Narratives “1” is also available from this link; HERE.

 

 

 

4 pensieri su “Un piccolo, grande atto di Jihad. (Narrazioni oggettive n. 2) / A small, great act of Jihad. (Objective narratives No. 2)

  1. Hi Respected Lucaa
    I find your article very interesting & informative.
    I must say you have Good soul and you sound like very Caring person.
    This world need Sincere & honest writers like you.
    God Bless you
    Take care
    *****************************************
    (Traslat. by Google in italian)
    Ciao rispettato Lucaa
    Trovo il tuo articolo molto interessante; informativo.
    Devo dire che hai un’anima buona; come una persona molto cara.
    Questo mondo ha bisogno di scrittori onesti come te.
    Dio ti benedica

    Liked by 1 persona

    • You are very kind to write these words; I use a dialectics often ungraceful, rude and provocative, very materialy as it reads on this site; I do it because my intention is to give the reader a lot to deal with and a heavy load that will cause him/her to generate questions, where the answers must be their (your) questions matured by reason.
      The author of the Poetic book, the subject of this article, uses a different course, though the goal is the same, in God’s Grace…
      ***********************************************
      Sei molto gentile carissimo; io uso una dialettica spesso sgraziata, rude e provocatoria, molto materica come si legge in questo sito; lo faccio perché la mia intenzione è dare al lettore molto di cui occuparsi e, un carico pesante che faccia in modo da generare nel lettore domande, laddove le risposte devono essere le sue maturate dalla ragione.
      L’autore del libro di Poesie, il soggetto di questo articolo, in vece usa un percorso differente, sebbene la meta è la stessa, in Grazia di Dio.

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  2. With pleasure I get this comment from the author; I use my account for the publication as a temporary technical problem has prevented him from doing so. This is therefore his will. (There is a translation by “Google” in italian at bottom; I hope it is a good one)
    Lucaa del Negro
    (Con piacere ricevo questo commento dall’autore; utilizzo il mio account per la pubblicazione in quanto un temporaneo problema tecnico gli ha impedito di fare da sé. Questa è quindi la sua volontà; segue in basso la traduzione in italiano. Spero “Google traduttore” sia di aiuto e non alteri questo lavoro)

    Dear Lucaa, I’m flattered (lowly and modest in front of God!) by your profuse gratification of my works titled ‘Space’. As a writer I pen down my thoughts more to teach and reteach the lessons of the Scriptures. As a Muslim I believe in every Prophet that was sent down to guide the human race the originater of which was prophet Adam and his soul mate Eve. Thus to divide the human race into various factions of culture, etnicity, heritage and any other diversity is to my my mind satanic. Leaving various rituals aside the most important steps that we as one human race need to live successfully, happily and progressively endeavour to the best of our capability and capacity to strive and attain certain positive attitude; the ingredients of which are: To LIVE, To LOVE, To LEARN and To leave behind a LEGACY. (Let me call it the the Four Landmarks) If we can strive for the fulfillment of these basic ingredients we will attain peace in life and be worthy of being called the best Creation of GOD. The four basic needs are that must be met to achieve the Landmarks cited above, are: SPIRITUAL, PHYSICAL, MENTAL & SOCIAL.. With a balance in these the entire life will peaceful, happy and successful. Neglect in any area will result in frustration and unhappiness. When conscience will be our guide to principles then our direction will be right. These needs will affect our time and the quality of our lives. Each of these are vitally important. If any of these is neglected the quality of life will suffer.
    “So much for now. May be more later”.
    Hadi.

