L’anarchica risposta politica della Umma alle ragioni dell’Islam. Avventato atto sacrificale indotto?/The anarchist politic response to the reasons of the islamic Ummah. Sacrifical reckless act induced?

L’anarchia, movimento ideologico e politico che abbraccia la radicale ed intransigente libertà (politica) come principio, ha delle particolari ragioni; ci sono centinaia di testi e migliaia di studi che raccolgono il pensiero anarchico e la sua applicazione che rifiuta ogni tipo di imposizione ed ordine come Stato, compresa quella di Dio o di qualsiasi divinità.
L’odierno e moribondo capitalismo consumista che impera nel globo terrestre ha le sue spiegate ragioni e soprattutto dimostrate ragioni e modelli che si avvalgono della disfatta
ideologica del socialismo e comunismo che ha combattuto con ogni mezzo, anche vile considerando la supposta ragione di essere la risposta ai problemi delle società moderne e di ispirazione sociale ed assistenzialista (Welfare State). Le religioni abramitiche o monoteiste, contenitore di quasi il 60% degli umani, nel corso della loro millenaria storia hanno per così dire “scelto” di assestarsi in un ideale contesto socio-politico piuttosto preciso e favorevole potremmo anche aggiungere considerando non solamente la possibile efficacia dell’attività di proselitismo da poter usare ma anche quella di rimanere stabilmente presenti e soprattutto tollerati. Riconoscendo un 10% circa di atei nel mondo (perfettamente integrati nel sistema globalizzato), rimane un 30% circa di fedeli che non si riconoscono in Abramo ma che comunque hanno in primissimo piano un ideale di vita compreso nei tratti politici del capitale, sebbene (vedi la Cina) si trovino in una fase di transizione non così esposta al consumo. Questi sono numeri incontrovertibili.
Analizzando anche sommariamente le cifre, sembra possibile riconoscere che ogni essere umano dotato di un minimo di intelligenza e di facoltà di decidere sulla base di sue esigenze, personali o collettive siano queste, rappresentative di un suffragio avvenuto o no, si riconosce in qualche modo all’interno di una società che ha adottato una qualche politica, manifestando le proprie opinioni nell’assenso oppure nel dissenso, nell’adesione a determinate scelte oppure nell’opposizione. Centro di questo ragionamento è quanto accade all’interno delle società in cui “i figli di Abramo” vivono oggi, in particolare riguardo la Umma, contenitore anch’essa degli islamici, il 44,5% circa dei fedeli del Dio unico. Gli Ebrei (non considerando per ragioni strettamente di numero i seguaci della Fede Bahá’í, cioè lo 0,2% del totale della “Gente del Libro”) pur nella modesta cifra che li rappresenta sul totale dei monoteisti (0,4%) ma in virtù della loro potenza industriale ed economica, hanno un circoscritto (discutibile) territorio che li rappresenta e sono insediati nel resto del mondo con politiche assolutamente condivise nei principi, politiche che perseguono con ogni mezzo; i Cristiani, la maggioranza monoteista, (54,5%) nelle differenti Confessioni frutto di scismi anche violenti del passato, oltre ad avere uno Stato rappresentativo (lo Stato Vaticano rappresenta i Cattolici, oltre il 50% dei Cristiani, il 25% dei monoteisti tutti) sono perfettamente integrati nel Pianeta adattandosi in ogni contesto politico e sociale, anche molto distante l’uno dall’altro instauratosi nel tempo, prendendo in considerazione dittature e nazionalismi in contrasto con le democrazie e non dimenticando la permanenza (smorzata) della Chiesa addirittura nelle società socialiste e comuniste. La Comunità mussulmana (Umma) scissa principalmente tra sciismo e sunnismo, oggi, alla luce della “chiamata alle armi” dello “Stato islamico” definito come “Isis“, principalmente perché questo grido violento non è stato raccolto dalle decine di milioni di fedeli del Profeta Maometto (l.P.s.d.L.) stabilitisi in Europa nella misura del 4% circa del totale e nella misura di circa 7 milioni di fedeli tra USA e Canada, non sembra aver decifrato una politica comune sebbene ne invochi un instaurazione o quantomeno una articolata su principi riconoscibili; non sembra riconoscersi nemmeno al suo interno nulla di simile nella costante implosione che consuma questo pseudo Stato islamico nell’assenza di adeguato ed aperto supporto anche dai Paesi in cui la Religione mussulmana è indiscutibilmente una ragione di Stato. Senza cercare argomentazioni e richiami agli avvenimenti e circostanze seguenti la cronaca, pare assai difficile ed anche onestamente impossibile, riconoscere una politica comune che accompagni la Fede islamica; tolta di mezzo la “proposta politica” dell’Isis, (oggi risulta evidente solo una di matrice militare che nelle ultime ore è divenuta guerriglia urbana) rimangono vive alquanto differenti politiche sociali, economiche ed industriali, spesso addirittura in aperto conflitto tra di loro: dal lusso a tratti sfrenato dei Paesi del Golfo che legittimamente attraggono persone dichiaratamente “anti-Islam” per quanto riguarda il codice comportamentale dell’individuo e sostenendo nel contempo una forza lavoro (islamica) con pochissimi diritti, possiamo riconoscere una società islamica che fatica a sopravvivere e che malamente ha inseguito principi socialisti (vedi il Maghreb), una incastonata nella teocrazia (Iran sciita) ed almeno un altra (in crescita) in apparente confusione ideologica che è sparsa in Occidente. (Pakistan, Turchia, Indonesia e pochi altri Stati sovrani sembrano dover dirottare i loro sforzi verso attenzioni di ordine pubblico più che altro). A ben vedere, con una certa approssimazione che non voglio nascondere, sembrano tratti anarcoidi ma, un anarchia più legata al “disordine politico ideologico” che ai sommi principi del russo Michail Bakunin, noto intellettuale, filosofo e rivoluzionario padre del’anarchia moderna vissuto a metà dell’800.

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Rappresentazione mistica dell’Islam

L’Islam è dunque principalmente un movimento mistico personale ed introspettivo del e per l’Uomo? L’Islam non indica una politica per la sua Comunità oppure è l’Uomo talmente imperfetto da non riuscire a praticare l’Islam in un contesto politico moderno sebbene ci siano tutti gli indici per farlo all’interno della Sacra Scrittura dicasi l’inimitabile Sacro e Divino Corano? Ciò che in conclusione, in una delle proposte conclusioni appare chiaro, discutibile ma sempre chiaro nella spietata ed asettica legge dei numeri, è il numero che compone la maggioranza dei fratelli mussulmani formanti una massa enorme e, certamente sproporzionata: un insieme di sottoproletari e poveri esseri umani lasciati di proposito nel marasma dell’ignoranza, ossia la non esplicazione delle proprie capacità sebbene Dio (l’Unico Dio) ha richiesto senza dubbio alcuno di ricercare nella vita la conoscenza attraverso l’istruzione. A seguito di questo, dovremmo condannare la “deriva anarchica disordinata” delle politiche islamiche coincidenti e probabilmente saldanti in un immobilismo di opinione, da una cautela condivisibile per alcune porzioni di ragionamento? Meglio non farsi coinvolgere e rimanere stretti nelle proprie isole tutto sommato più o meno felici?

