La parola e la preghiera agli onorevoli Sauditi / Word and prayer to the honorable Saudis

Il sito internet ufficiale in italiano del Governo dell’Arabia Saudita, nella sezione http://www.arabia-saudita.it/page.php?id=116, ASriporta un esaustiva descrizione dell’Islam e dei suoi valori e principi di Fede. Per ogni Uomo di Fede e quasi esclusivamente per quelli islamici, quell’appendice è un notevole merito ed orgoglio, un altro potremmo ben dire; la mole di attività che questo Paese mediorientale infonde in favore dell’Islam è pressoché insuperabile e non bisogna pensare che questo fare sia dettato esclusivamente dal fatto che il reddito pro capite dei sudditi -dicasi anche “cittadini” estendendo un termine che ha comunque dei connotati alquanto occidentali- sia tra i più alti del Pianeta.
La Mecca e Medina, città governate e sostenute e costantemente mantenute verso alti standard nelle infrastrutture che accolgono ogni anno milioni di Persone e pellegrini di ogni ceto sociale dalla Monarchia reggente, sono un enorme servigio alla Religione di Maometto (l.P.s.d.L.), “La Roma vaticana” dei Cattolici e di moltissimi Cristiani potremmo ben dire.
L’Arabia Saudita è un Paese che custodisce e preserva l’origine dell’Islam, sebbene -bisogna sempre sottolinearlo- l’Islam è Religione iconoclasta, Religione che non prevede una forma clericale e nessun “capo” o “conduttore”, pena (visione in tal senso dovesse presentarsi) una deriva di pensiero vicina alla blasfemia. I motivi del perché sia proprio l’Arabia Saudita e non un altro Paese o, meglio, una “coalizione di Paesi”, oppure ancora: perché La Mecca e Medina non diventi un Governatorato a sé sul “modello Vaticano”, per esempio, non è dato sapersi, ammesso e forse non concesso, qualcuno, leggi qualche Governo mussulmano, abbia mai espresso perplessità sui generiis. Sta di fatto che oggi, molto probabilmente per ragioni geopolitiche, è l’Arabia che esercita questa esclusività, dove la lode per il suo esercizio, è, rimane, condivisibile e di più: per come siamo giunti ad oggi ed alla luce di ciò che è disponibile vedere in quelle Sante località, il ringraziamento ai Sovrani arabi che noi tutti -religiosi o solamente “cittadini del mondo”- dovremmo fare, è quasi un obbligo morale.
La disciplina geopolitica è oltremodo indice della pratica finanziaria; la forza ed il potere dell’Arabia Saudita passa anche da qua, funzione di umano studio e purtroppo oggi ancora studio indefinito, perché la materia di cui si occupa, oscilla ed oggi potremmo dire pende verso quella finanza che ha soverchiato ogni economia moderna, relegando la politica (quella vera, pura e sana che eleva le società umane) in un angolino.
Non si tratta di aprire discussioni riguardo validi o meno “modelli Istituzionali”, Regni, Stati, Re e Regine o Parlamenti democratici o quasi, trattasi di ricollocamento sociale delle masse dove i contesti determinanti ed ormai di emergenza non sono più distribuiti nei principi di libertà dell’individuo ma, in una inaspettata riproposta (regressivista?) storica, dove la distribuzione di un reddito garantito e sufficiente al mantenimento delle famiglie sempre più numerose che compongono le comunità stesse stanno cambiando la storia. Le masse sempre più grandi come ogni studio antropologico dimostra da molti anni a questa parte, abbandonano le Terre di origine senza curarsi degli ostacoli e nella ricerca di un reddito, consapevoli e pronte anche al sacrificio.

