Islamofobia, la “sacra sindrome” / Islamophobia, “the sacred syndrome”

Alla luce degli avvenimenti di cronaca terroristica che hanno avviluppato a partire probabilmente da quel 11 settembre tristemente famoso New York (U.S.A.) e che ora abbracciano mortalmente l’Europa e presto il mondo intero, si è largamente diffusa un opinione basata su stereotipi di pensiero generalizzato, una cosiddetta corrente di pensiero (mediatico e divulgativo innanzi a tutto) che è riassumibile nel termine Islamofobia“.
Senza mezzi termini voglio ora dichiarare apertamente trattasi di un assurdo ideologico, un errore trasversale inaudito da voler considerare, uno spregevole tentativo di adoperarsi nell’odio razziale! Ma… c’è sempre nelle attività umane un “ma” purtroppo e per l’appunto: se da un lato esiste ed è in atto una propaganda in favore dell’uso del termine, una che segna attività e ricerca di profitto per una parte di “società globale”, dall’altra bisogna considerare che la cautela, la debole risposta a questi atti cruenti e terribili di chi si vede in qualche modo “imputato” dicasi anche “protagonista”, in qualche modo anche inconsapevole, legittima oppure autorizza oppure ancora supporta “il deviante pensiero (malato)” attraverso la permissiva associazione dicotomica “Religione-terrorismo”, oggi presente e presentata. Questo potrebbe far pensare ad una volontà indotta. Maledettamente indotta, devo dire.

La dicotomia “Islam e terrorismo” (come concetto dapprima) in vece di essere respinta, nel proporre argomentazioni banali e/o troppo leggere, troppo liturgiche potremmo anche dire per la società occidentale che non le può comprendere nell’immediatezza quando presentate con il Messaggio coranico, si assesta, si stabilisce quale “base di discussione”. Tralasciando ogni aspetto di cronaca, di attività pseudo-commerciale, non è difficile intravvedere per esempio nell’ultima visita del Presidente USA Donald Trump nel Regno Saudita –culla dell’Islam– tutta una serie di dichiarazioni (anche buone nelle intenzioni, perché no…) che di fatto hanno una base di partenza sempre incentrata sull’Islam e sul terrorismo, come se sempre e solo da qui, da questa associazione, bisogna partire.
Questo non va bene e non va proprio bene perché il terrore deve essere registrato come atto a sé stante, un azione deliberatamente eseguita al di fuori dei dogmi e dalla Fede, in questo caso islamica. L’Islam -in e per questo caso- non ha necessità di essere difeso, perché l’Islam in qualità di Fede-Verità è immune da sé e non deve assolutamente essere posto nello stato di accusa: mai! Le responsabilità del singolo fedele, della Umma, in vece, potrebbero e possono essere prese in considerazione, questo sì e questo, come per qualunque essere umano che compie un atto non lecito, non rispettoso delle leggi eccetera è, sarà “normale” ma, una presa di posizione netta che non permetta alla Religione islamica di essere inserita nel contesto di principio correlato con il terrorismo è un azione che va’ presa immediatamente e con ogni forma possibile, nella misura che ogni persona mussulmana ha nelle proprie forze. Aiutiamo e aiutiamoci. Aiutatemi a farlo! (Un nemmeno troppo velato ringraziamento preventivo è per i gentili lettori di “Arab News“, tra i quali, certamente, c’è e ci deve essere qualcuno che di forza ne ha, anche più del sottoscritto. Sħukrân! [شُكْراً])

Aggiornamento: C’è, esiste e mi permetto di coinvolgerVi in una lettura per tal proposito, la possibilità che dietro ai terrificanti avvenimenti di queste ultime ore ci sia… Il nulla.
(In realtà mai “il nulla” può essere confuso con qualche cosa che in vece esiste, tralasciando ora ogni considerazione filosofica, sia questa concettualizzata nel pensiero di Parmenide, Platone, Avicenna, Hegel, Sartre e ogni altro grande pensatore). QUI una parte di ragionamento…

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In the light of terrorist chronicle events that have probably begun since that “September 11”, sadly famous event in New York (USA), and now hugely embracing Europe and in the whole world, there has largely spread a view of stereotypes of generalized thinking, a so-called current of thought (media and divulgative before everything) that can be summed up in the term “Islamophobia”.

