Islam moderato, Islam non moderato… Islam moderato, Islam non moderato……. (Islam!) / Moderate Islam, not moderate Islam… Moderate Islam, not moderate Islam……. (Islam!)

Tenendo una particolare attenzione e possibilmente scevra da preconcetti, non è difficile scorgere una macchinosa opera dei media Occidentali incentrata sulla catalogazione od etichettatura che dir si voglia, atta a classificare, organizzare e raccogliere vicende ed accadimenti di cronaca entro certi limiti, dove, per inciso, si intende insinuare con questa precisazione non una delimitazione tematica degli argomenti ma una vera attività pilotata e limitante dei dovuti ragionamenti necessari, attraverso slogan e decontestualizzazioni spinte. Questo fare non è -in termini generali e specifici di ordine professionale- un male assoluto ma, presuppone o meglio, dovrebbe sempre presupporre iniziative correlate per approfondire scientificamente la storia delle società, il pensiero umano e gli orizzonti teologici, rimarcando le notizie senza aggiungere elementi insinuanti e supposti, i quali, dovrebbero rimanere confinati nei pubblici Tribunali e non nei media. Questo è fondamentale; un accentramento di notizie sullo sfondo del “pensiero unico”, dove è piuttosto chiara l’egemonia del capitale e della finanza globalizzata e globalizzante, dove il controllo -leggi proprietà- della maggior parte dei media è in mano a Corporazioni, diviene spinta pseudo-ideologica nella direzione della destra xenofoba, razzista e fascista. Certamente, l’arresto di pensiero immediatamente disponibile da questi movimenti non è esclusiva occidentale e capitalista, infatti anche le società che contrastano queste correnti con la teocrazia, il comunismo oppure attraverso una dittatura più o meno camuffata non sono assolutamente da meno; questo non toglie e non ci deve distogliere da dover percepire l’effetto di un ragionamento più accurato da farsi, uno riflessivo e critico allo stesso tempo, iniziando proprio dal “nostro versante”, quello che appunto ci permette di scrivere e leggere queste poche righe. “A noi“, dunque; sfatiamo ogni “neologismo”.
La lettura di questo blog, cosicché anche quella del saggio per cui questo sito virtuale è stato concepito, riporta comunque al lettore come evidenza un apologetica islamica. A leggere con più attenzione (nel libro è più volte chiarito!) non è questo il lato da prendere in considerazione, altrimenti viene perso ed abbandonato il significato di tutto il lavoro svolto, opera di costrizione comune al percorso della vita, per così dire. Rimane quindi aperta la discussione sugli effetti che le testate mediatiche insistono a diffondere con i presupposti accertati ed in corso di accertamento che ho esposto al principio di questo articolo e, precisamente, su quella “catalogazione forzosa” che deve in qualche modo spiegare e probabilmente spiegare a sé stessa assecondando un principio meccanico ed amorfo in contrapposizione alle esigenze umane il nostro tempo, la realtà di oggi, in somma. (Potrebbe facilmente divenire un pericolo assoluto, irreversibile).
Non si tratta di paranoia; la spiegazione è alquanto semplice: ciò che pochi anni or sono e precisamente quando non vi era una manipolazione delle informazioni così enorme, globale, istantanea e frenetica, il rimando per opinioni precostituite era nei meandri dello “stereotipo”, dello schema pre-concettuale post-logico eccetera, mentre oggi viene ricondotto nella finzione, nell’approssimazione della realtà, nella superficialità più estrema che si fonde con lo show, lo spettacolo, laddove -per semplificare e ridurre ai minimi termini- la vita umana è un gioco comandato. (Agghiacciante -in un eclatante esempio- un video trasmesso da un importante media nazionale nei primi minuti dopo l’attentato terroristico a Bruxelles del 2016 che è risultato “falso”, in quanto -lo si è saputo dopo qualche giorno, dopo che alcuni free-lance videomakers-bloggers lo hanno scoperto- era un filmato di repertorio di un altro drammatico evento accorso in Russia mesi o forse anni prima: l’importanza assoluta è stata quella di mandare in onda prima degli altri “il contributo”!)
Ecco che per esempio un atto terroristico non riceve un attenzione sull’origine dell’atto stesso, non se ne ricava una responsabilità, una motivazione qualora presente e, il focalizzarsi dell’opinione pubblica è indirizzato sulla cifra, il numero delle vittime, laddove anche queste possono avere un importanza oppure nessuna. Il problema, il pericolo evidenziato poco sopra, non è una questione di vittime, di nazionalità delle vittime come si potrebbe supporre onestamente ma, del giudizio veicolato dalla notizia stessa che è suffragata di quel pressapochismo e scarso interesse destabilizzante. Ecco che termini come “Jihad” sono sbattuti “comunque” in prima pagina; l’atto terrorista è solamente quello compiuto dall’islamico e prima di accertamenti, mentre ogni altro è “danno collaterale”, “errore” oppure “disastro inevitabile”. Non voglio difendere nulla e nessuno, nessuna accusa in particolare; attenzione: le responsabilità vanno chiarite e l’iter che ogni Paese ha adottato va’ perseguito, anche supportato; la diffusione delle notizie però ha delle responsabilità anche oggettive che non possono essere sottovalutate. Nell’attuale situazione mondiale, sembra che per separare gli atti terroristici e chiaramente di matrice islamica oppure meglio, da quelli che vengono propagandati chiaramente come “Islam”, c’è un richiamo mediatico verso un Islam che non adotta il terrorismo, come se ci fosse una differenza ma non sostanziale tra quel mussulmano che ha rivendicato l’attentato e quello che deve rispondere all’opinione pubblica. Per ricorrere a questo “filone”, a questa “catalogazione”, ecco apparire l’Islam “moderato”, quello che non compie attentati dinamitardi e che dovrà presto o tardi imparare a dissociarsi in un modo che verrà previsto nei modi e nei termini. Il pericolo appunto, secondo il mio pensiero.
A parte il termine “moderato” -termine che aborro!- che presume “una moderazione”, (da parte di chi? Su che basi?) il germe che si instaura senza voler capire (e così dicendo introduco una enorme responsabilità della Umma tutta) e cioè senza una riflessione che non sia quella realtà deviata (aumentata), fiction o stereotipo di cui ho accennato sopra, rimane il problema “del giorno dopo”, il problema cioè del moderato che non avendo risolto il suo problema potrebbe rivalersi sul moderatore o peggio raccogliere l’odio e l’ignoranza del disumano terrorista (un approfondimento QUI) che ancora vive e lo cerca. Una “bomba ad orologeria”.