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Sottoproletariato al lavoro nei Paesi del Golfo, anno 2016

Le masse, le stesse masse, così come abbandonano l’origine geografica sono altresì pronte a mettere in contrasto l’origine (valori e principi fondanti) spirituale: gli avvenimenti che sembrerebbero mostrarci il contrario, i movimenti di appartenenza religiosa in dimostrazione anche violenta, non sono altro che l’ultima e sempre più fragile difesa che preannuncia quanto appena asserito e che un giorno potrebbe anche cedere e lasciar oltrepassare quella “non richiesta” interrogazione sulla paternità dei diritti acquisiti per il controllo delle città Sante, quel “diritto geopolitico” che nello stesso tempo ha prodotto con evidenza ricchezza e lussi anche sfrenati. I giovani, davvero pochissimo o per nulla istruiti giovani nati nell’Occidente consumista e partiti in armi per la fondazione di uno Stato islamico, ne sono la prima o prossima dimostrazione; i disgraziati sudditi di quel pseudo-Stato, oggi pochi superstiti ridotti a mendicare l’acqua e senza nemmeno più lacrime per piangere i propri cari dilaniati dalle bombe, sono pronti a maledire quello Stato che di fatto mai è esistito, chiamiamolo “Daesh“, “Isil” o come si vuole.
Il petrolio, come qualcuno certamente potrà suggerire, non è di per sé determinante e vitale: esso è un mezzo; sempre più il tempo e la tecnologia dell’ingegno umano avanza, meno lo utilizzeremo, vedi per primo esempio le automobili ed i mezzi di trasporto che si stanno convertendo ad altre forme di energia.
Il Regno dei Sauditi deve sapere come lo sa questo.
Deve anche sapere che la sua proficua partecipazione alle politiche finanziarie che l’Occidente ha creato su base capitalista è un altissimo rischio e non solo di Impresa: la destabilizzazione del pensiero islamico (solidarietà nella fratellanza, impegno sociale, equità, elevazione della conoscenza e dello studio per inizio) è in corso d’opera ed ogni riferimento agli Emirati Arabi Uniti ma soprattutto ai sempre più poveri Paesi del Maghreb, alle ampie sacche di inciviltà e repressione di Pakistan ed Afghanistan ed al sottoproletariato delle neo Società mussulmane emigrate in Occidente non è casuale. Non ci potrà essere solidarietà tra fratelli e nemmeno una lontana convergenza di chi comunque prega in direzione de La Mecca (vedi l’Iran sciita) se l’umanità, l’azione umanitaria quale espressione divina di eccellenza, saranno soverchiate e schiacciate dai meccanismi finanziari che sono totalmente al di fuori dell’equità sociale come simbolo di umano e primordiale diritto, meccanismo vicino alle pratiche diaboliche. Laddove il sano “fatalismo” islamico d’origine tradotto in arabo come “Inch’Allah” (Se Dio Vòle) e le guerre preventive e di difesa tenute in ogni tipo di alleanza saranno senza ombra di dubbio inefficaci e produrranno “responsabilità” anche molto gravi e senza riuscire a contenere le istintive ribellioni, sorgerà una civiltà al di fuori di Allah? Dovesse il sole del mattino essere disponibile, il significato inesorabile rimarrà il continuo della vita, come è stato previsto ma non da noi esseri umani e viventi, mai più Profeti. Le scelte di politica economica ed ogni Ordinamento di Stato sono e rimangono banali attenuanti, generiche ammende e poco di più: esse sono ininfluenti e secondarie abilità di governo, legittime certamente ma, non considerabili attività come attenzione che l’Islam necessita per essere seguito fedelmente.
E quindi, l’Arabia Saudita, necessita di aiuto? La Umma è pronta ad aiutare Re Salmān bin ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd ed i suoi successori nel tempo che dovesse venire?
La prima risposta è un sì: personalmente ritengo l’Arabia Saudita necessiti di aiuto; nonostante il potere d’acquisto del Regno sia stellare, il Regno Saudita necessiterebbe anche di aiuto e non solo per costruire grattacieli e piste di automobilismo sportivo: essi hanno bisogno di aiuto cosicché noi possiamo e dobbiamo chiedere aiuto a loro, i Maestri restauratori dell’Islam e traghettatori del Messaggio Ultimo Profetico nella modernità. L’evitare l’imminente condanna universale della Comunità islamica destabilizzata al suo interno ed attenuare almeno le immani sofferenze umane risolte da un assurdo atto autolesionistico della Umma stessa è una missione che può svilupparsi solamente se nasce coraggiosamente a La Mecca. (La seconda domanda non ha, non può avere, evidentemente, ad oggi, una risposta).
Un Uomo di fede disse: “Se mi sbaglio, mi correggerete.” Il contesto non era ovviamente vicino a questo ed io non me ne preoccupo a riproporre questa frase ma, la riprendo senza umana falsa modestia, alla maniera situazionista e, in subordine, chiedo asilo! (QUI E’ DISPONIBILE “LA RICHIESTA”)
Andiamo avanti; aiutatemi a pubblicare questo libro saggio, grazie!