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Tratteggi di lusso sfrenato (tigre al guinzaglio, auto di oro)

Non tentare un ragionamento politico è -si deve sapere!- molto ma molto pericoloso perché destabilizza poco a poco una società umana dall’interno, società oggi per tanti versi globale, anche nel pensiero. Un alternativa politica anche come espediente è assolutamente necessaria per contrastare le posizioni che adducono insistentemente la Fede di una qualche responsabilità oggettiva che appartiene unicamente all’Uomo: un operaio di origine afghana e fedele di Allah, per un esempio, avrà tutte le ragioni di questo mondo nella scelta di lavorare alla “Volkswagen” piuttosto che in un cantiere edile di Dubai e questa scelta avrà una motivazione politica in ogni caso possibile, nella buona o cattiva o maledetta sorte; il Popolo palestinese, in un altro esempio, riceverebbe un solidale sostegno attivo ed aperto per favorire la necessaria ricerca di stabilità della sua politica di Stato sovrano, politica oggi riconosciuta in primo luogo dalle direttive che le Organizzazioni governative mondiali accordano attraverso organismi come l’O.N.U., ad esempio, carta straccia potremmo ben dire considerando l’assenza di un concetto preciso di politica nazionale della Palestina impegnata a difendersi “casa per casa”.

“Dio ci protegga” è sempre valido viatico per ogni fedele, un esortazione doverosa ma, dobbiamo sempre ricordare che ci è stato imposto di vivere da Dio stesso partecipando attivamente alle “manovre vitali”, usando la lucidità, l’ingegno e la passione oltre la Fede.


The anarchy, ideological and political movement that embraces the radical and uncompromising freedom (political) as a principle, has special reasons; there are hundreds of books and thousands of studies that collect anarchist thought and its application which rejects any form of taxation and order like State, even and including that one of God or any deity.
Today’s moribund consumer capitalism social system that prevails in the globe, has its reasons explained and proven reasons and models that make use of his ideological view defeat of socialism and communism that has fought with every means, even vile considering the supposed reason to be the answer to the problems of modern societies of socialist and welfarist inspiration. The Abrahamic monotheistic religions, container by almost 60% of humans, in the course of their long history, has “chosen” to settle in an ideal socio-political context fairly accurate and favorable we could add not only considering the possible effectiveness the activity of proselytism to be able to use but, also to remain present stably and especially tolerated. Recognizing an about 10% of atheists in the world (seamlessly integrated into the globalized system), remains an about 30% of believers who do not identify with Abraham but who have in the foreground an ideal of life including in the capital political overtones, although ( see China) are in a transitional phase not as exposed to the consumer. These numbers are incontrovertible.
Analyzing also summarily figures, it seems possible to recognize that every human being with a minimum of intelligence and discretion to decide on the basis of its needs, is it personal or collective, representative of a suffrage took place or not, it is recognized in some way to ‘interior of a company that has adopted some policy, expressing their opinions in assent or in dissent, in adherence to certain choices or in the opposition. The core of this reasoning is what happens within the society in which “the children of Abraham” live today, in particular concerning the Ummah, the container also of Muslims, 44.5% of the worshipers of the one God. Jews (not counting for number reasons strictly the followers of the Baha’i Faith, ie 0.2% of the total of the “People of the Book”) despite the modest figure that represents them on the total of monotheists (0.4%), by virtue of their industial and economic power, they have a circumscribed (questionable) territory that represents them and have settled in the rest of the world with absolutely shared policies in the principles, policies pursuing by any means; Christians monotheistics, (54.5%) in different even violent past of the Confessions of schisms, as well as having one representative State (the Vatican State is a Catholict State, more than 50% Christian, 25% of monotheists all) are perfectly integrated into Planet suiting every political and social context, even far from one another, taking into account dictatorships and nationalisms in contrast to democracies, not forgetting that the Church remained (muffled) even in socialist and communist society. The Muslim community (Ummah) split mainly between Shiism and Sunnism, today, focusing to the “calling to arms” made from the “isalmic State” defined as “Isil/Daesh”, mainly because this violent shout was not picked up by the tens of millions of the faithful prophet Muhammad (P.u.H.) settled in Europe (4% of the total) and to the extent of about 7 million members in the U.S. and Canada, it does not seem to have deciphered a common policy invoked by this rough entity and at least one articulated on recognizable principles; it does not seem to even recognize themselves in it constantly implosion because the islamic State does not receive adequate and open support even from Countries where the Muslim Religion is indisputably a reason of State. Without trying arguments and references to the following events and circumstances of the news, it seems very difficult and even impossible to honestly recognize a policy accompanying the Islamic faith; done away with the “proposal Isil policy”, (today is noticeable only like a military matrix that in the last hours has become urban warfare) remain alive only quite different social, economic and industrial one, often in fact in open conflict with each other: from the unbridled luxury one of the Gulf Countries as they required legitimately attraction for the people avowedly “against-Islam” talking about the individual’s behavioral code and while supporting a workforce (islamic) with very few rights, we can also recognize an islamic society that struggles to survive inside badly chased socialist principles (see the Maghreb), or set in a theocracy (Iran Shiite); at least we can see one other (growing one) in apparent ideological confusion that has spread in the West with the forced emigration. (Pakistan, Turkey, Indonesia and a few other sovereign States seem to have to divert their efforts towards public policy attention more than anything else). A closer look, with some approximation that I will not hide, traits seem anarchic, but an anarchy more related to “ideological political disorder” than the russian chief principles’ Michail Bakunin, known intellectual, philosopher and anarchy’s modern revolutionary father lived in the mid of ‘800. 

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Mystical reprentation of Islam


So, Islam is thus mostly a Man and mystic personal movement? Introspective? Islam does not indicate a policy for his Community or is the Man so flawed that he could not practice Islam in a modern political context, although there are all the indexes to make it and written in the Holy Divine Quran?
What at the end, in one of the proposals conclusion seems it is clear, controversial but always clear in the merciless law of numbers, is the number of course, the majority of Muslim brothers that make up a huge and certainly disproportionate mass: a set of proletarians (underclass) and poor human beings purposely left in the chaos of ignorance, that is, no explanation of our capabilities though God (the One) requested no doubt to seek knowledge in life. Following this, should we condemn the “drift disorganized anarchic” of coincident Islamic policies and probably sealing a stagnation of opinion, shared by a caution for some portions of reasoning? Is it the best not to get involved and stay tight in our own happy or not so much happy islands?