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Muhammad Ali (The greatest) https://muhammadali.com

L’Islam non è “una Religione di pace”; altra assurdità questa. L’Islam non è quell’Islam catalogato nei ‘sessanta come “black Islam” quella forma reazionaria che nelle carceri U.S.A. è stato ed è ancora giustamente e naturalmente assimilato da una generazione di persone notoriamente discriminate per il colore della pelle. L’Islam non può essere quelle forme quasi folcloristiche o comiche, “post-hippy” (devo dirlo questo… mi rendo conto di non essere in questo caso “liberale” ma… mi si perdonerà, spero…) delle “donne Imam danesi” (il link). L’Islam non può essere nemmeno quello denominato “Euroislam“, neologismo che indica la possibile emergenza di un Islam in Europa, così definito per la sua vicinanza alle culture europee contemporanee ed affini ai diritti umani, dello stato di diritto, della democrazia e l’uguaglianza di genere, come Wikipedia bene descrive: basterebbe segnalare apertamente il ministro europeo italiano Franco Frattini che ha perseguito un personale sondaggio in tutti i Paesi della comunità europea e l’ex premier francese Nicolas Sarkozy, già fautore dell’Unione Mediterranea come personalità politiche “interessate” all’argomento, persone prima di essere personalità le quali hanno dato l’avallo e l’assenso alla distruzione a ferro e fuoco della Libia, Paese fondato nella Religione di Allah.


