L’Islam armato (la Polizia islamica)/Armed Islam (the Islamic Police) /

Quanto rappresento in questo articolo, è una somma di dati e, piuttosto incontrovertibili, mai negando per altro la discussione che non rifiuto mai, nonostante tutto, come si suol dire. E’ un esempio piuttosto specifico, ristretto e, certamente parziale per quanto riguarda l’analisi ma, è simbolico, uno sguardo che pur incentrato in una “piccola zona” e piuttosto “provinciale” (l’Italia) nella sua pur complessa, variegata e multietnica società civile, non ha mai davvero separato dalla sua identità una certa tradizione ed un certo attaccamento al territorio, laddove non ha mai separato del tutto quella cultura religiosa e totalmente cattolica che la contraddistingue, grazie anche agli splendori di Roma-Vaticano, città Stato incastonata nella Capitale dello Stato italiano, simbolo di quella che rimane la Comunità religiosa più grande del nostro Pianeta, il Cristianesimo appunto.
Il simbolico esempio italico proposto, è essenziale per molti versi e soprattutto perché oggi stiamo vivendo il processo di globalizzazione in una fase che si preannuncia critica per le scelte economiche che verranno fatte, epocale per le masse in movimento costante e mai prima d’ora così informatizzate e, consapevoli, facilmente controllabili potremmo anche dire indicando “i nuovi mass-media“.
Questi spostamenti di culture, tradizioni eccetera, Fedi religiose in primo e primissimo piano, sono e saranno al centro non di discussione per un inizio che abbiamo già visto ma, sono e vengono pilotati (in ogni versante!) per raggiungere scopi, posizioni, potere.
Se la enorme Comunità Cristiana (Israele intesa come simbolo dell’Ebraismo è per antonomasia, qualità, oggi, “potere”)  ha definizioni piuttosto consolidate e scontate, anche dal punto strategico della gestione e controllo delle risorse, l’Islam, la Comunità di mussulmani (Ummah) seguaci dell’ultima Religione Rivelata in ordine di tempo e che mai ha negato l’Ebraismo come origine ed il Cristianesimo come fondamentale base anche di sviluppo, risulta da molti punti di vista arretrato ed in balìa di un pensiero Occidentale ormai corrotto o destabilizzato nei suoi fondamentali, vedi la recente riapertura al fascismo, al nazismo alle politiche discriminatorie ed alla forte presenza dell’imperialismo delle super-Nazioni, tutte materie che sembravano sorpassate definitivamente nel segno della civiltà democratica.

Per questo, detto questo, il presente articolo è rivolto espressamente ai “non mussulmani”, a quelle persone che non hanno raggiunto ancora una certa consapevolezza, anche etica o “fondamentale”, passaggio scritto che contiene probabilmente una dose elucubrante ma ininfluente per un ragionamento “aperto”.
Potrebbe trattarsi di una proposta enfatica ed ideale, un indicazione che non si può ma soprattutto non si deve non tenere di conto e per l’Occidentale partigiano e, per il fratello islamico che si appresta a gioire ma anche soffrire al suo cospetto: difronte a noi sulla Terra e finanche siamo vivi, ci sono e possono essere altri esseri umani; talvolta ce ne dimentichiamo e dimentichiamo l’origine della loro vita…
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In Italia, sono circa 250.000 (militari esclusi) le forze cosiddette “dell’ordine”
, la Polizia come internazionalmente si suol dire.
Considerando la statistica come materia scientifica discutibile ma comunque asettica, basata sulla legge dei numeri e comunque non del tutto indifferente alle “sensibilità umane” quando tratta di attività strettamente connesse con la società, potremmo non avere troppi dubbi a conteggiare un 99% di questo numero come una cerchia di persone ligie al dovere e caratterizzate da un uniformità di pensiero politico sui generiis molto
vicino a quello del patriota, della persona attaccata ai valori nazionalisti del Paese che rappresenta, stereotipi o poco partecipativi ragionamenti inclusi. Nessuna critica insita in questa descrizione ed anzi, una constatazione che esalta in qualche maniera una caratteristica seppur parziale che determina e dovrebbe determinare la funzione di questa categoria di persone, utili senz’altro nella composizione di una società che definiremmo civile; “ordinaria amministrazione”.
(99 per cento non è 100 per cento; rimane quindi “uno”, uno per cento).
La statistica, quella seria, prevede anche questo e, certamente non lo nasconde e nemmeno nell’approssimazione. Uno per cento, significa in questa analisi, circa 2500 (duemilacinquecento) persone le quali, senza ricercarne a forza una carenza, una debolezza, una indisposta e maldestra negatività o peggio una corruzione o malvivenza celata, possono ipoteticamente avere e detenere una predisposizione, un sentimento religioso spiccato, un differente approccio alle “questioni morali” regolate -per il loro e presunto pensiero- dalla Fede in Dio, Allah, in questa azzardata ipotesi. L’azzardo, considerando l’Islam come la seconda Religione planetaria per numero di fedeli sparsi in ogni Landa terrestre, (circa 1 miliardo ed 800 mila persone, secondo gli ultimi studi statistici) non è tale se teniamo conto delle cifre.
Ma… da questi “2500 poliziotti” per uno scrupolo eccessivo ma probabilmente utile, togliamo una metà, facendo in modo di contare circa 1250 poliziotti mussulmani e, italiani, certamente cittadini italiani.
Un piccolo battaglione, è indubbia questa militare rappresentazione.
Milleduecentocinquanta islamici armati dallo Stato, i quali, nella consueta pratica islamica, nella liturgia per definire ancora meglio questa pratica, non necessitano di praticare nel luogo sacro la loro Fede e non necessitano di una gerarchia clericale per essere “rappresentati e presenti”, come il Sacro e Divino Corano semplicemente (nella semplicità vincente) prevede e prescrive.
Oggi, ora e proprio ora, senza dover ragionare delle nuove pratiche di richiesta di cittadinanza che consentiranno come deve essere ed è, di acquisire diritti a fronte di doveri da sottoscrivere ed in parte già sottoscritti, senza argomentare delle future Leggi che dovranno regolamentare molti “nuovi cittadini” europei già ora in attesa perché infanti (Italia per questo esempio) qui nati e scolari qui studenti, ci sono oltre mille poliziotti islamici, soldati fedeli -in grazia di Dio!- ad Allah.