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Hatches of unbridled luxury (tiger on a leash, gold car)

Not groped a political reasoning is -you must know!- very, very dangerous, because it destabilizes slowly a human society from within, today so called “global society”, even in thought. A political alternative as an expedient (makeshift) is also absolutely necessary to counter the positions that persistently allege the Faith of some strict liability: a worker of Afghan origin and faithful of Allah, for example, will have all the world’s reasons in, choosing to work at “Volkswagen” rather than on a construction site in Dubai and, this choice will have a political motivation in any case possible, in good or bad or cursed fate; the Palestinian People, in another example, would receive a sympathetic active and open support to encourage the necessary research the stability of its political sovereign State, today primarily recognized policy from the directives that the world agree through U.N. for example, waste paper could we say today, considering the absence of Palestinian’s precise national politics committed to defend themselves “house to house”.

“God, please, protect us” is always a useful summary like viaticum, a dutiful exhortation for the believer, but we must always remember that we have been forced to live by God himself actively participating in the “vital maneuvers”, using intelligence and passion beyond Faith.

Imparare ad odiare: sì, puoi farlo. / Learn to hate: yes, you can.

Senza parole da aggiungere; non ce n’è bisogno. La retorica è sempre in agguato nell’anima adulta, e il sottoscritto non è immune. Pubblicamente mi vergogno… No words to add; no need. The rhetoric is always lurking in the adult soul, and I’m not immune. I openly feel ashamed…    https://www.edizionidelfaro.it/libro/ma-sha-allah  http://amzn.eu/8RxHYCB (Amazon)  https://goo.gl/bCsnse (IBS) [ DISPONIBILE* […]

Il martirio; i martiri: le inevitabili questioni del pensiero umanistico (parte prima) / Martyrdom; martyrs: the inevitable issues of the humanistic thought (part one) [shahīd شَهيد]

Le motivazioni alla base dell’Umanesimo, sono la consapevolezza della posizione privilegiata dell’Uomo nel mondo della natura.

Questi studi filosofici ed alla base della filosofia Occidentale che interpreta i pensieri dei grandi filosofi dell’antica Grecia, Socrate, Platone, Aristotele ed altri, vissuti all’incirca 400 anni prima di Cristo oppure tenendo conto del calendario islamico circa 1000 anni prima dell’inizio dell’egira islamica, sono intrisi fortemente nello studio dell’anima umana. Senza percorrere ora ed in questo spazio un tentativo di studio di questa umana scienza che si è sviluppata in seguito nella filologia moderna (chi fosse tentato può fare riferimento a questo link: https://it.wikipedia.org/wiki/Umanesimo) non dovrebbe essere difficile scorgere un approssimazione dell’umano ragionamento nelle analisi di rilettura della propria storia con un Versetto del Sacro e Divino Corano, esattamente il LXXII della XXXIII Sura (33:72) che ho riportato in HOME PAGE, esemplare passaggio in cui si può scorgere tutta l’imperfezione dell’umana specie difronte al Cielo. La generosità che il Creatore ha comunque concesso alla nostra specie -continuando questo pensiero- e nello specifico il privilegio della vita che abbiamo ricevuto, pone l’evidenza di un richiamo all’esclusiva superiorità che ci contraddistingue da ogni altro essere, “privilegio” che l’Umanesimo come pensiero ha poi ed in seguito in qualche modo raccolto e probabilmente sviluppato con grande dettaglio.

Tutta questa premessa scritta, è utile, dovrebbe esserlo e soprattutto oggi che abbiamo un accesso alle informazioni sbalorditivo, per dimostrare e richiedere attenzione verso un comune sentimento che indiscutibilmente affiora in ogni Essere umano quando coinvolto (anche quando suo malgrado) nella arbitraria decisione (a tratti egoista) di spezzare una vita, fosse anche la propria, quell’Essenza e Bene che tutti, fedeli religiosi o no, nessuno escluso che sia sano di mente, in questa Terra vorrebbe lasciare in balia del caso, dell’ignoranza e peggio ancora della insensata stupidità. Osando concludere questa dissertazione affermando che il suicidio in qualunque forma esso si compia, assistito oppure no, appartiene e generalizzando alla screziata tipologia dell’omicidio, (tralasciando ogni tipo di analisi giuridico normativa) il martirio, nonostante alcune apparenze e superficialità che ne testimoniano le gesta, rimane un altra cosa, insinuando nelle persone che continuano a vivere aperte importanti questioni, appunto inevitabili.
Il martirio, in ogni caso, è una pratica religiosa umana prevista e designata dalla storia, praticata all’interno delle Comunità di fedeli, in special modo da quelli che in Abramo si sono riconosciuti, dicasi Ebrei, Cristiani ed infine Mussulmani. Il termine e meglio i protagonisti di queste gesta -i martiri- hanno avuto un estensione di significato, forse solo nel lessicale, con gli “eroi” delle guerre, con i “rivoluzionari” che per una causa si sono immolati offrendo la vita; da non dimenticare nella maniera più assoluta i “Kamikaze” e quelli che hanno osato perpetuare il “Harakiri”, una schiera di valorose persone (opinione condivisa dalla collettività che li riconosce) appartenenti alle Civiltà Orientali che potremmo ben definire senza grandi patemi d’animo martiri religiosi. Rimangono alla fine e probabilmente al principio di questa personale riflessione, quelle questioni che ovviamente sono di appannaggio di chi vive, nonostante tutto.
E’ davvero molto complesso proseguire questo articolo e, lo è per tanti ed ovvi motivi; purtroppo l’attualità e la cronaca ci spaventano, ci obbligano quasi a soffermare lo sguardo sull’evento stretto nella materialità di cui esso si compone, costringendo i nostri pensieri verso un idea, un approssimazione anche religiosa, tralasciando di fare attenta verifica di pensiero verso l’insistente attività del vivere, comprendendo in questa astrazione sensoriale anche la nostra stessa vita, il nostro ego, la nostra anima e le motivazioni che ci inducono a vivere, tralasciando e volutamente ogni attività animale ed istintiva come ci è stato ordinato di riconoscere.
Non trovando una conclusione, una fine per questo specifico articolo, voglio fare una pubblica richiesta che si dissolve in un interrogazione da non confondersi con una richiesta di condivisione a priori di logica, dove ogni personale conclusione dovrebbe essere tenuta in alta considerazione e prima di ogni altra umana esigenza. Voglio in somma proporVi un immagine, una telefoto di un agenzia giornalistica relativa ad un accadimento verificatosi nelle scorse ore, uno non portato verso una conclusione che è stata probabilmente auspicata, disegnata in qualche modo nel pensiero umano: trattasi di un gruppo di persone che grazie a Dio, alla “fortuna”, in un vocabolo licenziato nel laico pensiero di molte società civili che comprendono anche i fedeli del Dio Unico, oggi vive grazie ad un “blitz” delle forze di Polizia francesi che all’aereoporto di Parigi ha fermato uccidendo una persona che invocava al martirio nel nome di Dio; essi vivono potremmo con poca approssimazione affermare quest’oggi. (In tutta evidenza, sono umani nostri fratelli, sorelle, padri e madri, figli eppure conoscenti, amici).
La domanda che pongo e, sia chiaro, mi pongo, rinnegando l’ovvietà e le circostanze di argomentazione di bassa lega che possono nascere, dunque è questa: essendo il martirio fondato nel dogma religioso, riconoscendo questa verità, quali sono le direttive, le pratiche di formazione, di ammaestramento e culturali di cui e per cui c’è fabbisogno?
S.D.V., questo articolo continuerà; onestamente non ho ben sentore di quando sarà possibile questo, però e nella maniera più esaustiva possibile, voglio dedicare ancora una volta e con tutta la calma possibile il mio sguardo sulla fotografia già ampiamente citata. Sì, lo voglio fare e fatelo anche Voi, per favore…