Undoubtedly, I want to declare openly that it is an ideological absurdity, an unprecedented transversal mistake to be considered, a despicable attempt to engage in racial hatred! But … there is always a “but” in human activities, unfortunately and precisely: if there is a propaganda on the one hand and the use of the term exists, one that marks an activity and a search for profit for a part of the “global society”, on the other hand, we must consider that the caution, the weak response to these cruel and terrible acts and so on, of those who see somehow “imputed”, “leading actor”, somehow even unconscious, legitimate or authorizes or still supports “devious thought (sick)” through the permissive dichotomous “Religion-Terrorism” association, present and presented today. This could lead to an induced will. Damned, I must say.

The dichotomy “Islam and Terrorism” (as a concept, first) instead of being rejected, in proposing trivial and/or too light, too liturgical arguments, we could also say about Western society that can not understand it in the immediate when presented with the Qur’anic Message, it is established as a “forum for discussion”. Aside from all aspects of chronicle, pseudo-commercial activity, it is not difficult to see, for example, in the last visit of the US President Donald Trump in the Saudi Kingdom -the cradle of Islam- a series of declarations (also good in intentions, why not…) which in fact have a starting point always centered on Islam and terrorism, as if always and only from here, from this association, we must start.
This is not good and it is not good because terror must be recorded as an act in its own right, an action deliberately performed outside the dogmas and the Faith, in this case Islamic. Islam -inside and in this case- do not need to be defended, because Islam as a Faith of True, is immune to itself and must not be placed in the state of accusation: never! The responsibilities of the single faithful, of the Umma, may and may be taken into account, yes and this, as with any human being who does an unlawful act, not respecting the laws, is, it will be “normal” but, a clear position that does not allow Islamic religion to be included in the context of terrorism-related principle, is an action that must be taken immediately and, in every possible way, to the extent that each Muslim person has in his and in his own strength. Let’s help them and help each other. Help me to do it! (Not even too veiled thanksgiving is for the kind readers of “Arab News“, among which, there is certainly and there must be somebody who has the strength, even more than me. Sħukrân! [شكرا])

Update: There is, it exists and I allow you to engage in a reading for that purpose, the possibility that behind the last terrifying events of these hours there is… Nothing.
(In reality, never “nothingness” can be confused with something that exists in itself, leaving now no philosophical consideration, both conceptualized in the thought of Parmenides, Plato, Hegel, Avicenna, Sartre and every other great thinker). HERE a part of reasoning…

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RI-GENESI: I bambini non sono colpevoli / RE-GENESIS: Children are not guilty

Ogni tentativo di analisi, sociale e culturale, ogni approfondimento antropologico eccetera eccetera ed ancora eccetera non ha dato il più pallido risultato, non lo darà (mai) insistendo ad argomentare grazie “ai soliti” personaggi della borghesia bianca ed altolocata attraverso i “salotti mediatici” (televisivi per lo più) diretti dai “soliti” opinionisti che insistono a parlare senza ascoltare […]

La battaglia di Algeri / The Battle of Algiers (Cinema!) / (معركة الجزائر (فيلم

In un articolo precedente, mi sono permesso di trattare (sommariamente, nel libro c’è un capitolo completo al riguardo!) di “Cinema”, di un arte minore, in somma. Bene, dopo avrete letto o, riletto l’articolo (Click QUI) mi preme di segnalarVi un uscita per “l’Home Cinema” di assoluto valore e riferimento, anche tecnico per gli appassionati di […]

Signore e signori… “Il terrorismo islamico!” (Applausi e fischi) / Ladies and gentleman… “the Islamic terrorism!” (Applause and whistles)

