L’anarchica risposta politica della Umma alle ragioni dell’Islam. Avventato atto sacrificale indotto?/The anarchist politic response to the reasons of the islamic Ummah. Sacrifical reckless act induced?

L’anarchia, movimento ideologico e politico che abbraccia la radicale ed intransigente libertà (politica) come principio, ha delle particolari ragioni; ci sono centinaia di testi e migliaia di studi che raccolgono il pensiero anarchico e la sua applicazione che rifiuta ogni tipo di imposizione ed ordine come Stato, compresa quella di Dio o di qualsiasi divinità.
L’odierno e moribondo capitalismo consumista che impera nel globo terrestre ha le sue spiegate ragioni e soprattutto dimostrate ragioni e modelli che si avvalgono della disfatta
ideologica del socialismo e comunismo che ha combattuto con ogni mezzo, anche vile considerando la supposta ragione di essere la risposta ai problemi delle società moderne e di ispirazione sociale ed assistenzialista (Welfare State). Le religioni abramitiche o monoteiste, contenitore di quasi il 60% degli umani, nel corso della loro millenaria storia hanno per così dire “scelto” di assestarsi in un ideale contesto socio-politico piuttosto preciso e favorevole potremmo anche aggiungere considerando non solamente la possibile efficacia dell’attività di proselitismo da poter usare ma anche quella di rimanere stabilmente presenti e soprattutto tollerati. Riconoscendo un 10% circa di atei nel mondo (perfettamente integrati nel sistema globalizzato), rimane un 30% circa di fedeli che non si riconoscono in Abramo ma che comunque hanno in primissimo piano un ideale di vita compreso nei tratti politici del capitale, sebbene (vedi la Cina) si trovino in una fase di transizione non così esposta al consumo. Questi sono numeri incontrovertibili.
Analizzando anche sommariamente le cifre, sembra possibile riconoscere che ogni essere umano dotato di un minimo di intelligenza e di facoltà di decidere sulla base di sue esigenze, personali o collettive siano queste, rappresentative di un suffragio avvenuto o no, si riconosce in qualche modo all’interno di una società che ha adottato una qualche politica, manifestando le proprie opinioni nell’assenso oppure nel dissenso, nell’adesione a determinate scelte oppure nell’opposizione. Centro di questo ragionamento è quanto accade all’interno delle società in cui “i figli di Abramo” vivono oggi, in particolare riguardo la Umma, contenitore anch’essa degli islamici, il 44,5% circa dei fedeli del Dio unico. Gli Ebrei (non considerando per ragioni strettamente di numero i seguaci della Fede Bahá’í, cioè lo 0,2% del totale della “Gente del Libro”) pur nella modesta cifra che li rappresenta sul totale dei monoteisti (0,4%) ma in virtù della loro potenza industriale ed economica, hanno un circoscritto (discutibile) territorio che li rappresenta e sono insediati nel resto del mondo con politiche assolutamente condivise nei principi, politiche che perseguono con ogni mezzo; i Cristiani, la maggioranza monoteista, (54,5%) nelle differenti Confessioni frutto di scismi anche violenti del passato, oltre ad avere uno Stato rappresentativo (lo Stato Vaticano rappresenta i Cattolici, oltre il 50% dei Cristiani, il 25% dei monoteisti tutti) sono perfettamente integrati nel Pianeta adattandosi in ogni contesto politico e sociale, anche molto distante l’uno dall’altro instauratosi nel tempo, prendendo in considerazione dittature e nazionalismi in contrasto con le democrazie e non dimenticando la permanenza (smorzata) della Chiesa addirittura nelle società socialiste e comuniste. La Comunità mussulmana (Umma) scissa principalmente tra sciismo e sunnismo, oggi, alla luce della “chiamata alle armi” dello “Stato islamico” definito come “Isis“, principalmente perché questo grido violento non è stato raccolto dalle decine di milioni di fedeli del Profeta Maometto (l.P.s.d.L.) stabilitisi in Europa nella misura del 4% circa del totale e nella misura di circa 7 milioni di fedeli tra USA e Canada, non sembra aver decifrato una politica comune sebbene ne invochi un instaurazione o quantomeno una articolata su principi riconoscibili; non sembra riconoscersi nemmeno al suo interno nulla di simile nella costante implosione che consuma questo pseudo Stato islamico nell’assenza di adeguato ed aperto supporto anche dai Paesi in cui la Religione mussulmana è indiscutibilmente una ragione di Stato. Senza cercare argomentazioni e richiami agli avvenimenti e circostanze seguenti la cronaca, pare assai difficile ed anche onestamente impossibile, riconoscere una politica comune che accompagni la Fede islamica; tolta di mezzo la “proposta politica” dell’Isis, (oggi risulta evidente solo una di matrice militare che nelle ultime ore è divenuta guerriglia urbana) rimangono vive alquanto differenti politiche sociali, economiche ed industriali, spesso addirittura in aperto conflitto tra di loro: dal lusso a tratti sfrenato dei Paesi del Golfo che legittimamente attraggono persone dichiaratamente “anti-Islam” per quanto riguarda il codice comportamentale dell’individuo e sostenendo nel contempo una forza lavoro (islamica) con pochissimi diritti, possiamo riconoscere una società islamica che fatica a sopravvivere e che malamente ha inseguito principi socialisti (vedi il Maghreb), una incastonata nella teocrazia (Iran sciita) ed almeno un altra (in crescita) in apparente confusione ideologica che è sparsa in Occidente. (Pakistan, Turchia, Indonesia e pochi altri Stati sovrani sembrano dover dirottare i loro sforzi verso attenzioni di ordine pubblico più che altro). A ben vedere, con una certa approssimazione che non voglio nascondere, sembrano tratti anarcoidi ma, un anarchia più legata al “disordine politico ideologico” che ai sommi principi del russo Michail Bakunin, noto intellettuale, filosofo e rivoluzionario padre del’anarchia moderna vissuto a metà dell’800.