In lingua araba c’è un esclamazione appropriata: Alhamdulillah!


What I represent in this article, it is a sum of data and, quite incontrovertible data; I never deny the discussion of the arguments: I never refuse to talk about. It is a rather specific, narrow, and certainly partial analysis, but it is symbolic, a look that focuses on a “small area” and rather “provincial” (Italy) area in its rather complex, varied and multiethnic civil society, it has never really separated from its identity: a certain tradition and a certain attachment to the territory, where it has never separated completely that religious and totally Catholic culture that distinguishes it, thanks to the splendor of Rome-Vatican City, State embedded in the capital of the Italian State, a symbol of the largest religious Community in our Planet, namely Christianity.
The symbolic proposed Italic example, is essential in many ways and above all because today we are experiencing the globalization process at a critical stage for the economic choices to be made, epochal for the masses in constant movement and never before so computerized (and aware!) easily controllable we could say by pointing out “new mass media”.
These movements of cultures, traditions and so on, Religious Faiths in the first and very first plan, are and will be not at the center of discussion like we have seen but, they are, and are being right now, piloted (on every side!) to attain goals, positions, power.
If the enormous Christian Community (Israel as a symbol of Judaism is by far, quality, today, “power”) has far more consolidated and descriptive definitions, also from the strategic point of resource management and control, Islam, Muslims (Ummah) like followers of the Last Religion Revealed in time that never denied Judaism as origin and Christianity as a fundamental basis for development, it is from many points of view backward and at the mercy of a corrupt Western thought or destabilized in its fundamentals, see the recent reopening of fascism, nazism to discriminatory policies and the strong presence of imperialism in the super-nations, all of which “themes” seemed to have surpassed definitively in the sign of democratic civilization.

For this reason, this article is expressly addressed to “non-Muslims”, those people who have not yet reached a certain level of consciousness, even ethical or “fundamental”, a written passage that probably contains a significant dose of elucubrations but not for this reason not open and useful to an “open” reasoning. This one, it could be an emphatic and ideal proposal, an indication that can not but must not be ignored, and for the Western partisan, and for the Islamic brothers who is about to rejoice but also suffer at his sight. On Earth, in front of us, there are and can be other human beings we sometimes forget to recognize: their life has always a source…