Non si dovrebbe scherzare troppo, questo è assolutamente vero: il dolore che purtroppo molte persone hanno dovuto ed ancora portano in sé, difronte anche a titoli come questo in calce, è sempre troppo, specie se esiste in qualche maniera una matrice, una riconducibilità accertata verso un gruppo di fanatici, disperati, pazzi, soggiogati o come li volete chiamare, senza nessuna limitazione di giudizio possa volere ora chiedere. Sebbene un inizio di ragionamento lo ho posto in alcuni articoli che trattano la cosiddetta “radicalizzazione religiosa estremista”, (clik QUI, per esempio) e niente affatto per “comprendere” inteso come “accettazione” ma solo per “sconnettere” presunte ed effettive corresponsabilità ideologiche e/o teocratiche in quelle maledette azioni, ora vorrei sottolineare un aspetto mediatico, la particolarità prettamente Occidentale e vincente di diffondere le notizie su larga scala: di più, le tecniche di risulta che si vanno a ricercare per effettivamente combattere il problema. Sì, l’azione repressiva che si rende necessaria in ogni Comunità che si è data una Costituzione -perdonate questa esemplificazione di comodo- è alle strette dipendenze dei media e, questo è un rilievo da non sottovalutare, se per un altro esempio consideriamo l’opera debordiana, quella “Società dello spettacolo“, mai così “profetica” potremmo col senno di poi oggi dire. Posto che parte del problema sono certamente soggetti-persone invocanti Dio-Allah (stupido è nasconderlo o farlo passare come inezia od insignificante elemento probatorio) la reazione poliziesca ed investigativa dopo le consuete analisi e gli interventi eccetera, affida lo studio per la prevenzione (importante novità assoluta) nell’esclusiva cerchia che non comprende chi di fatto è stato usato, discriminato ed offeso da quelle azioni e cioè il “99,9%” dei mussulmani, fino a prova contraria.
L’Occidental visione“, i media che ne interpretano onestamente e non sempre onestamente il pensiero (comunque sempre capitalista/consumista) e, l’intellighenzia pressoché totale, rimane in affanno generale; teme di mettersi in discussione per ragioni quasi sempre di natura economica, generalizzando e focalizzando gli avvenimenti su stereotipi di cronaca nera del passato. La confusione è altissima: ci sono “macchiette” islamiche ogni giorno in TV, studiosi della psiche e pure islamici portati “sotto i riflettori” quasi a forza i quali ingenuamente cercano una difesa nella teocratica visione cattolica (pace ed amore) e, questo è un pericoloso fare. Due esempi (immagini a seguito) davvero di rilievo:
1. La presidenza del Consiglio italiano che promuove ed inaugura un studio sullo Jihad dove non c’è una, dicasi una, persona islamica;
2. Una discussione promossa dal “Centro Studi Internazionali” sempre incentrata sullo Jihad “estremista” (quanti ce ne saranno, secondo questi sapienti?) dove i relatori sono: un Onorevole situato alla NATO, un Comandante dei Carabinieri e la Presidente de “European Foundation for Democracy“. Stimatissime ed illustrissime personalità, non lo posso e voglio negare…

Cattura_3
https://cesi-italia.org/index.php?page=eventi&id=392
Cattura2
https://goo.gl/nJVTFa

Note for English language-readers: the two documents presented (above) are the official web pages where the “study programs” on the topic “extremist Jihad and terrorism” are exposed. These are programs coordinated by the Italian State Government but which include the Countries of European Community.