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The basic grounds of humanism, are aware of Man’s privileged position in the world of nature.

These philosophical studies are the foundation of Western philosophy that interprets the thoughts of the great philosophers of ancient Greece, Socrates, Plato, Aristotle and others, lived about 400 years before Christ, or taking into account the Islamic calendar, about 1000 years before the Islamic Hejira, they are heavily steeped in the study of the human soul. Without focusing on its now and in this blog an attempt to study this human science that developed later in modern philology (who may be tempted to refer ceck this link: https://en.wikipedia.org/wiki/Renaissance_humanism) it should not be difficult to discern a human reasoning approximation in the reinterpretation of its history analysis with a verse of the Holy and Divine Quran, 72th Verse of the 33rd Sura (33:72) I reported on the HOME PAGE, exemplary step where you can see all the imperfections of the human species in front of the Sky. The generosity that the Creator has granted to our species -in the continuous of this thought- and specifically the privilege of life that we have received, puts the evidence of a recall to the exclusive superiority that distinguishes us from every other, “privilege” that Humanism as thought, then and then somehow picked up and probably developed in great detail.

All this introduction, it is useful, it should be, and especially now that we have access to the stunning information, to demonstrate and require attention toward a common sentiment that undoubtedly emerges in every human being when involved (even if unwillingly) in the arbitrary decision (to selfish traits) to break a life, even his own, that Essence (life) on every kind, religious believers or not, with exception of the mentally insane people, in this Earth would like not to leave at the mercy of the case, ignorance and even worse to the mindless stupidity. Daring to conclude this discourse by stating that suicide in whatever form it may be fulfilled, assisted or not, belongs to mottled and generalizing type of murder, (leaving out any kind of legal analysis of legislation) martyrdom, despite some appearances and superficiality that testify to the deeds, remains one other and different thing, that is insinuating important questions in people who continue to live, indeed inevitable questions. Martyrdom, in any case, is a human religious practice allowed and designated by history, practiced within the community of the faithful, especially those that are recognized Abraham: Jews, Christians and Muslims finally. This term, better to say the protagonists of these feats -the martyrs- have had a meaningful extension, perhaps only in the vocabulary, with the “heroes” of the war, with “revolutionaries” who have sacrificed themselves for a cause by offering his life; not to be forgotten in the strongest terms the “Kamikaze” and those who dared to perpetuate the “Harakiri”, a band of brave people (a shared view by the community that recognizes them) belonging to the Eastern Civilization we might consider like religious martyrs.
Remain at the end and probably at the biginning of this personal reflection, those issues which are obviously the prerogative of those who live in spite of everything.
It ‘really very complex continuing this article and it is for many and obvious reasons; unfortunately, current events and the news that scare us, force us to dwell almost the close event look in the materiality of which it is composed, forcing our thoughts towards an idea, even a religious approximation, neglecting to do a thorough check thought to the persistent activities of living, including in this sensory abstraction also our own lives, our ego, our soul and the reasons that lead us to live and deliberately ignoring each animal and instinctive activity that we have been ordered to recognize within human’s aspects.
Not finding a conclusion, an end to this particular article, I will make a public request that dissolves in a question not to be confused with a request to share to a priori logic, where each end personal think should be held in high esteem and before each other human needs. So, I want to propose an image in sum, a telephoto of a news agency relating to an event that occurred in the past few hours, one not led to a conclusion that it was probably hoped, designed in some way in human thought: it is a group of people who thanks God, the “luck”, in a word fired in secular thought of many civil society that includes the faithful of the believers in one God, now lives thanks to a “blitz” of French police forces at the airport in Paris that had stopped killing a person who invoked to martyrdom in the name of God; they could live with little approximation to say today. (In all evidence, those humans are our brothers, sisters, fathers and mothers, sons and yet acquaintances, friends).
The question I ask and, mind you, I ask myself, denying the obvious and low alloy argument circumstances that can arise, therefore, is: being martyrdom founded in religious dogma and recognizing this truth, what are the guidelines, practices training, instruction and culture of which and for which there is demand?
If God Want, this article will continue; I honestly did not really hint of when this will be possible, however and in the most exhaustive possible, I want to dedicate more time and as calmly as possible, my eye on the photograph already widely cited.
Yes, I want to do it for sure as well as you should do. Please…

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Cinema: l’arte è minore. / Cinema: the art is minor.