celerino-casco-polizia-reparto-mobileIn Italy, there are about 250,000 (military excluded) so-called “order forces”, the Police as we say internationally.
Considering statistics as a questionable, but aseptic scientific matter, based on the law of numbers, and in any case not entirely indifferent to “human sensibilities” when it comes to activities closely related to society, we might not have too many doubts to count a 99% of this number like a circle of people who are duty-bound and characterized by a uniformity of political thought on generiis, close to that of the patriot men, the persons attached to the nationalist values ​​of the Country that represents, stereotypes or little participatory reasoning included. No criticism is contained in this description, and indeed, a statement that exalts in some way a characteristic, albeit partial, which determines and should determine the function of this category of people, useful in the composition of a society we would define as civil; “ordinary administration”.
(99 per cent is not 100 per cent; it is therefore “one”, one per cent).
The statistic, that serious, also includes this and, of course, does not hide it or even approximate it. One percent, in this analysis, means about 2500 (two thousand five hundred) people who, without looking for a shortage, weakness, indecisive and maladjusted negativity, or worse hidden bribery or malevolence, can hypothetically have and hold a predisposition, a distinct religious sentiment, a different approach to the “moral questions” regulated -for their supposed thought- by the Faith in God, Allah, in this hypocritical hypothesis. These counts are not a risky one, considering Islam as the second planetary Religion for the number of faithful scattered in every Earthland (about one billion and eight hundred thousand, according to recent statistical studies) and this count is not so wrong, if we take into account the figures.
But… of these “2500 policemen” for an excessive but probably useful scruple, we take off half, counting about 1,250 Italian Muslim police officers certainly Italian citizens: a small battalion, this military representation is undeniably…
Thousand two hundred fifty Muslims armed by the State, who, in the traditional Islamic practice, in the liturgy to define this practice even better, do not need to practice their faith in the sacred place only and do not need a clerical hierarchy to be “represented and present” like Sacred and Divine Qur’an simply (in winning simplicity) foresees and prescribes.
Today, now and right now, without having to reason on new citizenship applications that will allow it to be and will be, to acquire rights in the face of obligations to be signed and partly already signed, without arguing for future Laws that will have to regulate many “New European citizens” already waiting because infants (Italy for this example) born here and pupils here students, there are over a thousand Islamic policemen, loyal soldiers -in the grace of God!- to Allah.

In Arabic Language, there is an appropriate exclamation: Alhamdulillah! 

 

Un piccolo, grande atto di Jihad. (Narrazioni oggettive n. 2) / A small, great act of Jihad. (Objective narratives No. 2)

Jihad, letteralmente significa “sforzo”, individua lo slancio per raggiungere un dato obiettivo e può fare riferimento allo sforzo spirituale del singolo individuo per migliorare sé stesso. Nella dottrina islamica indica tanto lo sforzo di miglioramento del credente (lo «jihad superiore»), soprattutto intellettuale, rivolto per esempio allo studio e alla comprensione dei testi sacri o del diritto, quanto la guerra condotta «per la causa di Dio», ossia per l’espansione dell’islam al di fuori dei confini del mondo musulmano (lo «jihad inferiore»).
https://it.wikipedia.org/wiki/Jih%C4%81d

In qualsivoglia interpretazione sia possibile, seguendo il testo “aperto” di Wikipedia, ad esempio, l’esame di coscienza, l’interrogazione somma che distingue l’umano dall’animale essere, è pratica correttiva, salubre ed efficace per comprendere se stessi ed il mondo circostante. Non è questa una enigmatica incitazione, non lo è perché inutile e stupida potrebbe apparire difronte alla più genuina, istintiva e primordiale azione che ognuno di noi, in Terra, compie quotidianamente, grazie a Dio per il significato che ogni fedele vi aggiunge.
Il libro intitolato “Space”, di Hadi Rizvi o, meglio definito “poema lungo” come la breve introduzione presenta, scritto in inglese dal pensatore pakistano e con cui ho avuto l’onore dello scambio di alcune lettere virtuali, ha -secondo il mio pensiero- un accenno, un invito quasi, di cui non possiamo esimerci dal partecipare.
L’invito è appunto rivolto a noi, lettori, verso noi, gli stessi; atto a tratti sublime (estrapolo con il consenso dell’autore“GOD SAYS”, -scorri la pagina per leggere- esemplare poesia che meglio di mille parole descrive ciò di cui vorrei farVi partecipi) per cui l’intervento dello Jihad, appare -se possibile- “migliore” o, “migliorato”. (Una particolare menzione per l’impaginazione del libro e soprattutto per i disegni che accompagnano il lettore tra il testo, a cura di Esen Rizvi, figlia dell’autore).

Discorrendo con il gentile autore, elogiando con mia estrema sincerità il suo alto spirito, devo confessare che le sue parole di commento e probabile supporto al testo, (scansando una decontestualizzazione sempre -ahimè- possibile) mi rimandano verso concetti (non confini) filosofici legati all’utopia, noncurante certamente per questo intervento della intensa e superba definizione di “verità prematura” del fiacco Lamartine, per dirla “alla Mazzini”.
Si badi, non è questo assetto da me prospettato come una “irrealtà” legata con l’assurdo, un modello esasperato ed irrealizzabile e quindi da scansare con fare polemico ma, un indirizzo assolutamente valido che ha valenza esclusiva per realizzare se stessi, nello Jihad appunto, come m’è parso di intravvedere nelle note della prefazione ed in particolare nei termini “to reform humanity” (riformare l’umanità).
E’ molto probabile che il mio commento, questo commento, sia forzato da studi pesantemente coinvolti nell’Occidentale analiticità, nel mondo delle filosofie contemporanee, certamente non studi definitivi e mai di valenza universale ma, consulti che senza pochi dubbi hanno coperto archi temporali in cui l’Islam e meglio dire la Umma, non vi ha potuto serenamente transitare; non c’è stata quindi nessuna proposta da parte della antica saggezza orientale che contempla il riposo e la preghiera e mai indica queste come “ozio” e “perdita di tempo” e non si è potuto vedere un indizio di ragionamento ed almeno debole per contenere il trapasso individuato nella mercificazione, la quale, di fatto, è in procinto di seppellire l’Occidental pensiero critico e tutto il resto. Oggi, la globalizzazione irriducibile delineata dal consumismo capitalista, rappresenta un parziale arresto ideologico; sentitamente, nell’attesa di una smentita, per Dio: “fateVi avanti!”