We should not be joking too much, this is absolutely true: the pain that unfortunately many people have had and still carry in them, also reading main titles like this one in topic, is always too much, especially if there is some sort of matrix, a re-feasibility for a group of fanatics, desperate, crazy , subjugated or as you want to call them, without any limitation of judgment you may want to ask me now. Although a beginning of reasoning I have put it in some articles dealing with the so-called “extremist religious radicalization” (clik HERE, for example) and nothing to “comprehend/understood” as “acceptance” but only to “distinguish, to separate” if there is actually a Ideological and/or theocratic co-responsibility in those damn actions, now I would like to emphasize a media aspect, the peculiar and winner Western feature of spreading the news on a large scale: moreover, the techniques of finding that go to seek to actually fight the problem. Yes, the repressive action that is needed in every Community that has been given itself a Constitution -sorry for this exemplification- is to the close dependencies of the media and, this is a relief not to be underestimated, if for another example we consider the ‘ Debord work, that “Society of the Spectacle“, never so “prophetic” we might be able to say today. Since part of the problem are certainly subjects-people invoking God-Allah (stupid is hiding it or making him pass as trifle or insignificant evidence) the police and investigative reaction after the usual analysis and interventions etcetera, entrusts the study for prevention (important and absolute novelty in EU) in the exclusive circle that does not understand who has in fact been used, discriminated and offended by those actions, that is, the “99.9%” of the Muslims, to the contrary.
“The Western Vision”, the media that interpret honestly and not always honestly (but always capitalist/consumerist) thinking, and the whole intelligence, remains in general turmoil; it is tempted to question for reasons almost always of an economic nature, generalizing and focusing on recent stereotypes of the “black news” of the past. The confusion is very high: there are Islamic “spotters” (stereotypes) every day on TV, psychiatrists, and even Muslims who are almost forcefully naively looking for a defense in theocratic Catholic vision and this is a dangerous thing to do. Two examples (images above) are really important:
1. The Presidency of the Italian Council that promotes and inaugurates a study on Jihad where there is no one, said one, Islamic person;
2. A discussion promoted by the “International Studies Center” always centered on the “extremist” Jihad (how many will be, according to these scholars?) where the speakers are: a Honorable Member of NATO, a Commander of the Carabinieri (an italian Police division) and the President of “European Foundation for Democracy“. Estimated and illustrious personalities, I do not want to deny it…

La cautela come disturbo islamico modernista. / Caution as a modernist Islamic disorder.

Per quanto ne sappiamo oggi, nella  sfera islamica marchiata da una cautela che ha generato una grave assunzione di smarrita consapevolezza con il primo effetto di ignorare le basilari tecniche di esercizio civile di facciata e che, nello specifico, preclude essa stessa anche il semplice distinguo dalle azioni terroristiche che coinvolgono la sua stessa comunità, un indipendente evoluzione positiva nella differente e riconoscibile diversità dalle altre Fedi ed in special misura dalla cristianità e dal cattolicesimo costantemente in ritardo all’opposto della coranica scrittura eterna e perfetta, si è tradotta comunque in un eccezione moderna e disponibile come evoluto processo di proselitismo di automazione.
L’assoluto islamico, nel costruito, in quanto tale (Dio è perfezione come lo è) comporta nuove opportunità per la Umma pur non esente dal pericolo del peccato; è quindi chiaro come dovrebbe esserlo, l’assunto che il movimento e meglio lo spostamento di tutte le persone “graziate” ed unite nella Umma, non avviene nella solitudine e nell’alienazione culturale, essendo esso accompagnato dalla invincibilità della Religione islamica portatrice della ultima Verità, religione che si offre in probo contagio senza colpo ferire nonostante l’insensato umano offra un controproducente affresco macchiato inutilmente e peccaminosamente con il colore rosso del sangue umano. Il mondo terreno è finalmente un pianeta non più misterioso e buio, così come ci è stato prospettato da qualche forza “anti-islamica”, ovvero è quel mondo che conosciamo e riconosciamo, dove ogni singola creatura, compreso l’universo animale e vegetale e fino all’ultimo granello di sabbia compresi tutti i fiumi con i laghi ed i mari e gli oceani, sono gli stessi dell’origine e non saranno mai tetri nell’Ordine di Dio, Luce disponibile nel Creato.
(Questa “chiave di lettura”, impossibile da non comprendere nel personale proprio giudizio, qualunque esso sia, rileva ogni impresa umana come “artefatta”, in cui la privazione della “naturalezza dell’istinto di sottomissione” è da intendersi nella differenza che comporta il pensiero libero dell’Uomo dal sistema percettivo dell’Universo che gli esseri viventi animali e vegetali hanno, includendo le cose inanimate che presentano anch’esse un ordine e realizzano dei tipi e si formano secondo le Leggi di Dio, senza mai ribellarsi, nemmeno per comprendere).
La cautela del mussulmano, quel silenzio disponibile in così tanti siti virtuali o meno e, per l’aggiunta, quei timidi approcci verso l’esterno che ammiccano ad un verso religioso troppo Cristiano, indicano un arresto ideologico del pensiero islamico, dove la conformata società civile che ne interpreta perfettamente il senso, così come il presunto margine per cui ogni non fedele debba ricercarne la tolleranza, in realtà, non è un inclinazione immobilista oppure di prammatica cautela della Umma pensante che ne ricerca una condotta, sebbene un certa salvezza fatalista scambiata erroneamente dall’occidentale visione filosofica con il determinismo (comunque sempre differente dalla Cristiana Divina Provvidenza) sia predestinata, sempre disponibile e saldata artificialmente al vittimismo sui generiis oggi identificato con le genti ebraiche del 1940; uno sguardo attento anche provocatoriamente connotato da laicismo, riconduce l’attività umana in una fase che scientificamente si enuncia “sperimentale”, dove le relazioni e le scienze dell’Uomo assumono andamenti piuttosto ciclici con conseguenti scoperte che depauperate degli aggettivi stupefacenti del primo momento, fanno riemergere la assoluta distanza del pensiero umano con l’infinito, luogo sempre presente nelle strutture teocratiche avanzate, in special menzione in quelle islamiche.
L’Islam, la Umma meglio sottolineare, disgiunta e confinata in diverse entità giuridiche, adottando l’atto della sottomissione ad Allah e muovendosi nella presunta immobilità cautelativa dove ogni processo a cui non ci si potrà volontariamente sottrarre, sarà regolata dalle spinte di secolarizzazione nella forma già conosciuta dalle altre religioni?
Saprà edificare un ipotesi, soprattutto di politica condivisa in uno svincolo ulteriore dal pensiero Occidentale quando questo è corroborante non dello spirito positivo illuminista ma, della finanza capitalista?