    *************************************************************
    TRANSLATED IN ITALIAN BY GOOGLE (AUT.)…
    Caro Luca, sono lusingato (modesto ed umile davanti a Dio!) per la tua profusa gratificazione delle mie opere intitolate «Spazio». Come scrittore, penso i miei pensieri per insegnare e condividere le lezioni delle Scritture. Come mussulmano credo in ogni Profeta che è stato mandato a guidare la razza umana il cui originario è stato profeta Adamo e la sua anima compagnia Eva. Così per dividere la razza umana in varie fazioni di cultura, etnicità, eredità ed allontanare ogni altra diversità dalla mia testa come il male, satana. Lasciando vari riti da parte i passi più importanti che noi come una razza umana dobbiamo vivere con successo, felicemente e progressivamente cerchiamo di sfruttare al meglio la nostra capacità e capacità di sforzarsi e raggiungere un certo atteggiamento positivo; gli ingredienti sono: per vivere, per amare, per imparare e per lasciare dietro una eredità. (Lasciami chiamare i quattro punti di riferimento). Se possiamo sforzarci per il compimento di questi ingredienti fondamentali, raggiungeremo la pace nella vita e saremo degni di essere chiamati la migliore creazione di Dio. I quattro bisogni fondamentali che devono essere soddisfatti per raggiungere i punti di riferimento citati sono: SPIRITUALI, FISICI, MENTALI E SOCIALI. Con un equilibrio in questi l’intera vita sarà pacifica, felice e di successo. La negligenza in qualsiasi area provocherà frustrazione e infelicità. Quando la coscienza sarà la nostra guida ai principi allora la nostra direzione avrà ragione. Queste esigenze influenzeranno il nostro tempo e la qualità delle nostre vite. Ognuna di queste è di vitale importanza. Se uno di questi è trascurato, la qualità della vita subirà.
    “Questo per ora. Di più forse più tardi “.
    Hadi.

    Liked by 1 persona

    • Dear Hadi,
      You do not need to give to me, to the readers, more clarification for your writing; I believe it is both effective and clear and I hope it is “effective” for a conscience analysis, a (small) Jihad act that each of us has to do.
      I say this and I repeat this, because I know that your answer goes back to “this verse”, where it always correctly indicates a “pathway” that necessarily passes for a kind of “purification of the soul” before everything.
      Me, perhaps with little touch, surely with less grace than you, I insist on saying that these “indications” are yes “high”, “harmonious” and in symbiosis with the spirit of Islam but, if I am not mistaken, I see that there is a humanity that still suffers in a truly unbelievable way, and I find it is unjustifiable for our days. (Even in the good social welfare conditions of the West).
      Well, indeed, these brothers, I think, need to have some articulated answers and not have to live in a too spiritual (often command-driven) state to confuse their state, which needs urgent care, even simple answers “on street” issues.
      If they were able to survive until today, today thanks to the modern globalization that envelops us, the questions are so many and the Ummah is anxious to be cautioned or to hide behind attitudes too close to Christian evangelization, laws of charity and pity and goodness for a first example. The Western metaphysics, philosophy, has, with criterion, identified “utopia,” an existing danger and which could convey your words, especially if it is transmitted to young people, to our future.
      I will not allow it, with your help, with the divine one…
      ************************
      TRASLATED IN ITALIAN BY GOOGLE (AUT.)…
      Carissimo Hadi,
      non devi a me, a noi lettori, dare ulteriore chiarimento per la tua scrittura; ritengo sia efficacemente chiara e, spero pure “efficace” per un analisi di coscienza, un atto (piccolo?) di Jihad che ognuno di noi deve fare.
      Dico e ribadisco questo, perché noto che la tua risposta rimanda e riporta comunque verso “questo verso”, laddove indichi correttamente sempre una “via maestra” che necessariamente passa per una specie di “purificazione dell’anima”, innanzi a tutto.
      Io, forse con poco tatto, sicuramente con meno grazia di te, insisto a dire che queste tue “indicazioni”, sono sì “alte”, “armoniose” ed in simbiosi con lo spirito dell’Islam ma, se non sbaglio, vedo che esiste un umanità che comunque soffre in una maniera davvero incredibile e, ritengo ingiustificabile per i nostri giorni. (Anche nelle agiate condizioni sociali dell’Occidente).
      Ebbene, anzi male, questi fratelli, ritengo abbiano necessità di avere una qualche risposta articolata e non debbano vivere in una condizione troppo spirituale (spesso indotta a comando) da confondere il proprio stato, il quale necessita di cure urgenti, di risposte anche semplici e su questioni “di strada”.
      Se fino “a ieri” riuscivano a sopravvivere, oggi grazie alla moderna globalizzazione che ci avviluppa, gli interrogativi sono tanti e la Ummah è ancorata a cautelarsi oppure a nascondersi dietro atteggiamenti troppo vicini all’evangelizzazione cristiana, leggi di carità e pietà e bontà per un primo esempio. Ecco che l’Occidentale metafisica, la filosofia ha con criterio individuato “l’utopia”, un pericolo esistente e che potrebbe contagiare le tue parole, soprattutto se recepite dai giovani, il nostro futuro.
      Non lo permetterò, con il Vostro aiuto, con quello divino…

      Mi piace

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