http://www.asianews.it/notizie-it/I-grattacieli-di-Dubai,-un-monumento-allo-sfruttamento-degli-operai-7743.html
http://osservatorioiraq.it/approfondimenti/abu-dhabi-la-condizione-dei-lavoratori-immigrati-nel?cookie-not-accepted=1

The italian official site of the Government of Saudi Arabia, in the section http://www.arabia-saudita.it/page.php?id=116, gives a comprehensive description of Islam and its values and principles of Faith.AS For every Man of Faith and almost exclusively to Islamic one, that addendum is a considerable worth and pride for Saudis, another one we can say; the amount of activity that this Middle Eastern Country instills in favor of Islam is almost insurmountable and we must not think that doing this is dictated solely by the fact that Saudis Subjects (citizens using a so much Western word) has among the highest economic standard of the Planet.
Mecca and Medina, governed Cities constantly supported and maintained to high standards in infrastructure that can accommodate each year millions of people and pilgrims from all walks of life from the Monarchy regent, are a huge service to the Religion of Muhammad (PUH), “the Vatican Rome” of Catholics and Christians we might well say.
Saudi Arabia is a Country that protects and preserves the origin of Islam, although -it is always good to emphasize this!- Islam is iconoclastic Religion that does not require a clerical form and no “boss” or “conductor” is authorized, (vision to that effect should arise) where a drift close to blasphemy thought could be born. The reasons why it is Saudi Arabia and not another Country to preserve or, better, a “coalition of Countries” or even better: why Mecca and Medina does not become a Governorate on “Vatican model” for example, does not given to know for us, assuming and perhaps not granted, someone, read some Muslim Government, has ever expressed concern about this. The fact is that today, most likely for geopolitical reasons, Saudi Arabia exercising this exclusivity, where praise for its exercise, is and remain acceptable, indeed: for how we got today and in the light of what it is available to see in these Holy places, we must thanks to the Arab sovereigns like almost a moral obligation is a need.
Geopolitics discipline is extremely index of financial practice; the strength and the power of Saudi Arabia also goes from here, the human study of this function is unfortunately still an undefined study today because the matter it deals with, swings and today we could say leans towards the finance that has overwhelmed any modern economy, relegating politics (the real, pure and healthy that elevates human societies) in a corner.
This is not a valid or not valid “Institutional models”, Kingdoms, States, Kings and Queens or democratic parliaments or not, issue of social relocation of the masses where the context determinants are no longer distributed in the freedom of the individual, but in an unexpected reproposing (regress?) old, the distribution of a guaranteed income and sufficient to maintain the growing number of families who make up the communities themselves. The increasingly large masses like any anthropological study shows from many years now, abandon Lands source regardless of the obstacles and to seek an income, aware and even ready to sacrifice. They are changin’ the history.

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Underclass working in the Gulf Countries; anno 2016