FOTO del Titolo: Denkmal für die ermordeten Juden Europas (Berlin Mitte).
Foto elaborata dig. di L.d.N. [https://it.wikipedia.org/wiki/Memoriale_per_gli_ebrei_assassinati_d%27Europa]


As far as we know today in the Islamic sphere marked by caution that has generated a serious assumption of lost awareness with the first effect of ignoring the basic techniques of civilian façade practice and which, in particular, itself precludes the simple distinction from Terrorist actions involving his own community, an independent positive evolution in the distinct and recognizable diversity of the other Faiths, and in particular by Christianity and Catholicism, which is constantly behind the opposite of Coranic eternal and perfect writing, has, however, translated in one exception Modern and available as an evolved process of automation proselytizing.
The absolute Islamic in the built, as such (God is perfection as He is) brings new opportunities for the Ummah, though not exempt from the danger of sin; it is thus clear how it should be, assuming that the movement and the better movement of all “graceful people” and united in the Ummah does not occur in solitude and cultural alienation, being accompanied by the invincibility of the Islamic Religion carrying the last Truth, religion that is offered in probe contagion without hitting hurt despite the human senseless offers a counterproductive stained stain unnecessarily and sincerely with human red blood. Finally the earthly world is not more mysterious and dark Planet, as has been suggested by some “anti-Islamic” force, that is, the world we know and recognize, where every single creature, including the animal and vegetable universe up to the last grain of sand, including all rivers with lakes and seas and oceans, are the same as originals and will never be tetrious in the Order of God, Light available in Creation.
(This “key of reading”, which can not be understood in personal judgment, whatever it is, detects every human enterprise as “artifacts”, in which the deprivation of the “naturalness of the instinct of submission” is to be understood in the difference that entails the free thought of man from the perceptive system of the universe that animal and plant living beings have, including the inanimate things that also present an order and realize types and are formed according to the Laws of God without ever rebelling even to understand).
The caution of the Muslim, that silence available on so many virtual sites or not and, additionally, the timid outward approaches that adhere to a too Christian religious direction point to an ideological strife of Islamic thought, where the conformed society Civilian who perfectly interprets the meaning, as well as the alleged margin for any non-faithful to seek tolerance, in fact, is not an immobilized inclination or pragmatic caution of the thinking Ummah seeking a conduct, although a certain fatalist salvation exchanged wrongly from the Western philosophical vision with determinism (though always different from the Christian Divine Providence) is predestined, always available and artificially welded to the victimization today identified with the Jewish people of 1940; a careful look also provocatively consecrated by secularism, leads human activity to a stage that is scientifically “experimental” where human relationships and sciences take on rather cyclical trends with subsequent discoveries that deplete the astonishing adjectives of the first moment, Make the absolute distance between human thought and the infinite, always present in advanced theocratic structures, in particular Islamic ones.
Islam, the Ummah better emphasize, dissociate and confine itself to different juridical entities, adopting the act of submitting to Allah and moving in the supposed precautionary immobility where any process that can not be voluntarily subtracted will be governed by the thrust of secularization in a form already known by other religions?
Will the Ummah build a hypothesis, especially of shared politics in a further junction from Western thought when this is corroborating not the positive enlightenment but the capitalist finance?