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Rappresentazione mistica dell’Islam

L’Islam è dunque principalmente un movimento mistico personale ed introspettivo del e per l’Uomo? L’Islam non indica una politica per la sua Comunità oppure è l’Uomo talmente imperfetto da non riuscire a praticare l’Islam in un contesto politico moderno sebbene ci siano tutti gli indici per farlo all’interno della Sacra Scrittura dicasi l’inimitabile Sacro e Divino Corano? Ciò che in conclusione, in una delle proposte conclusioni appare chiaro, discutibile ma sempre chiaro nella spietata ed asettica legge dei numeri, è il numero che compone la maggioranza dei fratelli mussulmani formanti una massa enorme e, certamente sproporzionata: un insieme di sottoproletari e poveri esseri umani lasciati di proposito nel marasma dell’ignoranza, ossia la non esplicazione delle proprie capacità sebbene Dio (l’Unico Dio) ha richiesto senza dubbio alcuno di ricercare nella vita la conoscenza attraverso l’istruzione. A seguito di questo, dovremmo condannare la “deriva anarchica disordinata” delle politiche islamiche coincidenti e probabilmente saldanti in un immobilismo di opinione, da una cautela condivisibile per alcune porzioni di ragionamento? Meglio non farsi coinvolgere e rimanere stretti nelle proprie isole tutto sommato più o meno felici?

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Tratteggi di lusso sfrenato (tigre al guinzaglio, auto di oro)

Non tentare un ragionamento politico è -si deve sapere!- molto ma molto pericoloso perché destabilizza poco a poco una società umana dall’interno, società oggi per tanti versi globale, anche nel pensiero. Un alternativa politica anche come espediente è assolutamente necessaria per contrastare le posizioni che adducono insistentemente la Fede di una qualche responsabilità oggettiva che appartiene unicamente all’Uomo: un operaio di origine afghana e fedele di Allah, per un esempio, avrà tutte le ragioni di questo mondo nella scelta di lavorare alla “Volkswagen” piuttosto che in un cantiere edile di Dubai e questa scelta avrà una motivazione politica in ogni caso possibile, nella buona o cattiva o maledetta sorte; il Popolo palestinese, in un altro esempio, riceverebbe un solidale sostegno attivo ed aperto per favorire la necessaria ricerca di stabilità della sua politica di Stato sovrano, politica oggi riconosciuta in primo luogo dalle direttive che le Organizzazioni governative mondiali accordano attraverso organismi come l’O.N.U., ad esempio, carta straccia potremmo ben dire considerando l’assenza di un concetto preciso di politica nazionale della Palestina impegnata a difendersi “casa per casa”.

“Dio ci protegga” è sempre valido viatico per ogni fedele, un esortazione doverosa ma, dobbiamo sempre ricordare che ci è stato imposto di vivere da Dio stesso partecipando attivamente alle “manovre vitali”, usando la lucidità, l’ingegno e la passione oltre la Fede.