L’arte è materia effimera: attraverso tendenze e variegati profili è pur presente nella creatività che l’Uomo non può celare, in quanto è esattamente porzione del vissuto, del quotidiano impegno che la vita richiede. In altri termini, l’arte è un tipo di linguaggio dell’umano essere, uno apparentemente speciale oppure differente, se vogliamo essere più precisi; il negare o proibire alla persona di comunicare, in qualunque forma vogliamo definire questa cosa, è esattamente impossibile, perché una specie di ribellione interiore, probabilmente istintiva, non permette l’accettazione di un imposizione simile: la storia conosciuta e riconosciuta dell’umanità, dalla notte dei tempi e fino ad ora, ci dimostra che questa affermazione, piaccia o no, è la semplice verità che non possiamo nascondere.
Come qualunque forma di espressione umana, anche l’arte produce certamente degli eccessi che necessitano di moderazione, di educazione per la sua diffusione, di una sottomissione alle Leggi e normative che vengono imposte dalla società in cui l’artistica espressione viene in somma diffusa.
Per questo articolo, voglio proporre a chiunque abbia la bontà di leggermi, una riflessione verso il Cinema ed in particolare un approccio leggermente differente riguardo i suoi contenuti, i films ovviamente. Se da un lato questa arte (comunemente considerata “minore” rispetto alla Scrittura, alla Pittura, alla Musica eccetera) è stata ottimamente portata a fare cassa dall’industria americana (Hollywood) che produce una ricchezza esagerata per pochi, esiste e rimane ancora in una forma artistica che rispetti questa caratteristica in un limitato numero di produzioni, dove però la distribuzione di queste opere è alquanto scarsa. Hollywood, pressoché per ogni suo prodotto, rappresenta l’arte come una busta di patatine fritte e spesso anche avariate rappresentano un sano nutrimento, facendo sì che una prima censura avvenuta agli inizi del secolo scorso per alcuni lungometraggi, oggi sia divenuta un ossessione in molti Paesi che contrastano (a fatica) la diffusione di queste immagini patinate. L’arte, intesa come espressione umana, in ogni caso, non si può arrestare: anche grandi Paesi come il Pakistan, ad esempio, oppure l’Indonesia e la Turchia, notoriamente Stati molto attenti alle provocazioni ed agli oltraggi in materia religiosa, abbassano la guardia, come si dice in gergo pugilistico; il seguito delle produzioni indiane di “Bollywood” (industria che al giorno d’oggi viaggia allo stesso ritmo di Hollywood) per essere realistici, è enorme e soprattutto in forte crescita, sebbene i contenuti sono ancora non così espliciti come quelli che oggi compongono i films made in USA. Dov’è allora ancora possibile trovare qualche traccia artistica, qualche scorcio di umanità e senza dover supporre o cercare distinzioni che debbano a forza recarci un piacere estetico? Perché negare l’esistenza di questa arte che per qualche motivo asseconda ed affascina l’immaginazione dei nostri giovani? Possiamo o no trovare beneficio attraverso la visione di un buon film e stimolare una sensibilità che stiamo forse già perdendo o peggio tralasciando per nostra noncuranza? Attraverso gli occhi di un altra persona, il film come piccola opera d’arte permette questo fare; se l’effetto di una visione è, potrebbe essere, uno sguardo verso ciò che nella realtà ci viene oscurato dalle nostre frenetiche abitudini egoiste, allora, che Dio mi perdoni, anche un buon film deve essere visto!
Le mie oneste proposte per ora spaziano dall’Europa poco conosciuta (quella dell’Est) alle Lande islamiche dell’Iran di oggi; si passa dai primi anni settanta dove nella fiorente ed in fortissima crescita economica Germania arrivavano i primi emigranti a lavorare, a finire nelle periferie francesi di oggi, dove la vita a fatica scorre ma non si arresta mai. Spaccati di vita, di umanità che soffre ma non demorde, come se si potesse scorgere in questo l’Ordine Supremo, l’Ordine di Dio che sa e meglio sa.

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Toata lumea din familia noastra (Romania, Olanda 2012)
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La ragazza senza nome (Belgio, Francia 2016)
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Una separazione (Iran, 2011)
71tcS2GPDTL._SL1114_
La paura mangia l’anima (Germania, 1974)

 

 

 

 

 

 

 

 

LINK IMDB:
https://goo.gl/knahwY
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https://goo.gl/kECGMi


The art is ephemeral matter: through trends and varied profiles is yet present in the creativity that Man can not hide, because it is exactly portion of the experience, the daily effort that life requires. In other words, art is a human language, a seemingly special or different, if we want to be more precise; to deny or prohibit the person to communicate, in any form we want to define this thing, it is exactly impossible, because a kind of inner rebellion, probably instinctive, does not allow the acceptance of such a tax: the history of humanity known and recognized, the dawn of time and until now, shows us that this statement, like it or not, is the simple truth that we can not hide. Like any form of human expression, even art certainly produces the excesses that need moderation, education for its spread, a submission to the Laws and regulations that are imposed by the society in which artistic expression is widespread in sum.
For this article, I propose to anyone who has the kindness to read me, a reflection towards the Cinema and in particular a slightly different approach to its contents, the films of course. While this art (commonly considered “minor” compared to Scripture, Painting, Music, etc.) has been made by Americans’ capacity translated into cash (Hollywood) that produces an exaggerated wealth for a few, there is still an artistic form which complies with this “human art characteristic” in a limited number of productions, where, however, the distribution of these works is somewhat poor. Hollywood and almost every product produced by this american industry, is art as a bag of rotten potato chips represent a healthy nourishment, causing a first censorship occurred at the beginning of the last century for some feature films, today has become an obsession in many Countries that contrast (with difficulty) the spread of these glossy images. Art, understood as human expression, in any case, can not be stopped: even big countries like Pakistan, for example, or Indonesia and Turkey, notoriously States very attentive to the provocations and insults to religious matters, they lower the guard, as we say in boxing parlance; the result of the Indian productions of “Bollywood” (industry that nowadays produce money at the same rate of Hollywood) to be realistic, it is huge and especially strong growth, although the content is still not as explicit as those who today make up films made in the USA. Where, then, can we still find some artistic track, some glimpse of humanity and without having to assume or seek distinctions that should bring us to force an aesthetic pleasure? Why to deny the existence of this art that somehow favors and fascinates the imagination of our young people? Or, can we not find benefit by watching a good movie and stimulate a feeling that maybe we’re already losing or worse leaving for our carelessness? Through the eyes of another person, the film can do this as a small art; if the effect of a vision is, could be, a look towards what in reality it is obscured to us from our hectic selfish habits, then, God forgive me, even a good movie must be seen!
My honest proposals, for now, ranging from relatively unknown Europe (the East) to the Islamic Landes of Iran’s today; it passes the early seventies where the thriving and strong economic growth Germany the first emigrants came to work, end up in the French suburbs today, where the fatigue life flows but never stops. Slices of life, of suffering humanity but not defeated, as if you could see this in the Supreme Order, the Order of God who knows and does best.

Il Papa (Santo Padre) non è il tuo papà. / Pope (Holy Father) is not your dad.