Due to a particular attention and possibly free from preconceptions, it is not difficult to discern a cumbersome work of Western media focused on cataloging or labeling -if you prefer this facilitated definition- adapted to classify, organize and collect events and news within certain limits, where, by the way, we intend to insinuate with this clarification, this is not a thematic delimitation of the arguments but a real piloted activities that is limiting the necessary reasoning through slogans and decontextualization thrusts. This is not to associate with -in general and specific terms of the professional order- an absolute evil stuff,  but it must provide, or rather, should always take into account, related initiatives to scientifically explore the history of society, human thought and theological horizons: never adding news with elements of insinuating and supposed, which should remain confined to civil Courts and not in the media. This is critical; to centralize the informations on the background of the “single thought”, which is quite clear hegemony of the capitalist world and global (globalizing) finance, where property and control of most of the media is in the hands of the same Corporations, becomes pushed pseudo-ideological thought in the direction of the right xenophobic, racist and fascist. Certainly, the arrest of thought immediately available from these movements is not exclusively of the Western capitalist, in fact, even Countries that oppose these currents with the theocracy, communism or through a more or less disguised dictatorship, are absolutely no less; this does not mean and must not deter us from having to feel the effect of a more accurate reasoning to do, a reflective and critical at the same time, starting from “our side”, precisely the side allows us to write and read these few lines . “To us,” therefore; we dispel any “neologism”.
Reading this blog, so even the book Mā shāʾ Allāh (XXI century schyzoid man) however, shows the reader how I highlight an Islamic apologetics. (NOTE: there is no English translation for “Islamic apologetics” until now of the italian Wikipedia’s link: this is an automated Google one translation made by myself: “The Islamic apologists have defended the Quran using rationalist and empiricist arguments and using the cosmological argument to prove the existence of God. The main targets of Islamist apologists were the Jewish and Christian doctrines. The South African scholar Ahmed Deedat was a prolific author who argued against the evangelical Christians against discrepancies in the Bible, and affirmed that the Gospel of Barnabas was the only authentic historical narrative of the life of Jesus. The Muslims have now developed their own form of creationism, the so-called “). To read more carefully (in the book it is repeatedly wrote it clear!) this side is not to be taken into account, otherwise it will be lost and abandoned the meaning of all the work done that must be read as the common constraint to the path of life. This leaves open the discussion on the effects of media publications insists on spreading with the conditions established and in the course of assessment I have outlined at the beginning of this article and, specifically, on that “cataloging forced” which must somehow explain and probably explain in itself favoring a mechanical principle and amorphous one, as opposed to human needs “our time”, the reality of today, in sum. (It could easily become an absolute danger, irreversible).
This is not paranoia; the explanation is quite simple: what a few years ago and precisely when there was not a manipulation of information so huge, global, instantaneous and frenetic, the reference to preconceived opinions was twisted and turned in the “stereotype”, the pre-conceptual post scheme-logical etc., while today it is brought back in fiction, in the approximation of reality (augmented), in the most extreme shallowness which merges with the show, the spectacle, where -to simplify and reduce to a minimum terms- human life is a controlled game. (Chilling -in a striking example- a video broadcast by a major national average in the first minutes after the terrorist attack in Brussels of 2016, was “false”, as it became known -the few days later, after some videomakers-bloggers freelance found- have had an archive video of another dramatic event in Russia rushed months or perhaps years before: the absolute importance was to broadcast before the other this “contribution”!)
Here for example a terrorist act does not receive a focus on the origin of the act, no one get a responsibility, motivation if present, the focus of public opinion is addressed to the digit, the number of victims, including these like can have an importance or absolutely none. The problem, the danger highlighted above, it is not a matter of victims, the nationality of the victims as one might assume but honestly; the problem is the judgment conveyed by the news itself that is supported by the carelessness, lack of interest in destabilizing. Here terms like “Jihad” have beaten “still” on the front page; a terrorist act is “the only one” taken from the Islamic and before investigations, while every other is  accepted, reported, but like a “collateral damage”, “error” or “inevitable disaster.” I will not defend anything or anyone, no charges in particular; attention please: the responsibilities should be clarified and the process that each Country has adopted must be ‘pursued, also supported; but the diffusion of the news also has the objective responsibility that can not be underestimated. In the current world situation, it seems to separate acts of terrorism and clearly Islamic, or better, those that are clearly touted as “Islam,” there is a media appeal to an Islam that does not take terrorism as if there should be a difference but not substantially between the Muslim who claimed responsibility for the bombing and guiltless Muslim that should respond to public opinion. To resort to this “trend” to this “catalog”, here comes the “moderate” Islam, one that does not make bombings and which must sooner or later learn to dissociate themselves in a way that will be provided in the manner and terms. The danger of course, as I see it.
The term “moderate” -term that I abhor!- assumes a “moderation” (by whom? On what basis?). The germ that develops itself when there is “no need to understand” (and so  I introduce a huge responsibility for the whole “Umma of today”!) and that became stronger when there is no reflection that is not the one actually diverted (increased), fiction or stereotype which I mentioned above, ends to the main problem which remains “the morning-after”, the problem of the moderate that not having solved his problem(s) could recourse the moderator or worse collect the hatred and ignorance of the inhuman terrorist who still live and look at him. (HERE more). “Ticking time bomb men”.