The anarchy, ideological and political movement that embraces the radical and uncompromising freedom (political) as a principle, has special reasons; there are hundreds of books and thousands of studies that collect anarchist thought and its application which rejects any form of taxation and order like State, even and including that one of God or any deity.
Today’s moribund consumer capitalism social system that prevails in the globe, has its reasons explained and proven reasons and models that make use of his ideological view defeat of socialism and communism that has fought with every means, even vile considering the supposed reason to be the answer to the problems of modern societies of socialist and welfarist inspiration. The Abrahamic monotheistic religions, container by almost 60% of humans, in the course of their long history, has “chosen” to settle in an ideal socio-political context fairly accurate and favorable we could add not only considering the possible effectiveness the activity of proselytism to be able to use but, also to remain present stably and especially tolerated. Recognizing an about 10% of atheists in the world (seamlessly integrated into the globalized system), remains an about 30% of believers who do not identify with Abraham but who have in the foreground an ideal of life including in the capital political overtones, although ( see China) are in a transitional phase not as exposed to the consumer. These numbers are incontrovertible.
Analyzing also summarily figures, it seems possible to recognize that every human being with a minimum of intelligence and discretion to decide on the basis of its needs, is it personal or collective, representative of a suffrage took place or not, it is recognized in some way to ‘interior of a company that has adopted some policy, expressing their opinions in assent or in dissent, in adherence to certain choices or in the opposition. The core of this reasoning is what happens within the society in which “the children of Abraham” live today, in particular concerning the Ummah, the container also of Muslims, 44.5% of the worshipers of the one God. Jews (not counting for number reasons strictly the followers of the Baha’i Faith, ie 0.2% of the total of the “People of the Book”) despite the modest figure that represents them on the total of monotheists (0.4%), by virtue of their industial and economic power, they have a circumscribed (questionable) territory that represents them and have settled in the rest of the world with absolutely shared policies in the principles, policies pursuing by any means; Christians monotheistics, (54.5%) in different even violent past of the Confessions of schisms, as well as having one representative State (the Vatican State is a Catholict State, more than 50% Christian, 25% of monotheists all) are perfectly integrated into Planet suiting every political and social context, even far from one another, taking into account dictatorships and nationalisms in contrast to democracies, not forgetting that the Church remained (muffled) even in socialist and communist society. The Muslim community (Ummah) split mainly between Shiism and Sunnism, today, focusing to the “calling to arms” made from the “isalmic State” defined as “Isil/Daesh”, mainly because this violent shout was not picked up by the tens of millions of the faithful prophet Muhammad (P.u.H.) settled in Europe (4% of the total) and to the extent of about 7 million members in the U.S. and Canada, it does not seem to have deciphered a common policy invoked by this rough entity and at least one articulated on recognizable principles; it does not seem to even recognize themselves in it constantly implosion because the islamic State does not receive adequate and open support even from Countries where the Muslim Religion is indisputably a reason of State. Without trying arguments and references to the following events and circumstances of the news, it seems very difficult and even impossible to honestly recognize a policy accompanying the Islamic faith; done away with the “proposal Isil policy”, (today is noticeable only like a military matrix that in the last hours has become urban warfare) remain alive only quite different social, economic and industrial one, often in fact in open conflict with each other: from the unbridled luxury one of the Gulf Countries as they required legitimately attraction for the people avowedly “against-Islam” talking about the individual’s behavioral code and while supporting a workforce (islamic) with very few rights, we can also recognize an islamic society that struggles to survive inside badly chased socialist principles (see the Maghreb), or set in a theocracy (Iran Shiite); at least we can see one other (growing one) in apparent ideological confusion that has spread in the West with the forced emigration. (Pakistan, Turkey, Indonesia and a few other sovereign States seem to have to divert their efforts towards public policy attention more than anything else). A closer look, with some approximation that I will not hide, traits seem anarchic, but an anarchy more related to “ideological political disorder” than the russian chief principles’ Michail Bakunin, known intellectual, philosopher and anarchy’s modern revolutionary father lived in the mid of ‘800. 

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Mystical reprentation of Islam


So, Islam is thus mostly a Man and mystic personal movement? Introspective? Islam does not indicate a policy for his Community or is the Man so flawed that he could not practice Islam in a modern political context, although there are all the indexes to make it and written in the Holy Divine Quran?
What at the end, in one of the proposals conclusion seems it is clear, controversial but always clear in the merciless law of numbers, is the number of course, the majority of Muslim brothers that make up a huge and certainly disproportionate mass: a set of proletarians (underclass) and poor human beings purposely left in the chaos of ignorance, that is, no explanation of our capabilities though God (the One) requested no doubt to seek knowledge in life. Following this, should we condemn the “drift disorganized anarchic” of coincident Islamic policies and probably sealing a stagnation of opinion, shared by a caution for some portions of reasoning? Is it the best not to get involved and stay tight in our own happy or not so much happy islands?

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Hatches of unbridled luxury (tiger on a leash, gold car)

Not groped a political reasoning is -you must know!- very, very dangerous, because it destabilizes slowly a human society from within, today so called “global society”, even in thought. A political alternative as an expedient (makeshift) is also absolutely necessary to counter the positions that persistently allege the Faith of some strict liability: a worker of Afghan origin and faithful of Allah, for example, will have all the world’s reasons in, choosing to work at “Volkswagen” rather than on a construction site in Dubai and, this choice will have a political motivation in any case possible, in good or bad or cursed fate; the Palestinian People, in another example, would receive a sympathetic active and open support to encourage the necessary research the stability of its political sovereign State, today primarily recognized policy from the directives that the world agree through U.N. for example, waste paper could we say today, considering the absence of Palestinian’s precise national politics committed to defend themselves “house to house”.

“God, please, protect us” is always a useful summary like viaticum, a dutiful exhortation for the believer, but we must always remember that we have been forced to live by God himself actively participating in the “vital maneuvers”, using intelligence and passion beyond Faith.