Nota: Narrazioni oggettive “1” è disponibile anche da questo link; QUI.

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Space” di/by Hadi Rizvi; Published by Paramount Publishing Enterprise  152/O, Block-2, P.E.C.H.S., Karachi-75400, Pakistan Tel: 34310030 Fax: 34553772 E-mail: paramount@cyber.net.pk ISBN: 978-969-494-778-5

(*) Nel ringraziare pubblicamente per il supporto e la disponibilità il caro Hadi, non mi è possibile, attraverso i mezzi di cui dispongo, tradurre il testo originale inglese; per i lettori che non hanno dimestichezza con la lingua, provate per inizio con questo famoso e gratuito traduttore automatico online: https://translate.google.com/m/translate / Note for italian readers only: not possible due to my poor knowledge to translate in italian language the Poem; I thank brother Hadi for his ability to understand. Please, use Google on line! Thank you and all of you…


Jihad is classified into inner (“greater”) jihad, which involves a struggle against one’s own base impulses, and external (“lesser”) jihad, which is further subdivided into jihad of the pen/tongue (debate or persuasion) and jihad of the sword. Most Western writers consider external jihad to have primacy over inner jihad in the Islamic tradition, while much of contemporary Muslim opinion favors the opposite view. Gallup analysis of a large survey reveals considerable nuance in the conceptions of jihad held by Muslims around the world. → https://en.wikipedia.org/wiki/Jihad

In any interpretation may it be possible, following the “open” text of Wikipedia, for example, the examination of consciousness, the sum question that distinguishes human from the animal being, is a corrective, healthy and effective practice to understand ourselves and the surrounding world. This is not an enigmatic incitement, it is not because useless and stupid may appear in front of the most genuine, instinctive and primordial action that each of us, on Earth, performs on a daily basis, thanks to God for the meaning that every faithful adds on.

The book entitled “Space,” by Hadi Rizvi or, better than book defined as “long poem” as the short introduction broach us, written in English by the Pakistani thinker and with whom I had the honor of exchanging some virtual letters, has -according to my thought- a hint, almost an invitation, of which we can not avoid taking part. The invitation is addressed to us, readers, to us, “the reading persons”; at times sublime writing (I extrapolate with the consent of the author “GOD SAYS”, -scroll page above- an exemplary poem that best of a thousand words describes what I would like to share with you) so that Jihad’s intervention appears to be “better” or, “improved.” (One particular mention for book layout and especially for the drawings accompanying the reader between the text, edited by Esen Rizvi, daughter of the author).

By speaking with the gentle author, praising my highest spirit with my sincerity, I must confess that his words of commentary and probable support for the text (by scrapping an always -Alas!- possible discontestualization) point me to philosophical bound concepts (not boundaries) closer to utopia, certainly not this intervention made possible with intense and superficial definition of Lamartine‘s think “premature truth”, to say “like Mazzini” said about him. It is not this arrangement that I have conceived of as an “unreality” (utopia) linked to the absurdity, an exasperated and unrealistic model and therefore to be dispelled with controversy, but an absolutely valid address that has exclusive value to make oneself in Jihad precisely, as I seemed to see in the notes of the preface and in particular in the terms “to reform humanity”. It is very likely that my comment, this commentary, is forced by studies heavily involved myself in Western analyticity, into the world of contemporary philosophies, certainly not definitive studies and never of universal validity, but that, without any doubt, they covered time spans in to which Islam (better to say the Umma) could not serenely pass; there was therefore no proposal from ancient Eastern wisdom that contemplates rest and prayer and never indicates them as “leisure” and “loosing time” and there was no indication of reasoning and at least weakness to contain the trap found in commodification, which, in fact, is about to bury Occidental critical thinking and everything else.
Today, the irreducible globalization outlined by capitalist consumerism is a partial ideological stoppage; in the expectation of a denial, for God: “Come on, talk to me!”

Note: Objective Narratives “1” is also available from this link; HERE.