TITLE’S IMAGE: Denkmal für die ermordeten Juden Europas (Berlin Mitte).
Digital processing pict by L.d.N.
[https://en.wikipedia.org/wiki/Memorial_to_the_Murdered_Jews_of_Europe]

La “caritas” destabilizzante nel concetto è un veleno nuovo. (Anche appropriarsene) / The destabilizing “caritas” like concept itself is a new poison. (Even approve it)

Caritas è un termine in lingua latina che traduce, in ambito cristiano, il greco antico agápē nel significato di “amore”; le due parole di affine significato nella cultura greco-romana (agápē e caritas) si uniscono, nell’età cristiana, per esprimere una virtù teologale, acquistando un significato assai più alto ed insieme più intimo nella partecipazione dello stato soprannaturale.

Una nota assai dolente e per cui corre l’obbligo di un esternazione in stretta correlazione alle lucrose attività finanziarie del nostro tempo globalizzato ed allargante ai principi etici e religiosi, è riferita al “traffico umano”, leggi anche emigrazione od immigrazione se lo sguardo avviene dal territorio in cui arrivano le disperate genti, allorché una scontata denunzia verso ogni deprecabile attività abbia come oggetto la mercificazione dell’essere umano è, e dovrebbe assolutamente essere, automatica, certa e non discutibile. Le Religioni abramitiche, per principio e senza addentrarci qui sulla prima vergogna peccaminosa delle schiavitù ricordando che il secolare processo di abolizione dello schiavismo non è ancora del tutto stato completato facendo precipitare nel paradossale questo ragionamento, (nel libro saggio questo capitolo è sottolineato) indicano il valore sommo della vita, rivendicando a sé, pur con qualche differenza ma non di sostanza tra Ebraismo, Cristianesimo ed Islam, la percezione incomparabile della stessa, valori per così dire affini alla scienza della morale.
Stretto quindi nell’ovvietà della condanna e finanche nella retorica manifestazione di contrarietà, l’atto schiavista e la mercificazione della vita umana in ogni forma di declinazione, soprattutto oggi che l’associazione esodo e schiavitù è un imposizione accettata culturalmente quando il lavoro è il tema del componimento su cui argomentare e quindi questione regolamentata dal potere finanziario in qualità di dosatore economico su larga scala, (movimento di sopraffazione, sopruso e barbaro, incivile e maledetto allora come oggi) il partecipare ad una logica di mercato con oggetto l’essere umano e/o la sua tratta, (anche non legata allo sfruttamento del lavoro assistendo attivamente alla detenzione e coatta attesa dicasi fermo di una persona in attesa di una collocazione giuridica, ovvero persona privata della libertà nella logica burocratica) fosse anche una semplice retribuzione per un impegno lavorativo che ne legittimi tale energia, non può esser degno di islamica approvazione, a meno a che non trattasi di momentanea e così esattamente definita attività lavorativa, la quale, per uno scopo ben preciso e dichiarato, si avvalga di questo fare per un fine (altrettanto apertamente dichiarato) di remissione del soggetto, di aiuto verso costui che sta subendo tale impositivo trattamento.
Sono innumerevoli oggidì, per esempio, le attività pseudo-commerciali definitesi in “cooperative di servizio sociale”, “associazioni senza profitto”, “onlus umanitarie” eccetera eccetera ed eccetera, le quali, elargiscono compensi e retribuzioni ed emolumenti vari agli addetti (operai e dirigenti) che hanno assunto e consolidato con un fare continuativo questo che è un modo complice per dominare (anche indirettamente attraverso attività di spionaggio o supporto in favore all’inquisizione attiva) giudicando le persone, le quali, non hanno commesso peccato davanti a Dio.