Premessa di chiarezza ad oltranza: questo sito/blog non è volto al proselitismo islamico, attività per altro comunque benemerita; lo scopo è ben evidente nella HOME PAGE eccetera e, questa informazione, (di servizio) auspico possa distoglierVi da preconcetti
dettati da intenzioni non così nobili diciamo…
Il tema proposto.
In considerazione del lungo percorso storico della Religione Cristiana e focalizzando sul percorso politico della Chiesa di Roma, fissando cioè il tema sulla Chiesa Cattolica per questa dissertazione, la solida Organizzazione clericale vaticana si trova ormai quotidianamente nei titoli delle prime pagine dei giornali che aprono e seguono ampi dibattiti del tipo che è riportato sottostante.

Cattura
Link diretto dell’articolo: https://goo.gl/u7gjNm

Non oso discutere se questo fare sia il sano positivo prodotto “democratico” di una società civile ampia ed a tratti laica, certamente Occidentale, (non esclusivamente) ricordando e Lutero e le “non riforme” Ortodosse: non lo discuto ora e qui. Il tema non è questo, sia nuovamente chiaro. Ciò che esterno con poco piacere, è la non troppo velata arroganza, noncuranza ed approssimazione che l’opinione comune pilotata dai media insegue ed anche indirettamente insegue nei riguardi di una Religione -quella Cattolica- e di cui in qualche modo e certamente solo quando la persona si trova in estrema difficoltà vorrebbe vicina, in soccorso potrei anche meglio dire; concetti e dogmi quali “Caritas“, “Pietas” ed altri ancora di natura umanistica, sono stati e ripetutamente vengono strumentalizzati dal Cattolicesimo ma, l’insinuazione rispettosa riassunta in questo articolo, riguarda il poco rispetto, la scarsissima coerenza, il mancato distinguo da quelle forme ipocrite che avviluppano il pensiero verso il Papa, il Vicario di Cristo in Terra per ogni fedele Cattolico.
Il mio e questo, non è certamente pulpito adatto e possibile per fare simili generalizzate accuse ma, non credo di dover essere impedito a dichiarare apertamente che queste “derive democratiche” hanno una ragione che la Chiesa del Vaticano (Stato non democratico contenitore di oltre un miliardo di fedeli) in qualche modo trascina dentro sé e non mi riferisco a semplici contraddizioni, dove una esagerata ricerca dell’immagine, una raffigurazione (razziale?) del “figlio di Dio” -escludendo ora argomentazioni teologiche sulla S.S. Trinità- ed una famiglia a tratti iper umanizzata nell’immagine casta e pura della vergine Maria, è perfettamente e semplicemente risolta dall’ultimo Profeta apparso, [L.P.s.d.L.] il fondatore dell’iconoclasta e declericalizzata Religione islamica in Terra.


Introduction of clarity to the bitter end: this website/blog is not aimed for Islamic proselytism, however, praiseworthy activity; the purpose of this website/blog is evident written on the HOME PAGE and so, this (service) information, I hope will take you away from preconceptions, all of them: dictated not good intentions and those full bad …
The proposed theme.
In view of the long history of the Christian Religion and focusing on the political path of the Church of Rome, setting the theme for this discussion on the Catholic Church, the Vatican’s strong clerical organization is now daily in the news headlines that open and follow extensive debates of this kind:

Cattura
Engl. Transl.: Pope Francis, a troubling anniversary. Or he changes strategy or he risks isolation.

I dare not discuss whether this is the positive “democratic” product  healthy a wider civil society and sometimes secular of Western Europe but certainly not exclusively remembering Luther and “no reform” Orthodox: I do not discuss here and now. The issue is not this, I must be again clear. What is outside with my little pleasure, is the not-so-veiled arrogance, negligence and approximation that the common opinion driven by the media chases and chases indirectly towards a religion -Catholic- of which in some way and certainly only when the person is in extreme difficulty would be close; concepts and dogmas such as “Caritas”, “Pietas” and others humanistic, were (almost) exploited by Catholicism but what I insinuate respectfully, concerns precisely the lack of respect, the very low consistency, the failure to distinguish from those hypocritical forms that envelop thought toward the Pope, the Vicar of Christ on Earth to every faithful Catholic.
This is certainly not suitable pulpit and possible place to make generalized accusations but, I do not think I should be prevented to declare openly that these “democratic tendencies” have a reason that the Church of the Vatican (not democratic State container of over 1 billion adherents) somehow pulls into itself and I do not mean simple contradictions, where an exaggerated picture research, a representation (racial?) of the “son of God” -excluding now theological arguments on SS Trinity- and a family at times hyper humanized in the name of vergin Maryam, is perfectly and simply resolved by the last Prophet appeared,[P.u.H., the founder of iconoclast, not clerical Islamic Religion on Earth.

La donna (femmina) è un essere umano poco dotato intellettualmente?/Is the woman (female) a human being intellectually not very gifted?

La donna, grazie alla vitale attrazione che emana, è costantemente sotto esame particolareggiato; oggi, nell’evitare il ridicolo e pericolosamente costeggiando il provocatorio sentiero delle assurdità (soprattutto scritte), l’esame si incentra soprattutto nel costume e nell’abbigliamento, scansando e quasi maldestramente quanto è riconducibile al suo comportamento, alla moralità che la contraddistingue all’interno delle società cosiddette civili. Adoperandosi in un ragionamento leggermente e solo leggermente approfondito, potremmo ben dire che queste analisi sociologiche che rimangono confinate in fin dei conti nell’estetica, in realtà sono solamente un escamotage per nascondere e nemmeno troppo bene il controllo esclusivo che l’altro sesso vuole mantenere e mantiene in una forma esclusiva, un controllo che diviene sovente esigenza di dominio verso la persona, dove il vestiario ed il trucco in fondo non sono così interessanti…
Permettendo un rimando ad un passaggio già inscritto in questo sito che gentilmente potreste rileggere QUI, nella sezione “FAQ Temi aperti“, ora e più precisamente andiamo a dare un occhiata all’ultima pseudo sentenza della “CORTE DI GIUSTIZIA DELL’UNIONE EUROPEA“, (pseudo perché in effetti, in Europa, rimangono questi dei “consigli” e poco più, in quanto è la Legislazione del Paese Sovrano che fa testo, in un attività legislativa e giuridica Nazionale che deve prevedere e circoscrivere ogni contesto polemico ed ogni disputa, ogni causa civile e penale, di lavoro eccetera).

http://curia.europa.eu/juris/document/document.jsf?text=&docid=188852&pageIndex=0&doclang=IT&mode=lst&dir=&occ=first&part=1&cid=161094

Cattura
Link diretto alla pagina (https://goo.gl/1YhqeC)

Senza dar atto a polemiche e che possano deviare il tema, ricordo a beneficio di completezza e per capire meglio il potere che la (CVURIA) ha, una delle severe sentenze inflitte (meglio prodotte) e che non sempre o quasi mai vengono recepite dai Paesi portati a giudizio, per esempio quella della recente condanna (retroattiva) che l’Italia ha subito per la “questione degli indennizzi” alle vittime di atti terroristici eccetera.