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Muhannad Ali (The greatest) https://muhammadali.com


Islam is not a “religion of peace”; this is another media nonsense. Islam is not that Islam cataloged in the ‘sixties as “black Islam” that form reactionary in U.S. prisons, where it was and still is justly and naturally assimilated by a generation of people notoriously  against discriminated because of the color of the skin. Islam can not be those forms almost folk and comedy, “post-hippie” (I have to say this… I realize I am not so “liberal”, if you will forgive me please, but…) the “Danish Imam women” (the link). Islam can not be even one called “Euroislam“, a neologism that indicates the possible emergence of Islam in Europe, so called because of its proximity to contemporary European cultures and related to human rights, the rule of law, democracy and the ‘gender equality, as Wikipedia well describes: it should be enough to report the European Italian Minister Franco Frattini who has pursued a personal survey in all countries of the European community and the former French Prime Minister Nicolas Sarkozy, former supporter of the Mediterranean Union as a political personality “affected” subject, (Euroislam) which gave the approval and assent to the destruction on fire Libya, a country founded in the Religion of Allah.

2 pensieri su “Islam moderato, Islam non moderato… Islam moderato, Islam non moderato……. (Islam!) / Moderate Islam, not moderate Islam… Moderate Islam, not moderate Islam……. (Islam!)

  1. Hi to Everyone out of there! My Message for today is: please do not hate Christians if you are Muslims and please do not hate Muslims if you are Christians; basically it applies to all Religions & amp. humanity; do not hate blacks if you are white & amp; please do not hate whites if you are blacks. Please do not waste your energies in negativity & search for truth which will eventually give peace for soul.
    CONCLUSION: Love, Respect & care for Everyone ……………. is it not possible? At least do not harm others; lets try & start now. Did you find peace, inner peace & happiness which is more important than money & power trust me why not check & experience yourself.
    Take care all. Thanks for your understanding & for positive energy.

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    • Hi, A. (I’m glad to see you again here!)
      I am reading your thoughts… Beautiful words, yes. But I am afraid they are (at least here in the West, today) insufficient, close to a rhetoric that has already been used to falsely accuse people who have expressed it with great humanity. To be blunt: a Muslim, often, not openly and demonstrating in group terms to condemn the terrorist act, (an excess of caution?) is, he becomes, immediately accused. In the West, the Western culture, “silence is consent”. But my alarm is in another way now: to push for a moderate Islam, a way of life that people might interpret only just a “tax”, like a forced consequence and not because it is a divine word, as you can read in the Holy Sure.

      ***
      Traduz. in italiano da Google / Italian transl. made with Google

      D. Ciao a tutti! Il mio messaggio per oggi è: si prega di non odiare i cristiani se siete musulmani e si prega di non odiare i musulmani se si è cristiani; In sostanza si applica a tutte le Religioni & amp. umanità; non odiare i neri se sei bianco & amp; prega di non odiare i bianchi se si è neri. Non sprecate le vostre energie in negatività e la ricerca della verità che finirà per dare la pace per l’anima. CONCLUSIONE: amore, rispetto e cura per tutti ……………. non è forse possibile? Almeno non danneggiare gli altri; proviamo e iniziare ora. Hai trovato la pace, la pace e la felicità interiore che è più importante del denaro e potere fiducia me perché non sperimentare su noi stessi? Grazie per la comprensione e per l’energia positiva.
      R. Ciao, A. (Sono contento di rivederti qui!)
      Sto leggendo i tuoi pensieri … Belle parole, sì. Ma temo che siano (almeno qui in Occidente, oggi) insufficienti, vicine ad una retorica che è già stata utilizzata per accusare falsamente persone che hanno espresso parole con grande umanità. Per essere franchi: un musulmano, spesso, non dimostrando in gruppo ed apertamente (un eccesso di cautela?) la condanna dell’atto terroristico, è, diventa, subito accusato. In Occidente, per la cultura occidentale, il “silenzio è assenso”. Ma il mio allarme è in un altra direzione ora: la spinta per un moderato Islam, uno stile di vita che il mussulmano potrebbe interpretare solo come una conseguenza ed impositiva e non perché è una parola divina, come si può leggere nelle Sacre Sure.

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