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Islam moderato, Islam non moderato… Islam moderato, Islam non moderato……. (Islam!) / Moderate Islam, not moderate Islam… Moderate Islam, not moderate Islam……. (Islam!)

Escludendo eventuali reati del malcapitato e con le garanzie attenuanti quando previste, (reati penali od infrazioni amministrative essi possano essere) anche svolgere nel continuo e senza scadenza pubblicamente condivisa ed accettata un servizio dicasi prestazione retributiva che forzi negativamente i diritti di esistenza della persona, legittimando in pratica un profitto sulla sua pelle, grande o piccolo, materiale o no sia questo utile, nell’ottica umanista e religiosa presenta gravi anomalie e, in special misura anomalie nel perseguimento delle Leggi coraniche, le quali, sembrano voler estendersi, per questo preciso contesto in esame, come pesante monito nettamente al di sopra delle sovranità degli Stati e delle Leggi, dove il Popolo di Dio è uno e libero!


Caritas is a Latin term that translates, in the Christian domain, the ancient Greek “agapas” in the meaning of “love”; the two related words in Greek-Roman culture (agápē and caritas) unite in the Christian age to express a theological virtue, acquiring a much greater and more intimate meaning in the participation of the supernatural condition.

A very painful note, and therefore the obligation of an extermination in close correlation with the lucrative financial activities of our globalized time, extending to ethical and religious principles, refers to “human trafficking”, also emigration or immigration if the look is done from the territory where the desperate people arrive, when a despicable denunciation towards every despicable activity is the object of the commodification of the human being, it should be absolutely automatic, certain and uncontroversial. The Abramic Religions, on principle and without going into the first sinful sinfulness of slavery, recalling that the centuries-old process of abolition of slavery has not yet been fully completed, causing this reasoning to fall into paradoxical terms (in the book this chapter is underlined) the supreme value of life, claiming to itself, albeit with some difference but not substance between Judaism, Christianity and Islam, the incomparable perception of the same, values ​​so closely related to the science of morality.
Strictly in the vagueness of condemnation and even in the rhetorical manifestation of contrition, the slave act and the commodification of human life in all forms of declination, especially today that association exodus and slavery is a culturally accepted imposition when work is the the topic of the argument on which to argue, and hence the issue governed by the financial power as a large-scale economic analyst, (a movement of overwhelming, overwhelming and barbaric, uncivilized and cursed then as it is today) to participate in a market logic with the object of being Human being and/or trafficking (also not related to labor exploitation by actively assisting the detention and the expected waiting for a person to stand for a legal placement, or a private person of freedom in bureaucratic logic) was also a simple remuneration for a work commitment that legitimizes this energy can not be worthy of Islamic approval One, except that it is not a momentary and precisely defined work activity, which, for a well-defined and declared purpose, makes use of this for an end (as openly stated) of the subject’s remission, of aid to him which is undergoing such tax treatment.
There are innumerable such things, for example, pseudo-commercial activities defined in “social service cooperatives”, “unprofitable associations”, “humanitarian onluss”, etcetera and so on, which give compensations and remuneration and emoluments to employees (workers and executives) who have assumed and consolidated with a continuum this is an auxiliary way to dominate (also indirectly through espionage or support activities in favor of active ingestion) by judging people who did not sin in front of God .

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Islam moderato, Islam non moderato… Islam moderato, Islam non moderato……. (Islam!) / Moderate Islam, not moderate Islam… Moderate Islam, not moderate Islam……. (Islam!)

Excluding any offenses of the defendant and with the mitigating guarantees when provided (criminal offenses or administrative offenses they may be) also carry out, in a continuous and unpaid manner, publicly shared and accepted a service which is a remunerative provision that negatively impairs the rights of the person’s legitimacy in practice, a profit on his or her skin, large or small, whether material or not, is useful in the human and religious perspective, it has serious anomalies and, in particular, abnormalities in the pursuit of the Quranic Laws, which seem to be extending to this very precise the context under consideration as a heavy warning well above the sovereignty of States and Laws, where the People of God is one and free!