http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/giustizia/2016/10/11/giustizia-corte-ue-condanna-italia-su-indennizzi-vittime_d69ef924-dc0b-46a4-966e-89e6d6fb0edc.html

Non è per sminuire la Corte, non è questa una decontestualizzazione della sentenza (per altro non apertamente e pubblicamente documentata e nota a tutti in ogni particolare) verso un quadro adiacente alla scienza dell’antropologia: ciò che è inteso e non sottinteso in questo parziale testo, è una richiesta di personalizzazione della domanda infissa nel titolo di questo passaggio scritto; una lettura appropriata della frase così apposta, una prova di questo genere, viene richiesta con lo scopo di creare una agitazione nel pensiero di chiunque possa leggere questa frase interrogativa.
>>>      Stiamo virtualmente discutendo di un foulard oppure delle centinaia di donne uccise barbaramente ed a sangue freddo in Italia ogni anno? (http://www.corriere.it/cronache/speciali/2016/la-strage-delle-donne/)
>>>          Stiamo parlando di un accessorio di abbigliamento oppure delle migliaia di bambine prostitute che ci aspettano dietro l’angolo? (http://www.irishtimes.com/culture/welcome-to-the-child-sex-capital-of-europe-1.339827)
>>>     E’ una questione religiosa e prettamente religiosa oppure la questione femminile la si può articolare nel miliardario e complesso business mondiale e senza confini della pornografia in cui la regina (ed il re allo stesso tempo) acclamata dal Popolo è l’essere umano privo del pene?

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The woman, thanks to the vital attraction she emanates, is constantly under detailed examination; today, avoiding ridicule and dangerously provocative path skirting the absurdities (especially written), the examination focuses mainly in the costume and dress, almost awkwardly dodging what is due to his behavior, morality that distinguishes all ‘interior of the so-called civil society. In striving reasoning lightly and just slightly deepened, we might well say that these sociological analyzes remains confined to early accounts of aesthetics, in fact they are only a ploy to hide, nor too exclusive well control that the opposite sex wants to keep and it maintained in an exclusive form, a control that becomes often need of domain to the person, where the clothing and make-up are not so interesting indeed…
Allowing a reference to a passage already written on this site that you could kindly read HERE, in the “open FAQ Themes“, now more precisely let’s take a look to the last sentence of the pseudo “COURT OF JUSTICE OF THE EUROPEAN UNION” (pseudo because in fact, in Europe, these are “tips” and so on, as it is the legislation of the sovereign Country that makes text, in a National legislative work that needs to predict and circumscribe each legal context and controversy, every civil case from a criminal one, or a job’s dispute etc.)

http://curia.europa.eu/juris/document/document.jsf?text=&docid=188852&pageIndex=0&doclang=EN&mode=lst&dir=&occ=first&part=1&cid=161094

Cattura
Transl.: EU Court: “It is legitimate to ban islamic headscarves -Hijab- in the workplace”

Without giving place to controversy and that can divert the issue, I remind the sake of completeness to better understand the power that (CVURIA) has, one of the severe sentences imposed (better to say produced) and that does not always or almost never are implemented by EU-Countries brought to trial, for example that one of the recent conviction (retroactive) that Italy has suffered to the “question of compensation” to victims of terrorist acts and so on.
This is not to belittle the Court, this is not a de-contextualization of the judgment (for all of us not so openly and publicly documented and known in every particular) towards a framework adjacent to the science of anthropology: what is understood and not supposed in this part text, is a customization request of stuck question in the title of this passage written; an appropriate reading of the sentence on purpose, a test of this kind is required in order to create a stir in the mind of anyone who can read this interrogative sentence.
>>>   Are we virtually talking about a scarf, or the hundreds of women brutally murdered and cold-blooded in Italy each year? (http://www.corriere.it/cronache/speciali/2016/la-strage-delle-donne/) [italian lang. only link]
>>>  Are we talking about a clothing accessory or of the thousands of child prostitutes who are waiting us around the corner? (http://www.irishtimes.com/culture/welcome-to-the-child-sex-capital-of-europe-1.339827)
>>>   Is it a religious and purely religious issue or can it be argued through the world billionaire business (without boundaries) of pornography in which the queen (and king at the same time) acclaimed by the people is the human being penis free?

An offer is always welcome and appreciated in order to promote the essay, to support the distribution costs (searching for translators). The meetings, the author’s transfers and any activity related to advertising and discussion of the book are also absolutely necessary! PROMOTE AN ENCOUNTER IN YOUR LIBRARY OF TRUST WITH THE AUTHOR, the exhibition material and a number of copies of the essay will be free! (For more information click HERE)
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Narrazioni oggettive / Objective narratives

“Dio liberi!”… “Se così vorrà Dio!”… “Grazie a Dio!”… “Quando Dio volle…”

Questa che lascio è una semplice segnalazione; lo premetto e sottolineo marcando essa con l’aggettivo “semplice”, perché è quanto di meglio ho trovato per scansare le tante e troppe derive di pensiero che si rendono disponibili quando l’intenzione non viene appunto fissata dal termine che voglio con poca e pochissima attenzione letteraria ripetere ancora una volta: “semplice”; e va bene…
In quanto uomo dalle “cento e più lacune”, il sottoscritto non si permetterebbe mai di pubblicare un prosaico testo per descrivere e commentare un grande Autore (Giovanni Verga) ed una sua opera letteraria, anche se quanto espongo e segnalo qui, trattasi di un racconto probabilmente minore rispetto ai grandi lavori il Verga ha prodotto; pertanto, a rigore della personale mia cattedratica sufficienza, ritengo senza mezzi termini ci siano solamente due aspetti da porre in considerazione: uno, il prezzo di acquisto dell’opera e cioè “zero”, cioè “gratis”, (almeno per la versione in lingua italiana; quella in inglese sfiora i 50 centesimi) due, il linguaggio alquanto immutato e quindi moderno ci offre il grande scrittore dell’ottocento. Ora, “il modernismo”, è quantomai un azzardo a volerlo integrare nelle proprie supposizioni di ragionamento: si tratta di definire una relazione con il tempo ed il luogo in cui gli avvenimenti sono apparsi, potremmo (errando probabilmente?) dire, magari senza sfruttare facili analogie di pensiero e tanto meno ricercare archetipi di ragionamento basati sulla sociologia ed in ottemperanza di quella semplicità di cui ho fatto menzione all’inizio di questo mio testo. Le esclamazioni, le invocazioni, le frasi di consuetudine e tutte le veementi e sentite allusioni che accompagnavano i nostri avi riecheggiano oggi come allora…
P.S. da QUESTO LINK E’ POSSIBILE ACCEDERE PER L’ACQUISTO (ITA)


