Il (poco) discreto fascino del capitalismo / The (less) discrete charm of capitalism

La “civiltà meccanica” come fulcro, paradigma, archetipo di pensiero Occidentale che si stabilisce in un moto all’apparenza dei fatti inarrestabile e senza ostacoli, è in via di degenerazione materialista e consumista, considerate appunto (al momento) “finite le spinte marxiste” che ne tentarono un contrasto, certamente dapprima ideologico. Tutto ciò, questa “modernità” in somma, sta uccidendo lo spirito e la giustizia, in primo luogo quella divina.
Non solamente.
Il “dinamismo”, caratteristica determinante di questa imperante ideologia, ha reso l’impazienza una pseudo virtù, ha reso il riposo “perdita di tempo”, il silenzio, la contemplazione e la preghiera “tempi morti”. Questi valori apparentemente non negati, sono e rimangono custoditi nell’animo dell’Uomo, nel sentimento. Mai domo. La religiosità e prima della Religione, per tanto, è immanente nell’Uomo, tale che in esso tutti gli uomini sono uguali e comunicano.

Inevitabilmente, la globalizzata società (è una e sempre una la società nella ricerca dell’Assoluto) va’ incontro ad un autocritica: non può essere esente, in somma; nessuna società civile è immune da questa attività del tutto umana. Proprio da qui, anzi, qui, Cristianesimo ed Islam, nell’ordine cronistorico fioriscono. (A guardare bene ma solo per un attimo, sono la stessa Religione, includendo anche l’ebraismo; da Mosè, in somma). In realtà, la grande ed assoluta differenza è che il mussulmano non potrà mai convertirsi al Cristianesimo oppure all’Ebraismo, perché l’Islam già li “comprende”, li “definisce”; oggi, semplificando, le Comunità islamiche devono necessariamente svincolarsi proprio da quell’Occidente del capitale che le manovra; oggi come allora e nonostante per questo tempo c’è un problema aggiuntivo che riguarda le masse in movimento e fuori controllo, le masse che oggi compiono guerre alla pari degli eserciti.
“Il comunismo divino“, quell’unità indiscutibile della Umma di origine, potrebbe fallire come quello di Marx ha fallito difronte al capitalismo, non considerando le intercettazioni che l’Islam in qualità di Fede imbattibile verrebbe a dover sostenere; per tanto: quali saranno le conseguenze nell’evidenza islamica che “lo spazio per Dio” non sarà mai “una concessione”?
Il sincretismo generico, la “filosofia accettabile”, negli ambienti di politica e cultura internazionale, ripete che “la conoscenza reciproca” porta alla “mutua intesa”: che significa dal punto di vista mussulmano, capitalismo e democrazia über alles?


The “mechanical civilization”, fulcrum, paradigm, an archetype of Western thought that is established in a motion in the appearance of unstoppable and unimpeded facts, is in the process of materialist and consumerist degeneration, considered precisely (at the moment) “ended the Marxist pushes”, that tried a contrast, certainly at first ideological. All this, this “modernity” in sum, is killing the spirit and the justice, first of all, the divine one?
Not just that one.
The “dynamism”, the decisive feature of this dominant ideology, has made impatience a pseudo-virtue, made rest “loosing time”, silence, contemplation and prayer “dead times”. These values seemingly not denied, are and remain guarded in the soul of man, in feeling. Never bend. Religiousness and before of Religion is so immanent in Man, so that all men are equal in it and communicate.

Inevitably, a globalized society (one and only one is always a society in the search for the Absolute) is confronted with self-criticism: it can not be exempt, in sum; no civil society is immune to this all-human activity. Right from here, indeed, here, Christianity and Islam, in the chronological order flourish. (Just for a moment, these two are the same Religion, including Judaism; Moses, in sum). The great and absolute difference is that Muslim can never convert to Christianity or to Judaism, because Islam already “understands”, “defines” both the two; today, by simplifying, Islamic communities must necessarily be released from that West of the capital that maneuvered them; today as it is then and despite this time, there is an additional problem concerning the masses in motion and out of control, the masses that now make armed struggles like the armies.
“Divine Communism”, that unquestionable unity of the Ummah of origin, could fail as Marx‘s failure to capitalism, not considering the interceptions that Islam as unbeatable Faith would have to sustain; so, what are the consequences in Islamic evidence that “space for God” will never be a “concession”?
Generic syncretism, “acceptable philosophy” in the context of international politics and culture, repeats that “mutual knowledge” leads to “mutual understanding”; meaning from the Muslim point of view, what does it mean: capitalism and democracy über alles?

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