The masses, the masses themselves, as well as abandoning the geographical origin are also ready to put in contrast to the values, the founding principles of the spiritual origin: the events that seem to show the opposite, the religious affiliation movements also violent demonstration, are nothing more than the last and increasingly fragile defense that promises to be as soon asserted and that one day might even give in and allow to cross that “not required” question on the paternity of the rights acquired for control of the Holy city, that “geopolitical Law” at the same time it produced wealth and luxuries evidence also rampant. Young people, really very little and not at all educated young people born in the western consumerism and parties in weapons for the establishment of an Islamic state, are the first or next demonstration; the unfortunate subjects that are today few survivors reduced to begging for water and without even more tears to mourn their loved ones torn apart by bombs are ready to curse the State which in fact never existed, let’s call it “Daesh”, “Isil” or as you want.
The oil, as some will surely suggest, is not conclusive in itself and vital: it is a means; more and more time and human intelligence technology advances, the less we will use it, see like first example cars and vehicles that are being converted to other forms of energy.
The Saudi’s Kingdom should know it how they already knows it.
They must also know that his participation in advantageous financial policies that the West has created on the capitalist base is a very high risk and not just a business risk: the destabilization of Islamic thought (solidarity, brotherhood, social commitment, fairness, elevation of knowledge and study first) has during construction: any reference to the UAE but especially to the poorer Countries of the Maghreb, the large pockets of incivility and Rights suppression of Pakistan and Afghanistan and the underclass of neo Society Muslim emigrants in the West, is not random. There could not be solidarity between brothers and not even a distant convergence of those who still pray in the direction of Mecca (see Shiite Iran) if humanity, humanitarian action that is divine expression of excellence, will be overwhelmed and crushed by the financial mechanisms that are totally out of social equity as a symbol of human original Right and closer to evil practices, wherever and healthy “fatalism” of Islamic origin translated into Arabic as “Inch’Allah” (If God Want) and preventive wars and defense held in any kind of alliance will without doubt produce ineffective and very serious “responsibility”, unable to contain the instinctive rebellions. If it should be available the morning sun, the unforgiving meaning will remain the constant of life, as it was expected but not by us humans and living beings, never more prophets. The economic policy choices of every State is and remains a banal mitigating, generic fines and only little more: they are irrelevant and secondary government skills, certainly legitimate but not considered activities such attention that Islam needs to be faithfully followed.
And then, Saudi Arabia, need help? The Umma is ready to help King Salman bin Abd al-‘Azīz al Sa’ud and his successors in the time that were to come?
The first answer is yes: I personally believe Saudi Arabia needs help; despite the purchasing power of the Kingdom it is stellar, the Saudi Kingdom also would need help and not just to build skyscrapers and motor sports tracks: they need help so we can and must ask for help to them, the Masters’ of restores Islam and the ferrymen Last Prophetic Message in modernity. The avert the impending universal condemnation of the Islamic Community destabilized from the inside and to mitigate at least the immense human suffering solved by a senseless act of self-injurious Umma itself, is a mission that can only be developed if it comes boldly from Mecca. (The second question does not, can not have, obviously, to date, a response).
A man of faith, said, “If I am wrong, you will correct me.” The context was obviously not close to this and I will not care to repeat this sentence, but I resume it without human false modesty, at the situationist’s manner and, in the alternative, ask for asylum! (HERE)
Let’s go on; help me to publish this wise book, thank you!


http://www.asianews.it/news-en/Dubai-skyscrapers:-monument-to-workers-exploitation-7743.html
http://orientxxi.info/magazine/abou-dhabi-toujours-pas-d-eldorado-pour-les-travailleurs-etrangers,0471 (This article is in French-only language: please find a good online translator!)

Un pensiero su “La parola e la preghiera agli onorevoli Sauditi / Word and prayer to the honorable Saudis

  1. …mi permetto di usare in forma di commento un post di un gentile lettore de “Il Fatto Quotidiano.it” estrapolandolo per questo contesto, sebbene ed ovviamente non ho apportato modifiche di nessuna specie. (Lo inserisco come immagine così è evidente che non c’è manipolazione alcuna da parte mia). Non si tema: non c’è decontestualizzazione in questo fare ed anzi, è un utile e piccante intervento che mi permette di approfondire il tema che il presente articolo di questo blog si propone; nessuna strumentalizzazione e/o personalizzazione è prevista: solo un ringraziamento per l’autore che è certamente invitato -se lo desidera- anche qui.
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    Personalmente avevo esordito (MashaAllah_libro) con un post nel blog intitolato: “L’Arabia Saudita entra nella commissione Onu sulle donne” scrivendo che, tutto sommato e senza ora rifiutare un accento cinico o forse fatalista nel ragionamento, l’Arabia Saudita inserita in una contesto globale e globalizzato, nell’epoca che ci vede protagonisti (vivi, per intenderci) è comunque un aspetto da considerare positivo, perché intende non escludere ma aggregare, laddove ogni discussione aperta è e deve essere fatta tra interlocutori e non con monologhi, leggi dictat eccetera.
    Mi è stato fatto notare (Putrid) che sto semplificando e cercando di indirizzare il ragionamento verso “un aberrazione intellettuale” da combattere perché “il relativismo culturale” è il mio scopo.
    Io però “insisto”: in primo luogo “le severe sanzioni del Paese civile” appare come un encomio, frase sentita, sicuramente rispettabile ma, da apporre su lapidi al cimitero o meglio durante le cerimonie funebri e, questo, è inaccettabile per chi deve piangere la perdita della cara persona estinta come fosse una giustificazione che la società “civile e democratica” adotta con fare purtroppo ciclico, considerato che ne muore ammazzata una al giorno. In seconda battuta, io credo che non si debba portare anche questo tema verso una indisponibilità al dialogo e forse peggio verso un dialogo che vede non interlocutori ma un Organizzazione di Paesi Occidentali come inquirenti, laddove esclusivamente in un ambiente condiviso e rispettabile sarà possibile iniziare un percorso, dove ognuno consegna all’altro le proprie responsabilità, nessuno escluso.