“God forbid!” … “If God want!” … “Thank’s God!” … “Only when God wanted to …”

This is a “simple” reporting; I use to say it adding the adjective simple, because it is the best that I have found to avoid the many and too many thinking drifts that could appear when the intention is not precisely fixed by this writing form with little and very little literary attention I used: yet again, “simple”; alright then…
As a man from “a hundred or more gaps,” me, I would never dare to publish prose style text to describe and comment a great and famous Author (Giovanni Verga) and his literary work, even if what I expose and point out here, is a probably minor story compared to the great works Verga has produced; therefore, strictly speaking from my professorial sufficiency, I bluntly there are at least two aspects to be considered: one, the purchase price of the work that is “zero”, that is “free” (at least for the Italian version ; in English nearly 50 cents) two, the rather unchanged language, modern language offers us the great writer of the nineteenth. Now, “modernism”, is a gamble which seem to want to integrate into their reasoning assumptions: it is to define a relationship with time and place where the events have appeared, we could (probably wandering?) say, perhaps without easy leverage analogies of thought and without seeking reasoning archetypes based on sociology, in observance of the simplicity of which I mentioned at the beginning of my text. Exclamations, invocations, the customary phrases and all the vehement and heartfelt allusions that accompanied our ancestors resonate today as that time…
P.S. FROM THIS LINK IT IS POSSIBLE TO PURCHASE (ENG.)

41voYFJDp5L
Libro di pubblico dominio/Public domain’s book (G. Verga, 1887)


La lunga notte delle Religioni / The long night of Religions

6. Lange Nacht der Religionen 2017 – 25. Mai 2017

L’esordio in questo sito-blog è esattamente questo e, me ne rallegro.
Le teutonica massiccia dose di pragmatismo  nella gestione del sociale dovrebbe sempre essere considerata un ottimo viatico (discutibile) per ogni seria Amministrazione locale od estesa, soprattutto consapevole. Al di là di ogni considerazione e soprattutto per “bilanciare” un enorme mole di dati, articoli ed attività mediatiche sempre così solerti a raggiungere la notizia di cronaca e soprattutto nera, scopriamo un Evento davvero interessante e da applaudire, sebbene le opinioni rimangono e probabilmente devono rimanere custodite nella propria sfera personale prima di essere estese con troppo zelo. Avendo personalmente partecipato ad una passata edizione, posso senz’altro dire onestamente che è una “formula” ormai consolidata questa delle “porte aperte”; molto distante da quei tratti melodrammatici che assumono inevitabilmente i  (pochissimi) confronti tra religiosi in Italia, c’è, si assimila partecipando alla “Nacht der Religionen” (la notte delle Religioni) una sobrietà ed austerità che è capace di generare solo una città grande e solidale ed organizzatissima come la Capitale tedesca. Tutto ciò è traducibile in partecipazioni collettive scolaresche mattutine ma anche pomeridiane e fino a notte tarda, dove sono numerose le visite da parte di cittadini privati ed anche in rappresentanza di una Impresa personale, di un Associazione eccetera. Dio è, rimane, il centro di tutto ma, sovente, le dissertazioni teologiche vengono accompagnate da richieste di preventivi per qualche rifacimento del minareto della Moschea, di una pitturazione di qualche Chiesa minore, di una sistemazione di un impianto idrico di qualche Tempietto. Richieste ma anche e soprattutto offerte di preventivi e sopralluoghi vari: l’impegno che non manca mai in questa occasione è sottolineato dal lavoro, prestato, richiesto e così via.
Se non vado errato, la giornata (si ripete in Settembre…) è praticamente un obbligo che ogni luogo di culto deve soddisfare per la richiesta dell’Amministrazione della Città di Berlino, la quale, certifica, fotografa, redige e via dicendo molti documenti, producendo una raccolta di dati che spaziano dalla verifica dell’immobile fino alle attività che il Prete, l’Imam, il Rabbino o chi è preposto a condurre la preghiera nel Tempio compie nell’arco dei mesi.
“La normalità” che si respira è disarmante; termini come “integrazione” e “Stato”, per esempio, sembrano essere davvero fuori luogo in questo contesto. Alla base di queste considerazioni finali, sono certo, ci sono una serie di diritti che ogni cittadino ha e deve avere: poco o nulla si può edificare se una base di diritto di cittadinanza non è disponibile, dove certamente i problemi restano e si annidano dietro ogni angolo.
(La “Notte delle Religioni” rimane un piccolo esempio, uno che non mi avventuro ora di criticare, nemmeno in maniera costruttiva).


6. Lange Nacht der Religionen 2017 – 25. Mai 2017

The onset in this blog-site is exactly this one and, I am pleased about.
The Teutonic massive dose of pragmatism in the social management should always be considered a good omen (questionable) for any serious local or big administration and, above all aware. Beyond any consideration and especially for “balance” a huge amount of data, articles and media activities always so diligent to reach the bad news story and especially the crime, we discover a very interesting event, to applaud it, even so opinions remain and probably must be kept in the personal sphere before extending them with too much zeal. Having personally participated in a previous edition, I can definitely say honestly that it is a “formula” now consolidated this “open door”; far from those melodramatic traits, which are usually the (very few) comparisons of religious in Italy, here, it is assimilated by participating in the “Nacht der Religionen” (the night of Religions) a sobriety and austerity that is capable of generating only a big and supportive city, well organized as the German capital. All this is translated into collective morning schoolchildren investments but also afternoon and late into the night, where there are numerous visits by private citizens as well as representatives of a personal enterprise, an association and so on. God is and remains the center of everything but, often, theological dissertations are accompanied by requests for quotes for some rebuilding of the Mosque minaret, of a whitewashed Church of some minor, of an arrangement of a water system of some Temple. Demands but also offers various budgets and inspections: the commitment that never fails on this occasion is focused on work, provided, required and so on.
If I am not mistaken, the day (it will be repeated in September …) is pretty much a requirement that every place of worship must meet the Administration’s request of the City of Berlin, which certifies, photographs, drafts so many documents, producing a collection of data that range from verification of the property up to the activities that the Priest, Imam, Rabbi, or who is responsible to lead the prayer in the Temple accomplished over the months.
“Normality” we breathe is disarming; terms such as “integration” and “State,” for example, seem to really be out of place in this context. Underlying these final thoughts, I am sure, there are rights that every citizen has and must have: little or nothing can be established if a base of the right of citizenship is not available; certainly the problems remain and are hidden behind every corner.
(The “Night of Religions” is a small example, one that now I don’t want to criticize, even in a constructive manner).