    TRADUZIONE CON GOOGLE IN AUTOMATICO / AUTOMATED GOOGLE’S TRANSLATION

    … I would like to use as a commentary a post of a kind reader of “Il Fatto Quotidiano.it”, extracting it for this context, though and of course I did not make any changes to any species. (I insert it as an image so it is obvious that there is no manipulation on my part). It does not matter: there is no decontestualization in this do, and indeed, it is a useful and spicy intervention that allows me to deepen the theme that this article of this blog proposes; No instrumentalization is envisaged: only thanks to the author who is certainly invited – if you wish – here too.
    Personally, I began (MashaAllah_libro) with a post in the blog titled “Saudi Arabia enters the UN commission on women”, writing that, all in all and without refusing a cynical or perhaps fatalist accent in reasoning, Saudi Arabia inserted into a A global and global context, in the age that sees us protagonists (alive, to understand) is still an aspect to be considered positive, because it intends not to exclude but aggregate, where any open discussion is and must be made between interlocutors and not monologues Dictat and so on.
    I have been pointed out (Putrid) that I am simplifying and trying to address reasoning to “an intellectual aberration” to be fought because “cultural relativism” is my purpose.
    But I “insist”: first, “the severe penalties of the civilian country” appears as a praise, a sentence which is certainly respectable but to be laid on graves at the cemetery or rather during the funeral ceremonies and this is unacceptable for those who to cry the loss of the deceased extinct person as it is a justification that the “civil and democratic” society adopts with unfortunately cyclical, considering that he dies killed one by one daily. Secondly, I believe that this issue should not be brought to an unavailability of dialogue and perhaps worse to a dialogue that sees non-interlocutors but an Organization of Western Countries as investigators, where only in a shared and respectable environment it will be possible to start a Path, where each one gives own responsibilities, no one excluded.
    NOTE FOR ENGLISH READERS: here the automated English translation made by Google about the “image/post” above:

    MASHAALLAH_IL LIBRO: ..what he writes here “M. X” is absolutely unmistakable, but reading that today, in a context where xenophobic wits no longer have any fear of showing in public, delivery to public opinion could be very dangerous to the effects Results.
    Without hiding even very serious problems that confine modern societies and all (the first … already forgotten ?!) and in particular that of feminism murders the civilian and catholic Italy count avery day for this “topic”, we are confusing “traditions” , “Costumes” and social cults and politics, and whoever has it … puts it. A path is necessarily a “path”: it should be far-sighted and not “the Brigade” of Dubai. Only who has the economic power today could be a change? Hope and confirmation is this, as I wrote and repeat HERE: https: //goo.gl/Sp4Vf3

    PUTRID: An overwhelming attempt to create a collective blindness horizon in which all cows are black, equaling chronicle stories severely sanctioned by the laws of a civilized state to cavernous and theocratic theories in which women’s oppression is generalized and codified at the cultural, religious level And legislative. In Europe, the woman has an infinite likelihood of being killed by her partner, who will then be sentenced for murder, while in Saudi Arabia the woman can not even drive a car and is subject to public stoning in the case of adultery, but for our MashaAllah the two realities would be equivalent.
    Of these intelligence attacks that would convince us that “the whole world is country” we must be afraid: cultural relativism is an intellectual aberration to fight with all the strength. There is a progressive, libertarian and positive culture, which is the Western one, and there is a tribal, obscurantist, and retrograde culture that is one of the countries of strict Islamic observance: there can be no hesitations or misunderstandings on this point.

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